Appello emergenza Gaza

Il sistema sanitario di Gaza è al collasso.
Negli ospedali e nelle farmacie manca circa la metà dei farmaci inclusi nella lista dei farmaci essenziali stilata dalla Organizzazione Mondiale della Salute (http://www.who.int/medicines/publications/essentialmedicines/en/); mancano 470 tipi di materiali sterili e monouso, tra cui aghi, siringhe, cotone, disinfettanti, guanti e molto altro. Manca il carburante per alimentare ambulanze e generatori che permettono di far funzionare i macchinari salvavita e le sale operatorie durante le almeno 12 ore al giorno in cui l’unica centrale elettrica non riesce a fornire elettricità. Mancano le sacche di sangue necessarie a soccorrere le centinaia e centinaia di feriti.
La Striscia di Gaza è isolata dal mondo. Le frontiere con Egitto e Israele sono chiuse, ospedali, ambulanze e centri di pronto soccorso sono costantemente sotto la minaccia dei bombardamenti. Nonostante questo, il personale sanitario continua a prestare soccorso incessantemente.
Ad oggi, i feriti sono almeno 1200. Per aiutare la popolazione inerme, abbiamo bisogno del vostro aiuto. Ora. Subito. Stiamo raccogliendo donazioni per far entrare medicine, materiali sanitari, e altri beni di primissima necessità. Qualsiasi donazione e’ indispensabile per salvare la vita di vittime innocenti.
Alla iniziativa partecipano TUTTE le ONG Italiane presenti in Palestina. Tuttavia, per motivi logistici, useremo il conto di Terre des Hommes Italia come canale per la raccolta.
Dettagli
Via Banca:
Monte dei Paschi di Siena Ag.57 Milano
IBAN: IT53Z0103001650000001030344
Via Posta:
c/c postale 321208
Per donare online:
https://www.igiveonline.com/campaigns/medicine-per-gaza/
Causale: Medicine Gaza

Ambasciata dei diritti Ancona: Assedio e Diritti Umani a Gaza

Incontro con:
Khalil S. Shaheen e Mohammed El Zaeem
del Palestinian Centre for Human Rights di Gaza

Ancona giovedì 15 dicembre ore 21, Ambasciata dei Diritti
via Urbino 18 Ancona

Un appuntamento per rompere la «cospirazione del silenzio», quella «cortina che nasconde» le informazioni sull’«apartheid della popolazione palestinese a Gaza».

La Campagna Palestina Solidarietà organizza una serata con due rappresentanti del Palestinian Center for Human Rights, una delle organizzazioni palestinesi per la tutela dei diritti umani.

E’ l’islam politico, bellezza…

In principio fu la vittoria di Hamas nel gennaio 2006. E non la vittoria del FIS algerino di 14 anni prima. Il (parziale) successo dei Fratelli Musulmani nel primo turno delle defatiganti e lunghe elezioni egiziane non va legato a quello che è successo nel 1991-92 in Algeria. Bensì a quella svolta partecipazionista dell’islam politico riformatore che si è realizzata soprattutto a partire dal 2005. Deve, cioè, essere inserito in un percorso che ha avuto la sua tappa più importante nell’inattesa vittoria del movimento islamista palestinese alle consultazioni politiche di cinque anni fa.

Se i diritti diventano un gioco


Videogiochi e diritti umani: suonano strani nella stessa frase, vero? Eppure, è precisamente quello che ha fatto Gisha, una ONG israeliana che si occupa di difendere la libertà di movimento dei palestinesi tra Gaza e la Cisgiordania. Ha realizzato un videogame per smuovere un po’ le acque, Safe Passage, e si è guadagnata una risonanza internazionale che probabilmente nemmeno si sognava.
Non abbiamo nessuna pretesa, qui, di riassumere le vicende dell’area israelo-palestinese in un paragrafo. Ma che in Israele il rispetto dei diritti umani non sia, come dire, ineccepibile, è fuori di dubbio – basta ricordare la bruttissima vicenda della Freedom Flotilla.
Se i diritti diventano un gioco.