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  • Mar 11, 2024
  • 3 minutes

Il 1° Maggio milioni di Lavoratori in tutto il mondo si uniscono per celebrare il raggiungimento di oltre un secolo di sindacalismo. Gli alti principi di uguaglianza, giustizia, dignità umana e pace che hanno trovato espressione attraverso il movimento sindacale sono forti oggi così come lo erano quando donne e uomini per la prima volta si riunirono per combattere per i propri diritti di lavoratori. Questi principi hanno dato vita alla Dichiarazione universale dei diritti umani e alla convenzione 87 dell’OIL nel 1948. Ma i diritti fondamentali celebrati in questi strumenti sono lontani dalla realtà di tante persone.
Per la maggioranza della gente del mondo, il lavoro dignitoso è un sogno lontano. Milioni di bambini sono al lavoro invece che a scuola, i lavoratori sono privati dei loro diritti fondamentali e soggetti a sfruttamento da parte di datori di lavoro senza scrupoli e regimi repressivi, e l’ineguaglianza sta crescendo all’interno delle nazioni e fra le nazioni, mentre una piccola minoranza accumula ricchezze incalcolabili a spese degli altri.
Mai come negli ultimi decenni le mancanze della governance globale delle “soluzioni di mercato” sono state così evidenti. Il contagio continua attraverso i mercati finanziari del mondo, con lavoratori e lavoratrici che sostengono il peso della mancanza di volontà dei governi di affrontare il bisogno di una regolazione finanziaria. 100 milioni di persone in più dello scorso anno non hanno da mangiare a sufficienza per la crisi globale del cibo che cresce e minaccia il tessuto sociale ed è sostenuta da decenni di politiche demagogiche a livello mondiale. L’azione per il cambiamento climatico, forse la prova più grande nella storia umana, è debole in confronto all’ampiezza della sfida. E i MDG delle Nazioni Unite, obiettivi che la comunità globale ha posto per se stessa, sono lontani dall’essere raggiunti.
I mezzi per affrontare queste sfide esistono, ma la volontà politica di resistere ai potenti interessi che bloccano la via del progresso non c’è. I sindacati si scontrano ovunque con questi interressi, promuovendo campagne per portare gli interessi sociali e lo sviluppo sostenibile al centro, piuttosto che ai margini, della politica. Chiediamo un cambiamento fondamentale della governance globale, portando il lavoro dignitoso al centro di una nuova globalizzazione e facendo rispondere le istituzioni ai bisogni reali della gente invece di seguire le politiche errate del passato.
Il 7 ottobre 2008, la Giornata mondiale per il lavoro dignitoso, i sindacati nel mondo si uniranno per rivendicare i diritti dei lavoratori. Porteremo alla ribalta la grande tradizione di solidarietà che è stata il perno del sindacalismo sin dai suoi primi passi, e che è essenziale per risolvere i problemi che affliggono il mondo oggi. Mostreremo come il lavoro dignitoso sia centrale nella lotta per la fine della povertà e per assicurare uguaglianza per uomini e donne, e dimostreremo il nostro impegno incrollabile per la solidarietà con gli emarginati e con chi è privato dei diritti. Restiamo fermi nella nostra richiesta per un mondo migliore e rinnoviamo il nostro impegno per portarla avanti con l’azione unita dei lavoratori di ogni angolo del pianeta.

(comunicato ITUC)
ITUC rappresenta 168 milioni di lavoratori in 155 paesi e territori e ha 311 affiliati nazionali.

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A 20 mesi dal suo inizio, il progetto Safe Journey si avvicina alla conclusione: la scadenza è infatti fissata per il 31 luglio 2022. Un progetto ambizioso cofinanziato dall’UE e messo in atto dall’associazione Progettomondo in collaborazione con ISCOS Marche, FAMSI e ANOLF Piemonte in Marocco, nelle zone di intervento Beni Mellal-Khénifra, Casablanca-Settat,  Tanger-Tétouan e Marrakech-Safi, che si prefiggeva tre obiettivi: sensibilizzare l’opinione pubblica tramite le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona l’immigrazione irregolare, promuovendo di conseguenza la migrazione regolare; informare la popolazione locale e in particolare la popolazione attiva, come i giovani che dovranno presto interfacciarsi con il mondo del lavoro o uomini e donne in situazioni di disoccupazione, delle opportunità lavorative o di studio offerte sul territorio; e infine rafforzare la cooperazione con i principali stakeholders al fine di rendere la comunicazione, già messa in atto attraverso piattaforme social o siti web, efficace e duratura nel tempo.
Come da prassi, prima della conclusione del progetto, le associazioni coinvolte e presenti in loco hanno organizzato una conferenza a Casablanca il 19 luglio del 2022, per discutere dei risultati e degli obiettivi raggiunti durante tutta la durata del progetto. I relatori, durante l’evento, si sono espressi in modo più che entusiasta per quanto riguarda il rateo obiettivi prefissati/risultati raggiunti dall’iniziativa.

In foto i relatori durante l’evento discutono di ciò che è stato fatto durante i 20 mesi di attività.

