• Mar 11, 2024
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Sono stati significativamente positivi, in Marocco, i risultati del primo gruppo finanziario istituzionale del Regno, la Cdg (Cassa di deposito e di gestione), presentati dal Direttore Generale del gruppo, Anass Alami. I bilanci consolidati al 31 dicembre 2012, e’ stato detto, visto il contesto sono soddisfacenti, ma appellano alla vigilanza per il 2013.
L’utile netto parte di gruppo è progredito del 22 percento, attestandosi a 976 milioni di dirham (quasi 90 milioni di euro), mentre il bilancio consolidato, 165,774 miliardi di dirham (quasi 15 miliardi di euro), e’ cresciuto del 9 percento.
Il 66 percento delle entità del gruppo CDG sono consolidate per integrazione globale, il restante 34 percento sono messe in equivalenza. Il prodotto netto bancario consolidato, 4575 milioni di dirham (oltre 410 milioni di euro), ha invece conosciuto un ribasso del 10 percento, a causa, principalmente, del ribasso dell’8 percento della cifra d’affari della Società centrale di riassicurazione.
A spiegare la progressione del risultato netto del 2012 sono una relativa padronanza delle spese generali, un miglioramento significativo della contribuzione delle società messe in equivalenza e l’abbassamento delle spese delle imposte.
Come negli esercizi precedenti, i settori banca, attività finanziarie, assicurazione e riassicurazione, restano i principali campi operativi del gruppo. I settori infrastrutturale, immobiliare e turistico, continuano invece a contribuire negativamente, per il fatto che sono costituiti essenzialmente da filiali in corso di investimento. (ANSAmed).
viaEconomia: Marocco,positive attivita’ Cassa deposito gestione – Marocco – ANSAMed.it.

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Da guardiani della rivoluzione a carnefici: questa la parabola dell’esercito egiziano documentata da un nuovo rapporto. di Valentina Marconi Il documento non è stato ancora divulgato tramite canali ufficiali ma – nella versione ridotta resa nota dal quotidiano inglese – ha fatto già il giro del mondo, provocando forti reazioni. “Non si può sottovalutare l’importanza di questo rapporto […] Fino ad oggi, non c’è stato un riconoscimento ufficiale da parte dello Stato della forza eccessiva usata da polizia e militari. L’esercito ha sempre detto di essere stato dalla parte dei manifestanti e di non aver mai sparato contro i civili. Questa è la prima [..] condanna ufficiale delle sue responsabilità nei casi di tortura, sparizione forzata e uccisione”, ha dichiarato Heba Morayef, direttore di Human Rights Watch in Egitto. Cronaca di una fuga di notizie A compilare questo rapporto-shock è stata una commissione nominata dal presidente Morsi nel luglio del 2012 e formata da sedici membri. Fra questi, giudici e funzionari del ministero degli Interni, ma anche avvocati per i diritti umani e parenti di persone uccise o scomparse. L’obiettivo di questa task force era raccogliere informazioni dettagliate su uccisioni e ferimenti di manifestanti (avvenuti fra il gennaio del 2011 e il giugno del 2012), esaminando le misure prese dal governo e la cooperazione fra potere esecutivo e giudiziario. Lo scorso gennaio, la commissione ha chiuso i battenti, presentando i risultati del proprio lavoro a Morsi, che invece di pubblicare le “mille pagine di atrocità” contenute nel rapporto, ha preferito passarle direttamente alla Procura. Tutto è quindi rimasto a tacere sino alla settimana scorsa, quando alcuni capitoli sono finiti sulle pagine del Guardian. Dalla lettura degli estratti pubblicati, emergono chiaramente tre questioni: la responsabilità dei militari in relazione alla tragedia di quelli che potremmo definire i desaparecidos egiziani, gli abusi commessi nell’ospedale militare di Kobri al-Qoba nel giugno del 2012 e l’uso eccessivo della forza impiegato dalla polizia contro i manifestanti a Suez. viaEgitto. Le mille e una atrocità dell’esercito durante la ‘rivoluzione’.

  • 11 Marzo 2024
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Con il progetto “El riò de j’Archi d’Ancona: laboratorio di connessione urbana”, l’Anolf Marche in collaborazione con il Comune di Ancona propone a tutti gli “Arcaroli” di oggi, di ieri e di sempre (gli anziani, i giovani, le famiglie e i negozianti) di realizzare insieme una mappa di comunità. La mappa di comunità del rione Archi di Ancona rappresenterà il modo in cui i suoi abitanti di ieri e di oggi, gli anziani, i giovani, le famiglie e i negozianti, vedono, vivono, percepiscono e danno valore al loro quartiere, alle sue memorie e alle sue trasformazioni. Gli Archi secondo gli Arcaroli! Per cominciare a lavorare insieme ci troviamo venerdì 19 APRILE 2013 alle ore 18.00 presso la sede del CENTRO H (via Mamiani 70) Contatti: info@mappadicomunita-ancona.org viaHome.

  • 11 Marzo 2024
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