Trent’anni fa l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava la Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (CEDAW), considerata ancor oggi uno dei trattati internazionali più completi sui diritti delle donne.
La CEDAW chiede di rimuovere le discriminazioni che limitano la partecipazione delle donne alla vita pubblica e lavorativa e ai processi decisionali, di contrastare la violenza di genere e di impegnarsi per modificare la diffusa accettazione degli stereotipi associati ai ruoli tradizionali di uomini e donne nella famiglia e nella società.
“Nel 30° anniversario di questa Convenzione vogliamo celebrare i successi ottenuti dalle donne contro le tante forme di oppressione ed esclusione, ma anche ricordare quanto resta ancora da fare” – così afferma Boiani Mariangela della ong Cestas, uno dei soggetti promotori della Campagna a cui aderisce una piattaforma di oltre 50 soggetti tra organizzazioni ed enti locali tra cui il Comune di Jesi e la Provincia di Ancona.
“Lavori in corsa – 30 anni CEDAW” sarà presentata nel corso della giornata di domenica 22 novembre promossa dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Jesi in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne presso l’Ostello Villa Borgognoni di Jesi.
La giornata prevede una serie di iniziative tra cui mostre, tavole rotonde, incontro con l’autrice siriana Dachan, cena e spettacolo.
Sul sito della Rete Internazionale delle Donne per la Solidarietà www.womenin.net sono disponibili maggiori informazioni e materiali di approfondimento.

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insieme con tutti i partner che partecipano alla organizzazione dell’evento ha il piacere di invitare tutti al

2° Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli (9-14 novembre)
Il programma di quest’anno disponibile su www.cinemaediritti.org/eventi prevede giornate tematiche dedicate ai diritti universali che si svolgeranno in alcuni quartieri e comuni della fascia vesuviana e flegrea ed eventi speciali con sede nel centro della città e in luoghi di interesse culturale.
Sono attesi testimoni, autori, giornalisti ed esperti dall’Argentina, Eritrea, Kenya e da molte regioni italiane.Di seguito una breve sintesi della manifestazione.
Lunedi 9 saremo a CastelVolturno per ricordare Miriam Makeba (“Mama Africa”) e ci uniremo alle manifestazioni organizzate in suo onore.
Le associazioni della zona vesuviana ci guideranno martedi 10 alla scoperta degli “Invisibili” i lavoratori fantasmi che popolano le nostre campagne da Castelvolturno ad Eboli, in una ideale maratona che coinvolgerà Portici, Ercolano, Torre del Greco e Castellammare, attraverso film e testimonianze.
La leader delle Madres de Plaza de Mayo, Hebe de Bonafini, incontrerà altre donne che, in Africa, lottano contro le stragi di stato. Accadrà mercoledi 11 mattina al Filangieri con la presentazione di due giornalisti RAI, Anna Scalfati ed Enzo Nucci. La sera, all’Academy Astra, da non perdere, parleremo con gli ospiti argentini e Guido Piccoli dell’America latina che cambia. A Ponticelli di scena i diritti dei minori e serata con Stefano Incerti e il suo ultimo film con una intervista ad Hebe.
Giovedi 12, alla facoltà di Sociologia della Federico II, ascolteremo i racconti degli esuli eritrei sfuggiti alla dittatura e assaggeremo musica, sapori e ospitalità delle loro tradizioni grazie all’associazione ASPER, mentre a Scampia troveranno spazio le giuste ragioni dei ROM, cittadini italiani discriminati.
Venerdi 13, al cinema Filangieri e la sera all’ Astra, saranno di scena i respingimenti e i CPT con le immagini di Gatti e Mencherini, ma anche la civile accoglienza di siciliani e calabresi con Gaetano Sferlazzo e Mimmo Lucano, coraggioso sindaco di Riace. Nel frattempo a Pozzuoli i problemi della vita in carcere saranno
dibattuti nel penitenziario femminile attraverso un film inchiesta, con la partecipazione delle detenute.
Sabato 14 il festival chiude tra molte iniziative interessanti.
In mattinata a Chiaiano,cominceremo con i problemi dell’ambiente e della salute dovuti alle discariche, mentre all’Astra , guidati dall’Authority regionale dei cittadini privati della libertà, si parlerà di una proposta di legge per l’affettività in carcere con i direttori dei penitenziari campani. Alle 19 all’Astra avremo una tavola rotonda sul futuro del documentario tra America Latina ed Europa con ospiti come Julio Santucho, Jorge Denti, Alessandro Signetto e Pino Bertelli e un saluto al prossimo anno a passo di “Tamotango”.
Tutto sarà accompagnato da molte proiezioni scelte e a dibattiti con testimoni e protagonisti.
