• Mar 11, 2024
  • 3 minutes
❗️❗️ AGGIORNAMENTO ❗️❗️ : La scadenza del Bando è stata prorogata fino alle 14:00 di lunedì 20 febbraio 2023!

Qui la comunicazione da parte del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale. 

15 Dicembre 2022 – E’ stato pubblicato ilbandoper la ricerca di operatori volontari da inserire inprogetti di Servizio Civile Universale in Italia e all’estero!

Iscos Marche, con il progetto“Marche Solidali: formazione, sensibilizzazione e comunicazione per una regione inclusiva – 2023”, inserito nellaprogrammazione FOCSIV, ricerca n.2 volontariper la propria sede diAncona.

I volontari selezionati avranno la possibilità di avvicinarsi non solo al mondo dellacooperazione internazionale, ma anche a quello sindacale, approfondendo la tematica dellavoro dignitosoe impegnandosi per la diffusione deidiritti universali, prendendo parte attiva nell’organizzazione e nella realizzazione delle attività svolte dalla nostra associazione.

Saranno impegnati per25 ore settimanaliper12 mesi complessivie riceveranno unrimborso spese mensile di 444,30 Euro.E’ inoltre previsto unperiodo di tutoraggio di n. 3 mesicon l’obiettivo di fornire ai volontari gli strumenti utili alla progettazione del proprio futuro formativo e professionale e tutte le informazioni utili alla ricerca attiva del lavoro

Guarda laScheda progettoper scoprire tutte le attività e i requisiti richiesti!

Gli aspiranti operatori volontari dovranno presentare la domanda di partecipazioneESCLUSIVAMENTE per via telematicaattraverso la piattaformaDomanda on Line (DOL)raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it.

Per accedere alla piattaforma:
1.I cittadini italiani residenti in Italia o all’esteropossono accedervi esclusivamente conSPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitalewww.agid.gov.it/it/piattaforme/spidsono disponibili tutte le informazioni su cosa è lo SPID, quali servizi offre e come si richiede.Per la Domanda On-Line di Servizio civile occorrono credenziali SPID di livello di sicurezza 2. 
Gli Identity Provider forniscono diverse modalità di registrazione, gratuitamente o a pagamento. Per richiedere e ottenere le  credenziali SPID serve un documento di identità valido (carta di identità o passaporto), la tessera sanitaria, un indirizzo e-mail e un numero di telefono del cellulare.

2.I cittadini di Paesi appartenenti all’Unione europea e gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, se non avessero la disponibilità di acquisire lo SPID, potranno accedere ai servizi della piattaforma DOL attraverso appositecredenziali da richiedere al Dipartimento, secondo la procedura disponibile sullahome pagedella piattaforma stessa.
I cittadini Extra UE regolarmente soggiornanti in Italia, al momento della richiesta delle credenziali, oltre ad un documento di identità valido, dovranno allegare anche il permesso di soggiorno in corso di validità o la richiesta di rilascio/rinnovo dello stesso.

LE DOMANDE DI PARTECIPAZIONE POSSONO ESSERE PRESENTATE ENTRO E NON OLTRE LE ORE 14.00 DEL 10 FEBBRAIO 2023

È possibile presentareuna sola domanda di partecipazione.
Ad ogni modo, in caso di errata compilazione, è consentito annullare la propria domanda e presentarne una nuova fino alle ore 14:00 del giorno precedente a quello di scadenza del bando.

Raccomandiamo di leggere con attenzione tutte le indicazioni relative alle modalità di candidatura contenute nelbando pubblicato dal Dipartimento per le Politiche Giovanilie il Servizio Civile Universale sulsito ufficialedove è presente anche unaGUIDAspecifica sull’utilizzo della piattaforma DOL per l’invio della candidatura.

Per maggiori informazioni sul Servizio Civile Universale, su programmi e progetti a bando, ti invitiamo a consultare il sito Focsiv.

Il Servizio civile è#UnaSceltadiValore, un’esperienza di crescita, una scelta di partecipazione attiva e cittadinanza globale. A 50 anni dalla legge sull’Obiezione di Coscienza, si conferma uno strumento di promozione della pace in Italia e all’estero, che previene, abita e trasforma in modo non violento i conflitti, che promuove i Diritti Umani e il benessere per le comunità.

Per qualsiasidomanda inerente il nostroprogettospecifico, puoi scrivere all’indirizzoinfo@iscosmarche.it.
Lasciando un recapito telefonico verrai ricontattato.

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Prosegue il percorso dedicato agli strumenti connessi al riconoscimento delle competenze e all’inserimento lavorativo.DopoOpenBadgeseBestr, esploriamo il mondo dellecertificazioni digitali. Questo percorso fa parte del progetto Nuove Comunità: blockchain per il lavoro.

Che aspetto avrebbe un titolo accademico o un diploma professionale se fossero progettati oggi? Partendo d questo interrogativo, un gruppo di ricercatori ha lavorato negli ultimi anni per produrre certificati digitali che permettessero di accertare la veridicità di un titolo senza dover contattare l’istituzione emittente.
Sono nati così, nel 2016, i Blockcerts, un sistema di credenziali decentralizzato basati sulla tecnologia Blockchain. Le credenziali sono inalterabili, verificabili e disponibili pubblicamente. I Blockcert possono essere utilizzati nel contesto dei titoli accademici, professionali e delle credenziali dei dipendenti.
Blockcerts è un formato per gestire certificazioni memorizzate su Blockchain.

Blockcerts e Open Badge sono due modi in cui un riconoscimento può essere espresso, così come la pergamena e l’autocertificazione.
Un riconoscimento espresso come Open Badge prende la forma di un’immagine PNG che contiene metadati che consentono di ricondurlo al learner che ne è titolare e di invocare la piattaforma che ha emesso l’Open Badge in modo che ne confermi la validità.
Un riconoscimento espresso come Blockcerts si presenta come un documento digitale: una applicazione in grado di leggere questo formato (come ad esempio la applicazione Blockcerts Wallet o il Blockcerts Universal Verifier)  lo interpreta, verifica e lo mostra in maniera leggibile alle persone, rappresentandolo come un foglio con intestazione e firma.
Dal punto di vista tecnico, lo standard Blockcerts nasce dallo standard Open Badge 2.0 e lo rende compatibile con le tecnologie blockchain. Su Bestr esiste sempre un Open Badge in corrispondenza di un Blockcerts.
Bestr scrive i propri Blockcerts su blockchain pubblica Ethereum.

Blockcerts si basa su 4 componenti:

Ente emittente (Issuer): Le università creano certificati accademici digitali che possono contenere una vasta gamma di informazioni sulle competenze, sui risultati o sulle caratteristiche di un individuo e li registrano sulla blockchain bitcoin.

Certificato (Certificate): i certificati sono conformi al formato OpenBadge, che sta diventando uno standard di Sistema di Gestione Integrato (Integrated Management System – IMS). E’ fondamentale l’utilizzo di un software open source che consente alle persone di mantenere il pieno controllo del nostro percorso formativo segnato da titoli che possono essere biglietti d’accesso per un posto di lavoro o una formazione, possono raccontare chi siamo e le tappe che ci hanno fatto diventare proprio quella persona.

Responsabile della verifica (Verifier): Chiunque può, senza dover contattare l’istituzione emittente, verificare che un certificato: 1) non sia stato manomesso, 2) sia stato emesso da un determinato istituto e 3) sia stato rilasciato a un utente specifico.

Portafoglio (Wallet): Chi ne usufruisce può archiviare in sicurezza i propri certificati e condividerli con altri, ad esempio un datore di lavoro.

Lavorando su questo progetto, non solo abbiamo imparato molto sulla blockchain, ma anche sul modo in cui la tecnologia può modellare le pratiche socioeconomiche attorno al concetto di qualifica.

La blockchain è una tecnologia relativamente nuova e la sua complessità e immutabilità rendono ancora più importante considerare attentamente gli effetti a lungo termine delle decisioni di progettazione.
La blockchain non è una soluzione semplice che risolverà tutto ciò che è sbagliato nelle credenziali di oggi. Ma offre alcune possibilità per migliorare il sistema che abbiamo oggi.

Nella nostra attuale soluzione, cerchiamo di bilanciare l’offuscamento (rendendo difficile per gli utenti non autorizzati la ricerca di informazioni a cui non dovrebbero avere accesso) con la fruibilità in modo tale che le anche le istituzioni o i discenti privi di competenze tecniche abbiamo possibilità di utilizzare il sistema. Lo facciamo creando l’impronta digitale (hash) del certificato (che contiene le informazioni personali di uno studente) e salvandola sulla blockchain. Se qualcuno vuole verificare la validità di un certificato, ha bisogno che lo studente divulghi sia il certificato sia dove l’impronta digitale del certificato si trova sulla blockchain.

In sintesi, come funziona?

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