Rock in Kabul

“Sono occasioni importanti, perché si respira un’aria diversa dal solito, si sperimentano cose nuove. A me piacciono le cose nuove”. Camicia a maniche corte sopra un paio di jeans ben stirati, sciarpetta intorno al collo, occhi celesti, Zabi Siddiq è uno dei tanti ventenni venuti al centro culturale francese di Kabul, accanto al liceo Esteqlal, per assistere al Sound Central, il Central Asia’s Modern Music Festival. “L’idea è uscita fuori tre anni fa circa” spiega il fotogiornalista Trevis Beard, che del Festival è ideatore e organizzatore. “Io e i miei amici ci eravamo stufati di quanto offriva la scena musicale e culturale di Kabul, così nel 2011 abbiamo organizzato il primo grande evento, che è durato un giorno e ospitava 8 gruppi musicali”.

Da allora, il Festival è cresciuto molto: gli sponsor sono aumentati – “i costi si aggirano intorno ai 40.000 dollari”, dice Trevis -, e tra questi c’è l’Agenzia svizzera per la cooperazione e lo sviluppo, l’ambasciata australiana, quella della repubblica ceca, la cooperazione estone, gli olandesi, gli inglesi, i canadesi, oltre a sponsor privati. I giorni sono diventati quattro, fitti di appuntamenti, con concerti di musica rock ed heavy metal, performance di rap, dj set, una mostra fotografica, un’esposizione di quadri, piste per gli skateboard, tele per i graffitari, una selezione di video; “Anche il pubblico cresce”, sottolinea l’organizzatore, membro della rock-band White City, mentre risponde al walkie-talkie e sorseggia un energy-drink.
viaPerlapace.

Nessuna pietà

nessuna pietàA partire da luglio 2009 sarà disponibile in tutte le librerie Nessuna Pietà. Dieci canzoni e dieci testi che raccontano grandi tragedie dell’umanità. Per non dimenticare. Il cofanetto, che contiene un libro e un cd, nasce da un progetto che vede coinvolti l’editore Magazzini Salani, l’associazione Nausika ed Emergency.

Il progetto Nessuna pietà nasce dall’idea di utilizzare la grande arma della musica, l’emozione, per tradurre in canzoni le più grandi tragedie dell’umanità. Le canzoni sono nate dai testi di Marco Vichi, mentre le musiche sono firmate da Nicola Pecci. Insieme formano il gruppo Dago, una parola che indicava con disprezzo gli emigranti negli Stati Uniti all’inizio del Novecento. Oggi Dago racconta i drammi e le ingiustizie della Storia.

Grandi nomi del panorama musicale e letterario italiano come Piero Pelù, Stefano Bollani, Ginevra Di Marco, Arturo Stalteri, Riccardo Tesi, Cisco, AmbraMarie, Massimo Carlotto, Carlo Lucarelli, Luca Scarlini e tanti altri hanno partecipato alla realizzazione del cofanetto.

Alessandro Luchi e Francesco Sighieri hanno collaborato alla creazione degli arrangiamenti delle musiche. Piero Pelù, oltre a garantire la propria partecipazione come artista, è l’editore musicale e uno dei promotori del progetto.

Il 29 giugno 2009 alle ore 19.00 Nessuna Pietà verrà presentato in anteprima nazionale a Firenze presso il Teatro del Giardino di Boboli da Piero Pelù, Marco Vichi e Nicola Pecci (in collaborazione con Operafestival e la libreria Edison di Firenze).

Il 3 luglio 2009 alle ore 21.00 presso il Cassero della Fortezza medicea di Poggibonsi, nell’ambito della IV edizione del Festival Narrazioni, avrà luogo il concerto Nessuna Pietà, organizzato dall’associazione Nausika. Saranno presenti Piero Pelù, Nicola Pecci, Francesca Luna, Marco Vichi, Luca Scarlini e Arturo Stalteri.
Parte dei proventi del libro, del disco e la totalità dei proventi del concerto del 3 luglio – unico evento a pagamento del Festival Narrazioni – saranno devoluti a Emergency.

Il 4 luglio 2009 alle ore 22.00 in piazza del Liceo Classico a Pistoia, all’interno della manifestazione Pistoia Blues, Nessuna Pietà verrà presentato da Marco Vichi, Nicola Pecci e Francesca Luna (in collaborazione con la libreria Edison di Pistoia).

Nessuna Pietà, il cd
Il disco presenta dieci canzoni che illustrano aspetti della storia dall’Ottocento a oggi, tra cui “Grande Spirito”, sullo sterminio dei pellirossa, “Eterna memoria” sulla condizione degli schiavi d’America, “Jawhol” sui campi di sterminio nazisti, “belpaese” sulla seduzione del potere e i totalitarismi, “Dormi bambino”, una ninna nanna sulla bomba atomica di Hiroshima, “Popolo sovrano” sulla terribile realtà dei gulag, “La vostra guerra”, sulle atroci vicende dei desaparecidos, “In mezzo al mare”, sui drammi vissuti dai bambini, sempre e comunque vittime di tutti i conflitti, “Il mio dovere”, sull’attentato alle Torri Gemelle, “Addio Amore”, lamento di un nuovo emigrante africano che lascia la sua terra per cercare fortuna in Europa.

