Tunisia, Marocco, Giordania: 75 milioni di euro dalla Bers

Via libera della Banca europa per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) ai primi di una serie di investimenti nel Mediterraneo meridionale ed orientale, che entro il 2015 dovrebbero arrivare a 2,5 miliardi di euro l’anno.
Lo riferisce la Bers, annunciando i nuovi progetti in pista nei primi tre Paesi interessati della regione, denominata SEMED, per un totale di 75 milioni di euro.
Un ammontare di 30 milioni di dollari e’ destinato ad una linea finanziaria per InvestBank in Giordania, che facilitera’ le attivita’ finanziarie commerciali. Questro strumento aiutera’ InvestBank per lo sviluppo di nuovi prodotti ed e’ disegnato in maniera specifica per le piccole e medie imprese.
Altri 20 milioni di euro sono indirizzati al Maghreb Private Equity Fund III sponsorizzato da Afric-Invest-TunisInvest, una delle principali societa’ di private equity in Tunisia e Marocco. Un prestito di 20 milioni di euro, in due tranches uguali, vanno alla Societe’ Generale Marocaine de Banques in Marocco, per prestiti alle Pmi. La Bers fornisce inoltre la stessa societa’ di uno strumento finanziario da 5 milioni di euro per aiutare il business commerciale dei suoi clienti.
viaBers, 2,5 mld l’anno entro il 2015 a Paesi Sud ed Est Med – Economia – ANSAMed.it.

BREVI DALLE PIAZZE ARABE (Yemen, Iraq, Libia, Bahrain, Giordania)

YEMEN – Il presidente Ali Abdullah Saleh è arrivato negli Stati Uniti “per proseguire la sua riabilitazione”: lo ha riferito ieri l’agenzia di stampa ‘Saba’. Già da alcuni giorni in Oman, Saleh ha lasciato il suo paese in seguito a un accordo di transizione mediato dal Consiglio di cooperazione del Golfo che prevede la sua uscita di scena in cambio di una piena immunità. Sebbene tuttora formalmente a capo dello Stato, Saleh non dovrebbe tornare in Yemen prima delle elezioni anticipate convocate a febbraio e la sua uscita di scena sembrerebbe definitiva.

IRAQ – Il blocco Iraqiyya, che fa capo a Iyad Allawi, ha deciso di sospendere il boicottaggio dei lavori parlamentari deciso in dicembre in seguito a un mandato d’arresto spiccato contro il vice-presidente Tariq Al Hashemi. Iraqiyya critica l’operato del primo ministro Nouri Al Maliki e continuerà il boicottaggio del governo di unità nazionale, di cui almeno formalmente continua a far parte.

LIBIA – E’ stata votata sabato dal Consiglio nazionale di transizione la nuova legge elettorale. Il testo adottato non prevede ‘quote rosa’ – un punto sui cui i pareri non erano unanimi – mentre fissa a 200 il numero dei deputati che comporranno il Congresso generale nazionale, la cui elezione è in programma a giugno. Saranno inoltre 136 i seggi destinati ai candidati dei partiti politici e 64 quelli destinati agli indipendenti.

BAHRAIN – Il governo di Manama ha confermato la morte di un detenuto di 18 anni arrestato lo scorso mercoledì durante proteste anti-governative. Il ragazzo è morto mentre si trovava in stato di detenzione e sono ancora da chiarire le cause. Nei mesi scorsi organizzazioni internazionali e opposizione hanno accusato la polizia di fare uso eccessivo della forza per reprimere il dissenso e denunciato diversi casi di tortura in carcere.

GIORDANIA – E’ stato ricevuto ieri ad Amman il leader di Hamas Khaled Meshal, Da 13 anni fuori dalla Giordania ed esiliato in Siria, Meshal è stato accolto con tutti gli onori: la sua visita è collegata agli sforzi di mediazione condotti da Amman tra palestinesi e israeliani. Secondo alcune fonti, Hamas potrebbe abbandonare il suo quartier generale di Damasco a causa delle proteste in corso in Siria e della repressione attuata dal regime del presidente Bashar al Assad.