Associazione Marocchina dei Diritti Umani – scheda di presentazione

L’Associazione Marocchina dei Diritti Umani è stata costituita tra il 1979 e il 1983.

Tra il 1984 e il 1988 ha attraversato un periodo di stagnazione.

Il processo di rinnovamento avvenuto tra il 1988 e il 1991, ha consentito l’ascesa dell’organizzazione, che dal 1991 continua fino ai giorni nostri.

 

Dal 20 al 23 maggio 2010, a Bouznika,  si è svolto il 9° Congresso dell’AMDH.

Hanno partecipato 422 persone, delle quali il 36% donne e il 10% giovani. Erano presenti inoltre 120 membri dell’AMDH in qualità di osservatori e 30 responsabili provenienti da altre organizzazioni vicine all’AMDH.

 

Il motto dell’organizzazione è: “Un movimento dei diritti umani e della democrazia per una Costituzione democratica, uno Stato di diritto ed una società dignitosa”.

 

Il Congresso dell’AMDH, composto da 542 membri, si riunisce ogni 3 anni.

La Commissione Amministrativa, eletta dal Congresso e composta da 63 membri, si riunisce 4 volte l’anno; la Commissione è legata da una relazione funzionale al Consiglio Nazionale, che si riunisce una volta all’anno.

La Commissione Amministrativa elegge l’Ufficio Centrale, composto da 17 membri, che si riunisce ogni 15 giorni.

All’Ufficio Centrale sono collegate le Sezioni Regionali e le Sezioni/Commissioni Preparatorie, da cui dipendono a loro volta le Commissioni delle Sezioni e le Commissioni Locali.

L’Ufficio Centrale è legato da relazioni gerarchiche all’Amministrazione Centrale (10 membri), al Comitato di Sostegno all’Amministrazione  (3 membri) ed al Centro d’Informazione e Documentazione.

L’Ufficio Centrale è collegato, a livello funzionale, con le Commissioni Centrali (13 membri) e con il Comitato di preparazione delle attività (15 membri).

 

Nel corso degli anni è aumentata la presenza delle donne all’interno dell’organizzazione: attualmente almeno ⅓ dei ruoli dirigenziali è ricoperto da donne.

 

Nel 1998 l’AMDH era composta da 30 sezioni, cresciute numericamente negli anni, fino ad arrivare alle 90 sezioni del 2010 (in Marocco e all’estero).

 

Nel 1998 c’erano 3.000 membri. Nel 2010 i membri presenti nell’organizzazione erano 14.000 ed il numero sta crescendo.

L’obiettivo generale dell’AMDH è la conformità dello Stato marocchino ai diritti umani universalmente riconosciuti.

 

Gli obiettivi specifici sono:

 

  1. ratifica di tutti i trattati internazionali in materia di diritti umani (scioglimento delle riserve, ratifica dei trattati non ratificati)

  2. adeguamento della legislazione nazionale alla legislazione internazionale in materia di diritti umani

  3. rispetto dei diritti umani universalmente riconosciuti e dei Patti DCP (Diritti Civili e Politici) e DESC (Diritti Economici, Sociali e Culturali).


Gli indicatori che vengono presi in considerazione sono:

 

  1. ratifica di tutti i trattati e i patti inerenti i diritti umani

  2. scioglimento delle riserve sui trattati

  3. conformità della Costituzione e delle leggi ai diritti umani

  4. cessazione delle azioni statali che ostacolano i diritti civili e politici  (es. arresti arbitrari); rispetto delle libertà d’espressione,  di manifestazione…

  5. impegno dello Stato nella realizzazione dei diritti economici, sociali e culturali attraverso la sua politica economica

  6. fine dell’impunità per coloro che violano i diritti umani.


Per realizzare questi obiettivi si dovrà:

 

  • denunciare le violazioni (lettere rivolte ai responsabili, incontri con i responsabili, comunicati pubblici, conferenze pubbliche, messaggi attraverso i mass media, sostegno morale e giuridico alle vittime, inchieste, rapporti sulla situazione dei diritti umani, memorandum per la revisione delle leggi e degli statuti, istituzione di tribunali simbolici, sit-in, manifestazioni pubbliche)

  • promuovere la cultura dei diritti umani (progetti di formazione, conferenze pubbliche, tavole rotonde, organizzazione di manifestazioni culturali e sportive sul tema dei diritti umani, sostegno ai ricercatori)

  • potenziare l’organizzazione (soluzione democratica dei conflitti, personale qualificato, audit delle pratiche dell’organizzazione, controlli nelle sezioni, aumento nell’associazione della presenza delle donne e dei giovani, aumento delle adesioni all’AMDH, rilevazione del livello di formazione dei membri, aumento delle strutture dell’associazione, rispetto delle scadenze delle riunioni a livello centrale e a livello locale).

