Yacouba Sawadogo: l’uomo che pianta gli alberi nel deserto del Sahara

Dopo aver letto “L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono cercai sulla mappa il luogo in cui si era svolta la vicenda, invano. La mia amica sorrise, il racconto era allegorico ma io ci avevo creduto davvero.
Qualche giorno fa mi sono emozionata nello scoprire che quel posto esiste! Si chiama Gourga ed è un villaggio della zona nordorientale del Burkina Faso. Lì, un uomo di nome Yacouba Sawadogo pianta alberi e coltiva la terra diventata arida dopo il periodo di siccità compreso tra il 1973 e il 1984.Quel decennio ebbe serie e importanti conseguenze per l’intera area saheliana: molte persone morirono e tantissime altre emigrarono verso le città e verso l’Europa lasciando le famiglie dipendenti dal loro sostegno esterno.
In quel periodo, quest’uomo coraggioso e paziente decise di dedicarsi alla terra e di sperimentare un’antica tecnica di cui aveva sentito parlare dai suoi genitori: lo Zaï, che consiste nel preparare la terra nella stagione secca creando microbacini in grado di trattenere l’acqua piovana della stagione successiva.A questa pratica Yacouba Sawadogo apportò una modifica: aumentò, sia in larghezza che in profondità, la dimensione delle buche scavate nel terreno e le ricoprì di foglie e letame.
Quest’intuizione rivelò presto la sua utilità e attirò numerose termiti che, digerendo la materia organica, contribuirono a rimineralizzare il suolo. Con l’arrivo delle piogge, l’acqua raccolta nelle buche iniziò a scorrere nei tunnel scavati da questi insetti consentendo una migliore irrigazione e permettendo al terreno di sostenere adeguatamente la crescita di sesamo, sorgo e miglio.
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Tanzania: microcredito, una speranza per 46 famiglie

Il problema: accedere al credito

Nel corso del progetto di Sviluppo agricolo e lotta alla malaria, a Rufiji, in Tanzania, stiamo cercando di sostenere l’associazione locale UWAWARU nel migliorare la capacità dei propri soci di raggiungere l’autosufficienza alimentare e ottenere un profitto dalle proprie produzioni agricole.

Alcuni soci di UWAWARU

Nonostante le risorse naturali tutto sommato adeguate, la carenza di mezzi finanziari per acquistare semi, fertilizzanti, attrezzature, permette alle famiglie di raggiungere a malapena il livello di sussistenza, ed impedisce di fatto lo sviluppo di attività di vendita.
L’accesso al credito tramite i canali bancari tradizionali è di fatto impossibile; è diffuso invece il microcredito, tramite le cooperative di credito (SACCOs, qui un approfondimento), che erogano piccoli finanziamenti richiedendo garanzie limitate o legate all’appartenenza a gruppi di prestatori.

La proposta: un fondo di garanzia in cambio di condizioni agevolate

Abbiamo quindi preso contatti con la cooperativa locale Sacco per stringere un accordo utile ad affrontare l’attuale stagione agricola.
Iscos Marche ha messo a disposizione un fondo di 10.000 $; Sacco si impegna a gestire i prestiti per 5 anni, con un tasso di interesse del 15%, e la restituzione in 9 mesi con prima rata almeno dopo la raccolta, senza ulteriori spese. Uwawaru garantirà un accesso equo ai fondi per attività agricole tra i suoi soci.

I prestiti: 46 in un mese

L’accordo è stato firmato l’8 dicembre scorso e il 4 gennaio abbiamo ricevuto il primo resoconto. Sono stati effettuati 46 prestiti (l’intera cifra di 10.000 $ è stata prestata), con una media di 215 $ circa a prestito (circa 150 €)

Sostieni il progetto con una donazione:

Se vuoi puoi aiutare questa attività con una donazione per incrementare il fondo di garanzia:
Causale: “Progetto SALM Tanzania”
Bonifico: IBAN IT19 O 053 0802 6840 0000 0017 396
Versamento postale: ccp 17541608

Approfondimento: perchè gli interessi sono così alti? (da Kiva Italia)

Ci sono tre tipi di costi che l’istituzione di micro finanza deve coprire quando elargisce microcredito.
I primi due, il costo del denaro che presta e il costo della morosità, sono proporzionali all’importo elargito. Per esempio, se il costo pagato per i soldi prestati è il 10% e abbiamo una morosità dl 1% dell’ammontare prestato, questi due costi totalizzeranno 11 dollari per un prestito di 100 e 55 dollari per un prestito di 500. Un tasso di interesse dell’11% sull’ammontare elargito dovrebbe perciò coprire questi costi per ogni prestito.
Il terzo tipo di costo, costo di transazione, non è proporzionale all’entità del prestito.
La transazione di 500 dollari di prestito non è molto differente da quella di 100 dollari. Entrambi necessitano pressapoco dello stesso tempo per lo staff di trovarsi con il debitore per valutare il prestito, processare il disborso del prestito stesso, il suo rimborso e il monitoraggio di controllo.Supponiamo che il costo della transazione sia di 25 dollari per prestito e che i prestiti siano per un anno. Per pareggiare un prestito di 500 dollari, l’istituzione di microfinanza dovrebbe riscuotere  interessi di 50 + 5 + 25  = 80 dollari, che rappresentano un tasso di interesse del 16%. Per pareggiare un prestito di 100 dollari, il MFI dovrebbe riscuotere interessi di 10 + 1 + 25 = 36 dollari, che è pari ad un tasso di interesse del 36%.
Ad una prima occhiata, un tasso così alto sembra proibitivo per molte persone, soprattutto se i clienti sono poveri. Ma in effetti questo rispecchia la realtà quando i prestiti sono  molto piccoli. I costi di transazione appaiono grandi perché questi costi non possono essere tagliati al di sotto di un certo minimo. (CGAP)

