Lavoro dignitoso per le donne in Etiopia: ecco come è andato il progetto

Il 29 agosto 2018 ad Addis Abeba nella sede del sindacato etiope CETU si è tenuto il seminario conclusivo del progetto per il lavoro dignitoso per le donne.

Insieme al gruppo dirigente etiope e ai rappresentanti delle regioni interessate dalle attività, sono state ripercorse le tappe principali: dalla ricerca sulle condizioni di lavoro, ai corsi di formazione per le donne in azienda, alle assemblee, al sostegno ai comitati femminili.

Sono stati “celebrati” i risultati ottenuti: i miglioramenti sul posto di lavoro, in termini di sicurezza, di tutela della maternità, di orari di lavoro per le donne, di contrasto alle molestie.

In 19 aziende del tessile, del pellame, dei fiori, sono stati costituiti o rafforzati i comitati femminili, che, supportati dai sindacati, hanno iniziato un percorso di contrattazione con i datori di lavoro. I primi risultati fanno ben sperare. Anche se sono stati compiuti piccoli passi, come ottenere il riconoscimento di 3 mesi di maternità, rispetto ai 2 iniziali, è importante aver avviato un percorso di autonomia delle donne, di presa di coscienza delle proprie possibilità e del proprio potere.

La collaborazione con CETU proseguirà: l’Etiopia ha una forza lavoro giovane, tassi di crescita enormi, e bisogna moltiplicare gli sforzi per garantire uno sviluppo equo e dignitoso.

Qui la presentazione utilizzata durante il seminario.

Le donne e il lavoro in Etiopia: il testo integrale della ricerca

Il presente report illustra i risultati della Ricerca condotta per conoscere le condizioni di lavoro delle donne impiegate in circa 20 principali aziende floricole, del settore tessile e della lavorazione della pelle e della concia nelle regioni Amhara, Oromia e SNNP (Nazioni, Nazionalità e Popolazioni Meridionali) dell’Etiopia.
assemblee (4)
Lo studio, finalizzato alla revisione della relativa letteratura, è consistito in una ricerca che ha coinvolto 400 donne lavoratrici e 100 uomini lavoratori ed in una serie di discussioni di gruppo con lavoratori, manager e leader sindacali sui luoghi di lavoro, organizzazioni dei datori di lavoro e lavoratori. Lo studio ha avuto inizio a marzo 2016 e si è concluso a novembre 2016.
Le indagini quantitative e qualitative hanno generato opinioni utili con riferimento a vari aspetti delle condizioni di lavoro nelle aziende floricole, del settore tessile e della lavorazione della pelle e della concia. I rilievi hanno costituito il fondamento per la formulazione di una serie di raccomandazioni – riportate nella sezione finale di questo report – che dovranno essere prese in considerazione dai vari gruppi di stakeholder nelle relative industrie,.
Complessivamente, l’analisi dei dati ha evidenziato condizioni di lavoro delle donne con numerose zone d’ombra. Le lavoratrici denunciano lunghi orari di lavoro, la mancanza di permessi e bassi salari. I diritti legali non sempre trovano applicazione. La mancanza di una politica su salute e sicurezza sul posto di lavoro provoca l’esposizione a rischi gravi per la salute e molti lavoratori non hanno accesso a strutture di base come servizi igienici puliti, sapone e acqua potabile. I rilievi dello studio confermano che sussiste una forte segregazione occupazionale in base al genere. Alcuni lavoratori sono sottoposti a molestie per il loro sesso e personalità, comprese le molestie sessuali e discriminazioni in base al sesso, alla maternità, alla responsabilità familiare e all’età.
Scarica il testo integrale in inglese

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Questa ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto Decent work for women workers
Qui puoi trovare una sintesi della ricerca in italiano

Etiopia: situazione delle donne lavoratrici nei settori floricolo, tessile e del pellame. Presentazione della ricerca

Il 15 Dicembre 2016, dalle ore 09:00 alle ore 12,45, si è svolto presso l’Azzeman Hotel di Addis Abeba, il Seminario di presentazione dei risultati della Ricerca, a cui sono stati invitati i principali interlocutori governativi ed imprenditoriali del Sindacato, diplomatici e funzionari di alcune ambasciate ed organizzazioni internazionali, esponenti di NGO locali ed internazionali, esponenti e giornalisti della TV e della carta stampata.