 

L’AMDH  ha contatti con le  organizzazioni della società civile che si occupano di diritti umani  (sindacati, organizzazioni politiche democratiche, enti istituzionali). E’ in stretta relazione anche con organizzazioni estere che si occupano di diritti umani.


I principali partner stranieri dell’AMDH sono: Unione Europea, Oxfam e associazioni internazionali che si impegnano nella tutela dei diritti umani e si occupano di cooperazione internazionale allo sviluppo.

Diritti umani e sindacali in Marocco

ISCOS Marche e AMDH, l’associazione marocchina per i diritti umani, hanno realizzato, con il contributo della Regione Marche, un corso di formazione per attivisti.
Vi presentiamo il video, realizzato da Emanuele Satolli, con la collaborazione di ISCOS Lombardia.

 

Marocco : il padre di uno studente morto per un'aggressione della polizia chiede l'intervento del Re

Segnaliamo la notizia della morte di Mohamed Fizazi, studente universitario, in seguito alle percosse ricevute dalle forze dell’ordine a Fès.
Il padre, un imam, ha chiesto l’intervento del Re e si rifiuta di autorizzare la sepoltura fino a quando non verrà effetuata un’autopsia.

Per approfondire:

L’articolo di maghreb.msn.com:

La cité universitaire de Fès est en deuil. Mohamed Fizazi, un étudiant de 3eme année en philologie anglaise, est décédé samedi, au CHU de Fès, cinq jours après avoir été grièvement blessé pendant des affrontements ayant opposé des étudiants aux forces de l’ordre. Aujourd’hui, son père réclame une intervention royale pour que justice soit rendue à son fils.
Le père de Mohamed Fizazi, l’étudiant marocain de Fès, décédé samedi au Centre hospitalier universitaire de Fès, est encore sous le choc. Cet imam, qui officie depuis 40 ans dans une mosquée de la capitale spirituelle du Maroc, veut que la lumière soit faite sur le décès de son fils. Dans un entretien filmé et publié ce lundi 28 janvier par site d’actualité local Fesnews.net, il affirme que ce dernier est mort après avoir été violement tabassé par les forces de l’ordre et réclame, en pleurs, une intervention directe du roi Mohammed VI pour que « justice soit rendue » à son fils.
Aussi, le corps du défunt n’aurait toujours pas été enterré. A en croire Lakome.com, le père refuse de signer l’autorisation d’enterrement, avant qu’une autopsie ne soit pratiquée sur le corps de la vicitime, chose qui n’a pas été faite jusqu’à présent.
Retour sur les circonstances de sa mort
Mohamed Fizazi, 22 ans, aurait, en effet, succombé samedi, dans l’après-midi, à ses blessures contractées lundi dernier, au cours d’une « violente intervention des forces de l’ordre » qui avait pour objectif de mettre fin à un rassemblement d’étudiants de la cité universitaire Fès-Saïs. Des photos de la vicitime inconsciente, capturées au cours de son séjour à l’hôpital universitaire, ont été publiées par le portail Fès News.
Selon des sources locales de l’Association marocaine des droits humains (AMDH), citées par l’agence de presse EFE, le rassemblement en question avait pour but de dénoncer « la situation catastrophique de l’université, la pénurie des enseignants », ainsi que « le manque de bourses d’études et de lits dans les chambres de la cité universitaire ».
La situation serait actuellement « très tendue » à l’université et la police aurait encerclé le campus concerné, rapporte la même source. Entre temps, plusieurs associations sont mobilisées sur l’affaire. L’Union pour le changement du système éducatif prévoit notamment de lancer une campagne de soutien et solidarité avec le défunt. Une page facebook baptisée « Tous Mohamed Fizazi » vient d’être créée dans ce sens.
viaMaroc : Le père d’un étudiant décédé des suites d’une ...

