Iscos alla Biennale di Venezia, per i diritti dei lavoratori in Cina


L’artista tailandese Rirkrit Tiravanija alla Biennale di Venezia presenta l’installazione l “Untitled 2015 (14,086)” che consiste nella produzione di 14.086 mattoni – “necessari a costruire una casa semplice per una piccola famiglia in Cina” – che recano impressa la scritta 别干了 “Non lavorate più”.
Produzione che avviene live alle Artiglierie dell’Arsenale e alla quale il pubblico può partecipare: con una offerta minima di 10 euro si può portare via un mattone.
I soldi raccollti andranno a finanziare le attività ISCOS che sostiene organizzazioni cinesi impegnate nella difesa dei .
L’esposizione è aperta fino al 22 novembre.
Il video dell’installazione è qui:

Etiopia: Addis Abeba prima citta' subsahariana con metropolitana

Un ulteriore esempio della collaborazione fra Cina ed Etiopia: l’apertura della metropolitana, la prima per una città subsahariana.

(AGI) – Roma, 21 set. – Addis Abeba e’ la prima citta’ sub-sahariana ad avere un servizio metropolitano completamente elettrificato. Lo scrive l’agenzia Misna. La linea, inaugurata nel fine-settimana, collega il nord e il sud della capitale lungo un tracciato di 34 chilometri punteggiato da 39 stazioni.   Si stima che saranno circa un milione al giorno i lavoratori e i pendolari che usufruiranno del servizio, pagando l’equivalente di meno di mezzo dollaro. Fotografie diffuse sui social media hanno mostrato anche oggi piccole folle di giovani curiosi che aspettano sulle banchine treni nuovi e colorati. La realizzazione della linea, cominciata nel 2011, e’ costata circa 470 milioni di dollari ed e’ stata possibile grazie ai finanziamenti della Export-Import Bank of Cina.(AGI)
 

 

Lo sciopero non è un crimine – difendi i lavoratori cinesi imprigionati

Wu Guijun,un emigrato che per 9 anni ha lavorato in una fabbrica di mobili, la Diweixin Product Factory a Shenzhen (Cina del sud), è detenuto dal 23 maggio con rischi penali per aver difeso i diritti dei suoi colleghi. Dal suo arresto non ha potuto avere alcun contatto con la sua famiglia.
I lavoratori avevano chiesto un incontro per discutere della apparente riduzione del lavoro e del futuro spostamento della fabbrica in una zona interna della Cina. Sette lavoratori sono stati eletti come portavoce, incluso Wu, ma il datore di lavoro ha rifiutato di dare informazioni o di parlare con loro.
In risposta, i lavoratori hanno scioperato il 7 maggio e chiesto al governo locale di intervenire. Il 23 maggio 300 lavoratori sono stati circondati dalla polizia e più di 20 sono stati arrestati.
Soltanto Wu Guijun è ancora in carcere.
Aiutaci a farlo uscire: firma questa petizione!
Striking is not a crime – defend imprisoned Chinese labour rights defenders.

China news, il numero 7

Segnaliamo:
Cari lettori, eccovi il settimo numero di China News – Storie dalla Cina al lavoro, newsletter di informazione sul lavoro in Cina che nasce da una collaborazione tra Iscos Nazionale, gli Iscos regionali di Emilia Romagna, Piemonte, Sicilia e Toscana e il sito Cineresie.info.
Al centro dell’attenzione questo mese l’abbandono di Shenzhen da parte di un personaggio che ha fatto storia per quanto riguarda la tutela dei diritti sul lavoro, la nuova ondata di intimidazioni nei confronti delle ONG che si occupano di lavoratori, la mobilitazione popolare per l’abolizione dell’istituto della rieducazione attraverso il lavoro e la vicenda dell’abuso degli stage da parte della Foxconn.
Per la sezione di approfondimento invece vi proponiamo le vicende italiane e cinesi della Huawei e la nuova parabola ascendente dell’industria di Stato in Cina.
Buona lettura!
[gview file=”http://www.cineresie.info/ISCOS/China-News-n7-settembre.pdf”]
 
 

High tech, low life: la vita di due attivisti cinesi

High Tech, Low Life è il titolo del documentario del regista Stephen Maing che racconta le vite quotidiane e le iniziative di due dei principali attivisti della rete cinese, Zuola e Laohu miao.
Il film verrà presentato al pubblico italiano il prossimo ottobre, nell’ambito dell’edizione 2012 del Festival di Internazionale a Ferrara.
Proponiamo alcuni estratti dal blog di Laohu miao sul documentario e il significato di essere blogger in Cina.
Proiezione di “High tech, low life” al Tribeca Film Festival
Oggi alle dieci (orario di Pechino) presentazione del documentario “High tech, low life” su me e Zuola (che attualmente risiede a Taipei) al Festival del cinema di Tribeca!
Il documentario è il risultato degli ultimi cinque anni di riprese del regista americano Stephen Maing che ci ha seguito dal nord al sud della Cina fino a Taiwan, penetrando deserti, praterie e la campagna dell’ovest. Il film documenta la vita e il lavoro mio e di Zuola, definiti citizen reporter. Quello che potete vedere qui è il trailer, spero di potervi far vedere presto tutto il film.

Ribadisco: il sottoscritto non si riconosce nella denominazione citizen reporter; la formula esatta dovrebbe essere “annotatore”. Le due espressioni sono diametralmente opposte, poiché ora con internet siamo tutti “annotatori” e l’interpretazione “citizen reporter” non regge.
Continua a leggere qui: High tech, low life | Caratteri Cinesi.

Dreamwork China

Dreamwork China, ovvero sogni e diritti di una nuova generazione nella fabbrica del mondo.
Intorno all’area metropolitana di Shenzhen, nella provincia meridionale del Guangdong, giovani lavoratori parlano delle proprie vite, esistenze precariamente in equilibrio tra aspettative, difficoltà e desideri per il futuro. Intorno a loro, attivisti e organizzazioni indipendenti si impegnano per dare peso e sostanza a parole come diritti, dignità, uguaglianza.
Il corto è un estratto dal documentario integrale (55 minuti), scritto e diretto da Tommaso Facchin e Ivan Franceschini.
Il video è prodotto da ISCOS Cisl.
viaDreamwork China | | Dreamwork ChinaDreamwork China.

Arrivée au Maroc du Premier ministre chinois


Le Premier ministre du Conseil des affaires d’Etat de la République populaire de Chine, Wen Jiabao, est arrivé, mardi après-midi à Casablanca, pour une visite de travail de deux jours au Maroc.
A son arrivée à l’aéroport international Mohammed V, le Premier ministre chinois a été accueilli par le chef de gouvernement, Abdelilah Benkirane.
Après avoir passé en revue un détachement de la Marine Royale qui rendait les honneurs, le responsable chinois a été salué par le ministre d’Etat Abdellah Baha, le ministre des Affaires étrangères et de la Coopération, Saad Dine El Otmani, le ministre de l’Industrie, du Commerce et des Nouvelles technologies, Abdelkader Amara et le ministre de l’Emploi et de la Formation professionnelle, Abdelouahed Souhail.
via Arrivée au Maroc du Premier ministre chinois.

Zuola, voce del dissenso cinese


Zhou Shuguang 周曙光, meglio conosciuto con il suo nickname Zuola 左拉, è uno dei più famosi blogger cinesi. Classe 1981, di formazione informatico, attraverso il suo blog e diverse iniziative sulla rete si sforza di sviluppare il confronto sociale e il dibattito pubblico in Cina, molto spesso in chiara antitesi contro la censura del Pcc o in polemica con i principali motori di ricerca e social network cinesi, come Baidu e Douban. Tra le sue inchieste più significative va segnalata la documentazione della resistenza da parte degli abitanti di Chongqing e di altre città cinesi contro le politiche di abbattimento delle abitazioni e di spostamento forzato dei residenti (2007).
 
Nel 2008, sul suo blog ha cercato di fare un’informazione alternativa sulle rivolte in Tibet e sulle sollevazioni nella provincia del Guizhou; nel primo caso Zuola ha tradotto articoli provenienti dalla stampa internazionale e inaccessibili in lingua cinese, nel secondo ha compiuto un vero e proprio reportage sul posto. Da queste attività è scaturito il suo fermo temporaneo, un episodio che lo ha portato a una maggiore notorietà internazionale, essendo riuscito a documentare le fasi del suo arresto via Twitter.
 
Nonostante la giovane età, le sue iniziative lo hanno eletto a una delle voci preminenti del dissenso contro il partito: tra i suoi post più recenti si segnala una ricostruzione fittizia sul suo trascorso durante l’anno 2010, dove ha inserito con tono di ironica denuncia decine di riferimenti e link a piccoli o grandi scandali e soprusi, che si sono susseguiti in Cina durante l’anno. Malgrado ciò, Zuola è sempre stato molto attento nel dosare la critica, cercando di evitare l’attacco diretto al potere e di ricorrere a forme di espressione garantite almeno formalmente. Il suo crescente prestigio è rivelato dagli interventi compiuti presso alcune delle principali università cinesi all’interno di seminari sul giornalismo e sulle tecnologie applicate ai nuovi media.
 
Il suo nickname (traslitterazione della parola Zola) è ispirato dal nome del calciatore italiano Gianfranco Zola e non dal più celebre scrittore naturalista francese. Il blog di Zuola, censurato dal 2005, si appoggia a un server straniero e ancora oggi non è liberamente consultabile in Cina.
——————-
Maggio 2012
Zola e Tiger Temple (Laohu miao 老虎庙, alias Zhang Shihe 张世和), blogger di base a Pechino, sono i protagonisti del documentario High tech, low life diretto dal regista Stephen Maing.
Nel film i due blogger e reporter raccontano l’uso dei nuovi e vecchi media per documentare le storie trascurate dai media tradizionali.
 

Immigrati: ministro Riccardi incontra delegazione cinese a Milano


Il ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, ha ricevuto questa mattina, presso la prefettura di Milano, una delegazione di cittadini cinesi residenti in Lombardia, guidata dal console generale della Repubblica popolare di Cina a Milano, signora Liang Hui. Lo comunica, in una nota, il ministero per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione.
 
Nel corso dell’incontro, sono stati affrontati diversi argomenti riguardanti l’integrazione della comunita’ cinese e la convivenza con la popolazione italiana.
 
Riccardi ha insistito su tre punti essenziali per l’integrazione: ”Conoscenza della lingua italiana, legalita’ e sicurezza, rispetto e promozione dei diritti”. In particolare, in un momento di crisi economica, ha sostenuto il ministro ”e’ molto importante che le attivita’ economiche e commerciali, sia di italiani che di stranieri, escano dal sommerso e contribuiscano al risanamento delle finanze dello Stato”.
 
”Italiani e immigrati – ha concluso Riccardi – devono lavorare insieme per dare al nostro Paese una prospettiva e un futuro migliori per tutti”.

Lavoratori cercansi: una lettura della carestia di migranti

All’inizio di marzo del 2012 il “Nanfang Zhoumo” riportava come il comune di Xintang a Guangzhou, un luogo che alcuni conoscono come la “capitale dei jeans” (niuzaifu zhi du), ma che è noto ai più in quanto teatro di violenti scontri tra lavoratori migranti e forze di pubblica sicurezza, fosse paralizzato a causa dall’assenza di lavoratori migranti.

 

Alla fine di febbraio, quasi un mese dopo il capodanno lunare, le oltre quattromila aziende di abbigliamento e prodotti complementari che costituivano la spina dorsale di questa comunità erano in ginocchio, piegate da una scarsità di forza lavoro che arrivava fino al 70% della domanda.

 

Non solo le fabbriche di Xintang, già provate da un crollo del 30% negli ordini causato dalla crisi europea e da una contrazione dei margini di profitto a meno del 5%, avevano dovuto rinunciare a far fronte ai propri ordini, ma i commercianti avevano dovuto fermare i propri affari per l’assenza di merci da vendere e gli alberghi e i ristoranti avevano dovuto chiudere per mancanza di clienti e di personale.

 

La gente del posto dichiarava che anche negli anni precedenti c’erano stati problemi del genere nel periodo successivo alle feste, ma che la situazione non era mai stata così grave. La domanda sorgeva inevitabile: che la riluttanza dei lavoratori migranti a tornare a lavorare a Xintang fosse una strategia di resistenza di fronte alle violenze dell’anno precedente?