Segnaliamo da MISNA:
“E’ ora che l’Africa si appropri delle sue manifestazioni”: con questa frase, allo stesso tempo amara e carica di speranza, il direttore del Festival panafricano del cinema e della televisione di Ouagadougou (Fespaco) ha motivato la decisione di presentare l’edizione 2009 a Dakar e non, come tradizione, a Parigi. Durante i novi giorni della manifestazione, tra il 27 febbraio e il 7 marzo, saranno proiettate 129 opere tra film, documentari, fiction e serie televisive. La scelta di presentare la più importante rassegna del cinema africano a Dakar si spiega con il desiderio di rendere omaggio a Sembene Ousmane (1923-2007), scrittore e cineasta senegalese che contribuì alla creazione e alla promozione del Fespaco. L’edizione di quest’anno, la ventunesima, è intitolata ‘Cinema africano: turismo e patrimoni culturali’ e ha come padrino l’ingegnere spaziale di origine maliana Cheikh Modibo Diarra. “Il Festival – ha detto il direttore Michel Ouedraogo nel corso della presentazione – deve far capire agli africani di non cercare altrove ciò che hanno già”.
Per saperne di più: http://www.fespaco.bf

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L’Africa orientale è divenuta la terza area nel mondo di coltivazione dell’ “Artemisia annua”, da cui si estratte una sostanza fondamentale per medicinali contro la malaria, dopo la Cina e il Vietnam da cui questa pianta terapeutica proviene. Almeno 4000 piccoli agricoltori in Kenya traggono sostentamento dalla coltivazione arrivata a 4000 ettari nel 2009, secondo i dati di un’azienda privata che compra la materia prima ed ne estrae la sostanza. Introdotta circa 12 anni fa, in Kenya la coltivazione di Artemisia annua ha raggiunto livelli commerciali consistenti dal 2004 ed è in rapida crescita; similmente è accaduto in Uganda e Tanzania. L’artemisia ha il vantaggio di richiedere poche cure, sia in fertilizzanti che pesticidi, e se ne può produrre circa 2 tonnellate di foglie per ettaro. Il prezzo pagato dalle aziende ai coltivatori è tra 430-460 euro la tonnellata, mentre il prezzo dell’artemisina (la sostanza estratta dalla pianta) sul mercato internazionale ha raggiunto cifre oscillanti negli ultimi anni fino a 1300 euro al chilo. Secondo dati ufficiali, ogni anno in Kenya la malaria uccide tra i 16.000 e 20.000 bambini; il governo spende annualmente 18 milioni di euro per acquistare 17 milioni di dosi di Act (sigla del farmaco a base di artemisina il cui uso è raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità) che sono distribuite gratuitamente attraverso il servizio sanitario pubblico, mentre nelle farmacie private ogni dose costa tra i 4 e 6 euro.
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La vera novità di queste elezioni è stata però rappresentata dalla discesa nell’agone politico di Samia Nkrumah figlia di Kwame Nkrumah, che dopo lunghi anni passati in esilio tra l’Egitto e l’Italia, dove ha lavorato come giornalista, ha deciso di ritornare in Ghana e presentarsi come candidata parlamentare del CPP (Convention People’s Party), il partito fondato da suo padre, per il collegio elettorale di Jomoro, una delle regioni più povere e isolate del paese, che si trova proprio al confine con la Costa d’Avorio e il cui capoluogo Half Assini è il villaggio dove è cresciuto Kwame Nkrumah.
Samia Nkrumah è riuscita a conquistare il seggio superando nettamente il suo diretto contendente, il forte candidato del NDC Lee Ocran che era stato parlamentare per il Jomoro per due legislature.
L’evento, notevole per la scena politica ghanese, ha fatto gridare a molti che lo spirito di Nkrumah è tornato a “splendere sul Ghana”. L’ex-presidente ha sempre conservato una grande popolarità nel paese, che si è andata via via accentuando negli ultimi anni, e molti vedono con favore e speranza il fatto che sua figlia ora si sia presa la responsabilità di ribadire e rinnovare il messaggio e la visione di suo padre.
Samia Nkrumah ha condotto una campagna elettorale battendo a tappeto tutti i villaggi nella regione del Jomoro, conquistandosi sul campo la fiducia e l’affetto della gente. La loro speranza è che la sua elezione possa contribuire a migliorare le condizioni di vita in un’area che è sprovvista dei minimi servizi di base come l’acqua potabile, l’elettricità, le scuole.
L’elezione di Samia Nkrumah ha sorpreso molti degli osservatori politici ghanesi indipendenti, perché nonostante la forte simbologia che il suo nome ha in Ghana, l’opinione corrente era che la sua mancanza di esperienza alla fine l’avrebbe penalizzata.
Oggi, invece, i due partiti maggiori cercano di contendersi il suo voto, e stringere un’alleanza con il CPP. Per il momento la Nkrumah ha deciso di attestarsi su una posizione di indipendenza da entrambi i partiti e ha dichiarato che in Parlamento voterà secondo coscienza e non secondo schieramenti di parte, tenendo sempre come obiettivo principale della sua azione politica le istanze e le rivendicazioni della gente del suo collegio elettorale, il Jomoro.
Per saperne di più: Limes