• Mar 11, 2024
  • 1 minute

La cultura dell’epoca che viviamo va concepita in senso dinamico e trasformazionale come un insieme di conoscenze transitorie e trasferibili attraverso l’interazione con individui appartenenti a culture diverse.
In questo contesto, le lingue non materne conservano un ruolo basilare, seppure non esclusivo, poiché rappresentano un eccezionale veicolo per la trasmissione della conoscenza culturale.
Le nuove società multietniche sono costrette a riorganizzarsi, a riconsiderare il proprio status antropologico, a rivedere il proprio passato e a guardare al futuro con nuove prospettive poiché la diversità culturale è divenuta una componente essenziale della struttura stessa dei sistemi politici occidentali, i quali possono sperare di accrescere il loro grado di civiltà solo rivendicando il valore delle differenze e praticando una politica del riconoscimento che consenta di approdare a modelli sociali arricchiti.
Ma un arricchimento reciproco di valori, usi, costumi, tradizioni implica la possibilità, anzi la necessità, di una reciproca modificazione.
Il Limarancio. Verso la competenza interculturale
Autore    Baldassarri Daniele
Dati    2011, 256 p., brossura
Editore    Aracne
Acquista il libro su IBS

NEXT POST

[caption id="" align="alignleft" width="300" caption="Image via Wikipedia"]Original caption: President of Zimbabwe Robert...[/caption] Nuovo giro di vite del regime di Mugabe sulle organizzazioni non governative 29 Ong sono state costrette a sospendere le loro attività nella provincia di Masvingo, nel sud dello Zimbabwe. Il governatore di questa provincia, Titus Malukele, ha giustificato la sua decisione presa due giorni fa con la mancata iscrizione annuale delle Ong (tra cui CARE International) nel registro di immatricolazione provinciale. In un comunicato diffuso oggi sui media nazionali indipendenti, cinque organizzazioni per la difesa dei diritti civili e umani in Zimbabwe hanno definito “illegali e nulle le azioni prese dal governatore. La legge di questo paese dimostra in maniera molto chiara che [Malukele] non è abilitato a registrare le Ong o a toglierle da registro di immatricolazione” si legge nel comunicato. “Nemmeno il Consiglio provinciale che dirige ha questi poteri. Le competenze del Consiglio si limitano a incoraggiare i progetti di sviluppo già avviati e sostenuti dal governo centrale e dal governo locale”. Peggio. Secondo le associazioni all’origine del documento, “il governatore Malukele ha anche violato l’articolo 21 della Costituzione dello Zimbabwe che garantisce la libertà di associazione”, sottolineando che “tutti i membri e i beneficiari delle Ong sospese sono parte lese perché in seguito alla sospensione delle loro attività, non posso più trarre beneficio dalla libertà di associazione” che per l’appunto consente alle Ong di aiutare le popolazioni civili.
Enhanced by Zemanta

  • 11 Marzo 2024
  • 1 minute

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *