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  • Mar 11, 2024
  • 2 minutes

Segnaliamo da Misna:
Un esempio per molti altri paesi che possono imparare dall’esperienza namibiana una utile lezione su come gestire un’emergenza: così il direttore generale dell’Organizzazione mondiale per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), Jacques Diouf, ha reso omaggio alla Namibia per come ha gestito l’ultima epidemia di Febbre della Rift Valley (Rift valley fever, Rvf). Tornata nel paese lo scorso Maggio dopo un’assenza di 25 anni, la febbre (in grado di decimare rapidamente il bestiame, ma in alcuni casi letale anche per l’uomo a cui può essere trasmessa) si è rapidamente diffusa a causa delle forti piogge e delle alluvioni dei mesi scorsi che facilitano la riproduzione della zanzara che trasporta il virus. Nonostante da anni il personale sanitario e veterinario della Namibia non avesse avuto a che fare con la malattia, ha sottolineato Diouf, è stato in grado di organizzare una rapidissima campagna di risposta, contrasto e vaccinazione. Una gestione della situazione e dell’emergenza definita “impressionante” dalla struttura delle Nazioni Unite. La febbre della Rift Valley (che deve il suo nome all’omonima località keniana dove per la prima volta nel 1931 venne isolato il virus) è una malattia infettiva che colpisce sia gli animali – soprattutto ovini, bovini, caprini e cammelli – sia l’uomo. Non esiste una cura specifica, ma solo una terapia sintomatica e di supporto, basata sulla vaccinazione degli animali, su adeguate misure di protezione per evitare il contatto con materiale infetto e sul controllo della diffusione delle zanzare. Ad aprile una grave epidemia di Rvf è scoppiata in Sudafrica, dove ha provocato, oltre alla morte di un gran numero di capi di bestiame, anche il decesso di almeno due persone.

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Una mostra sulla “Storia e identità del popolo albanese” al IV° Festival “Adriatico Mediterraneo” di Ancona, quale contributo alle celebrazioni del centenario della nascita di Madre Teresa di Calcutta, sempre molto fiera ed orgogliosa della sua ‘albanesità’, anche se nata a Skopje (nella attuale Macedonia) il 26.08.1910 e da genitori provenienti da Pristina (attuale Kosovo),  proprio negli anni più decisivi per la conquista dell’indipendenza nazionale dell’attuale Albania – dopo oltre quattro secoli di dominio turco – e proclamata appena due anni dopo, il 28.11.1912. La mostra nasce come esito dei numerosi incontri favoriti dalla ventennale attività dell’ANOLF Marche, associazione multietnica per l’integrazione degli immigrati promossa dalla CISL. Nasce dalla curiosità per un approfondimento della storia della più consistente realtà di immigrati presenti nel territorio regionale e dal proposito di favorire l’interesse per l’identità dell’altro, quale principale condizione per l’integrazione e la proficua convivenza. Si tratta infatti della prima esposizione di una mostra storica e didattica, che si propone di diventare itinerante, rivolgendosi in primo luogo alle scuole, agli altri centri della regione, a tutti quei soggetti e numerose associazioni di volontariato che lavorano con gli immigrati, allo scopo di rimuovere i diffusi pregiudizi e luoghi comuni, che condizionano non poco i reciproci rapporti; per promuovere una conoscenza più veritiera, più vicina alla realtà, più interessante e più costruttiva per tutti. L’incontro di presentazione di martedì 31.08.2010 alle ore 16,00, presso la Sala Didattica della Mole di Ancona, vedrà la partecipazione dell’autore della mostra Claudio Omiccioli, del Professor Robert Prendushi consulente storico, dell’Assessore all’Immigrazione ed alla Cooperazione della Regione Marche Luca Marconi, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Ancona Andrea Nobili, del Responsabile del Progetto ISCOS in Albania Carlo Colli, dell’Ambasciatore albanese in Italia Llesh Kola e del Presidente Nazionale dell’ISCOS CISL Renzo Bellini. Seguiranno visite guidate alla mostra. 31 agosto 2010 ANOLF Marche Clicca per visualizzare il servizio trasmesso dal Tg3 Marche http://www.youtube.com/watch?v=-_O_DF9j9DU

  • 11 Marzo 2024
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