Libertà religiosa: la manifestazione

La manifestazione del 10 Marzo a Roma, organizzata dal Pakistan Orient Christian Organization, in ricordo di Shahbaz Bhatti, Ministro federale di tutte le minoranze religiose, e di tutte le vittime della legge sulla blasfemia, si è svolta pacificamente e con successo.
In piazza Ginocchi si sono riuniti cattolici, protestanti, musulmani e laici per un fine comune, ossia il rispetto della libertà religiosa in Pakistan, per una società multiculturale e aperta al dialogo ecumenico.
Molte le forze politiche presenti per sostenere questa pacifica manifestazione, l’On.  Sarubi del Pd, l’On. Sbai del PdL, l’On. Touadi del Pd, Khalid Chaouki fondatore dei Giovani Musulmani d’Italia e responsabile Seconda Generazione del Pd, Bellucci vice responsabile Pari Opportunità Destra di Storace, Mauro Tosoni componente ufficio nazionale Pari Opportunità Destra di Storace, Ejaz Ahmed membro della Consulta Islamica in Italia.
Sarwar Bhatti, presidente dell’Associazione Pakistan Orient Christian Organization, e Adan Farahj, rappresentante dei pakistani cristiani laici in Italia, nipote di John Joseph, vescovo di Faisalabad, morto nel 1997 a causa della legge sulla blasfemia, ringraziano quanti hanno partecipato attivamente e moralmente all’inizio di un dialogo interculturale ed interreligioso.

Manifestazione per la libertà religiosa

Il martirio di Shahbaz Bhatti, Ministro federale delle Minoranze religiose, segna un nuovo dolore nei cuori e nelle menti di tutti noi.
La sua morte, e inevitabilmente la memoria della morte di John Joseph nel 1997, vescovo di Faisalabad, e di Salman Taseer, governatore del Punjab nel 2011, sottolineano l’intoccabilità e la pericolosità della legge sulla blasfemia.
Il Pakistan è un paese dalle mille sfaccettature, ricco per le sue diversità religiose ed etnico-linguistiche, pensato dai suoi padri fondatori come Stato progressista, democratico e tollerante verso tutte le minoranze. Mohammed Ali Jinnah così si espresse durante la sua allocuzione all’Assemblea Costituente nel 1947:  “Ci sono molti non musulmani tra noi – indù, cristiani e parsi – ma essi sono tutti pakistani. Godranno degli stessi diritti e privilegi come ogni altro cittadino, e avranno il loro legittimo ruolo nelle decisioni del Pakistan”. Eppure abbiamo dimenticato questa nobile visione del Pakistan, abbiamo cancellato ogni forma di dialogo, di conoscenza, di cooperazione e condivisione. Abbiamo costruito la nostra vita e il nostro credo sulla sabbia: il potere, il denaro, l’egoismo hanno preso il posto dei valori dell’amore, della fratellanza e della comunione.
Invito tutti i cittadini pakistani a credere con autorevolezza che la multiculturalità e il dialogo ecumenico non sono mera utopia ma l’impegno costante di uomini di buona volontà che con coraggio e costanza si muovono per costruire un mondo migliore. Con questa poesia di Tagore salutiamo te, Shahbaz e continueremo la lotta contro la legge sulla blasfemia.
Mi hai fatto senza fine, questa è la tua volontà.
Questo fragile vaso continuamente tu vuoti, continuamente lo riempi di vita sempre nuova.
Questo piccolo flauto di canna hai portato per valli e colline,
attraverso esso hai soffiato melodie eternamente nuove.
Quando mi sfiorano le tue mani immortali, questo piccolo cuore si perde
in una gioia senza confini e canta melodie ineffabili.
Su queste piccole mani scendono i tuoi doni infiniti.
Passano le età, e tu continui a versare, e ancora c’è spazio da riempire.

Tagore – Il giardiniere

I pakistani cristiani laici in Italia, attraverso l’Associazione (Pakistan Orient Christian Organization), invitano tutte le forze politiche, associazioni e cittadini di buona volontà, alla partecipazione di una manifestazione pacifica contro la legge sulla blasfemia, in ricordo del martirio del Ministro Shahbaz Bhatti, che si terrà il 10 marzo 2011, dalle ore 15 alle ore 17, presso Piazza Ginocchi, vicino via della Camilluccia, Roma.
Per informazioni contattare Adan Farhaj 320 554 3569 oppure Sarwar Bhatti 339 386 9046.

L'assassinio di Bhatti e la libertà religiosa

L’ISCOS Marche, Istituto Sindacale di cooperazione Internazionale della CISL Marche, esprime la più ferma condanna per il barbaro assassinio di Shahabaz Bhatti, ministro cristiano per gli Affari delle minoranze religiose del governo del Pakistan.
In un paese sempre più esposto alla deriva del fondamentalismo islamico, Bhatti si batteva da tempo con ferma determinazione per la libertà e l’armonia interreligiosa, in difesa delle minoranze e contro gli abusi della legge sulla blasfemia. Proprio in base a questa legge, Asia Bibi, una donna cristiana del Punjab era stata condannata a morte, in primo grado, nel giugno 2009 con l’accusa di aver insultato Maometto durante una discussione con le colleghe.
In una recente intervista, il Ministro Bhatti aveva dichiarato di aver ricevuto esplicite minacce di morte da parte dei talebani per la sua battaglia contro gli abusi della legge, ribadendo il suo fermo impegno per la causa della libertà religiosa, in difesa dei diritti delle minoranze e per ottener giustizia per Asia Bibi. Aveva inoltre denunciato la mancanza di sicurezza, esprimendo queste preoccupazioni al Primo Ministro ed al Presidente, senza però suscitare seri provvedimenti a riguardo.
Il 2 marzo, un commando di 4 talebani pakistani, intercettava l’auto del ministro e, crivellandola di colpi, assassinava Shahabaz Bhatti.
ISCOS Marche aderisce idealmente ai tre giorni di lutto proclamati dal governo, ed a tutte le iniziative di protesta ferma ma pacifica proclamate dai cristiani del Pakistan e dalle comunità pakistane presenti anche nella nostra regione, auspicando l’immediata individuazione e condanna dei responsabili e l’adozione di adeguati provvedimenti, da parte delle autorità pakistane, finalizzati a garantire la libera espressione di ogni credo, parola e pensiero, nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo.