Segnaliamo un nuovo libro di Marco Aime:
Un tempo la figura dell’antropologo era simile a quella di un Indiana Jones che viveva a stretto contatto con popolazioni esotiche. Ora, non è più così: i popoli sconosciuti sono sempre meno; il sud del mondo non è piú lontano; le metodologie hanno perso molte sicurezze e spesso l’antropologia si occupa di eventi culturali che avvengono sotto casa. Ma nonostante i cambiamenti, la disciplina continua a vivere di relazioni e di osservazione: l’antropologo osserva, ascolta, assaggia, tocca, annusa.
Continua la lettura sulafeltrinelli.it
NEXT POST
Segnaliamo il blog di Fortezza Europa:
Fortress Europe è una rassegna stampa che dal 1988 ad oggi fa memoria delle vittime della frontiera: 12.362 morti, di cui 4.490 dispersi. Sono soprattutto naufragi, ma anche incidenti stradali di tir carichi di uomini nascosti insieme alle merci. È il caldo nel Sahara o le nevi dei valichi montuosi, sono le mine dei campi di Evros, in Grecia, sono gli spari della polizia marocchina, dell’esercito turco o le torture delle carceri in Libia e Algeria. Per chi viaggia da sud, in un modo o nell´altro, di frontiera non è difficile morire…
Continua a leggere suFortezza Europa