• Mar 11, 2024
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“La presenza degli immigrati è una opportunità per rivedere il modello di sviluppo cui siamo corsi dietro in questi anni, che non è un vero modello di sviluppo completo, come dimostra la crisi in cui ci dibattiamo, e per adottare un nuovo concetto di laicità, una sana laicità che non neghi la presenza di Dio ma che sia rispettosa delle persone, della loro religione e della storia”. Lo ha detto monsignor Arrigo Miglio, presidente del Comitato per le Settimane sociali dalla Conferenza episcopale italiana. L’intervento dell’arcivescovo di Cagliari ha concluso la seconda giornata di MigraMed, il meeting delle Caritas del Mediterraneo che prosegue domani nel capoluogo sardo.

 

Monsignor Miglio, parlando come presidente delle Settimane sociali, ha ricordato che l’ultima edizione dell’iniziativa (a Reggio Calabria nel 2010) si è chiusa con una “Agenda di speranza”, in cui è inserito il riconoscimento della cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da coppie straniere. E ha ricordato che “Roma non ha ancora ratificato alcune convenzioni internazionali sui diritti dei migranti e dei rifugiati”.

 

Per il presidente delle Settimane sociali della Cei, “l’inclusione degli immigrati va vissuta dal nostro Paese come una opportunità di crescita, anche di fronte a una crisi demografica che avrà tempi lunghi per essere superata. La presenza degli immigrati ci stimola – ha detto l’arcivescovo di Cagliari – a dare spazio anche alla esperienza religiosa di cui sono portatori” e a “rivedere il nostro modello di laicità, per favorire la dimensione religiosa nella società che vogliamo costruire” in quanto “garanzia del pieno sviluppo e realizzazione dei diritti della persona”. Ha quindi concluso invitando i cattolici a un “dialogo tra le religioni con i nostri nuovi compagni di strada, ampliando i punti comuni con i cristiani non cattolici e i credenti di altre fedi, in primo luogo l’islam”.

 

Su forza e necessità del dialogo si era soffermato in precedenza anche il direttore della Fondazione Migrantes, don Giancarlo Perego, secondo il quale “è necessario rivedere il dialogo interreligioso, valorizzando le diversità e ripensando i luoghi di culto come segno di civiltà, superando paure e fondamentalismi spesso amplificati dai media”.

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Zhou Shuguang 周曙光, meglio conosciuto con il suo nickname Zuola 左拉, è uno dei più famosi blogger cinesi. Classe 1981, di formazione informatico, attraverso il suo blog e diverse iniziative sulla rete si sforza di sviluppare il confronto sociale e il dibattito pubblico in Cina, molto spesso in chiara antitesi contro la censura del Pcc o in polemica con i principali motori di ricerca e social network cinesi, come Baidu e Douban. Tra le sue inchieste più significative va segnalata la documentazione della resistenza da parte degli abitanti di Chongqing e di altre città cinesi contro le politiche di abbattimento delle abitazioni e di spostamento forzato dei residenti (2007).   Nel 2008, sul suo blog ha cercato di fare un’informazione alternativa sulle rivolte in Tibet e sulle sollevazioni nella provincia del Guizhou; nel primo caso Zuola ha tradotto articoli provenienti dalla stampa internazionale e inaccessibili in lingua cinese, nel secondo ha compiuto un vero e proprio reportage sul posto. Da queste attività è scaturito il suo fermo temporaneo, un episodio che lo ha portato a una maggiore notorietà internazionale, essendo riuscito a documentare le fasi del suo arresto via Twitter.   Nonostante la giovane età, le sue iniziative lo hanno eletto a una delle voci preminenti del dissenso contro il partito: tra i suoi post più recenti si segnala una ricostruzione fittizia sul suo trascorso durante l’anno 2010, dove ha inserito con tono di ironica denuncia decine di riferimenti e link a piccoli o grandi scandali e soprusi, che si sono susseguiti in Cina durante l’anno. Malgrado ciò, Zuola è sempre stato molto attento nel dosare la critica, cercando di evitare l’attacco diretto al potere e di ricorrere a forme di espressione garantite almeno formalmente. Il suo crescente prestigio è rivelato dagli interventi compiuti presso alcune delle principali università cinesi all’interno di seminari sul giornalismo e sulle tecnologie applicate ai nuovi media.   Il suo nickname (traslitterazione della parola Zola) è ispirato dal nome del calciatore italiano Gianfranco Zola e non dal più celebre scrittore naturalista francese. Il blog di Zuola, censurato dal 2005, si appoggia a un server straniero e ancora oggi non è liberamente consultabile in Cina. ——————- Maggio 2012 Zola e Tiger Temple (Laohu miao 老虎庙, alias Zhang Shihe 张世和), blogger di base a Pechino, sono i protagonisti del documentario High tech, low life diretto dal regista Stephen Maing. Nel film i due blogger e reporter raccontano l’uso dei nuovi e vecchi media per documentare le storie trascurate dai media tradizionali.  

