• Mar 11, 2024
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Marcin Jakubowski distribuisce gratuitamente le istruzioni per 50 macchinari agricoli che possono essere costruiti in modo economico da zero. Una specie di kit per la civilizzazione.
Dicendo: “possiamo vivere in modo sostenibile senza sacrificare i nostri standard”, Marcin crede che soltanto rendendo liberi (open) i mezzi di produzione possiamo raggiungere abbondanza per tutti.
Sebbene abbia un dottorato in fisica della fusione, si è stancato della sua astrazione, ed è tornato alla terra, come contadino e come innovatore sociale.
E’ il fondatore di  Open Source Ecology, che sta creando il  Global Village Construction Set, il manuale per la fabbricazione semplice di tutto quello che serve per fondare un villaggio autosufficiente. Nella sua Factor e Farm nel Missouri, sta mettendo in pratica le sue idee.
“Non si tratta di reinventare la ruota, ma di renderla libera.”
Julia Valentine, contadina.
Ecco il video di Marcin su TED:

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Riceviamo da Adan Farahj, Anolf Marche: Il martirio di Shahbaz Bhatti, Ministro federale delle Minoranze religiose, segna un nuovo dolore nei cuori e nelle menti di tutti noi. La sua morte avvenuta il 2 Marzo 2011, e inevitabilmente la memoria della morte di John Joseph il 6 Maggio 1997, vescovo di Faisalabad, e di Salman Taseer nel 4 gennaio 2011, governatore del Punjab nel 2011 e oltre migliaia di morti, le vicende di  Asia Bibi e Agnus Nago, sottolineano l’intoccabilità e la pericolosità della legge 295c, A and B sulla blasfemia. Il Pakistan è un paese dalle mille sfaccettature, ricco per le sue diversità religiose ed etnico-linguistiche, pensato dai suoi padri fondatori come Stato progressista, democratico e tollerante verso tutte le minoranze. Mohammed Ali Jinnah così si espresse durante il suo primo discorso all’Assemblea Costituente l’11 Agosto 1947: “Ci sono molti non musulmani tra noi – indù, cristiani e parsi – ma essi sono tutti pakistani. Godranno degli stessi diritti e privilegi come ogni altro cittadino, e avranno il loro legittimo ruolo nelle decisioni del Pakistan”. Eppure abbiamo dimenticato questa nobile visione del Pakistan, abbiamo cancellato ogni forma di dialogo, di conoscenza, di cooperazione e condivisione. Abbiamo costruito la nostra vita e il nostro credo sulla sabbia: il potere, il denaro, l’egoismo hanno preso il posto dei valori dell’amore, della fratellanza e della comunione. Invito tutti i cittadini pakistani a credere con autorevolezza che la multiculturalità e il dialogo ecumenico non sono mera utopia ma l’impegno costante di uomini di buona volontà che con coraggio e costanza si muovono per costruire un mondo migliore. La manifestazione è promossa dai pakistani Cristiani laici in Italia, e da:   South Asian Christian Writers Association(Sacwa), South Asian Minorities Writer Association(Samwa), International Minorities alliance (IMA),  Pakistan Orient Christian Organization (POCO),  Asian Christian Community Prato (ACCP). L’iniziativa è aperta alle più ampie adesioni: si invitano altri enti pubblici e privati, associazioni, organizzazioni, fondazioni,  istituti a comunicare ufficialmente la propria adesione e a partecipare alla manifestazione pacifica contro la legge 295C ,B e A sulla blasfemia, in ricordo del martirio del Ministro Shahbaz Bhatti  e in  memoria della morte di Vescovo John Joseph nel 1997. La manifestazione si terrà Sabato 26 marzo 2011, dalle ore 10:30 alle ore 13.00, presso Piazza.xx settembre fino Piazza Maggiore, Bologna, Italia. Per informazioni contattare: Walayat Masih 3395834350 , Rev.Arif D.Chaudhry 3294216084, Chaudhry N. Sabir 3891393721,  Mushtaq Sultan James 3807992196, George Khurshid 340718972,  Jeem Phey Ghauri 329 1627240 , Nadeem Naseem 3287083959. ( Email: sacwait@alice.it) Ecco le foto della manifestazione (clicca sulla foto per visualizzarle tutte – Foto di Sofia Palermo)

  • 11 Marzo 2024
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Segnaliamo un articolo di Alex Rocca su Wired.it: Vision 2020 nasce da un processo di consultazione nazionale portato avanti dall’ufficio del presidente tra il 1998 e il ’99 e sfociato nel 2005 in un documento che prevede avanzamenti a breve, medio e lungo termine nei campi di informatica, energia, ambiente, agricoltura, sanità. Per ora il progresso passa attraverso il lavoro di migliaia di persone che da oltre un anno scavano le trincee per depositare i cavi della fibra ottica, che ormai raggiunge l’80 per cento del territorio (il Rwanda è poco più grande del Piemonte). Una delle armi per superare il divario digitale sono gli Internet bus: per ora due, in futuro 4, raggiungono i villaggi più remoti. Continua a leggere su Wired.it

  • 11 Marzo 2024
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