• Mar 11, 2024
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È gravemente malato. Sta morendo. Invece no, gode di ottima salute: dai blog alla stampa, dai siti di opposizione alle televisioni si rincorrono le voci sulle condizioni di salute di Isaias Afewerki, uomo forte di Asmara, che con pugno di ferro dirige il paese dal 1993. Ad alimentare voci di un suo ricovero improvviso all’estero, forse negli Emirati Arabi, e anche di un repentino decesso, l’assenza del presidente dalla scena pubblica nelle ultime settimane. Un fatto insolito, seguito da una ridda di voci, che le autorità hanno ritenuto necessario smentire in più di un’occasione nelle ultime 72 ore anche attraverso la televisione di Stato.

 

Dal ministero dell’Informazione sono stati diffusi, tra ieri e la notte scorsa, due comunicati che smentiscono la notizia di una morte improvvisa del presidente, attribuendone la provenienza a “una campagna diffamatoria della Cia” volta a destabilizzare il paese.

 

Fonti ad Asmara riferiscono di un clima di fermento ai vertici dello Stato e di riunioni tra alcuni dei generali più vicini al presidente. Nelle ultime settimane gruppi di opposizione all’estero avevano diffuso la notizia di un improvviso peggioramento delle condizioni di salute di Afewerki, a causa di un tumore al fegato, e di un suo ricovero di urgenza in una clinica del Qatar.

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Zhou Shuguang 周曙光, meglio conosciuto con il suo nickname Zuola 左拉, è uno dei più famosi blogger cinesi. Classe 1981, di formazione informatico, attraverso il suo blog e diverse iniziative sulla rete si sforza di sviluppare il confronto sociale e il dibattito pubblico in Cina, molto spesso in chiara antitesi contro la censura del Pcc o in polemica con i principali motori di ricerca e social network cinesi, come Baidu e Douban. Tra le sue inchieste più significative va segnalata la documentazione della resistenza da parte degli abitanti di Chongqing e di altre città cinesi contro le politiche di abbattimento delle abitazioni e di spostamento forzato dei residenti (2007).   Nel 2008, sul suo blog ha cercato di fare un’informazione alternativa sulle rivolte in Tibet e sulle sollevazioni nella provincia del Guizhou; nel primo caso Zuola ha tradotto articoli provenienti dalla stampa internazionale e inaccessibili in lingua cinese, nel secondo ha compiuto un vero e proprio reportage sul posto. Da queste attività è scaturito il suo fermo temporaneo, un episodio che lo ha portato a una maggiore notorietà internazionale, essendo riuscito a documentare le fasi del suo arresto via Twitter.   Nonostante la giovane età, le sue iniziative lo hanno eletto a una delle voci preminenti del dissenso contro il partito: tra i suoi post più recenti si segnala una ricostruzione fittizia sul suo trascorso durante l’anno 2010, dove ha inserito con tono di ironica denuncia decine di riferimenti e link a piccoli o grandi scandali e soprusi, che si sono susseguiti in Cina durante l’anno. Malgrado ciò, Zuola è sempre stato molto attento nel dosare la critica, cercando di evitare l’attacco diretto al potere e di ricorrere a forme di espressione garantite almeno formalmente. Il suo crescente prestigio è rivelato dagli interventi compiuti presso alcune delle principali università cinesi all’interno di seminari sul giornalismo e sulle tecnologie applicate ai nuovi media.   Il suo nickname (traslitterazione della parola Zola) è ispirato dal nome del calciatore italiano Gianfranco Zola e non dal più celebre scrittore naturalista francese. Il blog di Zuola, censurato dal 2005, si appoggia a un server straniero e ancora oggi non è liberamente consultabile in Cina. ——————- Maggio 2012 Zola e Tiger Temple (Laohu miao 老虎庙, alias Zhang Shihe 张世和), blogger di base a Pechino, sono i protagonisti del documentario High tech, low life diretto dal regista Stephen Maing. Nel film i due blogger e reporter raccontano l’uso dei nuovi e vecchi media per documentare le storie trascurate dai media tradizionali.  

  • 11 Marzo 2024
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