Nessuna Pietà, il libro
Il libro è un percorso di approfondimento che con poesie, saggi, racconti affronta i temi trattati dalle canzoni, offrendo una possibilità di riflessione e di informazione, ognuno dei testi è quindi collegato a un brano del disco. Gli autori sono Joy Harjo, poetessa e saggista nativa americana, Bernardine Evaristo, poetessa e romanziera di origini caraibiche, Francesco Rotondi, storico del negazionismo, Luca Scarlini, saggista e scrittore, Gianluca Coci, professore di Lingua e Letteratura Giapponese a Torino e traduttore, Gian Piero Piretto, professore di cultura russa a Milano, Massimo Carlotto, scrittore, Giulio Cederna, esperto di comunicazione sociale e regista di documentari, Hamid Ziarati, scrittore iraniano residente a Torino, e Igiaba Scego, scrittrice somala nata a Roma. L’introduzione del libro è stata scritta da Carlo Lucarelli.

IL CD
Grande spirito – Piero Pelù e Nicola Pecci
Eterna memoria – Ginevra Di Marco
Jawohl – Alessandro Ledda e Nicola Pecci
belpaese – Luca Scarlini
Dormi bambino – Nicola Pecci
Popolo sovrano – Cisco
La vostra guerra – Nicola Pecci
In mezzo al Mare – AmbraMarie
Il mio dovere – Federica Camba e Nicola Pecci
Addio Amore – Stefano Bollani

IL LIBRO
Introduzione – Carlo Lucarelli
Native American View – Joy Harjo
Lara – Bernardine Evaristo
La negazione – Francesco Rotondi
Il verbo e il nerbo: Benito Mussolini e la seduzione delle masse –
Luca Scarlini
Gen di Hiroshima Live at Disneyland – Gianluca Coci
Stalin: quando il terrore diventa spettacolo – Gian Piero Piretto
Patotas – Massimo Carlotto
Transformer – Giulio Cederna
Parola di Allah, un’intervista a Dio – Hamid Ziarati
L’albero – Igiaba Scego

Nessuna Pietà
Da luglio 2009 nelle librerie
Pagine libro: 96
Prezzo cofanetto: 18.60 euro

ISCOS Marche

Canzone di pace in Darfur

Da un lato lotta contro la censura, dall’altro spera di portare la pace in Sudan con la sua musica: il cantautore Abazar Hamid viaggia nelle zone rurali del paese cercando di convertire le cantanti tradizionali arabe dell’odio note come “Janjaweed”.

Abazar Hamid ha presentato le sue canzoni d’amore e di pace al comitato di sorveglianza della musica che in gran parte le ha censurate e respinte. Solo i brani più innocui sono trasmessi dalla radio sudanese.

Clicca per vedere il video. Ci scusiamo per la pubblicità iniziale

Abazar Hamid è un avvocato, e spesso cerca di negoziare con i membri del comitato di governo quando si tenta di censurare i testi o le sue canzoni. Ha recentemente trattato con la censura il permesso di registrare e produrre ‘Nuovo Sudan’ e ‘la pace nel Darfur’ in cambio di non cantare una canzone intitolata ‘Basta’ (in arabo: ‘Kifaya’).

Il testo di ‘Basta’ dice:

Adesso il mormorio diventa un urlo
E la cenere brucia come un fuoco
contro l’imbroglio.
Non aspetteremo a lungo.
Non attenderemo la notte.

Abazar Hamid cerca di convincere le cantanti Hakama a smettere di cantare le canzoni che incitano all’odio e alla violenza. Il loro ruolo tradizionale è di incitare gli uomini prima della battaglia. Ecco un esempio di testo:

Il sangue dei neri scorre come l’acqua
prendiamo i loro beni
e cacciamoli dalla nostra zona
e il nostro bestiame andrà nella loro terra.

Il potere del [presidente sudanese Omer Hassan] al-Bashir
appartiene agli arabi
e noi vi uccidereme sino alla fine, voi neri
abbiamo ucciso il vostro Dio.

Amnesty International ha raccolto diverse testimonianze che citano la presenza di Hakama – le donne ‘Janjaweed’ -, durante un attacco contro il villaggio di Disa nel giugno 2003.

L’agenzia dell’ONU per i rifugiati stima che nel corso degli ultimi tre anni quasi 200.000 innocenti sono stati uccisi. Si stima che 86.000 persone sono state uccise come diretta conseguenza della violenza armata nel conflitto, mentre circa 110.000 sono morte di fame e malattie. Due milioni sono stati costretti a fuggire dalle loro case, tra cui 220.000 rifugiati sudanesi che sono fuggiti oltre frontiera.
Queste cifre, tuttavia, si basano su calcoli teorici.

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