• Mar 11, 2024
  • 1 minute

Ufficio sulla piazza garibaldi dove ci sarà l'ufficio legale. Una insegna analoga verrà piazzata anche a Durres.

Ieri si è tenuto il primo giorno del corso di formazione previsto dal progetto per gli operatori sindacali. Essendo la prima attività di un certo rilievo promossa dal progetto è stata anche la presentazione ufficiale pubblica della nostra azione.
In una sala Colli ben affollata hanno parlato nell’ordine Kol, Dino Lorimer (leggi qui il suo intervento), il delegato dell’ILO, un rappresentante dell’organizzazione degli imprenditori, Tafa ed i due relatori incaricati delle sessioni successive del mattino.
I lavori sono proseguiti con solo i corsisti, una ventina di persone fra cui spiccavano solo due teste bianche, gli
altri, con anche un buon equilibrio di genere, erano più o meno compresi fra i 20 ed i 40 anni.
I relatori erano due avvocati ed esperti di diritto con un ottimo curriculum, la prima attualmente dipendente dell’ufficio del difensore civico ed il secondo attualmente impiegato con l’organizzazione delle imprese nella mediazione dei conflitti.
Le lezioni sono state seguite con interesse e con frequenti domande.

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Come previsto, alla maggior parte dei profughi dal nord Africa, l’Italia non sta riconoscendo alcuna forma di protezione giuridica internazionale. Nel 2011 le richieste d’asilo sono state 33.576. Delle 24.233 esaminate, 10.520 hanno avuto esito negativo. L’asilo politico è stato invece concesso solo a 1.959 profughi, la protezione sussidiaria a 2.460 migranti e a poco più di 5 mila quella umanitaria. I dati sono stati resi noti dal prefetto Angela Pria, capo dipartimento per le libertà civili e immigrazione del ministero dell’Interno, intervenuta al convegno “Libia: i migranti a un anno dalla crisi” organizzato a Milano da Ispi e Cesvi. Il ministero dell’Interno ha intenzione di raddoppiare i posti del sistema Sprar, per l’accoglienza dei rifugiati, fino a circa 10 mila. “Occorrono però 120 milioni di euro, che in tempi di tagli non è semplice trovare”, ha affermato il prefetto. Sono circa 1.500 i profughi partiti nel 2011 dalla Libia e scomparsi nel Mediterraneo, ricorda Laura Boldrini, portavoce di Unhcr Italia, intervenuta al convegno. Anche se Tv e giornali italiani erano concentrati su Lampedusa, il flusso di persone che fuggivano dalla Libia è stato verso i Paesi confinanti. “Dalla Libia sono fuggiti 1,3 milioni di persone, soprattutto somali ed eritrei, e sono andati in Egitto e Tunisia per tornare nei loro Paesi -afferma Laura Boldrini-. Sono stati invece 28 mila quelli che hanno cercato di raggiungere l’Italia”. L’Italia non sta riconoscendo la protezione umanitaria alla maggioranza dei profughi. “Rimane una grande incertezza sul loro destino – aggiunge la portavoce dell’Unhcr -. Chi ha ricevuto il diniego sta facendo ricorso ma certo dobbiamo chiederci come risolvere il problema di chi resterà senza alcun tipo di permesso di soggiorno”.Fonte: http://www.redattoresociale.it

  • 11 Marzo 2024
  • 1 minute
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È stato presentato a Roma uno studio dell’Agenzia per il Terzo Settore sulla realtà del Sostegno a distanza (Sad), una delle forme di solidarietà più conosciute e diffuse dagli italiani: emerge una fotografia chiara di come una significativa fetta del non profit italiano investa in interventi a favore di persone che vivono in paesi in via di sviluppo e di come gli italiani scelgano di essere fedeli negli anni verso la solidarietà.

Ogni anno 111 organizzazioni non profit (ONP) tra le più rappresentative muovono circa 400 milioni di euro in progetti di cooperazione o solidarietà internazionale di cui 100 milioni derivano proprio dal Sad. Il campione preso in esame è qualitativo e molto rappresentativo, seppure non possa rappresentare l’intero panorama delle ONP attive in Italia ( si pensi alle molteplici esperienze missionarie, legate alle varie diocesi o alle piccolissime organizzazioni che sostengono micro progetti). Si stima che in Italia circa due milioni di italiani abbiano un Sad.

“Malgrado la crisi economica che ha riguardato tutti – ha detto Marida Bolognesi, consigliere dell’Agenzia che ha moderato la giornata dal titolo “Crescere insieme da lontano” – il Sad dimostra di tenere o di aver subito solo una lieve flessione, perché è stato compreso dalle organizzazioni e dai cittadini il valore aggiunto rispetto ad altre forme di raccolta fondi. Con il progetto “Sad in chiaro” dell’Agenzia abbiamo dimostrato che sono molte le buone prassi in Italia, soprattutto perché le organizzazioni investono in sviluppo e educazione nei paesi in difficoltà. Inoltre la tipica reciprocità del Sad tra beneficiario e donatore – ha concluso – fa sì che i cittadini non abbandonino gli impegni presi”.



  • 11 Marzo 2024
  • 1 minute

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