• Mar 11, 2024
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Ministro: rifiutiamo ruolo di polizia d’Europa
(ANSAmed) – RABAT, 25 LUG – ”Sulla questione migratoria, il Marocco rifiuta di essere il gendarme dell’Europa, ed è la ragione per la quale abbiamo deciso di non siglare con l’Unione Europea l’accordo relativo alla circolazione delle persone”, in quanto in esso sono presenti disposizioni che giudichiamo ”inappropriate”. Quindi, “il Marocco firmerà l’accordo quando le condizioni saranno ragionevoli”. E’ quanto dichiarato dal ministro marocchino degli Affari esteri e della cooperazione, Saad Dine El Otmani, durante il question time alla Camera dei consiglieri.
Otmani ha poi detto, scrive la genzia di stampa marocchina Map, che il dipartimento degli Affari esteri opera per sensibilizzare le ambasciate straniere accreditate in Marocco sulla necessità di migliorare le condizioni di accoglienza dei cittadini marocchini, precisando che la concessione dei visti rimane “una decisione sovrana”. Ma, ha aggiunto, osservando che davanti ai richiedenti vi siano molti ostacoli e ricordando che il suo ministero dedica un’attenzione particolare alle necessità della comunità marocchina residente all’estero. (ANSAmed).

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Dopo aver letto “L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono cercai sulla mappa il luogo in cui si era svolta la vicenda, invano. La mia amica sorrise, il racconto era allegorico ma io ci avevo creduto davvero. Qualche giorno fa mi sono emozionata nello scoprire che quel posto esiste! Si chiama Gourga ed è un villaggio della zona nordorientale del Burkina Faso. Lì, un uomo di nome Yacouba Sawadogo pianta alberi e coltiva la terra diventata arida dopo il periodo di siccità compreso tra il 1973 e il 1984.Quel decennio ebbe serie e importanti conseguenze per l’intera area saheliana: molte persone morirono e tantissime altre emigrarono verso le città e verso l’Europa lasciando le famiglie dipendenti dal loro sostegno esterno. In quel periodo, quest’uomo coraggioso e paziente decise di dedicarsi alla terra e di sperimentare un’antica tecnica di cui aveva sentito parlare dai suoi genitori: lo Zaï, che consiste nel preparare la terra nella stagione secca creando microbacini in grado di trattenere l’acqua piovana della stagione successiva.A questa pratica Yacouba Sawadogo apportò una modifica: aumentò, sia in larghezza che in profondità, la dimensione delle buche scavate nel terreno e le ricoprì di foglie e letame. Quest’intuizione rivelò presto la sua utilità e attirò numerose termiti che, digerendo la materia organica, contribuirono a rimineralizzare il suolo. Con l’arrivo delle piogge, l’acqua raccolta nelle buche iniziò a scorrere nei tunnel scavati da questi insetti consentendo una migliore irrigazione e permettendo al terreno di sostenere adeguatamente la crescita di sesamo, sorgo e miglio. Continua la lettura: Yacouba Sawadogo: l’uomo che pianta gli alberi nel deserto del Sahara | AFFRICA. Guarda i video: episodio 1 |  episodio 2 | episodio 3 | episodio 4

  • 11 Marzo 2024
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(ASCA) – Roma, 25 lug – Al 1* gennaio 2012, in base ai dati forniti dal Ministero dell’Interno, erano regolarmente presenti in Italia 3.637.724 cittadini non comunitari. Tra il 2011 e il 2012 il numero di cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti e’ aumentato di circa 102 mila unita’. E’ quanto riferisce l’ultimo report Istat. I paesi di cittadinanza piu’ rappresentati sono Marocco (506.369), Albania (491.495), Cina (277.570), Ucraina (223.782) e Filippine (152.382). I minori non comunitari presenti in Italia rappresentano il 23,9% degli stranieri non comunitari regolarmente soggiornanti, mentre nel 2011 essi costituivano il 21,5%. I minori di 18 anni nati nel nostro Paese sono ormai piu’ di 500 mila, poco meno del 60% del totale. Continua a crescere la quota di soggiornanti di lungo periodo, particolarmente elevata nelle regioni del Centro-Nord. Nel 2011 erano 1.638.734; nel 2012 sono 1.896.223 e costituiscono la maggior parte dei regolarmente presenti (52,1%). L’Istat segnala una netta diminuzione di nuovi ingressi di cittadini stranieri non comunitari: durante il 2011 sono stati rilasciati 361.690 nuovi permessi, quasi il 40% in meno rispetto all’anno precedente. La diminuzione dei nuovi arrivi ha interessato le donne (-45,7%) piu’ degli uomini (-33,6%). E si riducono notevolmente i nuovi permessi rilasciati per lavoro (oltre il 65% in meno), mentre si contraggono, anche se in misura minore (21,2%), le nuove concessioni per famiglia. Aumentano notevolmente i permessi rilasciati per asilo e motivi umanitari che passano da 10.336 nel 2010 a 42.672 nel 2011. Nel 2011 hanno rappresentato l’11,8% dei nuovi flussi, mentre l’anno precedente erano solo l’1,7% del totale. Tre sole cittadinanze coprono oltre il 50% del totale di questa tipologia di ingresso: Tunisia (27,5%), Nigeria (16,3%) e Ghana (7,4%). La riduzione dei nuovi permessi concessi interessa, in particolare, il Nord-est: nella ripartizione erano stati rilasciati circa 170 mila nuovi permessi nel 2010, mentre nel 2011 i nuovi ingressi sono stati poco piu’ di 83 mila. Il 67% dei cittadini non comunitari entrati in Italia durante il 2007 sono ancora regolarmente presenti a gennaio del 2012. In quasi il 20% dei casi coloro che sono restati hanno pero’ rinnovato il permesso in una provincia diversa da quella di ingresso. Le province che hanno messo in luce una maggiore capacita’ di trattenimento sui migranti entrati nel 2007 sono Bolzano (trattiene nella provincia il 94,6% dei cittadini non comunitari che avevano ottenuto un permesso nella provincia nel 2007), Genova (90,3%), Aosta (90,1%), Imperia (89,9%) e Trento (89,4%); tra le prime dieci ci sono anche Milano (88,5%) e Roma (87,5%). Tra le province di passaggio, quelle cioe’ che esercitano la minore capacita’ di trattenimento, Crotone trattiene solo il 31,8% di coloro che hanno ottenuto un permesso di soggiorno nella provincia nel 2007, Caltanissetta il 46,5%, Foggia il 50,0%, Potenza il 53,4% e Trapani il 55,7%. red/mpd

  • 11 Marzo 2024
  • 1 minute

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