
Oltre alle risoluzioni sul caso Zimbabwe e sulla crisi di confine tra Eritrea e Gibuti, la Commissione dell’Unione Africana ha firmato un programma di 40 milioni di dollari con il governo italiano per il sostegno ai progetti per i confini regionali.
Il commissario per la pace e la sicurezza Ramantane Lamamra ha dichiarato martedì: “crediamo fermamente che l’aiuto italiano ci assisterà non solo nel cercare di far cessare i conflitti attuali, ma di creare un programma concreto per evitare i conflitti futuri.”
Armando Sanguini, direttore generale per i paesi dell’Africa Sub-sahariana per il Ministero degli esteri ha annunciato il finanziamento italiano per l’iniziativa transfrontaliera in concomitanza con il summit dell’Unione Africana.
Il presidente della commissione Jean Ping ha detto che la crisi tra Eritrea e Gibuti è stata “profondamente problematica e preoccupante. Abbiamo bisogno di una risoluzione pacifica del conflitto”.
Asha-Rose Migiro, delle Nazioni Unite, ha sottolineato l’esigenza di consolidare la pace.
L’ambasciatore Lamamra ha detto che i fondi saranno spesi per assumere lo staff per promuovere la nuova roadmap dell’organizzazione per la sicurezza dei confini.
Userà anche i soldi in sforzi anti-terrorismo nel continente e per assicurare che la creazione di una esercito africano diventi realtà.
fonte:BuaNews Online
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Fortress Europe è una rassegna stampa che dal 1988 ad oggi fa memoria delle vittime della frontiera: 12.362 morti, di cui 4.490 dispersi. Sono soprattutto naufragi, ma anche incidenti stradali di tir carichi di uomini nascosti insieme alle merci. È il caldo nel Sahara o le nevi dei valichi montuosi, sono le mine dei campi di Evros, in Grecia, sono gli spari della polizia marocchina, dell’esercito turco o le torture delle carceri in Libia e Algeria. Per chi viaggia da sud, in un modo o nell´altro, di frontiera non è difficile morire…
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