• Mar 11, 2024
  • 1 minute

E’ disponibile sulla web tv della CISL l’intera conferenza internazionale di martedì 11 novembre scorso, alla quale hanno partecipato il Presidente del Brasile, Luiz Ignacio Lula da Silva, il ministro degli affari esteri Franco Frattini, il ministro ombra per gli affari esteri del Pd Massimo D’Alema, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il responsabile del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace Renato Raffaele Card. Martino, i segretari generali di Cgil e Uil, Guglielmo Epifani e Luigi Angeletti e Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl.

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Segnaliamo da Cinemafrica:

Inizia oggi a Firenze la 49. edizione del Festival dei Popoli – Festival Internazionale del Documentario (14-21 novembre 2008), un’edizione rinnovata che, come spiega il neodirettore Luciano Barisone, intende rendere conto della profonda mutazione che il documentario sta attraversando di fronte alle nuove tecnologie, alle nuove forme di riproduzione del reale, alle nuove possibilità di diffusione. Se l’Africa non è presente in prima persona, a raccontare attraverso gli occhi di cineasti africani le scommesse di un universo in continua mutazione, non per questo il Festival dei Popoli si disinteressa del continente africano.
E così troviamo nel Concorso Ufficiale Lungometraggi un interessante documentario di produzione franco-tedesca che offre una visione molto particolare dell’Africa. Parliamo di Amour, sexe et mobylette (Amore, sesso e motorino, 2008) di Maria Silvia Bazzoli e Christian Lelong: attraverso diverse storie d’amore, il film si pone in presa diretta con il cuore vibrante di un continente e delle sue complesse mutazioni.

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  • 11 Marzo 2024
  • 1 minute
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Segnaliamo un approfondito e interessante post di Fortress Europe.

TUNISI – Sindacalisti arrestati e torturati. Manifestanti uccisi dalla polizia. Giornalisti in carcere. E una potente macchina di censura per evitare il dilagare della protesta. Non è una lezione di storia sul fascismo, ma la cronaca degli ultimi dieci mesi in Tunisia. Una cronaca che non lascia dubbi sulla natura del regime di Zine El Abidine Ben Ali – alla guida del paese dal 1987 – e che svela il lato nascosto di un paese visitato ogni anno da milioni di turisti e ogni anno abbandonato da migliaia di emigranti. Per scriverla ho dovuto raggiungere clandestinamente la città di Redeyef, cuore della rivolta, nel sud ovest del Paese, e incontrare i testimoni chiave di quello che i circoli democratici di Tunisi già definiscono come il movimento sociale più importante e duraturo degli ultimi 20 anni in Tunisia. Quando la polizia mi ha scoperto, era già troppo tardi. Da quel giorno sono stato sorvegliato da agenti in borghese, giorno e notte. Il mio telefono è finito sotto intercettazione. Sono stato intimidito. Ma all’aeroporto di Tunisi, perquisendo i miei bagagli non hanno trovato quello che cercavano. Le interviste erano arrivate in Italia prima di me, grazie a un rodato sistema di posta clandestina e a una buona connessione internet.

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  • 11 Marzo 2024
  • 1 minute

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