• Mar 11, 2024
  • 1 minute

Cinquantanni fa, nei cieli del Congo in fiamme per una violentissima crisi politica che vedeva coinvolte le giuste aspirazioni all’indipendenza, gli opposti schieramenti della guerra fredda, le miopi resistenze delle potenze ex coloniali, moriva misteriosamente Dag Hammarskjòld.
Personalità eccezionale per cultura e umanità, Segretario generale delle Nazioni Unite dal 1953 al 1961, ha lasciato un’eredità politica controversa: fu inventore dei Caschi Blu, delle operazioni di peacekeeping, della diplomazia preventiva, ma soprattutto fu il primo vero promotore del processo di democratizzazione dell’Onu che ancora oggi tanto è fondamentale, quanto stenta a decollare. Hammarskjòld interpretò il ruolo del segretariato nel modo più ampio possibile, forse personalizzando troppo i suoi interventi, probabilmente sottovalutando il peso delle maggiori potenze, in ogni caso tentando l’affermazione di una linea politica di effettiva gestione delle crisi internazionali, sottraendole a interventi parziali e interessati.
La storia della sua vigorosa azione politica e civile si intreccia nel libro con la cronaca delle crisi internazionali che hanno scandito pericolosamente quegli anni: ma riesce anche a illuminare il lato privato – di forte spiritualità rigorosamente celata dal riserbo – della sua personalità capace di non scendere a patti con le doppiezze di certa politica.
Prefazione di Giulio Terzi di Sant’Agata.
Autore Pesenti Susanna
Dati 2011, 361 p., brossura
Editore Brioschi
Acquista il libro su IBS

NEXT POST

Segnaliamo due volumi sul Mediterraneo. Si tratta di:

Il Mediterraneo degli altri. Le rivolte arabe fra sviluppo e democrazia

Autore Hamaui Rony; Ruggerone Luigi Dati 2011, XIV-167 p., brossura Editore Università Bocconi (collana UBE. Frontiere) Disponibile anche in ebook a € 10,99 Pochi hanno capito che cosa sia veramente successo, quali le cause delle rivolte arabe e soprattutto quale possa essere il loro sviluppo. Secoli di diffidenza fra il mondo islamico e quello cristiano non hanno facilitato una conoscenza reciproca, che sta alla base di qualsiasi circostanziata valutazione. L’analisi socio-economica da sola non è in grado di spiegare compiutamente le rivolte arabe, sia perché tale situazione dipende anche da variabili politico-culturali, sia perché, oltre a lavoro e salario, le folle nelle piazze arabe hanno chiesto soprattutto democrazia e buon governo. Il libro si propone di far conoscere questa regione a tutto tondo, analizzando fatti e avvenimenti, in modo non scontato e al di là della cronaca. Si guarda alle rivolte anche dalla prospettiva del “vicino di casa”, combattuto tra il desiderio di favorire l’affermazione di regimi democratici al di là del Mediterraneo, che troppo spesso abbiamo considerato mare nostrum, e il timore che il cammino verso la democrazia possa rivelarsi pieno di trappole. Prefazione di Alberto Negri.
Acquista il libro su IBS

Il nuovo Mediterraneo. Confine o rinascenza d’Europa

Autore Valori Giancarlo E. Dati 2011, 240 p., brossura Editore Excelsior 1881 (collana Demarcazioni) In tutto il Mediterraneo l’agenda politica dei partiti si mostra obsoleta in rapporto alla nuova stratificazione sociale. La Primavera Araba, elemento di discontinuità, orienta e contende i paesi del Maghreb verso due direzioni: l’Europa e l’Occidente da un alto, la grande aerea finanziaria araba dall’altro. Un nuovo “grande gioco” mediterraneo poiché l’equilibrio alla base dei vecchi sistemi definiti durante la guerra fredda è definitivamente perduto; forse solo una partnership euro-maghrebina potrà ridefinire il ruolo, ormai globalizzato di un bacino tanto conteso. Acquista il libro su IBS
  • 11 Marzo 2024
  • 1 minute

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *