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  • Mar 11, 2024
  • 3 minutes

campagna, globale, diritti, migranti, convenzione

Il 18 dicembre sarà lanciata una campagna globale per sfidare i paesi a mettere fine all’abuso dei migranti tutelando i loro diritti umani.

Eventi a Bruxelles, il Cairo, a Ginevra, Kuala Lampur, Nairobi, New York e Parigi daranno il via alle attività in tutti i continenti per celebrare il 20 ° anniversario dell’adozione da parte delle Nazioni Unite della Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e delle loro famiglie (ICRMW) nel 1990.

La campagna porterà nelle strade e ai parlamenti la richiesta di agire immediatamente per porre fine alla diffuse violazioni dei diritti umani subite quotidianamente dai migranti di tutto il mondo, attraverso la ratifica di questo strumento di base delle Nazioni Unite. Stime delle Nazioni Unite indicano che entro il 2010 214 milioni di persone vivranno al di fuori dei loro paesi di nascita o di cittadinanza. Quasi la metà di questa cifra, circa 95 milioni, secondo i calcoli dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), sono economicamente attivi, come i lavoratori migranti. Insieme alle loro famiglie, che costituiscono la grande maggioranza di tutti i migranti internazionali.

La maggior parte dei paesi conosce l’emigrazione sia come origine, destinazione e / o paesi di transito. Molti paesi hanno tutti e tre questi aspetti. “Anche se, per molti, la migrazione è un’esperienza positiva, molti altri migrano sotto costrizione e affrontano difficoltà gravi”, ha sottolineato Carla Edelenbos dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani (OHCHR) e coordinatore della Campagna Globale. “I lavoratori migranti in tutto il mondo sono vittime di abusi, discriminazioni e sfruttamento da parte dei trafficanti, dei datori di lavoro. L’incapacità degli Stati di proteggere efficacemente i migranti contro le pratiche abusive dimostra la necessità urgente per la ratifica “.

ICRMW prevede norme giuridiche in materia di diritto nazionale che riconoscano le vulnerabilità specifiche dei migranti e la promozione umana e legale di lavoro e condizioni di vita. Esso fornisce una guida per le politiche di migrazione che possono essere efficaci solo se basate su norme giuridiche dello Stato di diritto. La ratifica di questa convenzione è vista come essenziale per contrastare l’abuso e lo sfruttamento dei migranti. 42 Stati hanno ratificato la Convenzione dopo l’adozione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1990, e altri 15 hanno firmato – la firma è il passo preliminare della ratifica.

“Oggi i membri della FIDH e partner in tutto il mondo hanno lanciato un appello ai loro governi per ratificare la presente convenzione senza ulteriori indugi”, ha dichiarato Cynthia Gabriel, Vice-Presidente e Direttore della CARAM Asia, “gli Stati devono assumersi le loro responsabilità e dire no a sfruttamento e discriminazione. Ci auguriamo che nel 20 ° anniversario della Convenzione celebreremo un numero record di ratifiche “.

“Invitiamo tutti gli Stati che non hanno ancora ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite a cogliere questa occasione per inviare un messaggio forte alla comunità internazionale sul loro impegno per la tutela dei diritti umani di tutti gli esseri umani, comprese le persone migranti”, ha aggiunto Guy Ryder , Segretario Generale, International Trade Union Confederation, “ricordiamo loro l’importanza di ratificare le convenzioni dell’OIL sui lavoratori migranti e di garantire che le Convenzioni fondamentali dell’OIL sulla libertà di associazione, il diritto alla contrattazione collettiva, e la protezione dalla discriminazione e dal lavoro forzato e il lavoro minorile siano pienamente applicate ai lavoratori migranti “, ha concluso.

La campagna è lanciata dal comitato direttivo internazionale per la campagna per la ratifica della Convenzione sui diritti dei migranti, una rete unica di agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni internazionali e organizzazioni della società civile globale.

I membri del comitato direttivo comprendono l’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani (OHCHR), International Labour Office, International Organization for Migration (IOM), l’UNESCO, Federazione Internazionale per i Diritti Umani (FIDH), International Trade Unions Confederation (ITUC), 18 dicembre , International Catholic Migration Commission (ICMC), Human Rights Watch (Hrw), Movimento Internazionale contro ogni forma di discriminazione e razzismo (IMADR), Migrant Forum in Asia (MFA), Migrants Rights International (MRI), Public Services International (PSI) , Women’s International League for Peace and Freedom (WILPF), World Council of Churches (WCC).

Molte altre organizzazioni internazionali e regionali si stanno unendo alla campagna, tra cui CARAM Asia.

Per maggiori informazioni contattare: Katherine Booth, FIDH, +33 6 48 05 93 93, kbooth@fidh.org Carla Edelenbos, OHCHR, +41 22 917 9241, cedelenbos@ohchr.org

ISCOS Marche

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Riportiamo la traduzione di un articolo apparso su Alblajme, sito di news albanese

ISCOS Marche è l’Istituto di cooperazione internazionale della Cisl Marche. La Cisl e’ una delle più importanti organizzazioni sindacali italiane che ha collaborato – fin dalla loro fondazione – con le due Confederazioni sindacali: BSPSH e KSSH. ISCOS Marche e’ l’organizzazione di cooperazione internazionale attraverso cui la Cisl delle Marche agisce per sostenere i sindacati dei lavoratori e le organizzazioni della società civile nella loro azione di affermazione della giustizia sociale e di uno sviluppo equo e socialmente sostenibile. In questo senso ISCOS Marche è impegnato da circa 20 anni, in azioni di cooperazione in vari paesi del mondo.
Attivo in Albania sin dal 2002, ISCOS Marche ha implementato vari progetti finalizzati alla modernizzazione del sistema d’incontro tra domanda ed offerta di lavoro. In particolare ha consentito la realizzazione di un programma informatico di “job matching” per gli Uffici del Lavoro (Servizio Nazionale dell’Impiego) della Prefettura di Durazzo.


Nell’ambito della sua Azione, ISCOS Marche ha, tra l’altro, organizzato due visite studio – sulle politiche attive del Lavoro – nella Regione Marche per dirigenti del Ministero del lavoro e dei Sindacati albanesi. Mentre in Albania, sempre in collaborazione con il Ministero del Lavoro – ha organizzato due seminari sulle politiche attive del lavoro e la formazione professionale per i dirigenti dei Servizi del Lavoro della Regione Marche, in una visione di scambio di buone pratiche.


Attualmente ISCOS Marche sta realizzando un progetto finalizzato al rafforzamento dei Sindacati albanesi attraverso un finanziamento dell’Unione Europea (Programma Cards 2005) e della Regione Marche.


L’obiettivo generale di questo progetto è di consentire il rafforzamento e la qualificazione della presenza delle due Organizzazioni sindacali albanesi nel sistema produttivo e nella società albanese al fine di consolidare il dialogo sociale sia con i datori di lavoro per aumentare il numero i Contratti Collettivi cosi’ come con con le istituzioni governative a tutti i livelli per realizzare programmi necessari per contrastare la disoccupazione e il disagio sociale. Questo processo di rafforzamento dell’azione dei due Sindacati albanesi sta avvenendo attraverso un programma di formazione che coinvolge un considerevole numero di dirigenti di BSPSH e KSSH a tutti i livelli.


Una attività di formazione specifica è rivolta a giovani lavoratori con l’obiettivo di potenziare l’azione contrattuale nelle imprese dove essi lavorano. All’interno di questi corsi viene favorita la partecipazione di donne.


Un altro importante obiettivo del progetto e’ costituito dalla modernizzazione tecnologica di TULSA, il Centro di formazione permanente dei sindacati albanesi che è collocato nel palazzo della cultura del Kombinat di Tirana. Questo Centro costituisce una istituzione unica nei Balcani. Infatti al suo interno, oltre ai corsi di formazione per i sindacati albanesi, vi si svolgono numerose attivita’ internazionali promosse e realizzate da organizzazioni come ILO, le federazioni Sindacali Internazionali, la Fondazione Frederic Ebert.


ISCOS Marche onlus, realizzerà nei prossimi mesi tre Campagne d’informazione e di sensibilizzazione con l’obiettivo di far comprendere ai cittadini e ai lavoratori l’importanza del ruolo del sindacato nello sviluppo del paese e di far conoscere le strategie che BSPSH e KSSH hanno per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori e dei pensionati. La prima Campagna svilupperà il tema del Lavoro dignitoso. Questa campagna sara’ incentrata sul diritto ad avere alcune sicurezze nel lavoro a cominciare da quella della sua stabilità, dell’igiene e della sicurezza nei luoghi di lavoro, fino al diritto a maturare una pensione dignitosa per la vecchiaia.