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La partecipazione è stata ampia e qualificata. Erano infatti presenti in sala 9 dirigenti delle Federazioni Industriali, i componenti del Comitato Esecutivo e delle sedi regionali di CETU, esponenti e funzionari del Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali ai vari livelli (nazionale, regionale e cittadino), rappresentanti del Ministero per le Donne e l’Infanzia e del Ministero del Commercio, funzionari dell’Ispettorato del Lavoro di Zeway, Adama, Awasa, Amhara, i dirigenti dei Sindacati di base delle 20 aziende interessate dalla Ricerca. Ed inoltre, rappresentanti di ONG locali e internazionali attive in Addis Abeba, fra cui la Rete etiope delle Associazioni delle Donne, la Rete delle Donne Avvocato dell’Etiopia, l’Associazione delle Donne con Disabilità. Mentre in rappresentanza delle imprese, hanno partecipato esponenti dell’Associazione dei Produttori ed Esportatori di fiori e della EEF -Ethiopian Employers Federation. Nutrita la schiera di giornalisti di varie testate, tra cui la rete televisiva nazionale EBC e l’Agenzia di stampa governativa EPA che al termine della presentazione hanno intervistato sia i ricercatori che gli esponenti sindacali. Complessivamente si sono registrate all’iniziativa 112 persone, di cui 40 donne e 72 uomini, su un totale di almeno 140 presenti.
Dopo una breve introduzione della responsabile del Women Dpt., Mr. R. Ayele ed il saluto di benvenuto del Presidente Mr. K. Follo, la parola è passata ai due ricercatori che con l’ausilio di slides, immagini, schemi e tabelle, hanno dettagliatamente illustrato i risultati della Ricerca. Per una puntuale descrizione degli stessi si rimanda alla pubblicazione allegata, distribuita con l’occasione a tutti i partecipanti. Alla presentazione dei risultati hanno fatto seguito vari interventi, tra cui quelli del Direttore dell’Ufficio Relazioni Industriali del Ministero del Lavoro, della Presidente della Rete etiope delle Associazioni delle Donne, delle Rappresentanti dell’UNICEF e dell’ILO, del Presidente della Federazione Tessile, solo per citarne alcuni. Le repliche agli interventi/richieste ed alle osservazioni sono state affidate ai due ricercatori ed allo stesso Presidente Follo che ha peraltro fatto le conclusioni. La visibilità dell’iniziativa è stata garantita attraverso l’esposizione nella hall di due striscioni, uno in inglese, l’altro in amharico con il titolo e la data del Seminario ed i loghi di CETU e UE; con la citazione, nella pubblicazione cartacea, del co-finanziamento UE; con l’uscita nei quotidiani nazionali di articoli relativi all’iniziativa (The Ethiopian Herald e The Reporter). Servizi televisivi sull’evento sono stati trasmessi dalla rete nazionale EBC – Ethiopian Broadcasting Corporation. Infine, CETU ne ha dato ampia notizia nel suo Bollettino interno.

Scarica una sintesi in italiano della ricerca

Insieme alle lavoratrici ed ai lavoratori etiopi per migliorare le condizioni di lavoro nelle serre, nelle concerie e nelle aziende tessili dell’Oromia. Concluso a Mojo il primo Corso di formazione

29 lavoratori, di cui 15 di sesso maschile e 14 di sesso femminile, con mansioni e ruoli diversi, operai ma anche supervisori e team leader di concerie e vivai, hanno partecipato al Primo Corso di formazione su “Legge del lavoro e Contrattazione collettiva”, che si è tenuto a Mojo, nella regione etiopica dell’Oromia, dal 27 al 30 giugno 2016.

