Balcani in viaggio verso la crescita

 
Serbia, Bosnia, Kosovo, Montenegro, Albania e Macedonia. Sono i sei paesi dei Balcani occidentali e nel 2015, secondo le previsioni della Banca mondiale, la loro crescita media si attesterà all’1,3%. Valore che migliora l’andamento anemico del 2014 (poco sopra lo zero), ma che è ancora troppo debole. Non si va oltre la ripresina. Diventa quindi difficile affrontare di petto i problemi reali: la disoccupazione, prima di tutto. Ovunque è troppo alta.
In viaggio verso la crescita | RASSEGNA EST.

Ue, 3 milioni per il progetto mobilità tra Università – Verso la Macroregione Adriatico Ionica

Approvato dall’Unione Europea, con un finanziamento complessivo di euro 2 milioni 996.125 nell’ambito del programma Erasmus Mundus Azione 2 (progetti di partenariato per la mobilità-IPA-Western Balkans) il progetto Sunbeam-Structured University Mobility between the Balkans and Europe per la Macroregione Adriatico Ionica.
Il progetto è coordinato dall’Università Politecnica delle Marche e vede la partecipazione di 20 Atenei di 9 paesi: Italia (Università Politecnica delle Marche, Università di Urbino, Ca’ Foscari di Venezia, Alma Mater Studiorum di Bologna); Slovenia (Ljubljana, Primorska); Croazia (Spalato, Zara); Grecia (Giannina); Albania (Università Agricola di Tirana, Università “A. Xhuvani” di Elbasan); Bosnia Herzegovina (Mostar, Banja Luka, Sarajevo, Tuzla); Kosovo (Riinvest College); Montenegro (Mediterranean University of Montenegro, University of Montenegro); Serbia (Novi Sad, Belgrade).
Partecipano inoltre Aiesec, Case (Centro Alti Studi Europei), Forum delle Camere di Commercio Adriatico Ioniche, Forum delle Città Adriatico Ioniche, Iniziativa Adriatico Ionica e Uniadrion. I partner firmeranno un Memorandum of Understanding (MoU) in cui saranno identificate le attività da sviluppare e gli impegni di ogni partner. La maggior parte del finanziamento ricevuto dovrà essere utilizzato per assegnare borse di mobilità a studenti, dottorandi, ricercatori e staff delle Università partecipanti al progetto.
E’ previsto un totale di 184 borse di studio, di cui 142 riservate ai Paesi terzi (Albania, Bosnia Herzegovina, Kosovo, Montenegro, Serbia) per mobilità verso i paesi comunitari aderenti al progetto. Le restanti 42 borse saranno assegnate a studenti, dottorandi, ricercatori e staff dei paesi comunitari per mobilità verso i Paesi terzi aderenti al progetto.
Saranno pubblicati 3 bandi di concorso. Protezione, catalogazione e promozione dei beni culturali, ambiente e sviluppo sostenibile, turismo culturale e sviluppo, economia, comunicazione, porti e relazioni economiche i temi al centro del progetto Sunbeam.
viaAdriatico-ionica:Ue, 3 mln progetto mobilità tra Università – Verso la Macroregione Adriatico Ionica – ANSA.it.

Macro regione AI: I commissari Hahn e Damanaki plaudono all'approvazione della strategia da parte dei leader europei