il video

 la pagina facebook (attenzione: immagini di violenza)

https://www.facebook.com/TousMohamedFizazi

Iscos Marche e AMDH per i diritti umani in Marocco

Il 19 settembre è stato firmato l’accordo di partnership tra ISCOS Marche e l’associazione AMDH (Associazione Marocchina per i diritti umani) per la realizzazione di un progetto di formazione su diritti economici e sociali da tenersi in Marocco entro la fine dell’anno.
L’accordo segnala un punto di svolta nella collaborazione tra i due partner, che desiderano operare congiuntamente per promuovere i diritti umani, economici, sociali e culturali all’interno del mondo lavorativo locale. Il corso di formazione sarà offerto a cento partecipanti attivi nelle dinamiche sindacali e nella promozione dei diritti umani in Marocco, con l’obbiettivo di attivare la società civile nella promozione dei diritti umani, economici, sociali e culturali. Particolare attenzione sarà riposta all’uguaglianza di genere.
 
L’associazione AMDH, fondata nel 1979, e punto di riferimento nella lotta per il riconoscimento dei diritti umani, conta circa ventiduemila volontari dislocati in sedi che coprono tutto il territorio nazionale ed è federata con numerose altre associazioni promotrici dei diritti umani nel bacino del Mediterraneo. L’AMDH opera su tre livelli, l’educazione ai diritti umani, la formazione sui diritti umani per chi opera nel settore, e la difesa dei diritti umani attraverso il monitoraggio delle violazioni.
Il suo propulsore principale risiede nel coinvolgimento della società civile e nella denuncia degli episodi di violazioni dei diritti umani. L’associazione, oggi, si distingue in maniera particolare nella promozione e protezione dei diritti delle donne, e al momento attuale è impegnata in maniera persistente nell’abrogazione della legge 475 del codice penale, che legittima il decadere delle accuse di violenza sessuale nel momento in cui vi sia un matrimonio tra il violentatore e la vittima
(link in francese http://www.lemonde.fr/afrique/article/2012/03/24/le-suicide-qui-bouleverse-la-societe-marocaine_1675191_3212.html
in inglese http://www.huffingtonpost.com/2012/03/14/amina-filali-morocco-rape_n_1345171.html ).
 
Questo accordo sigla l’attivazione di un primo intervento in partnership con Iscos Marche, della durata di alcuni mesi e, in linea teorica, potrebbe essere complementare ad una fase successiva (qualora le risorse finanziarie siano disponibili), consistente in un intervento più capillare ed esteso in nove differenti regioni del Marocco.
 
Iscos Marche ha stabilito, nonostante la crisi economica odierna, di impegnarsi in prima linea per svolgere attività di cooperazione sull’altra sponda del Mediterraneo, per intensificare le relazioni di collaborazione con gli enti locali e per razionalizzare un intervento di cooperazione allo sviluppo anche alla luce dei recenti sviluppi nella Regione.
È nell’interesse di Iscos Marche e del Marocco cercare una connessione forte tra i due paesi rispetto alle tematiche dei diritti del lavoro, dei diritti sociali ed economici, anche a fronte dell’elevato numero di lavoratori di nazionalità marocchina oggi presenti in Italia.

Marocco : le relazioni sessuali al di fuori del matrimonio, un tabù che fa discutere


L’Association marocaine des droits humains (AMDH) ouvre le débat sur le sujet tabou des relations sexuelles en dehors du mariage. L’ONG dénonce « l’hypocrisie » qui entoure cette question et appelle à l’abrogation de l’article 490 du code pénal marocain qui prévoit un mois à un an de prison pour toute relation entre deux personnes adultes non mariées.
“Cet article traduit l’hypocrisie de notre système juridique vis-à-vis de la liberté sexuelle, qui est l’une des libertés individuelles que nous défendons”, a déclaré Mme Khadija Ryadi, présidente de l’AMDH, citée par l’AFP.
“Nous savons tous que les relations sexuelles en dehors du mariage sont courantes au Maroc. Le fait que tout cela soit caché favorise les abus et les atteintes aux libertés individuelles”, poursuit-elle, selon la même source.
leggi il seguito qui Maroc : les relations sexuelles en dehors du mariage, un sujet tabou qui fait débat.