Africa, alberi per fertilizzare campi di mais – Ecoblog.it (Blog)

Africa, alberi per fertilizzare campi di mais

 

Fertilizzare il terreno con gli alberi. Accade in Malawi, Tanzania, Mozambico, Zambia e Zimbabwe che grazie al World Agroforestry Centre di Nairobi stanno sperimentando gli effetti benefici degli alberi in campo agricolo (qui la pubblicazione sui test condotti). Gli arbusti, in genere specie autoctone come le acacie, piantate in mezzo ai campi, con le loro radici ben fissate al suolo, contengono l’erosione e regolano l’assorbimento dell’acqua, contribuendo a una naturale fertilizzazione.

Ecologia Open Source

Marcin Jakubowski distribuisce gratuitamente le istruzioni per 50 macchinari agricoli che possono essere costruiti in modo economico da zero. Una specie di kit per la civilizzazione.
Dicendo: “possiamo vivere in modo sostenibile senza sacrificare i nostri standard”, Marcin crede che soltanto rendendo liberi (open) i mezzi di produzione possiamo raggiungere abbondanza per tutti.
Sebbene abbia un dottorato in fisica della fusione, si è stancato della sua astrazione, ed è tornato alla terra, come contadino e come innovatore sociale.
E’ il fondatore di  Open Source Ecology, che sta creando il  Global Village Construction Set, il manuale per la fabbricazione semplice di tutto quello che serve per fondare un villaggio autosufficiente. Nella sua Factor e Farm nel Missouri, sta mettendo in pratica le sue idee.
“Non si tratta di reinventare la ruota, ma di renderla libera.”
Julia Valentine, contadina.
Ecco il video di Marcin su TED:

Agricoltura, salute, sicurezza

Comunicato stampa ILO 29 ottobre 2010
Esperti adottano un nuovo Codice ILO sulla salute e la sicurezza in agricoltura
GINEVRA (ILO News) – Esperti rappresentanti dei lavoratori, imprenditori e governi, riuniti presso l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), hanno adottato una nuova bozza di Codice di raccomandazioni pratiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il documento è stato concepito per migliorare le condizioni lavorative nel settore agricolo che impiega circa un miliardo di lavoratori in tutto il mondo.
La nuova bozza è stata adottata da 15 esperti di governi, organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori a conclusione di una riunione di 5 giorni e sarà presentata al Consiglio di amministrazione dell’ILO (marzo 2011) per la sua approvazione.
L’obiettivo generale del nuovo Codice è quello di promuovere una cultura della prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro nel settore agricolo che occupa oltre un terzo della forza lavoro mondiale. Il Codice va a completare la Convenzione (n°184) dell’ILO sulla salute e sicurezza in agricoltura del 2001 e la relativa raccomandazione n°192, e costituisce uno strumento di orientamento per l’applicazione pratica della normativa internazionale.
L’agricoltura è il settore più importante per l’occupazione femminile in numerosi paesi, specialmente in Africa e Asia, e rappresenta circa il 70% del lavoro minorile su scala mondiale.
L’adozione del Codice contribuirà: a sensibilizzare sui rischi e i pericoli legati al settore agricolo, così come a rendere più efficace la sua gestione e controllo; a prevenire incidenti nel lavoro e malattie professionali, nonché a migliorare l’ambiente lavorativo; a incoraggiare governi, datori di lavoro, lavoratori e altri stakeholder a collaborare per prevenire incidenti e malattie; e a promuovere atteggiamenti e comportamenti corretti in materia di salute e sicurezza in agricoltura.
Il lavoro in agricoltura comporta l’utilizzo di diversi tipi di macchinari, animali, impianti e prodotti, e le imprese agricole variano da piccole fattorie di sussistenza a grandi aziende altamente meccanizzate.
“Questa varietà, sia in termini di lavoro che di struttura, incide in modo significativo sui livelli di consapevolezza del rischio e sull’atteggiamento nei confronti della prevenzione degli incidenti e delle malattie. L’agricoltura è infatti uno dei settori più pericolosi e molti lavoratori agricoli ogni anno sono vittime di incidenti sul lavoro e di malattie professionali”, ha spiegato Elisabeth Tinoco, Direttrice del Programma delle attività settoriali dell’ILO.
Il nuovo Codice porterà alla creazione di un quadro di riferimento nazionale in cui saranno specificati i ruoli delle autorità competenti, dei datori di lavoro, dei lavoratori e delle loro organizzazioni, e includerà disposizioni specifiche per identificare e affrontare i principali rischi e pericoli del settore.
Il Codice dell’ILO è destinato a utenti del settore pubblico e privato che hanno responsabilità in materia di salute e sicurezza in relazione a pericoli, settori di attività o attrezzature specifiche. Va ricordato che il Codice non sostituisce la legislazione, la regolamentazione o la normativa nazionale  in vigore.
Pagina web ILO sull’incontro degli esperti
Pagina web ILO su salute e sicurezza in agricoltura