La seconda Campagna sarà incentrata sul reclutamento di nuovi lavoratori al sindacato, soprattutto donne, nei settori calzaturiero, tessile ed abbigliamento delle aree industriali di Durazzo e Tirana. Si tratta di un settore strategico nel sistema industriale albanese, dove la maggioranza della forza lavoro e’ rapprentata da donne e dove il rispetto delle norme contrattuali e’ relativamente basso, con un alto tasso di lavoro nero. Inoltre, in questo settore e’ utilizzato in maniera strutturale il decentramento produttivo: sono molte, infatti, le donne che lavorano a casa producendo scarpe o capi di vestiario.


La terza Campagna, infine, affronterà un tema assai rilevante in Albania, ovvero la sicurezza nei cantieri edili.


Ogni Campagna sara’ effettuata utilizzando vari mezzi di comunicazione, soprattutto volantini, manifesti, striscioni, ma anche organizzazione di punti d’incontro con i sindacalisti nelle strade. E’ prevista anche l’organizzazione di specifici seminari sui diversi temi che toccati dalle campagne.

ISCOS Marche

  • 11 Marzo 2024
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Riceviamo e segnaliamo:

Bruxelles, 21 gennaio 2010.
Dopo il terremoto che ha colpito Haiti, la Csi, in cooperazione con la Csa, la sua organizzazione regionale latinoamericana, ha diffuso un appello per organizzare l’assistenza umanitaria alle vittime.
I fondi raccolti mediante questa azione sono dedicati principalmente agli aiuti umanitari che vengono portati alle vittime tramite le organizzazioni affiliate della Repubblica Dominicana – Casc, Cntd e Cnus – e l’affiliata alla Csi di Haiti, la Cth. Intanto, i sindacati di tutto il mondo stanno organizzando raccolte fondi per aiutare Haiti.
Sin dalle prime ore successive al terremoto, le organizzazioni dominicane hanno inviato alimenti, acqua e medicine a Port-au-Prince. Il contributo di solidarietà trasmesso immediatamente dalla Csi è andato ad aggiungersi alle donazioni che sono state raccolte dalle federazioni sindacali affiliate dell’area. Tutto viene inviato ad Haiti, fra le destinazioni c’è anche il centro di formazione della Cth, che ha resistito al terremoto. Da giovedì scorso, il centro è divenuto un rifugio che ha accolto decine di lavoratrici e lavoratori feriti e dove vengono distribuite razioni alimentari e offerte cure mediche.
Lo stesso giorno, alcune organizzazioni umanitarie hanno inviato due ambulanze, con medicamenti e personale medico esperto, che ha da allora è stato sostituito da altri team in rotazione.
La commissione di monitoraggio del disastro, istituita dalle tre centrali sindacali dominicane è operativa 24 ore su 24. In particolare, martedì 19, è stato inviato un convoglio di 4 autotreni, in
coordinamento con la Federazione Nazionale dei Trasporti della Repubblica Dominicana, che ha trasportato generi alimentari, acqua e medicine. La delegazione sindacale è stata ricevuta alla frontiera dai sindacalisti haitiani, che hanno fornito la loro assistenza, e si è poi diretta a Port-au-
Prince. A breve è seguito un altro convoglio con a bordo personale medico e volontari. Oggi un nuovo convoglio giungerà al centro sindacale. Nel frattempo sono state contattate le agenzie umanitarie operanti a Port-au-Prince affinché il centro fosse incluso nella lista di distribuzione dei rifornimenti. Recentemente i sindacati di Haiti sono stati coinvolti nella Commissione governativa incaricata di coordinare la distribuzione degli aiuti. Allo stesso tempo hanno aperto un confronto col Ministro del Lavoro per far fronte all’emergenza.
Per Guy Rider, Segretario Generale della Csi, “L’intervento sindacale è ancora nella fase dell’emergenza umanitaria. Il lavoro dignitoso deve essere al centro delle iniziative di ricostruzione. In particolare, bisognerà concentrarsi sull’importanza di nuovi meccanismi di sviluppo che favoriscano lavori verdi. Intanto la Csi ha chiesto alle aziende dell’area non colpite dal terremoto di continuare le loro attività per salvaguardare i posti di lavoro esistenti.”



ISCOS Marche

  • 11 Marzo 2024
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