• Mar 11, 2024
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Ci sarà da lavorare per i diritti dei lavoratori in Marocco:
Il Marocco, da qui al 2025, creera’ 250 mila nuovi posti di lavoro nel settore tessile e quindi sara’ nelle condizioni per conquistare l’1 per cento del mercato mondiale.
Il piano, che sara’ realizzato in collaborazione con partner privati, prevede un investimento di 2,7 miliardi di euro (pari a trenta miliardi di dirham) e sara’ mirato alla reindustrializzazione del comparto, che da solo copre il 40 per cento degli impieghi industriali.
L’obiettivo del ”Piano tessile 2025”, illustrato dal ministro dell’Industria e del Commercio, Abdelkader Amara, riferisce Ecofin, e’ ”migliorare l’attrattiva ed il posizionamento sul mercato mondiale al fine di generare 95 miliardi di dirhams (8 miliardi e mezzo di euro) nell’export e creare 250 mila posti di lavoro”
viaTessile: Marocco lancia piano da 250 mila posti lavoro – Marocco – ANSAMed.it.

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Un articolo di Sbilanciamoci, su come rispondere alla crisi, creare lavoro e rispettare l’ambiente. Un innovativo programma di investimenti per sviluppare le nuove tecnologie offrirebbe il doppio dividendo di rilanciare l’occupazione, e difendere l’ambiente e la qualità della vita L’Europa deve ripartire. E per farlo deve mutare il suo modello di sviluppo riportando al centro il lavoro, i beni comuni e l’ambiente. Difatti, che senso avrebbe parlare di riavvio dello sviluppo economico se questo non si coniuga con la qualità ambientale, con quella sociale, con l’occupazione e la sostenibilità? L‘economia verde è senz’altro uno dei cardini intorno al quale poter costruire questa nuova traiettoria dello sviluppo capace di modificare il modo di produrre e consumare, e di ridurre l’impatto ambientale derivante dal consumo delle risorse naturali e dal rilascio di inquinanti. Tuttavia, quando si parla di economia verde, specialmente in Italia, lo sguardo è orientato al solo futuro. E questo è un grave errore perché i nuovi settori verdi rappresentano già ora una notevole opportunità di crescita e di riconversione industriale. Perciò, una politica ambientale e dell’energia che sostenga un innovativo programma di investimenti per favorire le nuove tecnologie, le competenze e l’occupazione in questi comparti, offrirebbe il doppio “dividendo” di rilanciare la crescita e di difendere l’ambiente e la qualità della vita. Le energie rinnovabili e l’efficienza energetica (risparmio di energia per unità di prodotto) sono i due pilastri dell’economia verde. Ad essi si ricollegano tutti i temi dello sviluppo sostenibile. È quindi utile partire da qui. Ma cosa dicono i dati? La rivista Valori www.valori.it/ambiente ha di recente curato un dossier sull’impatto della rivoluzione verde. viaRivoluzione verde per uno sviluppo sostenibile / italie / Sezioni / Home – Sbilanciamoci.

  • 11 Marzo 2024
  • 1 minute

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