  • 11 Marzo 2024
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In Italia e in oltre 30 Paesi, dall’India al Brasile dalla Danimarca al Sud Africa, le campagne che da anni promuovono l’introduzione di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie chiedono ai cittadini dei propri paesi di informarsi, di attivarsi e di promuovere questa causa che non è più solo una brillante idea ma un progetto politico da realizzare. Far sentire il consenso dell’opinione pubblica per questa tassa è decisivo per le scelte politiche che i nostri Governanti stanno operando.   La campagna si concluderà alla vigilia del vertice sulla crescita nell’Unione Europea che il 23 maggio 2012 riunirà i capi di stato e di governo dell’Europa a 27. Un appuntamento istituzionale cruciale per le sorti di tutti noi, cittadini europei e per il futuro del nostro continente. La posta in gioco è altissima. E’ in discussione il modello di convivenza e sviluppo che l’Europa – tutt’altro che ripresasi dal recente tracollo finanziario, con un indebitamento pubblico insostenibile, un’economia stagnante e un livello di disoccupazione allarmante – vorrà seguire nell’immediato futuro. Tra i temi del vertice del 23 maggio anche la TTF.     Firma il manifesto della campagna sul sito www.zerozerocinque.it   La finanza speculativa sposta montagne di soldi. Non costruisce nemmeno una vite, ma 24 ore su 24 cerca solo il massimo profitto. Il valore degli scambi di “titoli” è immenso, rispetto a quello dell’economia che “fa le cose”. Per fare solo un esempio, pensiamo alle valute: nell’economia reale si scambiano 15.000 miliardi di dollari all’anno, nel mondo finanziario 4.000 al giorno!   Noi cittadini stiamo pagando un prezzo altissimo per la crisi. Il nostro denaro è stato investito in un “casinò finanziario” per la ricchezza di pochi. E mentre sono stati usati soldi pubblici per tappare le falle create proprio dall’irresponsabilità degli speculatori, la speculazione finanziaria è già ripartita. Intanto noi stiamo ancora aspettando leggi sulla finanza per evitare una nuova crisi.  

FINALMENTE UNA TASSA SULLE SPECULAZIONI

  La tassa – pari allo 0,05% sul valore di ogni transazione sui mercati finanziari – è di importo molto contenuto. Piccolissima – il costo di un caffè su 2.000 euro di titoli – per chi investe sui mercati in un’ottica sana di medio-lungo periodo e a sostegno dell’economia reale (i risparmiatori o chi ha un’azienda). Giusta perché in grado di arginare gli eccessi di chi acquista e vende titoli migliaia di volte in un solo giorno, anche nell’arco di pochi secondi, per guadagnare sulle piccole oscillazioni del loro valore.  

VANTAGGI

    Frena la speculazione. Può generare 200 miliardi di euro nella sola Europa e di 650 miliardi di dollari all’anno su scala globale, da destinare alle politiche sociali, alla cooperazione allo sviluppo, alla lotta contro i cambiamenti climatici, ai settori danneggiati dalla crisi.   Ma c’è altro:   1. maggiore giustizia: oggi chi specula paga meno tasse di chi lavora;   2. redistribuzione delle ricchezze: pagano la crisi i grandi speculatori che l’hanno provocata, risarcendo almeno in parte tutti i cittadini;   3. controllo: la politica – cioè noi cittadini – torna a regolare la finanza.   4. investire nell’economia reale: si liberano le risorse utilizzate a fini speculativi, per fare “cose” o “servizi”;   5. trasparenza: i flussi finanziari lasciano una traccia (tracciabilità) dei loro movimenti, consentendo così controlli in entrata e in uscita dai Paesi. Francia, Spagna e Germania, si sono già impegnati in questa direzione. Se si aggiungesse l’Italia, la TTF potrebbe essere adottata nell’area euro in tempi brevi. I vantaggi sarebbero sentiti soprattutto dalle nostre piccole e medie imprese: minore rischio di speculazioni sulle valute per chi esporta; il costo del petrolio e delle materie prime sarebbe più stabile e prevedibile; diminuirebbero le possibilità di attacchi speculativi sui Titoli di Stato a tutela dei piccoli risparmiatori e molto altro.   La lezione l’abbiamo imparata a nostre spese! Mai più finanza selvaggia a danno dei risparmiatori!         La Campagna Zerozerocinque (www.zerozerocinque.it) fa parte di un’ampia coalizione internazionale; in Italia è promossa dalle seguenti organizzazioni della società civile: Acli, ActionAid Italia, Adiconsum, Adiconsum Basilicata, Amref, Arci, Attac, Azione Cattolica, Banca Popolare Etica, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Cgil, CINI – Coordinamento Italiano Network Internazionali, CISP, Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, Cisl, Cittadinanzattiva, Consorzio Città dell’Altra Economia, Consorzio Sociale Goel, CVX Italia, Daquialà, Dokita, Economia Alternativa, Equociquà, Fa’ la cosa giusta, Fair, Fiba Cisl, Flair, FOCSIV – Volontari nel mondo, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Gcap – Coalizione Italiana Contro la Povertà, Legambiente, Lega Missionaria Studenti, Libertà e Giustizia, Lunaria, Mani Tese, Mag4 Piemonte, Mag Verona, Microdanisma, Osservatorio Italiano sulla Salute Globale, Oxfam Italia, Reorient, RTM – Reggio Terzo Mondo, Save the Children, Sbilanciamoci, Social Watch Italia, UIL, Un ponte per, Volontari Terzo Mondo – Magis, Wwf Italia. Qui un approfondimento sul tema
  • 11 Marzo 2024
  • 2 minutes

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