Il Corso, primo di una serie di 12 iniziative di formazione, rivolte a lavoratrici e lavoratori dei settori floricolo, tessile e della lavorazione del cuoio e del pellame si colloca all’interno del progetto “Decent work for Women Workers”, co-finanziato dall’Unione Europea e realizzato da CETU – la Confederazione etiopica dei Sindacati in collaborazione con ISCOS Marche ed ISCOS Emilia Romagna.
Il Corso, tenuto da formatori di CETU e delle Federazioni sindacali di riferimento, aveva lo scopo di:
· formare i lavoratori/trici su principi, concetti chiave e disposizioni della Legge sul lavoro 377/2003, sugli specifici contratti di settore, sui diritti riconosciuti dalla legge, sugli obblighi di lavoratori e datori di lavoro
· promuovere il Lavoro Dignitoso e la Contrattazione collettiva come strumenti per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti
· promuovere la conoscenza dei propri diritti come lavoratori e come persone
· rafforzare il sindacato nelle aziende
corso mojo 2016
Nella zona di Mojo sono presenti diverse concerie ed aziende florovivaistiche, anche di grandi dimensioni: i lavoratori partecipanti al corso sono infatti impiegati in aziende che contano da 60 sino a 1.350 dipendenti.
Nonostante l’Etiopia abbia ratificato ben 22 Convenzioni dell’OIL – Organizzazione Internazionale del Lavoro, tra cui le 8 Convenzioni fondamentali, il gap esistente tra i principi ivi dichiarati, le leggi ed i regolamenti e le effettive condizioni di lavoro in azienda è profondamente ampio. In particolare le donne lavoratrici denunciano una serie di problemi comuni come discriminazioni nelle assunzioni, nelle retribuzioni, nel mantenimento del posto di lavoro, nella perdita del lavoro a causa della maternità, per non parlare dei problemi di salute causati dalla insalubrità dei luoghi in cui operano e delle molestie che subiscono.
Per contrastare le violazioni e correggere questa situazione assai diffusa nel tessuto produttivo etiopico, il progetto CETU-ISCOS prevede una serie di attività rivolte ai lavoratori/trici, ai dirigenti-quadri e delegati di CETU, agli attori del Dialogo sociale. Tra queste, appunto, 12 Corsi di formazione su Legge del Lavoro/ Lavoro Decente e Contrattazione Collettiva, Salute e Sicurezza nel lavoro, promozione delle Politiche di Genere.
corso mojo 2016 2
Oltre ai Corsi, il progetto prevede una Ricerca sulle reali condizioni di lavoro delle donne lavoratrici in una ventina di aziende del settore agricolo e tessile, Giornate di formazione per i quadri sindacali di 3 Regioni su Lavoro Decente, Politiche di Genere e Salute e Sicurezza nel Lavoro, Assemblee aziendali sugli stessi temi, ed istituzione di Tavoli di contrattazione e concertazione a livello aziendale.
I risultati ottenuti nel Corso di Mojo sono incoraggianti: dalla elaborazione/ riscontro dei questionari di autovalutazione compilati dai partecipanti chiamati ad esprimere un voto compreso tra 1 e 4 in merito a contenuti del corso, metodologia , scelta pedagogica, aspetti logistici, gestionali ed organizzativi, è risultato un valore medio pari a 3,7: un buon viatico per continuare con determinazione ed entusiasmo l’azione intrapresa.

Biancofiorenero: giovedì 28 aprile, 17:30 sede Iscos Marche – Ancona

Proiezione del video Biancofiorenero giovedì 28 aprile, alle 17:30 presso la sede di Iscos Marche, in via dell’Industria 17/a – Ancona.
 

Elisa e Nicola si avventurano armati della loro telecamera e di una nutrita lista di domande in Liguria dove incontrano produttori floricoli e visitano il mercato di Sanremo grazie all’aiuto di sindacalisti della CISL ed esperti del settore.
Ricostruiscono la filiera del fiore reciso che si spinge ben oltre i confini europei e arriva fino in Africa, in Etiopia e Kenia. Dopo aver incontrato Fairtrade in Italia e aver capito qualcosa in più sugli standard di certificazione vanno a trovare direttamente le lavoratrici che raccontano le loro storie, i sindacalisti impegnati nella difesa dei diritti dei lavoratori e i manager di imprese floricole straniere che investono in questi paesi da anni.
E dai loro discorsi emergono desideri e spinte che generano contraddizioni e compongono una realtà “globale” fatta di tante verità e tante voci.

