• Mar 11, 2024
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(Adnkronos)- Una volta erano sinonimo di immigrazione nel nostro paese ma ora Albania, Marocco e Romania vengono in Italia con qualificate delegazioni estere per proporre interessanti opportunità di investimento nel settore delle energie rinnovabili. E potrebbero rivelarsi, quindi, degli efficaci antidoti alla crisi economica. Tutto questo sarà possibile verificarlo all’ottava edizione ZeroEmission Rome, la manifestazione dedicata a energie rinnovabili, sostenibilità ambientale, lotta ai cambiamenti climatici ed emission trading, che si svolgerà dal 5 settembre alla Fiera di Roma. A ZeroEmission Rome 2012 saranno particolarmente numerose la delegazioni estere, con a loro disposizione un’area dedicata, provenienti, oltre che da Albania, Marocco e Romania, anche da Argentina, Brasile, Egitto, Giordania, Israele, Macedonia, Serbia e Slovenia, che presenteranno le opportunità di investimento nei loro Paesi. In particolare, saranno presenti Aaee (Associazione Eolica Argentina), Aida (Albanian Investment Development Agency), Aderee, l’agenzia del Marocco per lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, Siepa (Serbian Investment and Export Promotion Agency), l’Ufficio Economico del Consolato Generale della Repubblica di Slovenia, la Camera di Commercio Italiana per la Romania, Edama, associazione giordana che cerca soluzioni innovative per l’indipendenza energetica del Paese, e l’Ufficio di Promozione Commerciali e Investimenti dell’Ambasciata del Brasile in Italia. “Grazie a queste iniziative, ZeroEmission Rome diventa sempre di più il punto di riferimento internazionale per coloro interessati a investire soprattutto nell’area del Mediterraneo, dei Balcani, del Sud ed Est Europa e a trovare nuove partnership” afferma Marco Pinetti, presidente di Artenergy Publishing, la società organizzatrice.

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(ANSAmed) – BRUXELLES, 22 AGO – I paesi della primavera araba nel Mediterraneo meridionale ed orientale sono alle prese con serie sfide macroeconomiche, in un clima di crescente incertezza. Lo afferma un rapporto della Banca europea di ricostruzione e sviluppo (Bers), che ha recentemente esteso la sua attivita’ in Egitto, Marocco, Tunisia e Giordania. Secondo lo studio ”le economie di questi quattro paesi hanno ricevuto un colpo dal declino del turismo, degli investimenti stranieri diretti e del commercio, mentre gli investitori hanno adottato un approccio attendista, almeno a breve termine”. Il documento vede le economie dei paesi dove la Bers gia’ investe crescere piu’ lentamente nel 2012 e nel 2013 rispetto alle previsioni del maggio scorso, principalmente a causa delle stime di riduzione di crescita in Russia. Inoltre la regione, in generale, continua ad essere influenzata dalla crisi nell’Eurozona. Lo sviluppo economico del Mediterraneo meridionale ed orientale rimane quindi molto fiacco nel complesso. Tutti i paesi della regione hanno registrato un aumento della spesa sociale per rispondere alle pressioni popolari, esacerbando il problema del deficit. La disoccupazione, specie giovanile, rimane un problema cronico in tutti e quattro i paesi dell’area e la soluzione probabilmente tardera’ a causa dell’attivita’ economica inadeguata. In Egitto i settori piu’ deboli sono stati i trasporti, la produzione industriale e il turismo. ”Gli investimenti diretti stranieri – riferisce il rapporto Bers – devono ancora riprendere e l’Egitto e’ ancora in una posizione precaria”. L’economia della Giordania ha registrato una crescita inattesa del 3% nel primo trimestre del 2012 ma il disavanzo pubblico e’ aumentato significativamente, a causa della instabilita’ politica regionale e dei picchi dei costi dell’energia. In Marocco Bers prevede una crescita piu’ debole nel 2012, dati gli stretti legami con l’Eurozona. Il Pil reale e’ salito solo del 2,8% nel primo trimestre dell’anno, allargando il deficit gia’ esistente. Solo la Tunisia sta mostrando segni di ripresa nei primi tre mesi del 2012, con il Pil reale cresciuto del 4,8% su base annua. La ripresa economica sembra essere su larga scala e la relazione ha osservato una crescita del 33% nel settore del turismo e del 29% degli investimenti esteri diretti. Allo stesso tempo pero’ e’ in salita la pressione fiscale in Tunisia, a causa dell’aumento della spesa sociale.(ANSAmed).

  • 11 Marzo 2024
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