A Firenze, l’incontro annuale Rete Europrogettazione Cisl

Sono iniziati questa mattina i lavori del Seminario di europrogettazione organizzato dalla Segreteria Generale, d’intesa con la Fondazione Ezio Tarantelli – Centro Studi, Ricerca e Formazione e in collaborazione con il Coordinamento delle Attività Internazionali. Un appuntamento formativo e informativo rivolto a responsabili politici e progettisti Confederali, di Federazione, Usr, Ust, Enti e Associazioni Cisl interessati e coinvolti nella progettazione europea, al fine di avviare o consolidare preziose collaborazioni che possano implementare qualitativamente e quantitativamente le attività progettuali del sistema Cisl anche in collaborazione con il sindacato europeo.

Il panorama delle attività e dei progetti, compresi quelli di enti, associazioni e società Cisl, è molto ricco e variegato. Nell’anno appena trascorso ben 12 strutture della Cisl sono state coinvolte in 50 progetti di portata europea. Nello specifico 25 di questi sono ancora in corso, 8 sono stati conclusi, 16 sono stati presentati e in attesa di valutazione, 1 è in fase di scrittura. Progetti che hanno visto il coinvolgimento di 291 partner di 40 diversi paesi.

L’incontro del 17-18 aprile a Firenze, cui partecipa anche l’ISCOS Marche, si pone l’obiettivo di rendere la collaborazione all’interno della Rete di europrogettazione della Cisl sistemica. Un lavoro di raccordo, avviato ormai da sei anni attraverso i seminari svolti al Centro Studi CISL, che punta ad agire su tre versanti: raccordo tra le persone, raccordo tra le strutture, raccordo con le politiche sindacali, nazionali ed internazionali.

Per dirlo attraverso le parole di Francesco Lauria, referente Europrogettazione Cisl – Fondazione Ezio Tarantelli,


I progetti europei devono incontrare, supportare, intrecciare, senza perdere la compatibilità con le regole e i contenuti dei bandi frequentati, i valori e le priorità politiche della nostra organizzazione

Si prospettano pertanto due giorni di intense attività con l’obiettivo di

  • condividere le opportunità dei programmi di finanziamento;
  • rafforzare e supportare esperienze in fase di avvio o consolidamento;
  • promuovere lo scambio di buone prassi.

Buon lavoro a tutti i partecipanti!

Marocco – UE: contrasti commerciali

In queste settimane una sentenza della Corte di Giustizia europea ha portato alla interruzione dei rapporti tra Marocco ed Unione Europea. L’Alta Rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica , è andata in Marocco per sbloccare la situazione.
In questo articolo riportiamo alcuni materiali utili a ricostruire l’evento.
 
Il video della conferenza stampa
Il comunicato dell’Ambasciata Marocchina
Andrea Bonannni: Soluzione Mogherini al pasticcio con Rabat
La reazione di Confagricoltura
Agenzia Nova: Ci si aspetta un annullamento. Il Fronte Polisario e un miliardo di euro di sovvenzioni
 

Il video della conferenza stampa


 

Il comunicato dell’Ambasciata Marocchina

Rabat, 04/03/2016 – Il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione, Salaheddine Mezouar, ha incontrato, venerdì 4 marzo 2016, in presenza della Ministra delegata Mbarka Bouaida, e del Ministro delegato Nasser Bourita, l’Alta Rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini.
Durante l’incontro le due parti hanno discusso della decisione della sentenza del Tribunale europeo circa l’accordo agricolo Marocco-UE e le sue ricadute sulla fiducia e la serenità dei rapporti di partenariato tra le due parti.
[…]
E’ per questo motivo, ha aggiunto la Mogherini, che “è stato introdotto un ricorso in appello dinanzi la Corte di giustizia europea contro la sentenza del 10 dicembre 2015 del tribunale di prima istanza dell’UE” relativa all’accordo agricolo. La Mogherini ha poi ricordato il “disaccordo” espresso dal Consiglio europeo rispetto alla sentenza del Tribunale di prima istanza dell’UE.
L’Alta Rappresentante ha affermato di aver fornito i chiarimenti e le garanzie necessarie nel corso del dialogo con le autorità marocchine, aggiungendo che l’UE e il Marocco lavoreranno come veri e propri partner su questo punto. A tal fine saranno realizzati una dinamica e un dialogo regolari, continui e trasparenti, ha precisato.
Da parte sua, il Ministro Mezouar ha sottolineato che la sentenza del Tribunale europeo circa l’accordo agricolo UE-Marocco è “giuridicamente errata” e “politicamente distorta”, notando che “questa decisione, che compromette gravemente la cooperazione tra il Marocco e l’Unione europea, deve essere corretta”.
Il ministro ha anche sottolineato come la visita della Mogherini si inserisca nel quadro degli sforzi dell’UE per “fornire chiarimenti al Marocco, rassicurazioni e garanzie per i meccanismi di coordinamento tra le due parti, in particolare in termini di trattamento da parte dell’Unione di ricorsi giudiziari per gli accordi tra il Marocco e l’Unione europea dinanzi la Corte di giustizia dell’UE”.
[…]

