Segnaliamo da Limes:
La vera novità di queste elezioni è stata però rappresentata dalla discesa nell’agone politico di Samia Nkrumah figlia di Kwame Nkrumah, che dopo lunghi anni passati in esilio tra l’Egitto e l’Italia, dove ha lavorato come giornalista, ha deciso di ritornare in Ghana e presentarsi come candidata parlamentare del CPP (Convention People’s Party), il partito fondato da suo padre, per il collegio elettorale di Jomoro, una delle regioni più povere e isolate del paese, che si trova proprio al confine con la Costa d’Avorio e il cui capoluogo Half Assini è il villaggio dove è cresciuto Kwame Nkrumah.
Samia Nkrumah è riuscita a conquistare il seggio superando nettamente il suo diretto contendente, il forte candidato del NDC Lee Ocran che era stato parlamentare per il Jomoro per due legislature.
L’evento, notevole per la scena politica ghanese, ha fatto gridare a molti che lo spirito di Nkrumah è tornato a “splendere sul Ghana”. L’ex-presidente ha sempre conservato una grande popolarità nel paese, che si è andata via via accentuando negli ultimi anni, e molti vedono con favore e speranza il fatto che sua figlia ora si sia presa la responsabilità di ribadire e rinnovare il messaggio e la visione di suo padre.
Samia Nkrumah ha condotto una campagna elettorale battendo a tappeto tutti i villaggi nella regione del Jomoro, conquistandosi sul campo la fiducia e l’affetto della gente. La loro speranza è che la sua elezione possa contribuire a migliorare le condizioni di vita in un’area che è sprovvista dei minimi servizi di base come l’acqua potabile, l’elettricità, le scuole.
L’elezione di Samia Nkrumah ha sorpreso molti degli osservatori politici ghanesi indipendenti, perché nonostante la forte simbologia che il suo nome ha in Ghana, l’opinione corrente era che la sua mancanza di esperienza alla fine l’avrebbe penalizzata.
Oggi, invece, i due partiti maggiori cercano di contendersi il suo voto, e stringere un’alleanza con il CPP. Per il momento la Nkrumah ha deciso di attestarsi su una posizione di indipendenza da entrambi i partiti e ha dichiarato che in Parlamento voterà secondo coscienza e non secondo schieramenti di parte, tenendo sempre come obiettivo principale della sua azione politica le istanze e le rivendicazioni della gente del suo collegio elettorale, il Jomoro.
Per saperne di più:Limes

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“E’ ora che l’Africa si appropri delle sue manifestazioni”: con questa frase, allo stesso tempo amara e carica di speranza, il direttore del Festival panafricano del cinema e della televisione di Ouagadougou (Fespaco) ha motivato la decisione di presentare l’edizione 2009 a Dakar e non, come tradizione, a Parigi. Durante i novi giorni della manifestazione, tra il 27 febbraio e il 7 marzo, saranno proiettate 129 opere tra film, documentari, fiction e serie televisive. La scelta di presentare la più importante rassegna del cinema africano a Dakar si spiega con il desiderio di rendere omaggio a Sembene Ousmane (1923-2007), scrittore e cineasta senegalese che contribuì alla creazione e alla promozione del Fespaco. L’edizione di quest’anno, la ventunesima, è intitolata ‘Cinema africano: turismo e patrimoni culturali’ e ha come padrino l’ingegnere spaziale di origine maliana Cheikh Modibo Diarra. “Il Festival – ha detto il direttore Michel Ouedraogo nel corso della presentazione – deve far capire agli africani di non cercare altrove ciò che hanno già”.
Per saperne di più:http://www.fespaco.bf

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Una nuova relazione di ITUC sulle norme fondamentali del lavoro in Guatemala, pubblicata in concomitanza con la revisione della politica commerciale presso il WTO dimostra come i sindacalisti siano stati discriminati, minacciati e assassinati a causa della loro attività sindacali.
La relazione ITUC condanna in particolare il fallimento del governo guatemalteco nel garantire che gli assasini dei sindacalisti siano indagati e processati. “Le uccisioni, le minacce di morte e la persecuzione devono essere fermate immediatamente”, ha dichiarato Guy Ryder, segretario generale ITUC. “La continua repressione violenta dei lavoratori e del diritto di formare e aderire ai sindacati dimostra che il governo non riesce ad attuare le convenzioni dell’OIL che ha ratificato e che i sindacalisti non hanno la libertà di svolgere i loro compiti senza rischiare la loro vita.”
Secondo la relazione a causa di lacune giuridiche e feroci intimidazioni da parte di molti datori di lavoro, i sindacati riuniscono solo il tre percento della forza lavoro. L’ITUC insiste sul fatto che il governo del Guatemala conformi la propria legislazione alle Convenzioni 87 e 98.
La relazione constata che gli abusi, le discriminazioni, i maltrattamenti e le molestie sessuali contro le donne nelle zone di trasformazione per l’esportazione, anche dette “maquiladoras” (impianti di assemblaggio), sono pratica comune. Solo in tre dei 200 maquilas in funzione è stato possibile formare dei sindacati. Ci sono casi documentati di donne sottoposte a test di gravidanza prima dell’occupazione. Ciò costituisce una grave violazione dei loro diritti umani e una chiara violazione della Convenzione OIL n. 111 sulla discriminazione che il Guatemala ha ratificato nel 1960.
Clicca qui per leggere il testo integrale della relazione(in inglese)