L’ingresso è gratuito. Visto il numero limitato di posti è gradita la prenotazione. Qui il modulo:

Genere: Documentario
Realizzato da: Iscos Emilia Romagna onlus
Durata: 30 minuti
Lingua originale: Amarico, inglese
Sottotitoli: italiano
Ricerche e testi: Manuela Melandri / Sarah Alessandroni
Riprese: Elisa Bucchi / Nicola Bogo
Paese di produzione: Italia, Etiopia, Kenia
Anno di produzione: 2015
Prodotto da:
ISCOS Emilia Romagna onlus
Regione Emilia Romagna
FAI Emilia Romagna e FAI-CISL
Iscos Marche onlus
Per saperne di più:
Il progetto di ISCOS Marche che ha permesso la realizzazione del video
Il nuovo progetto di Iscos Marche in Etiopia

Quel bouquet di fiori tra l’Etiopia e Pescia. Contraddizioni e sfide della nostra globalizzazione

Francesco Lauria racconta il nostro progetto in Etiopia e Bianco Fiore Nero, il documentario sul mercato globale dei fiori.

Da Ziwai, in Etiopia, cittadina immersa nel bellissimo altopiano a sud di Adis Abeba, dove vengono coltivate, in enormi quantità, rose ed altri fiori; dallo lo scaffale di un supermercato Coop; da San Remo o Pescia, in quelle grandi strutture, eredi delle epoche gloriose della floricoltura italiana, che sono i “mercati dei fiori”.

Tutti questi luoghi sono raccolti in un dvd :“Bianco Fiore Nero”, prodotto dall’Iscos, una ong di cooperazione allo sviluppo di ispirazione sindacale, che ci spinge a riflettere sugli intrecci, le contraddizioni, gli effetti e le sfide della globalizzazione.

Sorgente: Quel bouquet di fiori tra l’Etiopia e Pescia. Contraddizioni e sfide della nostra globalizzazione

Un documentario racconta la filiera dei fiori recisi – Fairtrade EXPO 2015

Un documentario racconta la filiera dei fiori recisi
La filiera produttiva dei fiori recisi tra delocalizzazione e investimenti, produzioni locali e certificazioni internazionali, lavoro dignitoso e qualità di vita: questo è il tema dell’incontro che si terrà martedì 30 giugno alle 14:30 all’Auditorium di Cascina Triulza.
L’incontro sarà aperto dalla proiezione del documentario “BiancoFioreNero” (30″) prodotto da ISCOS Emilia Romagna: un’occasione importante non solo per gli addetti al settore florovivaistico, ma per tutti coloro che sono interessati a capire i meccanismo della delocalizzazione delle filiere produttive.
Interverranno:
• Franco Mosconi, Economista docente presso l’Università di Parma
• Alessandro Lanteri, Distretto Florovivaistico Ponente Ligure
• Paolo Carrozzino, FAI Cisl
• Walter Incerpi, Direttore di Flora Toscana
• Elena Meneghetti, Product & key account manager Fairtrade Italia
L’evento sarà coordinato da:
• Sarah Alessandroni, ISCOS Emilia Romagna onlus
L’iniziativa si svolge nell’ambito del progetto di cooperazione decentrata nanziato dalla Regione Emilia Romagna
“Coltivare i diritti”, che mira a promuovere i diritti delle donne etiopi lavoratrici delle serre dove si producono ori
freschi per esportazione. Il progetto ha obiettivi e nalità attinenti con gli obiettivi del millennio n. 3, 7 e 8. Sono
partner del progetto: Fairtrade Italia s.c., ISCOS Marche onlus, Cisl Modena, Ugc Modena, Comune di Modena,
Associazione dei Volontari Etiopi di Parma.
Alla realizzazione del documentario hanno partecipato anche: COOP Italia, Flora Toscana, Fairtrade Italia, Fairtrade
Africa, Distretto Florovivaistico del Ponente Ligure, FAI-CISL Liguria. Il documentario è stato realizzato con il
contributo di: FAI-CISL Emilia Romagna; FAI-CISL e Regione Emilia Romagna.
Questo evento è organizzato in collaborazione con
Logo Iscos Emilia Romagna
viaUn documentario racconta la filiera dei fiori recisi – Fairtrade EXPO 2015.

Donne, fiori e diritti in Etiopia: 34 risorse per capire la condizione delle donne che lavorano nel settore florovivaistico in Etiopia

Iscos Marche, Iscos Emilia Romagna e Cetu, confederazione sindacale etiope, stanno realizzando un progetto per promuovere i diritti delle donne che lavorano nel settore florovivaistico.
L’Etiopia è tra i primi produttori mondiali di fiori freschi, che quotidianamente raggiungono l’Olanda e il resto d’Europa.
Gran parte dei fiori che troviamo nelle nostre strade vengono dalle serre etiopi.
E lo stipendio mensile di chi lavora nelle serre è pari all’incirca al costo di un mazzo di fiori.
Per conoscere meglio questa realtà, proponiamo questa rassegna di studi e documenti.
Buona ricerca!

Il settore florovivaistico

1. L’impatto socio economico ed ambientale della floricultura

Basata su una raccolta di informazioni da altri studi, questa tesi identificata sette questioni sociali e cinque ambientali legate al settore florovivaistico.
Le questioni sociali sono: creazione di posti di lavoro, salute e sicurezza dei lavoratori, problemi per le donne e molestie sessuali, diritti dei lavoratori, salute della comunità, compensazioni per i propretari terrieri e cambiamenti sociculturali.
Le questioni ambientali sono: uso dell’acqua, inquinamento di acqua e terreno, inquinamento dell’aria e cambiamento dell’uso del terreno.
L’unico fattore giudicato positivo dagli studiosi è la creazione di posti di lavoro.
Lo studio analizza anche la performance economica del settore, e propone alcune soluzioni ai problemi identificati.

2. Lo sviluppo del settore e gli standard internazionali

Una tesi che studia le opportunità e i rischi del settore, il rispetto degli standard ILO e delle leggi del lavoro nazionali.
Lo sviluppo del settore ha avuto un impatto benefico sul lavoro e sulla partecipazione delle donne, fornendo un reddito stabile a persone economicamente vulnerabili.
Nonostante ciò, ci sono preoccupazioni per la scarsa qualità dei lavori e dei diritti per la maggioranza delle donne con gli impieghi meno qualificati.
Ci sono difficoltà nell’aderire agli standard ILO, e dubbi nel contributo alla riduzione della povertà.

Nel 2010 soltanto il 36% delle aziende della floricultura aveva una certificazione relativa a standard internazionali privati.

3. Le condizioni di lavoro e il salario

Una ricerca promossa dalla National Federation of Farm Plantation Fishery Agro Industry Trade Union (NFFPFATU) sulle condizioni di lavoro nel settore dell’orticultura, con particolari riferimenti alla produzione di rose.

Se da un lato il salario medio mensile nel settore oscilla tra 28 – 46 dollari, il costo della vita mensile va dai 43 ai 55 $.

Le reti personali e locali hanno un ruolo importante per trovare lavoro nel settore dei fiori recisi.
Da 320 interviste a lavoratori di 64 aziende è emerso che chi è assunto tramite vie informali guadagna di meno, anche se col tempo questa differenza svanisce. Lo sviluppo del mercato del lavoro in questo settore di recente sviluppo ha avuto luogo soprattutto all’interno di un raggruppamento di aziende.

4. Salute e sicurezza

Uno studio che rileva una più alta incidenza di aborti tra le donne che lavorano nelle serre a Batu.

