• Mar 11, 2024
  • 1 minute

Autore    Corti Paola; Sanfilippo Matteo
Per la sua posizione nel Mediterraneo, l’Italia non è soltanto un passaggio obbligato per gli scambi nord-sud ed est-ovest ma è da sempre un importante crocevia migratorio. I
processi di emigrazione e immigrazione sono una costante della vicenda peninsulare, in gran parte a causa della configurazione delle frontiere naturali e della posizione strategica nel contesto geografico europeo. La stessa mobilità interna, troppo spesso ridotta a fenomeno relativo ai soli anni 1950-1980, costituisce un fattore centrale della storia rurale e urbana del paese anche dei secoli precedenti.
Lo scopo del volume è mettere a fuoco la continuità e la lunga durata, nonché la convivenza, delle molteplici mobilità che hanno interessato l’Italia. Esistono, infatti, diversi studi e sintesi d’insieme dedicati soprattutto alla grande emigrazione otto-novecentesca e vanno crescendo le analisi sulle immigrazioni attuali, ma sono poche le ricostruzioni del movimenti interni in connessione anche agli arrivi esterni.
Paola Corti e Matteo Sanfilippo, alla luce del confronto con gli studi internazionali e con i nuovi paradigmi storico-sociologici sempre più attenti a comprendere i meccanismi e i processi sul quali si costruiscono i movimenti migratori, propongono una analisi del caso italiano che tiene conto delle numerose e recenti indagini settoriali e ne elabora i risultati in modo da ricomporre il complesso quadro della plurimillenaria mobilità in Italia.
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Autore    Ferrero Elisa A un anno dalla rivoluzione egiziana nata in piazza Tahrir, questo volume ripercorre una catena di avvenimenti che stanno cambiando un’ampia area del mondo arabo. La base del libro è costituita da un diario che, oltre agli eventi finiti in prima pagina, racconta sentimenti, speranze e paure della genta comune. L’esito finale della rivoluzione è ancora incerto. Il libro non contiene quindi un finale rassicurante ma ricostruisce in presa diretta un processo politico largamente inattesto. La “democrazia all’improvviso”, potremmo dire, pensando soprattutto ai sogni dei primi protagonisti della primavera egiziana: i giovani di Facebook e di Twitter, una generazione che ha messo da parte le vecchie ideologie – nazionalismo, fondamentalismo, socialismo – per misurarsi con la grande sfida di un radicale cambiamento nel mondo arabo. Ma potremmo anche dire i “paradossi della democrazia”, pensando che i veri beneficiari delle lotte di piazza oggi appaiono partiti attraversati da ideologie che di democratico hanno ben poco. Questo è stato il vero tema di fondo della rivoluzione, molto più che le contrapposizioni tra cristiani e musulmani o tra “moderati” e “fondamentalisti”, tra filoccidentali e filoarabi. Abbiamo ora di fronte uno scenario instabile, nel quale diverse spinte culturali, politiche e religiose cercano nuovi equilibri. Anche in questa fase sarà utile continuare ad ascoltare le voci di piazza Tahrir. Acquista il libro su IBS

  • 11 Marzo 2024
  • 1 minute

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