• Mar 11, 2024
  • 1 minute

E’ stata inaugurata in Mauritania, a Nouakchott, dal presidente Mohamed Ould Abdelaziz, la piu’ grande centrale solare del Continente. L’impianto ha una capacita’ di 15 megawatt ed e’ stata realizzata dalla societa’ emiratina Masdar, grazie ad un finanziamento da 32 milioni di dollari concesso dagli Emirati Arabi alla Mauritania.
Secondo le previsioni, oltre ad aumentare la disponibilita’ di elettricita’ per la capitale, la nuova centrale consentira’ di abbassare la ”bolletta” che grava sulla Mauritania, peraltro dando al Paese delle risorse energetiche ”pulite”.
Inoltre la Mauritania potra’ esportare parte dell’elettricita’ prodotta a Paesi vicini, quali il Senegal.
viaEnergia: in Mauritania piu’ grande centrale solare Africa – Energia – ANSAMed.it.

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Storico accordo raggiunto oggi a Bruxelles fra Pristina e Belgrado, con la mediazione Ue, per la gestione della zona Nord del Kosovo: un’intesa che da sola rappresenta non solo una svolta per le relazioni fra serbi e kosovari, ma anche un biglietto di andata verso l’adesione all’Unione europea. Dopo sei mesi di estenuanti maratone negoziali, il premier kosovaro Hashim Thaci e il premier serbo, Ivica Dacic, al decimo round dei colloqui nella capitale belga, hanno finalmente siglato il testo messo sul tavolo dall’alto rappresentante per la politica estera Ue, Catherine Ashton, che incassa così il suo primo grande successo come capo della diplomazia europea. “Questo accordo rappresenta l’inizio di una nuova era di riconciliazione e cooperazione fra Stati” ha esultato il premier kosovaro, Hashim Thaci, a cui ha fatto da contraltare il tono grave del primo ministro serbo, Ivica Dacic, che ha parlato di “una decisione difficile”. Per Kosovo e Serbia quella di oggi è una scommessa sul futuro, che per loro come per tutti gli altri Paesi della regione dei Balcani occidentali, è quella di diventare uno Stato membro dell’Unione europea. La vicina Croazia ce l’ha fatta e dal primo luglio 2013 sarà il 28/o Stato membro. Sulla sua scia, Pristina e soprattutto Belgrado sono state messe all’angolo lo scorso dicembre dai leader dei 27, che avevano scritto a chiare lettere che i progressi verso l’adesione sarebbero stati condizionati dai passi avanti concreti nelle loro relazioni. L’unica via d’uscita possibile quindi era solo il raggiungimento di un accordo storico. E l’intesa è arrivata ‘last minute’ prima del rapporto di Ashton ai ministri degli esteri Ue di lunedì prossimo a Lussemburgo e in vista di una decisione del vertice di giugno sui negoziati di adesione della Serbia e sull’accordo di associazione con il Kosovo. L’accordo “é un passo che avvicina all’Europa” serbi e kosovari, ha dichiarato la Ashton, seguita a ruota dal presidente dell’Ue, Herman Van Rompuy, che ha riconfermato la “prospettiva europea” di Pristina e Belgrado, e dal presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, “fiducioso” che l’intesa “preparerà la strada per le prossime decisioni” dei 27. La Nato intanto continuerà a garantire la sicurezza in Kosovo e darà il supporto necessario per l’attuazione dell’accordo. Dal punto di vista formale però all’intesa manca ancora il sigillo delle capitali, che comunicheranno nei prossimi giorni la loro decisione finale a Bruxelles. E per alcuni il via libera non è affatto scontato: il prezzo da pagare per la comunità serba del Nord del Kosovo pare troppo alto ed è già partita la raccolta di firme per un referendum, esteso anche alla Serbia. viaSerbia-Kosovo: storico accordo, ora Europa piu’ vicina – Serbia – ANSAMed.it.

  • 11 Marzo 2024
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La finanza internazionale è sempre stata un colosso con i piedi d’argilla. Lo è per via del principio del moltiplicatore dei depositi, che, mediamente, – ossia quando il rapporto debito/capitale proprio assume livelli ragionevoli – trasforma un euro di riserve in 12 euro prestati. Questa cifra può arrivare fino a 20 euro quando lo slancio prometeico della finanza creativa e delle banche “troppo grandi per fallire” cerca di assecondare la nostra urgenza di creare più ricchezza dal nulla, aumentando il rischio e cartolarizzando crediti dubbi per far spazio a nuovi impieghi e creare nuova moneta. viaLa Tobin Tax è il primo passo per curare la finanza malata – rivista italiana di geopolitica – Limes.

  • 11 Marzo 2024
  • 1 minute

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