• Mar 11, 2024
  • 1 minute

Segnaliamo da Balcani Cooperazione:

Hanno concluso il proprio percorso di studio i primi studenti albanesi iscritti a corsi di laurea riconosciuti in Italia e UE. L’iniziativa è il risultato della collaborazione tra Università italiane ed albanesi
Dopo cinque anni di attività didattica, sono state consegnate a Tirana le prime ‘lauree italo-albanesi’ dalla valenza internazionale. Novantotto studenti hanno concluso il proprio percorso formativo in ambito sanitario, economico e politologico, ottenendo per la prima volta in Albania un titolo di laurea che verrà riconosciuto automaticamente anche in Italia, e di conseguenza nell’Unione Europea. I titoli di studio congiunti sono il risultato della collaborazione tra l’università albanese Nostra Signora del Buon Consiglio (Zoja e këshillit të mirë) e diverse università italiane.

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Una nuova relazione di ITUC sulle norme fondamentali del lavoro in Guatemala, pubblicata in concomitanza con la revisione della politica commerciale presso il WTO dimostra come i sindacalisti siano stati discriminati, minacciati e assassinati a causa della loro attività sindacali.

La relazione ITUC condanna in particolare il fallimento del governo guatemalteco nel garantire che gli assasini dei sindacalisti siano indagati e processati. “Le uccisioni, le minacce di morte e la persecuzione devono essere fermate immediatamente”, ha dichiarato Guy Ryder, segretario generale ITUC. “La continua repressione violenta dei lavoratori e del diritto di formare e aderire ai sindacati dimostra che il governo non riesce ad attuare le convenzioni dell’OIL che ha ratificato e che i sindacalisti non hanno la libertà di svolgere i loro compiti senza rischiare la loro vita.”

Secondo la relazione a causa di lacune giuridiche e feroci intimidazioni da parte di molti datori di lavoro, i sindacati riuniscono solo il tre percento della forza lavoro. L’ITUC insiste sul fatto che il governo del Guatemala conformi la propria legislazione alle Convenzioni 87 e 98.

La relazione constata che gli abusi, le discriminazioni, i maltrattamenti e le molestie sessuali contro le donne nelle zone di trasformazione per l’esportazione, anche dette “maquiladoras” (impianti di assemblaggio), sono pratica comune. Solo in tre dei 200 maquilas in funzione è stato possibile formare dei sindacati. Ci sono casi documentati di donne sottoposte a test di gravidanza prima dell’occupazione. Ciò costituisce una grave violazione dei loro diritti umani e una chiara violazione della Convenzione OIL n. 111 sulla discriminazione che il Guatemala ha ratificato nel 1960.

Clicca qui per leggere il testo integrale della relazione (in inglese)


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  • 11 Marzo 2024
  • 1 minute
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Si terrà a Pesaro dal 21 al 29 giugno 2009 la mostra internazionale del Nuovo Cinema.
Segnaliamo dal sito della mostra due anticipazioni:


La Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, in collaborazione con l’Israel Film Fund, dedicherà la sua ampia retrospettiva al cinema israeliano “di tendenza” del nuovo millennio, caratterizzato da un alto indice di indipendenza culturale e creativa e da uno spirito critico legato alle questioni socio-politiche del paese.
Recentemente il cinema israeliano ha avuto un crescente riscontro nell’ambito dei festival internazionali, con frequenti e prestigiosi riconoscimenti. Film come “Or” di Keren Yedaya (Premio Camera d’Or a Cannes) e “To Take a Wife” di Ronit e Shlomi Elkabetz (Premio del pubblico alla Settimana Internazionale della Critica a Venezia), “Free Zone” di Amos Gitai (Premio per la Migliore Interpretazione Femminile a Cannes) e “Beaufort” di Joseph Cedar (Miglior Regia a Berlino) hanno contribuito a creare un forte clima di interesse di critica e di pubblico in tutta Europa.
Anche il mercato distributivo italiano si è dimostrato sensibile all’evoluzione di una cinematografia sempre più ricca di talenti. In tal senso, a parte diversi lungometraggi di Amos Gitai, ricordiamo la presenza nel circuito delle sale italiane di opere significative come “Meduse” di Etgar Keret e Shira Geffen, “Qualcuno con cui correre” di Oded Davidoff, “Il giardino di limoni” di Eran Riklis, “Valzer con Bashir” di Ari Folman candidato all’Oscar come miglior film straniero.
La retrospettiva intende fare il punto sulla situazione attuale della cinematografia israeliana, con particolare riferimento a quegli autori che si sono espressi con successo negli ultimi dieci anni. Una ricognizione, totalmente inedita, di un variegato e vivace movimento.
A completare la retrospettiva, come di consueto, il Festival propone un convegno di studi e un volume monografico (Marsilio).


Inoltre, all’interno della mostra verrà assegnato il Premio Amnesty:

Istituito nel 2007, il Premio Amnesty Italia 2009 – Cinema e Diritti Umani segnalerà anche quest’anno il film che meglio avrà saputo coniugare i molteplici temi relativi ai diritti umani. A sceglierlo (tra i titoli presentati nelle sezioni Pesaro Nuovo Cinema, Bande à Part, Il Cinema israeliano contemporaneo) sarà una giuria apposita, presieduta lo scorso anno da Roberto Citran, composta da Giovanni Albanese, Riccardo Noury, Angelo Pasquini e Amanda Sandrelli.
Per approfondire vai al sito della Mostra

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  • 11 Marzo 2024
  • 1 minute

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