• Mar 11, 2024
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“Nonostante la legge 185/90 – quella che regola l’export di armi – lo preveda espressamente, il governo di Mario Monti non ha ancora reso noti i dati relativi alle esportazioni di armi italiane nel mondo nell’anno 2011.

 

Avrebbe dovuto farlo entro il 31 marzo – così dispone la normativa – ma ad oggi (6 aprile, mentre scriviamo) non c’è traccia della Relazione completa, che in realtà da qualche anno a questa parte viene trasmessa al Parlamento con uno-due mesi di ritardo; e nemmeno del sintetico Rapporto che invece, anche durante i governi Berlusconi, veniva pubblicato nei tempi previsti” – riporta il sito dell’agenzia Adista in un articolo a firma di Luca Kocci.

 

“Il governo dei tecnici non è in grado, o non vuole, fornire una relazione tecnica nei tempi tecnici di legge” – commenta il giornalista di Adista. “Che i ministri competenti in materia di esportazioni di armamenti siano alle prese con altre questioni è cosa nota: il ministro della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, è indaffarato a cercare di spiegare al Parlamento le ragioni dell’acquisto di 90 cacciabombardieri d’attacco F-35 per una spesa complessiva che non ha mai notificato, ma che si aggira tra i 13 e i 15 miliardi di euro”.

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Dopo la condanna ufficiale del sandblasting come tecnica di schiaritura dei jeans da parte di molti marchi internazionali del mondo della moda, la Campagna Abiti Puliti ha deciso di verificare sul campo le promesse delle imprese mandando alcuni ricercatori dell’Alternative Movement for ReFontes and Freedom Society (Amrf) in 7 fabbriche bengalesi per intervistare 73 lavoratori, di cui oltre la metà addetti alla sabbiatura.

 

I risultati dell’inchiesta sono allarmanti: in nessuno dei 7 stabilimenti la sabbiatura è stata definitivamente abolita e spesso viene eseguita di notte in modo da non dare nell’occhio. Non va meglio nelle fabbriche impegnate nella produzione di merchandise olimpico per Londra 2012. Un altro grande business costruito sulla pelle dei lavoratori denunciato da PlayFair 2012. Ma andiamo con ordine.

 

Per quanto riguarda il sandblasting si potrebbe parlare di “Deadly denim” (jeans letali) come ha fatto il rapporto di Clean Clothes Campaign, rappresentata in Italia proprio da Abiti Puliti, per denunciare l’assurdo binomio esistente tra una moda, quella dei jeans resi artificialmente rovinati e le vite dei lavoratori costretti a soddisfarla.

 

“La situazione è molto grave – ha dichiarato Deborah Lucchetti della Campagna Abiti Puliti – al contrario di quanto sostengono pubblicamente, l’indagine ha rivelato che i più noti brand della moda non sono disposti a modificare lo stile dei loro prodotti o a modificare i tempi e costi di produzione per permettere ai fornitori di adottare metodi alternativi che comportano lavorazioni più sicure, con il risultato di continuare a incentivare l’uso, clandestino o alla luce del sole, della sabbiatura”.



  • 11 Marzo 2024
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La CIA nasconderebbe dei centri di detenzione per i terroristi sul territorio europeo. E il PE crede che i governi nazionali che collaborano a queste operazioni dovrebbero rivelarsi. La sottocommissione ai Diritti umani ha organizzato un’audizione pubblica sulle pratiche di detenzione il 12 aprile 2012 concentrandosi sull’equilibrio tra lotta al terrorismo e protezione dei diritti umani.

 

La deputata tedesca dei Verdi Barbara Lochbihler, presidentessa della sottocommissione ai Diritti umani, ha criticato la NATO per non aver assistito all’audizione e non aver risposto in modo costruttivo. “Non capisco proprio per quale ragione non hanno partecipato: infatti i membri della NATO possono essere coinvolti nella violazione dei diritti umani”. La deputata ha fatto l’esempio dei soldati tedeschi in Afghanistan che devono sapere se consegnare dei prigionieri agli Stati Uniti sapendo che corrono il rischio di essere poi torturati.

 

Prigionieri segreti

 

Le critiche maggiori riguardano il silenzio delle detenzioni: la segretezza non permette di sapere se è i prigionieri sono stati torturati o meno.

Gerald Staberock, segretario generale dell’Organizzazione mondiale contro la tortura (OMCT) ha dichiarato: “Dobbiamo fare una distinzione tra le vittime innocenti e i colpevoli, ma l’obbligo di non torturare deve essere applicato a tutti”.

Il deputato lituano di centro-destra Vytautas Landsbergis ha sottolineato che “queste pratiche sono solitamente utilizzate dal presunto controterrorismo senza assicurare il rispetto dei diritti umani”.

Il deputato dei Verdi Hélène Flautre ha spiegato: “Dobbiamo assicurarci che non succede più niente di simile”.



  • 11 Marzo 2024
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