Rohani presidente, l’Iran stupisce ancora

Le undicesime elezioni presidenziali iraniane, vinte da Hassan Rowhani, hanno destato ancora una volta stupore. Non solo all’estero.
La prima e più importante considerazione che può essere formulata a commento dello strabiliante risultato di venerdì 14 giugno, in barba alla tradizionale e stereotipata visione dell’Iran come “la repubblica degli Ayatollah”, è che la Guida Ali Khamenei ha garantito un voto libero e spontaneo.
Per tutti quelli che, da mesi, profetizzavano l’elezione pilotata di un fedele delfino del rahbar alla presidenza, unitamente a un’epocale astensione degli iraniani, deve essere stato difficile accettare l’evidenza dell’elezione al primo turno di un candidato essenzialmente riformista, grazie alla massiccia partecipazione al voto di oltre il 70% degli elettori.
Un trionfo e una manifestazione di sostegno politico paragonabile a quello che portò nel 1997 Khatami alla presidenza e successivamente ad un secondo mandato.
Il dato diramato domenica dal ministero dell’Interno offre una chiara panoramica sull’esito delle elezioni, confermando la vittoria di Hassan Rowhani con 18.613.329 voti, pari al 50,71% delle preferenze espresse dagli elettori.
viaRohani presidente, l’Iran stupisce ancora – rivista italiana di geopolitica – Limes.

Repressione in Iran


INTERNATIONAL CAMPAIGN FOR HUMAN RIGHTS IN IRAN

Politica di repressione contro i sindacati

Arrestati quattro leader sindacali della “Haft Tapeh Sugar Cane Company” fondato nel 2008 e di cui fanno parte circa 5.000 iscritti e riconosciuto a livello internazionale. Il 24 ottobre scorso il sindacato iraniano aveva fatto appello all’OIL a proposito delle violazioni delle convenzioni n.87 e 98. In Iran al momento è vietato ai sindacati indipendenti poter manifestare apertamente le loro opinioni e manifestare per i diritti dei lavoratori.

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ISCOS Marche

Iran: ITUC e Global Union esprimono grave preoccupazione

Azione globale per la giustizia e per i lavoratori iraniani il 26 giugno

L’ITUC ha espresso grave preoccupazione per la situazione in Iran a seguito delle contestate elezioni in cui il Presidente Mahmoud Ahmadinejad e’ stato dichiarato vincitore nonostante le accuse di frodi elettorali da parte dei candidate dell’opposizione. Molte persone sono state uccise e molte altre ferite dalle forze governative che hanno represso brutalmente le enormi manifestazioni che chiedevano che si ricontassero i voti o l’annullamento delle elezioni.

“ La violenta risposta da parte delle autorita’ contro i manifestanti pacifici deve esere condannata e i responsabili delle morti e dei feriti devono essere perseguiti dalla giustizia. Il popolo dell’Iran ha il diritto di avere la piena democrazia e la trasparenza e chiediamo a tutti coloro che sono al potere di assicurare che la democrazia e i diritti umani riconosciuti internazionalmente siano pienamente rispettati” ha dichiarato Guy Ryder segretario Generale CSI.

Nonostante una repressione dei media, arrivano rapporti di arresti di attivisti politici e giornalisti. L’ITUC e i suoi partners delle Global Unions continuano a concentrare la loro azione sulla campagna per il rilascio dei sindacalisti che sono stati imprigionati e in sostegno dei diritti dei lavoratori.

Tra coloro in carcere c’e’ il leader dei sindacati dei trasporti Mansour Osanloo, che e’ stato picchiato e arrestato dale forze di sicurezza il 10 luglio 2007. Tre settimane dopo essere intervenuto al Consiglio Generale della CSI a Brussel. Manifestazioni ed altre iniziative si terranno il 26 giugno , giornata internazionale per la giustizia per i lavoratori iraniani, con iniziative coordinate tra CSI, Ces, EI, ITF e IUF .
Tra gli eventi gia’ previsti:

Manifestazioni di fronte alle ambasciate iraniane in Belgio, Francia e Olanda.

In Australia, i sindacati e le organizzazioni iraniane effettueranno una manifestazione di fronte alla ambasciata a Canberra alle 12 del 26. Altre iniziative sono in programma a Sydney e Melbourne;

In India, la All India Railwaymen’s Federation organizzera’ manifestazioni, marce etc.

In Indonesia, i sindacati manifesteranno a Jakarta e terranno una riunione di preghiera al porto di Tanjung Priok;

In Giappone, i sindacati terranno una iniziativa il 24 giugno e adotteranno una mozione a sostegno della campagna.

A Wellington Nuova Zelanda, vi sara’ una banda di tamburi e teatro di strada di fronte all’ambasciata.

In Nigeria, una manifestazione si terrà all’aereoporto di Murtala Muhammed a Lagos;

In Thailandia, i sindacalisti dimostreranno all’ambasciata iraniana, e visiteranno l’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) per sollevare la questione della violazione dei diritti umani e dei lavoratori in Iran;

A Londra si terrà una manifestazione presso l’ambasciata iraniana.

“Le autorità iraniane hanno un deplorevole record per le questioni inerenti i diritti dei lavoratori, preferendo reprimere l’attività sindacale indipendente piuttosto che il rispetto di standard globali dell’Organizzazione internazionale del lavoro. I sindacalisti incarcerati devono essere rilasciati senza indugio, e il pieno rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori deve essere una parte centrale di quello che deve diventare una vera democrazia in Iran “, ha dichiarato Ryder.

Per maggiori dettagli : www.justiceforiranianworkers.org o contattare:

ITUC. Press Officer Mathieu Debroux. Tel: +32(0)2 22 40 204. Email: mathieu.debroux@ituc-csi.org
ITF. Press officer Sam Dawson. Tel: +44 (0)20 7940 9260. Email: Dawson_sam@itf.org.uk
EI. Nancy Knickerbocker. Tel: +32 (0)2 22 40 611. Email: Nancy.knickerbocker@ei-ie.org
IUF. Peter Rossman. Tel: +41 22 793 22 33. Email: iuf@iuf.org

ISCOS Marche

Sciopero mondiale per i diritti in Iran

sciopero mondiale diritti iranQuattro sindacati mondiali che rappresentano olte 170 milioni di lavoratori hanno proclamato una giornata di azione mondiale per il 26 giugno prossimo per chiedere giustizia per i lavoratori iraniani.
Ci saranna dimostrazioni presso le ambasciate e i consolati iraniani per protestare contro le negazioni dei diritti e gli arresti dei sindacalisti nella nazione.

ITUC (International Trade Union Confederation), EI (Education International), ITF (International Transport Workers’ Federation), IUF (International Union of Food, Agricultural, Hotel, Restaurant, Catering, Tobacco and Allied Workers’ Associations) stanno formando una coalizione per l’evento, l’ultima mossa di una campagna per la giustizia e i diritti sindacali in Iran. Amnesty International ha sostenuto questa campagna.

Chiedono il rilascio dei sindacalisti, tra cui Mansour Osanloo, Ebrahim Madadi, Farzad Kamangar, l’annullamento della sentenza di un’anno di detenzione contro 5 leader di Haft Tapeh Sugarworkers’ Union, così come il rilascio degli arrestati il primo maggio.
Guy Rider, segretario ITUC, ha dichiarato: “abbiamo esaurito tutti i modi del dialogo ragionevole per persuadere il governo. La loro risposta è stata repressioni e arresti. Dobbiamo scendere in strada per dimostrare che il mondo li guarda.”

Per informazione contattare:

ITF. Press officer Sam Dawson. Tel: +44 (0)20 7940 9260. Email: Dawson_sam@itf.org.uk

ITUC. Press Officer Mathieu Debroux. Tel: +32(0)2 22 40 204. Email: mathieu.debroux@ituc-csi.org

EI. Nancy Knickerbocker. Tel: +32 (0)2 22 40 611. Email: Nancy.knickerbocker@ei-ie.org

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