Migrazioni: in rapporto Lunaria razzismo, asilo e diritti nel dibattito politico | OnuItalia

Esiste una corrispondenza tra quanto emerge nei dibattiti televisi e l’attività legislativa?
Il rapporto di Lunaria, Watchdog, indaga su questa relazione.

(di Maria Novella Topi) – ROMA – L’impatto che le ondate di flussi migratori hanno sui paesi contro cui si infrangono, si può misurare in molti modi. C’è la paura dei cittadini e la disposizione all’accoglienza, ci sono i bilanci degli Stati e i risvolti sociali, ci sono le leggi dei Paesi e le fedi religiose che si incontrano o si scontrano. Ci sono gli articoli dei giornali e le carte dei Centri di accoglienza. Ma c’è anche, a misurare il grado di attenzione della classe politica, l’attività parlamentare che viene svolta su temi come immigrazione, asilo, cittadinanza, discriminazioni e .
 
Lunaria, onlus che si occupa proprio di queste tematiche, ha provato a rispondere, con un rapporto puntigliosamente documentato, a domande come: vi è corrispondenza tra gli indirizzi di dibattito pubblico, i discorsi dei rappresentanti delle istituzioni, e il loro operato in ? E ancora: cosa fa chi ha il potere di adottare provvedimenti? Perché  – è la tesi di Lunaria – l’orientamento della pubblica opinione rischia di essere fortemente condizionato più dalle rappresentazioni del dibattito politico offerte dai media, che dalla cognizione esatta dell’effettiva attività delle istituzioni.
 

 

Razzisti per legge. L'Italia che discrimina

Autore    Bartoli Clelia
Yusuf frequenta il Liceo Garibaldi. Pur nato in Italia, per la legge Italiana è uno straniero. La sua classe è andata a Parigi. Lui è il solo che non è partito poiché gli uffici preposti al rinnovo del suo permesso di soggiorno erano in ritardo sui rilasci.
Chandra vorrebbe far giungere il suo bambino dallo Sri Lanka, ma il soffitto della casa dove abita dista dal pavimento 2 cm meno di quanto prescrive la disciplina sul ricongiungimenti, così il figlio resterà lontano dalla madre chissà ancora per quanto.
Sharu è divenuto clandestino perché il suo datore di lavoro non ha voluto metterlo in regola. Da oltre un anno è recluso in un Cie (Centro identificazione e espulsione), mentre il padrone della ditta dove faceva l’operaio prosegue indisturbato a lucrare sul lavoro nero e schiavistico.
A Lampedusa, durante il picco dell’emergenza nella primavera 2011, il governo ha tralasciato di aumentare la fornitura d’acqua e di inviare una cucina da campo per preparare il necessario numero di pasti, così i tunisini sbarcati sono rimasti sporchi e affamati.
Per questi e per innumerevoli altri casi, alla domanda “l’Italia è un paese razzista?”, questo libro risponde “sì”, per la più pervicace e meno evidente forma di discriminazione, quella delle leggi e delle istituzioni. La disparità di trattamento tra autoctoni e popolazione di origine straniera rischia di gettare le basi di una società divisa e diseguale, i cui effetti possono essere di enorme portata e di lunghissima durata.
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Libro bianco sul razzismo in Italia

Negli ultimi due anni i media hanno registrato trecentodicianove casi di violenza razzista in Italia e le aggressioni sono in continuo aumento. Centodiciannove nel 2007, centoventiquattro nel 2008 e nei primi quattro mesi 2009 si contano già settantasei atti di violenza. Numeri che riguardano persone reali. Una ricostruzione solo parziale, la punta dell’iceberg si potrebbe definire, di un fenomeno in costante crescita. Cronache di ordinaria intolleranza documentate nel “Libro bianco sul razzismo in Italia” curato dall’associazione Lunaria. «É un lavoro collettivo-spiega il presidente di Lunaria Gulio Marcon -uno strumento utile a gruppi e associazioni per capire e arginare un fenomeno montante», quello del razzismo. Un tentativo di decostruzione dei pregiudizi e degli stereotipi comuni nell’opinione pubblica e nel discorso dei media attraverso l’analisi di otto casi esemplari: dal pogrom di Ponticelli alla strage di Erba, dalla violenza subita da Navtej Singh a Nettuno sino al caso dello stupro della Caffarella.

I curatori del Libro bianco fanno una premessa: l’Italia non è un paese razzista, ma è innegabile che esistano preoccupanti fenomeni di razzismo. Nel paese sembra essere in atto un processo di legittimazione culturale, politica e sociale del razzismo che vede protagonisti gli attori pubblici e istituzionali. E, in un Europa che sembra sempre più pervasa da pulsioni xenofobe, il caso italiano appare ancora più inquietante. L’opinione pubblica internazionale e le istituzioni europee guardano con sempre maggiore preoccupazione al caso Italia. E il rapporto di Lunaria è aggiornato all’aprile 2009, quando ancora l’Europa non aveva visto l’Italia all’opera nel lavoro di respingimento degli immigrati e nella diatriba con Malta su chi dovesse ospitare i migranti alla deriva sul cargo Pinar. Preoccupa tuttavia la saldatura avvenuta tra razzismo istituzionale, xenofobia popolare e stigmatizzazione mediatica dello straniero.

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