Un quarto della spesa sociale va al 40% più ricco

Chiediamo giustizia e distribuzione equa delle risorse: ecco un altro dato su cui riflettere:

Al 40 per cento della popolazione più ricca va quasi un quarto della spesa per l’assistenza sociale italiana (calcolata in 67 miliardi). Sembra impossibile, ma è così. È il frutto di una cattiva gestione delle risorse e dell’adozione di indicatori nella valutazione del reddito che ne impediscono un’equa ripartizione. È il dato più eclatante che emerge dal rapporto Costruiamo il welfare di domani, realizzato da Prospettive sociali e sanitarie, Ars (Associazione per la ricerca sociale), Capp (Centro di ascolto delle politiche pubbliche), Istituto per le ricerche sociali (Irs) con il patrocinio della Fondazione Cariplo, e anticipato oggi a Roma alla presenza del viceministro del Welfare Maria Cecilia Guerra.
Un rapporto che, nel denunciare i limiti di un sistema di welfare da troppo tempo in attesa di una riforma, mette nero su bianco tre proposte per cambiare le cose.

È colpa dell’inadeguatezza del sistema, ad esempio, se l’Italia è terz’ultima nell’Ue27 nel rapporto tra i soldi spesi per contrastare la povertà e l’impatto effettivo sulla sua riduzione, davanti solo a Bulgaria e Grecia, e se permangono disparità tra regioni e tra generazioni nella distribuzione delle risorse.
viaUn quarto della spesa sociale va al 40% più ricco | Linkiesta.it.

Non c'è "green economy" senza equità Le richieste della società civile italiana 

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente e alla vigilia della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile, si è svolta a Roma, presso la Sala di Liegro della Provincia, la tavola rotonda Tra equità e sostenibilità: Rio+20, il futuro del pianeta, il ruolo dell’Italia. Erano presenti il ministro dell’Ambiente Corrado Clini e del Sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura.

 

L’economia “verde” per sradicare la povertà. Il significato delle politiche di “sviluppo sostenibile” a vent’anni dalla prima conferenza di Rio è stato il tema centrale del dibattito. Più in particolare, la Coalizione Italiana Contro la Povertà ha chiesto al Governo Italiano un impegno – sia a livello internazionale sia a livello nazionale – affinché l’economia “verde” non sia solo un sostegno a nuove tecnologie e processi produttivi, ma possa diventare un fattore di sradicamento della povertà nel mondo, tramite la creazione di lavoro e una distribuzione più equa di risorse.

 

Il dibattito ha inoltre affrontato il ruolo del settore privato, delle autonomie locali e della società civile nel sostenere, in Italia e nel mondo; una transizione verso una economia più sostenibile come ulteriore strada per uscire dalla crisi.