Le mostre fotografiche di Maurizio Cimino, al GiùBOX Gallery di via Bonito, e di Balo Cismic al Centro Hurtado di Scampia, segneranno il tempo del Festival.
Ci saranno denunce, ma non mancherà un richiamo alla speranza, alla lotta e alla soluzione dei problemi.
Giovedi 12 (dalle 21 alle 23), venerdi 13 (dalle 21 alle 23) e sabato 14 (dalle 15.30 alle 18.30) le opere in concorso saranno presentate al pubblico al cinema Academy Astra, in via Mezzocannone 109 e in quella sede, sabato 14 alle ore 21, saranno proclamati i vincitori delle 2 categorie “Human life” e “Eyes wide shut”.
Per maggiori informazioni 327 36 52 514, tutti i giorni dalle 10 alle 17
Napoli non va lasciata sola
Vieni al Festival
Cinema e Diritti
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Approvato l’Art. 15: acqua privata per tutti! La battaglia non si ferma: andremo avanti nei territori e a livello nazionale
Oggi con il voto di fiducia alla Camera dei Deputati si è concluso l’esame del decreto 135/09 il cui Art. 15 sancisce la definitiva e totale privatizzazione dell’acqua potabile in Italia.
Il Governo impone per decreto che i cittadini e gli Enti Locali vengano espropriati di un diritto e di un bene comune com’è l’acqua per consegnarlo nelle mani dei privati e dei capitali finanziari. Ciò avviene sotto il falso pretesto di uniformare la gestione dei servizi pubblici locali alle richieste della Commissione Europa mentre non esiste nessun obbligo e le modifiche introdotte per sopprimere la gestione “in house” contrastano con i principi della giurisprudenza europea. Nonostante sia oramai sotto gli occhi di tutti che le gestioni del servizio idrico affidate in questi ultimi anni a soggetti privati, sperimentate in alcune Provincie Italiane o a livello europeo abbiano prodotto esclusivamente innalzamento delle tariffe, diminuzione degli investimenti e un aumento costante dei consumi, si continua a sostenere che mercato e privati siano sinonimi di efficienza e riduzioni dei costi.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua è sceso da subito in campo per contrastare questo provvedimento con la campagna nazionale “Salva l’Acqua” verso la quale si è registrata un’elevatissima adesione.
Ad oggi abbiamo consegnato al Presidente della Camera 45.000 firme a sostegno dell’appello che chiedeva il ritiro delle norme che privatizzano l’acqua.
Inoltre, migliaia di persone hanno manifestato il proprio dissenso e contrarietà all’Art.15 in un presidio svoltosi lo scorso 12 Novembre a Piazza Montecitorio e in varie mobilitazioni territoriali, migliaia di persone hanno inviato mail ai parlamentari per chiedere di non convertire in legge il decreto 135/09, molte personalità hanno espresso da una parte la loro indignazione e dall’altra il loro sostegno alla campagna.
In questi giorni è cresciuta nella società la consapevolezza che consegnare l’acqua al mercato significa mettere a rischio la democrazia. Nonostante questa mobilitazione della società civile e degli stessi Enti locali, il Governo ha imposto il voto di fiducia e non accoglie le richieste e le preoccupazioni espresse anche molti Sindaci di amministrazioni governate da maggioranze di differenti colori politici.
Come Forum dei Movimenti per l’Acqua siamo indignati per la superficialità con cui il Governo, senza che esistessero i presupposti di urgenza, ha voluto accelerare la privatizzazione dell’acqua.
A questo punto siamo convinti che la contestazione dovrà essere ricondotta nei territori, per chiedere agli Enti Locali che si riapproprino della podestà sulla gestione dell’acqua tramite il riconoscimento dell’acqua come diritto umano e il servizio idrico integrato come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e nel contempo di sollecitare le Regioni ad attivare ricorsi di legittimità nei confronti del provvedimento.
Queste percorsi di mobilitazione sono percorribile così come dimostrano le delibere approvate dalla Giunta regionale pugliese, dalle tante delibere approvate dai consigli comunali siciliani e nel resto d’Italia, da ultimo quello di Venezia.
Il popolo dell’acqua continuerà la battaglia per la ripubblicizzazione del servizio idrico assumendo iniziative territoriali e nazionali volte a superare l’Art. 15 del decreto legge.
Come Forum dei Movimenti, chiediamo a tutta la società civile di continuare la mobilitazione e far sentire il proprio dissenso anche dopo l’approvazione dell’art. 15 attraverso mobilitazioni sui territori ed invio di messaggi a tutti i partiti, ai consiglieri comunali provinciali e regionali, ai parlamentari locali
A Sindaci ed agli eletti chiediamo di dar vita nelle rispettive istituzioni a prese di posizioni chiare che respingano la legge e di dar vita a iniziative di protesta nelle istituzioni stesse.
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
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