• Mar 11, 2024
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Da quando sono state dichiarate ‘libere’ dal narcotraffico, le ‘favelas’ dei quartieri ricchi di Rio de Janeiro hanno registrato un ‘boom’ immobiliare e commerciale: è quanto emerge da uno studio dell’Istituto brasiliano di ricerca sociale che cita a mò di esempio di sviluppo le baraccopoli di ‘Rocinha’ e ‘Vidigal’, vicine a zone benestanti come Leblón, Gávea e São Conrado, dove gli esercizi commerciali hanno aumentato le loro vendite del 26% dopo essere state “pacificate” con le operazioni di polizia cominciate nel 2008.

 

Le quotazioni delle vendite e degli affitti di immobili crescono in percentuale più che nei quartieri residenziali della metropoli, anche grazie all’ubicazione delle baraccopoli, in larga parte situate lungo i fianchi delle colline da cui si gode di magnifici panorami.

 

La riduzione della violenza collegata al narcotraffico ha inoltre contribuito ad aumentare anche il turismo nelle ‘favelas’, dove fervono numerose attività, piccoli negozi e ristoranti e le strade strette affollate si percorrono a bordo di economici ‘moto-taxi’. Molte ospitano anche diversi ostelli che grazie alle basse tariffe attraggono sempre più visitatori.

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Dopo il successo della campagna L’Italia sono anch’io che ha raccolto 109.268 firme per il diritto di cittadinanza e 106.329 per quello di voto dei migranti nati e residenti nel Belpaese, è in attesa di conoscere la data dell’incontro da parte del Viminale anche la campagna Diritto di scelta promossa da Progetto Melting Pot Europa per cercare di dare una risposta ai circa venticinquemila richiedenti asilo che nel corso del 2011 sono stati costretti a fuggire dalla Libia e ad approdare a Lampedusa.

 

“Purtroppo – ha fatto sapere Melting Pot – mentre prosegue la raccolta firme, da diverse città arrivano notizie di ulteriori dinieghi consegnati ai richiedenti asilo […] Negli ultimi due mesi abbiamo registrato centinaia di risposte negative da parte delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, che le Questure, in attesa di possibili imminenti provvedimenti dell’esecutivo, non procedono a notificare”.

 

Per Melting Pot lo stesso Tavolo asilo, il forum informale delle maggiori organizzazioni italiane attive nel campo dell’asilo e della protezione dei richiedenti asilo e rifugiati, coordinato dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati in Italia (Unhcr), “ha presentato solo poche settimane fa un nuovo appello al governo affinché si trovino al più presto delle soluzioni per i migranti, richiedenti asilo e rifugiati di vari paesi giunti in Italia nel 2011 a causa del conflitto in Libia”.



  • 11 Marzo 2024
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