Uno dei principali punti di svolta che hanno permesso alle associazioni di raggiungere determinati obiettivi è stato il realizzare, sin dalle prime settimane di avvio, la quasi totale mancanza di mezzi informativi relativi a modalità regolari di emigrare. La popolazione, sia per motivi sociali che economici, non ha mai ricevuto gli adeguati strumenti per rivolgere le proprie attenzioni ai metodi alternativi di migrazione. Questo ha portato alla creazione, seppure inconscia, di un bias il quale tende a far credere che non ci siano altri metodi più sicuri (sia per il significato letterale di sicurezza che per quello economico-culturale) e meno problematici, e di conseguenza un flusso migratorio incontrollabile e dannoso sia per chi emigra sia per i paesi in cui si emigra.

Il cartello utilizzato per pubblicizzare l’evento

Un altro punto vincente del progetto è stato quello di riuscire a dare voce a tutte quelle persone che hanno intrapreso un viaggio per migrare irregolarmente dal proprio paese ai vicini paesi europei ed evidenziare gli aspetti di necessità e non di libera scelta (per le donne in particolare) che spingono le persone a compiere queste difficilissime scelte. Alcune testimonianze hanno reso noto che non solo il viaggio in sé è estenuante e al limite della sopportazione psico-fisica, ma i migranti hanno subito percosse anche nei campi agricoli in Spagna dopo il loro arrivo. Il paese che avrebbe dovuto essere più civilizzato, più sviluppato, il paese che avrebbe dovuto accoglierli e avviare programmi di reinserimento culturale e lavorativo, ha invece scelto di tradire la fiducia e la dignità di centinaia di esseri umani. 

Il lavoro fatto, nonostante le enormi difficoltà, è stato ricco di soddisfazioni  e ben coordinato: almeno in parte, infatti,  il progetto è riuscito a cambiare la narrazione spesso derivata dalla disinformazione che circonda l’immaginario dell’immigrazione, tramite la molteplicità e l’intelligente sfruttamento dei vari canali di comunicazione disponibili. E’ emersa dunque la fondamentale necessità di rendere la mobilità un diritto, per renderla più efficace e rispettosa dei diritti degli esseri umani. 

Oltre a ciò, i partenariati con gli attori locali hanno permesso di potenziare il raggio d’azione e l’efficacia delle azioni del progetto, gettando le basi per la sostenibilità temporale delle stesse.

Grazie all’impegno, alla forza di volontà e alla dedizione dei volontari, il Marocco, 20 mesi dopo, è un paese più conscio delle proprie possibilità, dei propri diritti, della propria dignità e della propria rilevanza. A nessun essere umano, in nessuna circostanza andrebbe negato l’aiuto: è grazie a queste coraggiose persone e alle associazioni ben organizzate che nel tempo, prima o poi, saremo in grado di guardarci negli occhi, ogni popolo, ogni persona, senza avere paura e risolvere i problemi tramite il confronto e la fiducia, invece che con l’odio e la repulsione.

I partecipanti all’evento si riuniscono per una foto finale

  • 11 Marzo 2024
  • 3 minutes
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Dal 19 al 24 MAGGIO 2008 ci sarà la visita studio nella regione Marche di una delegazione di sindacaliste albanesi. Questa visita di studio rientra nel progetto di ISCOS Marche per il sostegno al sindacato albanese.
Nel corso della visita ci saranno incontri con esponenti della FEMCA CISL Marche, con gli assessori al Lavoro, Prof. Ugo Ascoli, e alle pari opportunità, Loredana Pistelli, e con gli imprenditori.
La delegazione è composta da, Natasha Sholla, Hatixhe Borici, Hiqmete Daja per il sindacato BSPSH, e da Luljeta Resuli, Neriana Zaimi, Siena Dore per il KSSH.
Di seguito il programma dettagliato degli incontri della visita.

20 maggio – martedì (presso Sede UST CISL Ancona)
ore 9,00: Seminario “Storia del distretto industriale dell’abbigliamento nelle Marche e nella provincia di Ancona. Il lavoro delle donne” – (relatore: Stefano Mastrovincenzo)

ore 11,00: Seminario “Analisi dei livelli e dei contenuti della Contrattazione” (FEMCA – Sciore Mimmo – Daniele Paolinelli)

ore 15,00: Le politiche di reclutamento (FEMCA – Sciore Mimmo – Daniele Paolinelli)

ore 17,00: Reclutamento e sistema dei servizi (relatore: Paolo Santini)

21 maggio – mercoledì (Filottrano)
ore 9,30: Incontro con delegate della FEMCA: “L’azione del sindacato nel settore delle confezioni. Il ruolo delle donne nel sindacato” (Mimmo Sciore – Daniele Paolinelli)

Pomeriggio: Incontro con un imprenditore

22 maggio – giovedì (Fermo)
Alfonso Cifani (FEMCA) organizza l’incontro con delegate su: “l’Azione del sindacato nel settore delle calzature. Il ruolo delle donne nel sindacato”

Pomeriggio: Incontro con un imprenditore

23 maggio – venerdi (Ancona)
Mattino: Incontro con Regione Marche (Franco Patrignani)
ore 10,00: Assessore al Lavoro, Prof. Ugo Ascoli
ore 11,30: Assessore alle pari opportunità, Loredana Pistelli

Pomeriggio: Incontro con il coordinamento donne della Cisl Marche (Norberto Crinelli – Cristiana Ilari) e con lavoratrici albanesi iscritte alla CISL (Nelj Isai)

  • 11 Marzo 2024
  • 3 minutes

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