Fonte: http://www.ambasciatamarocco.it/mogherini-in-marocco/
 

Andrea Bonannni: Soluzione Mogherini al pasticcio con Rabat

L’articolo sul supplemento Affari & Finanza del 21 marzo 2016
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La reazione di Confagricoltura

UE-Marocco, Confagricoltura: “Disattese le nostre richieste dall’Alto Commissario Mogherini. Nonostante la sentenza della Corte di Giustizia Europea, l’accordo resta in vigore”
Confagricoltura ha recentemente scritto una lettera all’Alto Commissario per gli Affari esteri Federica Mogherini per chiedere una revisione dell’accordo, ma anche di tutte le altre concessioni accordate ai Paesi Terzi, che hanno riflessi su molti comparti chiave della nostra agricoltura.
Confagricoltura ha accolto con stupore e disappunto le dichiarazioni dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri Federica Mogherini che, durante una visita nella capitale marocchina il 4 marzo scorso, ha i confermato che l’UE proseguirà i suoi rapporti con il Paese nordafricano, a dispetto della sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha giudicato l’accordo tra Marocco e Unione Europa in violazione della legge internazionale, annullandolo in parte.
[…]
Confagricoltura pochi giorni fa aveva scritto proprio all’Alto rappresentante della Ue Federica Mogherini e ai Commissari europei per il Commercio Malstroem e dell’Agricoltura Hogan, nonché agli europarlamentari italiani interessati alla materia per chiedere alla Commissione di cogliere l’occasione di questa sentenza per operare una revisione sostanziale di questo accordo, ma anche di tutte le altre concessioni accordate ai Paesi Terzi che hanno innegabili riflessi su molti comparti chiave della nostra agricoltura. Basti pensare agli agrumi che attraversano oggi una congiuntura di mercato particolarmente negativa ed all’olio di oliva, solo per citare due comparti.
“In sintesi – ha affermato Gerardo Diana, presidente della Federazione nazionale di prodotto agrumicola di Confagricoltura – occorrerebbe una seria analisi di impatto sugli effetti delle concessioni già accordate e su quelle in corso di negoziazione rispetto alla competitività della nostra agricoltura. Inoltre vanno attivate da subito le clausole di salvaguardia, a partire da quella richiesta dal Mipaaf, e vanno imposte le regole di vera reciprocità negli scambi e norme di importazione nel territorio comunitario che impediscano, con blocchi immediati e misure accurate di prevenzione, l’introduzione di materiali infetti pericolosi dal punto di vista fitosanitario”.
Confagricoltura mette in guardia la Commissione europea sugli impatti degli accordi di libero scambio, come quello con il Marocco, ma anche le intese con la Tunisia per quanto riguarda l’olio d’oliva che, tra l’altro, non è detto che abbiano effettive ricadute positive sugli agricoltori di questi Paesi.

Fonte: http://www.confagricoltura.it/ita/press-room_anno-2016/marzo-2/ue-marocco-confagricoltura-disattese-le-nostre-richieste-dall-alto-commissario-mogherini-nonostante-la-sentenza-della-corte-di-giustizia-europea-l-accordo-resta-in-vigore.php
 

Agenzia Nova: Ci si aspetta un annullamento. Il Fronte Polisario e un miliardo di euro di sovvenzioni

Fonti del Consiglio dell’Unione europea hanno riferito ad “Agenzia Nova” che Bruxelles si aspetta un annullamento della sentenza, i cui effetti rischiano di compromettere l’accordo commerciale fra l’Ue e il Marocco. “Non sappiamo se l’appello sarà accolto – spiega la fonte – e l’argomento è particolarmente sensibile perché sottende, per il Marocco, una questione di sovranità”. Il nodo sono appunto i territori del Sahara occidentale, rivendicati da Rabat ma anche dal Fronte Polisario. Secondo i giudici della Corte di Giustizia dell’Ue, infatti, l’accordo di Bruxelles con il Marocco danneggerebbe il popolo . “Il Consiglio è responsabile per la firma e l’attuazione degli accordi Ue – ha spiegato ad “Agenzia Nova” la fonte – e si aspetta l’annullamento della sentenza”.
Non c’è certezza però sugli esiti dell’appello. “Consiglio e Corte di Giustizia sono due organismi differenti, non è detto che debbano avere la stessa posizione”, spiega ancora la fonte Ue, citando anche un precedente. L’Europarlamento, il 14 dicembre del 2011, aveva infatti respinto l’accordo sulla pesca fra Ue e Marocco, sempre a difesa degli interessi del popolo saharawi, per poi dare il via libera nel 2013. In questo caso però la situazione è differente. L’accordo, se la sentenza non verrà annullata, non può essere rinegoziato. “La sentenza chiede l’annullamento dell’accordo”, ha fatto notare la fonte.
Le esportazioni agricole del Marocco sono ammontate a 43 miliardi di dirham (4,39 miliardi di dollari) nel 2015. L’Ue e il Marocco hanno sottoscritto accordi di libero scambio per alcuni prodotti agricoli, ad esempio i pomodori, e sul permesso di pesca per le navi europee nelle acque territorio marocchine in cambio di aiuti finanziari. Le due parti hanno inoltre avviato negoziati nel 2013 per firmare un più ampio accordo di libero scambio. La sospensione dei contatti non dovrebbe avere alcun impatto diretto sul commercio tra l’Ue e il Marocco, che rimarrà invariato almeno finché non verrà pronunciata una sentenza definitiva sul caso sollevato dal Fronte Polisario. Tuttavia, la sospensione formale dei contatti potrebbe comportare lo stop al programma di sovvenzione dell’Unione europea nel regno marocchino, pari complessivamente a circa 1,03 miliardi di euro.
Il Marocco controlla la maggior parte del Sahara occidentale dal 1975 e rivendica la sovranità sul tratto sui territori desertici meridionali, ricche di fosfati e di potenziali giacimenti di idrocarburi. L’annessione del Sahara occidentale al Marocco ha provocato una ribellione da parte del Fronte Polisario, a suo volta foraggiato dalla vicina Algeria. Le Nazioni Unite hanno negoziato un cessate il fuoco nel 1991, ma i colloqui non sono riusciti a trovare una soluzione stabile a una delle più lunghe contese territoriale del Continente africano. Gruppi per i diritti umani come Amnesty International e Human Rights Watch accusano il Marocco di eccessivo della forza contro gli attivisti saharawi e di reprimere la libertà politica nel Sahara occidentale. Rabat, da parte sua, ha lanciato un vasto programma di investimenti per portare sviluppo e calmierare i disordini. Poche settimane fa il sovrano marocchino Mohammed VI ha lanciato un piano di investimenti nel settore dei fosfati del valore di 1,85 miliardi di dollari a Laayoune, la più grande città occidentale del Sahara

 
Fonte: http://www.agenzianova.com/a/56daaf314c23f6.62817645/1310292/2016-03-05/marocco-ue-mogherini-a-rabat-accordo-agricolo-non-e-violazione-a-diritto-internazionale/linked

Marocco: negoziati con l’UE per la facilitazione del visto in area Shengen

Si tratta per avere una mobilità più facile tra Marocco ed UE.

Il Marocco è il primo paese della sponda meridionale del Mediterraneo a negoziare con l’Unione Europea per ottenere facilitazioni per l’ottenimento di visti nell’area Shengen.
La trattativa riguarda il visto Shengen per una durata massima di 90 giorni, poiché per le altre categorie di visti decidono i singoli Stati membri. I negoziati rientrano nell’ambito dei provvedimenti mirati a facilitare la mobilità con i paesi del Mediterraneo, ma allo stesso tempo a scoraggiare la migrazione irregolare.

Sorgente: Marocco: negoziati con l’UE per la facilitazione del visto in area Shengen | Africa e Affari

Per gli Stati Uniti d’Europa: un modello di convivenza solidale tra culture, fedi, popoli

Durante il seminario dell’Esecutivo nazionale della Cisl: “Per gli Stati Uniti d’Europa: un modello di convivenza solidale tra culture, fedi, popoli”, organizzato lo scorso 27 febbraio a Firenze, presso il Centro Studi Cisl, Annamaria Furlan ha proposto queste riflessioni.
La Furlan ripercorre i momenti principali della storia delle proposte CISL per la nascente comunità europea, per arrivare a delle proposte attuali di intervento.
Nel corso della storia emerge, limpidamente, nel pensiero originario della CISL la relazione organica tra economia sociale di mercato e democrazia partecipativa.
E così conclude:

Crediamo, in conclusione, che l’Unità economica e politica dell’Europa oggi si collochi all’incrocio di una doppia responsabilità storica: la responsabilità verso il Progetto dei nostri comuni Padri fondatori, troppo lungimirante e troppo grande per essere annichilito nelle miserie regressive dei nazionalismi e la responsabilità verso il mondo che non potrà essere pacificato né governato senza un’Europa politicamente unita.
La CISL è parte integrante, dall’origine, per il suo modo originale ed innovativo di intendere il ruolo della rappresentanza sociale, di questa visione grandiosa e dell’impegno politico che essa ha ispirato.
Per queste ragioni, per noi, oggi, gli Stati Uniti d’europa in una comunità cosmopolita e solidale di culture, fedi, popoli sono all’ordine del giorno!!!

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SOLIDALI CON SOLIDARNOŚĆ

manifesto solidarnoscIn occasione del 25 anniversario delle prime elezioni parzialmente libere in Polonia del 4 giugno 1989
l’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Italia e la Confederazione Italiana Sindacato Lavoratori
organizzano il convegno SOLIDALI CON SOLIDARNOŚĆ
e la presentazione della mostra SOLIDARNOŚĆ NEI DOCUMENTI DELLA FONDAZIONE GIANGIACOMO FELTRINELLI
gioved 27 novembre 2014, alle ore 9.30 presso l’Auditorium via Rieti 13, Roma.
 
25 anni della Polonia libera e dell’Europa libera
 
Il 2014 per la Polonia un anno particolare, un anno ricco di anniversari “tondi”: 25 anni della Polonia libera, 15 anni dell’adesione alla Nato, 10 anni dell’entrata nell’Unione Europea.
Tra tutte le ricorrenze, la più significativa senz’altro il 25 anniversario delle prime elezioni parzialmente libere in Polonia del 4 giugno 1989: una data che simboleggia la caduta del comunismo in Polonia, ma anche il giorno che ha aperto la strada al ritorno della democrazia in tutta Europa.
Dopo anni di attivit del sindacato Solidarność guidato da Lech Wałęsa, di scioperi e di trattative intorno alla Tavola Rotonda, il 4 giugno 1989 si sono svolte le prime elezioni parzialmente libere che hanno spianato la strada alla nascita del primo governo non comunista di Tadeusz Mazowiecki, scomparso l’anno scorso.
In seguito alle riforme effettuate in Polonia nell’autunno del 1989 iniziato il processo di cambiamento in Europa centro-orientale, chiamato in seguito “autunno dei popoli”.
La Polonia e i polacchi hanno aperto un nuovo capitolo nella storia europea. caduta la cortina di ferro. Tutto questo stato possibile anche grazie ai sindacati italiani, le organizzazioni e i singoli cittadini che, dalla nascita di Solidarność e per tutti gli anni Ottanta, hanno svolto un’intensa attivit di sostegno e di aiuto a favore di Solidarność. Vale la pena di sottolineare che nell’aprile del 1989 la delegazione di Solidarność venne per la  prima volta con visita ufficiale in Italia proprio su invito dei sindacati CGIL CISL e UIL. 
 
L’Ambasciata di Polonia insieme alla Confederazione Italiana Sindacato Lavoratori hanno deciso di onorare il  25esimo anniversario delle prime elezioni parzialmente libere in Polonia con il convegno “Solidali con Solidarność”,dedicato alla memoria di Tadeusz Mazowiecki, primo premier polacco non comunista dopo la seconda guerra mondiale.
 
Al termine del convegno verr presentata la mostra “Solidarność nei documenti della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli” che racconta la storia del sindacato, dalla sua fondazione fino alle elezioni del 4 giugno 1989. I documenti raccolti presso la Fondazione Feltrinelli sono una importante testimonianza dell’attivit delle persone e di comitati organizzati in Italia a sostegno di Solidarność in Polonia.
 
L’evento si svolgerà giovedi 27 novembre 2014, alle ore 9.30 presso l’Auditorium via Rieti 13, Roma.
 
Vi preghiamo di voler confermare la Vostra presenza inviando una e-mail a

Immigrazione: serve un approccio europeo coraggioso e inclusivo

Nella Plenaria del 10/11 settembre é stato dibattuto il Parere sulle politiche europee sulle Migrazioni (Relatore generale: Giuseppe Iuliano), richiesto al CESE dalla Presidenza italiana del semestre del Consiglio europeo.
Di seguito il Comunicato Stampa del Comitato Economico e Sociale Europeo.
IMMIGRAZIONE: SERVE UN APPROCCIO EUROPEO CORAGGIOSO E INCLUSIVO
Di fronte alle centinaia di migliaia di rifugiati che ogni anno attraversano il Mediterraneo, Stati membri come l’Italia, Malta e la Grecia stanno raggiungendo i limiti della loro capacità. Il compito di garantire la sicurezza dei confini e accogliere i richiedenti asilo non può essere lasciato a pochi Stati membri, ma~deve essere affrontato a livello europeo. Bisogna inoltre aggiornare la politica dell’immigrazione, non da ultimo per garantire un’adeguata disponibilità di manodopera di fronte a un mercato del lavoro che invecchia. Su richiesta della presidenza italiana, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha elaborato un parere sulle politiche europee dell’immigrazione che è stato adottato con largo consenso (161 voti favorevoli, 6 voti contrari e 6 astensioni) alla sessione plenaria del CESE il 10 settembre scorso.
Politica di asilo: ancora troppo spazio per le “filosofie” nazionali
Il CESE giudica favorevolmente il sistema europeo comune di asilo (CEAS), ma esorta la Commissione ad essere più ambiziosa nel promuovere l’armonizzazione delle politiche nazionali, in modo da eliminare finalmente l’ampio margine di discrezionalità lasciato attualmente agli Stati membri. “È giunto il momento di lasciarsi alle spalle le soluzioni esitanti”, ha affermato Giuseppe Iuliano, membro italiano del CESE alla sessione plenaria, “il CESE invita ad adottare un sistema inclusivo nell’UE, che garantisca una proporzionata condivisione degli oneri tra gli Stati membri sostituendo la Convenzione di Dublino. Inoltre, bisognerebbe potenziare il ruolo dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (UESA), con sede a Malta, nella valutazione, nell’analisi e a livello consultivo, e metterlo in condizione di fornire agli Stati membri un’assistenza tecnica e operativa permanente.
Frontiere comuni, responsabilità comune
Sebbene i 28 Stati membri dell’UE condividano una comune frontiera, il compito di garantire la sicurezza di tale frontiera è lasciato a pochi Stati membri. Nella fase di grandi rivolgimenti che attraversa attualmente il Mediterraneo, l’onere che grava sui paesi mediterranei sta diventando insopportabile. “Innanzitutto, abbiamo bisogno di un approccio globale, come proposto nel documento del CESE”, ha affermato Domenico Manzione, sottosegretario di Stato al ministero italiano degli Interni, “sulla base di un tale approccio possiamo poi sviluppare molte soluzioni intelligenti.” Il programma italiano Mare nostrum ha già salvato 120.000 naufraghi. Purtroppo però, altre 1.900 persone hanno perso la vita in mare. Il CESE invita perciò a rafforzare il ruolo dell’Agenzia per il controllo delle frontiere esterne (FRONTEX) sia in termini di poteri che di capacità. FRONTEX deve diventare un vero e proprio organismo di controllo delle frontiere a sostegno degli Stati membri dell’UE.
L’immigrazione è necessaria perché il mercato del lavoro europeo invecchia
“L’attuale quadro giuridico è frammentario, poco trasparente e dispersivo,” ha affermato Iuliano, esortando ad adottare un codice comune europeo in materia di immigrazione e un manuale di orientamenti europei comuni. “È essenziale affrontare le barriere e la discriminazione presenti sul mercato del lavoro in modo che sia più facile attirare lavoratori da paesi terzi.” Iuliano ha raccomandato la creazione di una piattaforma europea permanente sulle migrazioni per motivi di lavoro, e ha offerto la disponibilità del CESE a studiare le soluzioni migliori per la creazione di un tale organismo. Il CESE incoraggia inoltre ad adottare un approccio globale in materia di migrazione e mobilità (GAMM) e a concludere partenariati equilibrati e giuridicamente vincolanti.
In allegato il testo del Parere in italiano presentato alla Plenaria. N.B. : il testo finale, integrato da alcuni emendamenti presentati da un esponente maltese del Gruppo 1 (Imprenditori), sarà diffuso non appena completata la trascrizione e la traduzione.
EESC-2014-04791-00-01-PAC-TRA-IT
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Macroregione Adriatico Ionica: la Commissione lancia ufficialmente la comunicazione e il piano d'azione

La Commissione europea ha lanciato ufficialmente una nuova strategia dell’UE per la regione adriatica e ionica sotto forma di una comunicazione e di un piano d’azione per aiutare i suoi 70 milioni di cittadini a trarre vantaggio da una più stretta cooperazione in settori come la promozione dell’economia marittima, la protezione dell’ambiente marino, il completamento dei collegamenti nel settore dei trasporti e dell’energia e la promozione del turismo sostenibile.
Qui trovi il testo ufficiale della comunicazione in italiano
Qui il piano di azione in inglese
Qui il documento analitico in inglese
La strategia offrirà inoltre ai candidati e candidati potenziali all’adesione una preziosa opportunità di collaborare con gli Stati membri, in particolare contribuendo all’integrazione dei Balcani occidentali nell’Unione europea.
Si tratta della prima “strategia macroregionale dell’UE” con un numero così elevato di paesi extraunionali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia) che hanno collaborato con Stati membri dell’UE (Croazia, Grecia, Italia e Slovenia). La strategia riguarda principalmente le opportunità dell’economia marittima: “crescita blu”, connettività terra-mare, connettività dell’energia, protezione dell’ambiente e turismo sostenibile, tutti settori destinati a svolgere un ruolo cruciale nel creare posti di lavoro e stimolare la crescita economica nella regione. Il punto di partenza è la strategia marittima per il mare Adriatico e il Mar Ionio , adottata dalla Commissione il 30 novembre 2012 e ora incorporata nella strategia.
Johannes Hahn, Commissario responsabile per la Politica regionale, ha dichiarato: “Lavorare assieme per affrontare sfide comuni e promuovere le potenzialità condivise è una scelta estremamente logica. Quella adriatico-ionica sarà la terza strategia macroregionale europea. C’è un insegnamento che i paesi partecipanti dovrebbero trarre dalle strategie del Mar Baltico e del Danubio: l’importanza di concentrarsi su poche priorità con una forte leadership politica per incidere davvero. Inoltre, in una regione che in anni recenti ha visto alcuni dei più gravi conflitti in Europa, la strategia per la regione adriatico-ionica, con la cooperazione tra paesi dell’UE e paesi limitrofi extra UE, potrebbe svolgere un ruolo importante per aiutare l’integrazione dei Balcani occidentali nell’Unione europea.”
Maria Damanaki, Commissaria responsabile per gli Affari marittimi e la pesca, ha affermato: “Le sfide marittime che affrontiamo nella regione adriatica e ionica non sono specifiche a un singolo paese: sfruttamento eccessivo della pesca, inquinamento, congestione del traffico, collegamenti di trasporto e turismo stagionale: il solo modo sensato di affrontare tali questioni è con l’unità e la coerenza. Dal momento che esiste un potenziale di crescita in molti di questi settori, il piano d’azione per la macroregione adriatico-ionica può contribuire a far uscire la regione dalla crisi e rimetterne in carreggiata l’economia.”
Ciascun elemento del piano d’azione è stato coordinato da una coppia di paesi (uno Stato membro dell’UE e un paese non UE):

  • la Grecia e il Montenegro sulla “crescita blu”,
  • l’Italia e la Serbia sul tema “Collegare la regione” (reti dei trasporti e dell’energia),
  • la Slovenia e la Bosnia-Erzegovina sulla “qualità ambientale”,
  • la Croazia e l’Albania sul “turismo sostenibile”.

Vi sono inoltre gli aspetti trasversali: il capacity building e la ricerca, l’innovazione e le piccole e medie imprese. La mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento agli stessi, nonché la gestione del rischio di catastrofi, sono principi orizzontali che sottendono tutti e quattro i pilastri.

Contesto

Il Consiglio europeo del 13-14 dicembre 2012 ha chiesto alla Commissione di presentare una strategia dell’UE per la regione adriatica e ionica entro la fine del 2014, sulla base delle esperienze delle regioni del Danubio e del Mar Baltico. La strategia appena avviata tiene conto dei risultati della consultazione pubblica online delle parti interessate effettuata tra il settembre 2013 e il gennaio 2014, nonché delle discussioni della conferenza conclusiva delle parti interessate del 6 e 7 febbraio 2014 ad Atene. Oggi essa viene presentata al Consiglio, e si prevede che i leader dell’UE la approveranno nella seconda parte dell’anno in sede di Consiglio europeo sotto la presidenza italiana.
Nella relazione di valutazione del 2013 la Commissione ha sottolineato che le nuove strategie macroregionali dovrebbero concentrarsi su un numero limitato di obiettivi ben definiti e che questi obiettivi dovrebbero essere attuati tramite un piano d’azione chiaro.
Una relazione del 2014 sulla governance delle strategie macroregionali ha formulato raccomandazioni per rafforzare la leadership e la titolarità politica da parte dei paesi e delle parti interessate.
La strategia EUSAIR non accederà a finanziamenti aggiuntivi dell’UE, ma dovrebbe mobilitare e allineare i finanziamenti esistenti a livello nazionale e unionale nonché attirare investimenti privati. In particolare, all’attuazione della strategia contribuiranno i fondi strutturali e di investimento europei (Fondi ESI), nonché lo strumento di preadesione (IPA).
Esempi di progetti indicativi da elaborare nell’ambito di ciascun pilastro:
1) crescita blu

  • Regolari valutazioni degli stock per la gestione di una pesca sostenibile
  • Ricerca di un approccio congiunto alla pianificazione dello spazio marittimo regionale tramite la pianificazione dello spazio marittimo adriatico-ionico (ADRIPLAN)

2) collegare la regione

  • Miglioramento del sistema di comunicazione obbligatoria delle navi nell’Adriatico (ADRIREP)
  • Miglioramento dell’accessibilità delle zone costiere e delle isole vicine
  • Rimozione degli ostacoli agli investimenti transfrontalieri nelle reti energetiche

3) qualità ambientale

  • Scambio delle pratiche ottimali tra le autorità di gestione tramite la rete di aree protette dell’Adriatico (AdriaPAN)
  • Sulla base del progetto CleanSea, ulteriore sviluppo di misure per una gestione efficace sotto il profilo dei costi e di opzioni strategiche per mantenere puliti, sani e produttivi i mari europei

4) turismo sostenibile

  • Facilitazione dell’accesso ai finanziamenti per le start-up nel settore del turismo.

Per saperne di più

Comunicato ufficiale
Tutti i documenti ufficiali

Salute e sicurezza sul lavoro: il quadro strategico definisce gli obiettivi dell'UE per il periodo 2014-2020

Per meglio proteggere gli oltre 217 milioni di lavoratori dell’UE da incidenti sul lavoro e malattie professionali, la Commissione europea ha presentato un nuovo quadro strategico in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014–2020, che individua le sfide e gli obiettivi strategici principali per la salute e la sicurezza sul lavoro e presenta azioni chiave individuando gli strumenti per affrontarle Questo nuovo quadro mira a garantire che l’UE continui a svolgere un ruolo guida nella promozione di standard elevati in materia di condizioni di lavoro, sia in Europa che a livello internazionale, in linea con la strategia Europa 2020.
Il Commissario europeo per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione László Andor ha dichiarato: “Oggi rinnoviamo l’impegno della Commissione a continuare a migliorare le condizioni di lavoro nell’UE. Le persone hanno il diritto di lavorare senza dover affrontare pericoli per la loro salute o la loro sicurezza sul luogo di lavoro. Eppure ogni anno nell’UE più di 3 milioni di lavoratori sono vittime di gravi infortuni sul lavoro, 4000 dei quali mortali. Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali colpiscono tutti i settori e le professioni, che il lavoratore sieda a una scrivania o alla guida di un camion o che lavori in una miniera o un cantiere, e non solo causano sofferenza personale, ma impongono anche costi elevati per le imprese e per la società nel suo insieme. Questo nuovo quadro strategico mira a contribuire al miglioramento della qualità del lavoro e della soddisfazione sul lavoro, aumentando al contempo la competitività e la produttività delle imprese europee, specialmente quelle piccole, e riducendo i costi per i sistemi di sicurezza sociale.”
Per informazioni:
Quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014-2020
EUROPA – PRESS RELEASES – Press release – Salute e sicurezza sul lavoro: il quadro strategico definisce gli obiettivi dell’UE per il periodo 2014-2020.

I dati sull'immigrazione nel mondo – report OCSE

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (in italiano OCSE) ha pubblicato a maggio un documento in cui si analizzano dimensioni, dinamiche e principali caratteristiche dei flussi migratori verso i 34 paesi che fanno parte dell’organizzazione, al 2012: «È necessario fornire delle prove per garantire un dibattito pubblico informato, costruttivo ed equilibrato», scrive l’OCSE nella premessa.

I flussi migratori sono in aumento?
I flussi migratori sono in aumento da decenni, soprattutto a partire dal 1960, anche se questa tendenza (proseguita anche nel primo decennio del nuovo secolo) è caratterizzata da forti fluttuazioni, spesso dovute a questioni economiche o geopolitiche. Dopo un forte aumento alla fine del millennio e un picco nel 2007, c’è stato un netto calo nel 2008 e nel 2009 in coincidenza con la crisi finanziaria globale, che è proseguito negli anni successivi.

Le conclusioni principali del documento, in breve
– I flussi migratori verso i paesi dell’OCSE sono rimasti costanti tra il 2011 e il 2012 a circa 4 milioni. Dal 2007 al 2012 sono però diminuiti del 14%.
– Tra il 2011 e il 2012 i flussi migratori verso l’Italia sono diminuiti del 19%, quelli verso la Spagna sono diminuiti del 22% – e le stesse quote sono dimezzate rispetto al 2007 – e quelli verso il Regno Unito sono diminuiti dell’11% e hanno raggiunto il livello più basso dal 2003.
– I flussi migratori verso la Germania sono aumentati di un terzo tra 2011 e 2012. La Germania ora è il secondo paese dell’OCSE con il più alto flusso di immigrazione, dopo gli Stati Uniti.
– La migrazione verso l’Unione Europea da paesi esterni all’Unione è calata del 12%, seguendo il trend di diminuzione iniziato nel 2008.
– I flussi migratori verso gli Stati Uniti, che sono il primo paese dell’OCSE per numero di immigrati, sono diminuiti del 3%.

Dietro la tendenza ad un aumento sul lungo periodo si trova inoltre una notevole diversità, sia per quanto riguarda i flussi verso i singoli paesi sia per quanto riguarda le diverse categorie di immigrazione: quelle legate alla manodopera, al ricongiungimento familiare e quella per motivi umanitari. «L’eterogeneità nelle tendenze migratorie non è mai stata così marcata come oggi», scrive l’OCSE. Nel complesso, nel corso del 2012, i flussi verso i paesi OCSE si sono mantenuti stabili rispetto all’anno precedente (4 milioni circa), risultando un terzo in più rispetto al 2000 ma inferiori del 14 per cento se rapportati ai dati del 2007.

Da quali paesi?
Messico, Cina, Regno Unito e India sono i maggiori paesi di origine di flussi migratori verso paesi dell’OCSE. Il Messico ha 11 milioni di emigranti, seguito dalla Cina (3,8 milioni), dal Regno Unito (3,5 milioni) e dall’India (3,4 milioni). L’alto numero di emigranti dal Regno Unito ha a che fare anche con gli intensi rapporti con i paesi del Commonwealth e col ritorno ai propri paesi originari di cittadini britannici provenienti da quei paesi.

Verso quali paesi?
Il dato più rilevante è che la Germania, dopo gli Stati Uniti, è diventato il secondo paese per gli immigrati permanenti, superando il Regno Unito e il Canada: nel 2009 la Germania era all’ottavo posto. Gli “immigrati permanenti” sono coloro che si stabiliscono in un paese straniero dove hanno acquisito il diritto di soggiorno permanente. La quota maggiore di immigrati che si trasferisce in Germania (classificata come “altamente qualificata”) è passata dal 30 per cento del 2007 al 34 per cento del 2012. Nello stesso periodo è aumentato anche il tasso di occupazione tra gli immigrati passando dal 66 al 69 per cento. Nel 2012, rispetto al 2011, i flussi migratori verso la Germania sono aumentati di oltre un terzo: la crisi economica dell’Europa del sud ha alimentato gli spostamenti.

Flussi migratori verso la Germania tra il 2010 e il 2013
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Al primo posto come destinazione restano gli Stati Uniti nonostante un calo del 3 per cento nell’ultimo anno. Un aumento c’è stato invece in Australia (+ 12 per cento) e in Canada (+ 7 per cento). I Paesi europei dove si sono maggiormente concentrati gli arrivi, determinando un aumento, sono Svezia, Francia e Finlandia dove sono stati raggiunti i massimi storici (anche se i numeri in questione restano relativamente bassi). Al contrario, i flussi (sempre nel 2012) sono diminuiti sia in Spagna (-22 per cento) che in Italia (-19 per cento). In entrambi questi due paesi, i livelli erano più di due volte superiori nel 2007. In una tendenza costante che si è registrata a partire dal 2008, gli afflussi nell’Unione europea da paesi extra-UE sono diminuiti del 12 per cento.

La composizione dei flussi migratori
La composizione dei flussi migratori è variata molto negli ultimi anni: la migrazione familiare è rimasta più o meno la stessa, mentre la migrazione della manodopera è calata all’interno dei paesi OCSE del 10 per cento. Questo dato viene definito “sorprendente” dall’OCSE ma riflette principalmente la diminuzione in soli due paesi europei, Italia e Spagna, e non deve essere letta come tendenza generale. Altrove, la migrazione della manodopera è infatti prevalentemente stabile. La migrazione per lavoro in Italia è tornata al livello precedente al 2007, appena al di sotto di 60 mila, con un calo di oltre il 40 per cento rispetto al 2011. La migrazione tra paesi dell’Unione europea è cresciuta del 12 per cento ma anche questo dato è determinato dall’aumento che si è verificato non in modo omogeneo ma solo in pochi paesi di destinazione, in particolare la Germania.

Nel dato generale dei flussi, la migrazione familiare continua ad essere la principale motivazione dei flussi internazionali. Negli ultimi anni sono gli Stati Uniti ad aver ricevuto più della metà della migrazione familiare (nel 2012 680 mila persone hanno ricevuto lo status di cittadini americani o residenti permanenti). Un aumento del flusso appartenente a questa categoria si è verificato in Svezia (+26 per cento), in Svizzera (+16 per cento), in Canada (+ 15 per cento), in Australia e in Francia (entrambe +7 per cento). Una diminuzione, invece, c’è stata in Spagna, Belgio e Portogallo.

I dati sull’immigrazione nel mondo – Il Post.

Differenze di genere in Europa: qualche progresso, ma i problemi restano

Il 14 aprile la Commissione Europea ha diffuso un report sui progressi nell’uguaglianza tra donne e uomini. Dall’inizio della crisi ci sono stati dei miglioramenti, dovuti però ad un aumento della disoccupazione maschile e al tasso di occupazione femminile stabile.

E’ aumentato anche la percentuale di chi ha un’occupazione part-time.

Il tasso di abbandono scolastico è inferiore tra le donne, ma nonostante questo le donne sono pagate il 16% in meno all’ora degli uomini.

Solo il 18% delle imprese più grandi ha donne nelle posizioni direttive.

Scarica il report completo:

Fonte:
European Trade Union Institute (ETUI) – Gender gap in the EU: some progress, but challenges remain / News / Home.