• Mar 11, 2024
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Un sistema antico come il mondo per dare acqua a chi non ne ha. Nel deserto del Sahara, i nomadi sono tra coloro che soffrono maggiormente l’accesso limitato all’acqua. Nei periodi più caldi poi i livelli di sale aumentano rendendo imbevibile l’acqua prelevata da pozzi, ma ora con il “waterpod” un semplice ed economico sistema può dare una nuova speranza alle popolazioni del deserto.”L’idea è quella di riprodurre il ciclo dell’acqua con l’evaporazione e precipitazioni, proprio come le nuvole che si condensano. Questa piccola macchina, rende il processo veloce e affidabile” spiega Alain Thibault fondatore del progetto Waterpod in Marocco.”E’ un dispositivo ingegnoso. E’ fatto di legno, sughero, acciaio inox e vetro – ha dichiarato Thierry Mauboussin, che sta contribuendo a promuovere il progetto idrico in Marocco – Funziona con l’energia solare, è resistente e perfettamente compatibile con la tutela dell’ambiente.”Il “waterpod” permette così agli abitanti del deserto di avere acqua potabile a costo zero. Utilizzando il calore del sole, una tecnologia che gli arabi sono stati tra i primi a sviluppare fine dal XVI secolo, riesce a produrre sei litri di acqua pura al giorno da 12 litri di acqua salmastra.
qui il video: http://videotecahttp.alice.cdn.interbusiness.it/vod/tmnews/videonews/20130402_video_16390187.mp4
via“Waterpod” il purificatore dell’acqua salmastra nel deserto.

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I dati Ocse sul calo della cooperazione allo sviluppo dell’Italia non sono una sorpresa per il ministro della Cooperazione internazionale Andrea Riccardi. Che spiega in una nota: “Il calo è dovuto a scelte precedenti al governo Monti, per il 2013 grazie al nostro impegno ci sarà un inversione di tendenza positiva. Come previsto, il dato sull’aiuto pubblico allo sviluppo 2012 reso pubblico oggi dall’Ocse/Dac colloca l’Italia ultima europei tra tutti i Paesi Ocse per stanziamenti di cooperazione sul Pil (0,13 per cento), con una forte contrazione (-36 per cento) rispetto al 2011 (0,20 per cento del Pil). Nel clima di incertezza economica, tutto l’aiuto internazionale complessivo dei membri Ocse ha subito una contrazione del 4 per cento e quello europeo del 7,4 per cento. Per l’Italia si tratta di un risultato negativo frutto sia delle scelte compiute con l’ultima finanziaria dal governo precedente, sia della fine dell’emergenza umanitaria libica, che conferma una tendenza negativa”. Riccardi sottolinea che “la vera novità riguarda il 2013: grazie alle risorse aggiuntive previste dall’ultima finanziaria, l’aiuto internazionale dell’Italia registrerà un’inversione di tendenza, raggiungendo lo 0,15 per cento-0,16 per cento del Pil, anche al netto di degli aiuti ai rifugiati e cancellazioni del debito. E’ un dato – riportato nel comunicato Ocse – essenziale per riacquistare credibilità internazionale verso i partner G8 e le economie emergenti”. Osserva ancora il ministro: “Siamo ben lontani dall’obiettivo europeo sottoscritto nel 2005 – lo 0,7 per cento per il 2015 – ma da allora il mondo è cambiato. L’Italia deve aggiornare i propri impegni alla nuova realtà perché siano credibili e realistici soprattutto agli occhi dei Paesi in via di sviluppo, delle economie emergenti e dei Partner G8. Lo scorso hanno l’Italia si è impegnata a raggiungere progressivamente un livello di aiuti in linea con la media Ocse – lo 0,29 per cento del Pil. Ho proposto per questo anno un calendario pluriennale fino al 2017 – che il Parlamento sarà chiamato a valutare – per rendere più credibile l’impegno a un graduale riallineamento anche nei prossimi anni. La cooperazione non è un lusso ma una necessità. L’aiuto allo sviluppo può rilanciare la proiezione internazionale del nostro paese: è un investimento per la crescita”. viaCooperazione, Riccardi: in 2013 inversione di tendenza positiva – ilVelino/AGV NEWS.

  • 11 Marzo 2024
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