Uno studio del 2012 su 213 lavoratori dei vivai e 60 dei supermercati, con tre visite in aziende del settore, rileva tra i lavoratori un’alta prevalenza di sintomi respiratori e dermatici. E’ stata riscontrata anche un accesso limitato alle attrezzature di prevenzione e un utilizzo non sicuro dei pesticidi.

In sette impianti, che danno lavoro ad oltre 2.129 persone, anche se a termine o giornaliero, sono state riscontrate alcune criticità.
I lavoratori possono essere licenziati senza preavviso o compensazioni; non sono formati sui rischi e le procedure di prevenzione e sicurezza; mancano le politiche per la sicurezza dei lavoratori.

La soddisfazione sul lavoro nel settore floristico: un indagine su 358 lavoratori e focus group condotti in 5 aziende, dimostra che la soddisfazione non è tanto influenzata dal genere, ma dall’educazione.

5. Violenza

Il lavoro nelle serre e la violenza.

Più in generale, viene evidenziato il legame tra violenze subite e tentativi di suicidio.

Come cambiare l’atteggiamento degli uomini per prevenire la violenza.

Donne e mondo del lavoro etiope

Il punto generale della situazione nell’analisi del sindacato etiope, CETU

Un ampio studio in cui è compreso un caso dall’Etiopia. Dimostra l’ampiezza delle differenze di genere e l’importanza di volontà politica, maggiori fondi, dati, prove, e una partnership globale per colmare queste differenze.

Un progetto di ricerca in corso su impiego ed eguaglianza di genere.

Promossa da NEXUS Emilia Romagna e CETU Ethiopia, una ricerca sulle donne nell’economia informale in 3 distretti, presentata il 21 aprile 2015

Le risorse economiche, l’impresa, l’istruzione per le donne

Una ricerca svolta nel 2012 a Nekemte, che mostra come una parte significativa delle 845 donne intervistate non abbia accesso a risorse né potere decisionale.

Studio sulle differenze di salario. In Etiopia le donne guadagnano in media il 55% di quanto guadagna un uomo.

Questo articolo esamina i fattori che hanno influenzato la sostenibilità di un campione di 500 micro, piccole e medie imprese in 5 regioni etiopi.
110 imprese sono fallite nel corso dello studio, durato 6 anni. Il 78% era gestito da donne.
Le imprese hanno chiuso per difficoltà nell’ottenere credito dalle banche (61%), incapacità di reinvestire i profitti(46%), scarse capacità manageriali(54%), mancanza di competenze tecniche (49%) e un livello di educazione basso(55%).
Le imprese gestite da donne sono state 2.52 volte più vicine al fallimento di quelle gestite dagli uomini.

Una raccolata di studi sulle differenze di genere nell’uso, accesso, adozione di risorse per l’agricoltura: tecnologiche, naturali, umane, sociali e politiche. Solitamente gli uomini hanno un accesso più alto delle donne in tutti i settori.

Un tentativo di applicazione della Household Accounting Matrix per valutare i carichi di lavoro in base al genere nell’Etiopia rurale.

Il sistema educativo superiore in Etiopia è stato riformato più volte negli ultimi anni, nella qualità e nel promuovere parità di accesso.
L’uguaglianza di genere rimane una sfida critica. Ci sono dei limiti nel modo in cui il tema del genere è interpretato e concepito: è concepito più come un problema di iscrizione, che non come rimozione delle cause strutturali che lo generano.

Donne e diritti

1. Le principali leggi e le politiche di riferimento

2. Alcuni miglioramenti

Una valutazione delle riforme verso l’uguaglianza di genere: poco alla volta si muove qualcosa.

Come la riforma del diritto di famiglia permette alle donne di ottenere lavori migliori: uno studio.

Il contributo delle donne alla vita pubblica in Etiopia è in gran parte nascosto. Questa ricerca dimostra che nonostante l’identità di genere egemonica collochi le donne nello spazio privato e casalingo, le donne hanno partecipato alla vita pubblica in modi diversi nel corso della storia.

Informazioni statistiche di base

Alcune informazioni statistiche di base sugli oltre 96 milioni di abitanti dell’Etiopia, con un approfondimento sul tema del genere.