• Mar 11, 2024
  • 1 minute

sciopero mondiale diritti iranQuattro sindacati mondiali che rappresentano olte 170 milioni di lavoratori hanno proclamato una giornata di azione mondiale per il 26 giugno prossimo per chiedere giustizia per i lavoratori iraniani.
Ci saranna dimostrazioni presso le ambasciate e i consolati iraniani per protestare contro le negazioni dei diritti e gli arresti dei sindacalisti nella nazione.

ITUC (International Trade Union Confederation), EI (Education International), ITF (International Transport Workers’ Federation), IUF (International Union of Food, Agricultural, Hotel, Restaurant, Catering, Tobacco and Allied Workers’ Associations) stanno formando una coalizione per l’evento, l’ultima mossa di una campagna per la giustizia e i diritti sindacali in Iran. Amnesty International ha sostenuto questa campagna.

Chiedono il rilascio dei sindacalisti, tra cui Mansour Osanloo, Ebrahim Madadi, Farzad Kamangar, l’annullamento della sentenza di un’anno di detenzione contro 5 leader di Haft Tapeh Sugarworkers’ Union, così come il rilascio degli arrestati il primo maggio.
Guy Rider, segretario ITUC, ha dichiarato: “abbiamo esaurito tutti i modi del dialogo ragionevole per persuadere il governo. La loro risposta è stata repressioni e arresti. Dobbiamo scendere in strada per dimostrare che il mondo li guarda.”

Per informazione contattare:

ITF. Press officer Sam Dawson. Tel: +44 (0)20 7940 9260. Email: Dawson_sam@itf.org.uk

ITUC. Press Officer Mathieu Debroux. Tel: +32(0)2 22 40 204. Email: mathieu.debroux@ituc-csi.org

EI. Nancy Knickerbocker. Tel: +32 (0)2 22 40 611. Email: Nancy.knickerbocker@ei-ie.org

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Massawa
In un’intervista a Reuters Araia Tseggai, responsabile dell’ente per le zone di libero commercio eritreo, ha dichiarato che Massaua e Assab diventeranno dei porti liberi.
Ci sarebbero già una dozzina di imprese registrate per l’utilizzo del porto di Massaua, soprattutto per piccoli impianti.
L’area di Massaua comprenderebbe anche l’aeroporto da poco costruito, per una superficie complessiva di 5.000 ettari.
Assab diventerebbe una free-zone nel 2010, sfruttando la vicinanza con il confine di Gibuti.
Assab dovrebbe essere dedicata al trans-shipment, senza entrare in competizione con Massaua, che inizierà con impianti di trasformazione e produzione, stabilimenti per industria leggera e servizi.
Il costo del lavoro dovrebbe attrarre gli investimenti. Tseggai ha detto: “Quando consideri la conversione in valuta, i nostri salari sono noccioline. Io sono pagato l’equivalente di 200$ al mese”.




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  • 11 Marzo 2024
  • 1 minute
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birmania boicottaggio“Bisogna colpire subito la giunta militare birmana, che si è macchiata di crimini contro l’umanità”. E’ l’appello lanciato dal segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, nel corso della conferenza stampa svoltasi alla Farnesina in presenza del ministro degli Esteri Franco Frattini sulla vicenda Aung San Suu Kyi.
“La nostra principale richiesta in queste ore è quella di liberare la leader dell’opposizione e deferire all’Alta corte (la Corte Penale Internazionale o Cpi, ndr) la giunta militare per crimini contro l’umanità” ha detto Bonanni ricordando che l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil), ha già “registrato l’esistenza di lavoro forzato per diverse migliaia di persone, e credo – ha aggiunto -che in nessun posto del mondo ci sia una situazione così incresciosa. La Corte internazionale agisca immediatamente – ha detto – in base alla denuncia dell’Oil (agenzia specializzata delle Nazioni Unite, ndr) che non è un organismo di parte ma rappresenta tutte le istituzioni del lavoro mondiale”.
Un appello inoltre alle imprese italiane ed europee a non investire in Birmania, un Paese ”soffocato” dal regime militare.
“Ancora troppe” infatti secondo il segretario della Cisl, le aziende italiane che fanno affari con il regime birmano. “E per questo motivo che da tempo il sindacato chiede di astenersi dal fare affari con una giunta liberticida e di prepararsi a fare affari con un governo legittimo del popolo birmano”. Bonanni ha pertanto espresso l’auspicio che da parte dell’Italia vi siano “sanzioni gestite meglio” insieme a “una verifica maggiore della legalita’ nelle dogane, nella circolazione delle merci tra i due paesi”. A tale riguardo si è espresso il Ministro Frattini, secondo il quale ”deve esserci un limite” alla ricerca del profitto. Vi e’ un legame fortissimo tra crescita economica e liberta’. Al di la’ delle posizioni individuali – ha detto il ministro riferendosi alle perplessita’ francesi sulle sanzioni – la soluzione deve essere quella che l’Europa ha adottato lo scorso aprile: non indietreggierà sulle sanzioni contro la Birmania, a meno che il regime militare non ‘ripristini le condizioni di liberta”’ e ”garantisca i diritti della persona”. “Per questo – ha concluso Bonanni – dobbiamo far sentire tutto il nostro dissenso”.

Ecco le aziende italiane che lavorano in Birmania:

Aziende che importano in Italia dalla Birmania

Aziende che esportano in Birmania (2008)
Aziende che esportano in Birmania (2009)


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  • 11 Marzo 2024
  • 1 minute

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