I commissari Hahn e Damanaki plaudono all’approvazione della strategia dell’UE per le regioni Adriatica e Ionica da parte dei leader europei
La Commissione europea esprime il suo plauso per l’accoglimento, in data odierna, della nuova strategia dell’UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR) da parte dei leader europei. La decisione odierna adottata in seno al Consiglio europeo dà il via libera alla strategia proposta dalla Commissione europea lo scorso giugno (IP/14/690).
I preparativi della strategia sono già in corso al fine di promuovere la prosperità e la crescita nella regione, migliorandone l’attrattiva, la competitività e la connettività. Per il fatto di coinvolgere quattro paesi dei Balcani occidentali la strategia è destinata anche a svolgere un ruolo importante per ravvicinarli maggiormente all’UE.
La strategia interessa quatto Stati membri dell’UE (Croazia, Grecia, Italia e Slovenia), assieme all’Albania, alla Bosnia-Erzegovina, al Montenegro e alla Serbia. I paesi non membri dell’UE sono partner a pieno titolo ai fini della gestione e attuazione della strategia. Anche organizzazioni della società civile e imprese private partecipano alle azioni e ai progetti specifici nel quadro della nuova strategia.
Johannes Hahn, Commissario responsabile per la Politica regionale, ha commentato: “L’approvazione odierna della strategia dell’UE per la regione adriatica e ionica segna una pietra miliare. Il suo obiettivo è affrontare di concerto i problemi comuni e valorizzare al massimo le opportunità che condividiamo con i nostri partner nei Balcani occidentali. Spetta ora ai paesi, alle regioni e agli stakeholder delle regioni adriatica e ionica attivi sul terreno adoperarsi assieme per far sì che la strategia produca risultati. I lavori dovrebbero iniziare quanto prima. Il successo nella regione adriatica e ionica contribuirà alla prosperità e alla sicurezza dell’Europa intera”.
Maria Damanaki, Commissaria responsabile per gli Affari marittimi e la pesca, ha commentato: “Con questa strategia le nazioni adriatiche e ioniche hanno l’opportunità di lasciarsi alle spalle la crisi e di rimettere l’intera regione sulla via che conduce ad una prosperità sostenibile. La nostra strategia per la crescita blu ha già dimostrato come i mari e gli oceani abbiano enormi potenzialità per generare la crescita e i posti di lavoro di cui l’economia ha estremo bisogno. Mi auguro che questa strategia macroregionale costituisca la falsariga per iniziative future in questa regione marittima e che sia seguita con interesse dai paesi del Mediterraneo”.
Leggi tutto qui: European Commission – PRESS RELEASES – Press release – I commissari Hahn e Damanaki plaudono all’approvazione della strategia dell’UE per le regioni Adriatica e Ionica da parte dei leader europei.

Macroregione Adriatica Ionica: il parere del Comitato economico e sociale europeo

E’ stato pubblicato il parere del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) sul piano d’azione relativo alla Strategia per la macroregione adriatico ionica.
Molte osservazione del Comitato, soprattutto relative al ruolo del Partenariato economico e sociale, ed alla necessità di rafforzare la dimensione sociale nella strategia Eusair, corrispondono ad osservazioni già formulate dalla Cisl in precedenti documenti.
In particolare:
1.18 Il CESE critica il fatto che l’EUSAIR non prevede azioni specifiche per valorizzare nella regione la “dimensione sociale”. È auspicabile l’integrazione di priorità e azioni finalizzate a sostenere l’inclusione delle persone disabili, a prevenire le discriminazioni basate sull’origine razziale o etnica, l’età, l’orientamento sessuale e il genere, nonché affrontare le problematiche sociali determinate dai flussi migratori irregolari che interessano soprattutto la parte meridionale della regione.
1.18.1 Il CESE ritiene che l’integrazione e il rafforzamento della dimensione sociale in EUSAIR debba realizzarsi – in linea con quanto proposto dalla Commissione – attraverso la promozione degli investimenti sociali e la opportuna modernizzazione dei sistemi di protezione sociale in modo di:
 garantire che i sistemi di protezione sociale soddisfino i bisogni delle persone nei momenti critici della loro vita;
 fornire sistemi di protezione sociale adeguati e sostenibili;
 perfezionare le strategie di inclusione attiva.

 

Scarica il testo integrale del parere: parere cese su mrai

Noi, gli italiani d’Albania

«Sa qual è stata la prima parola di mio figlio? “Babi”, vuol dire papà in albanese. Forse è un segno, ma come faccio a tornare in Italia se il bimbo è nato e cresciuto qui?». Luca Falanga è seduto in un bar di Rruga e Durresit, un vialone che parte dal cuore di Tirana, mentre tutt’intorno è un fiorire di cliniche dentarie italiane, agenzie turistiche che sponsorizzano una settimana di vacanza a Roma, Firenze e Venezia. Ha trentadue anni, è un perito informatico e commerciale di Galbiate, in provincia di Lecco, e nella capitale albanese lavora in un call center gestito da albanesi ma al servizio di aziende italiane.
Inizia così un interessante dossier pubblicato dal corriere.it.
Leggi tutto qui:
Noi, gli italiani d’Albania | Corriere.it.

Italia ed Albania: i sindacati insieme per il lavoro

Si svolge in questi giorni il  VI Congresso nazionale del BSPSH, la confederazione dei sindacati indipendenti albanesi. Pubblichiamo l’intervento di Stefano Mastrovincenzo, Segretario Generale CISL Marche, a Tirana del 6 Settembre 2014.
 
Cari colleghi, gentili signore e signori, illustri autorità,
é con grande piacere che porgo a voi tutti il saluto della CISL – la Confederazione Italiana dei Sindacati Lavoratori della Regione Marche, che attraverso l’ISCOS – il suo Istituto Sindacale di Cooperazione Internazionale, rende attiva e visibile da anni la solidarietà dei lavoratori italiani con i Sindacati, i lavoratori e le istituzioni dell’Albania.
La celebrazione del VI Congresso nazionale della BSPSH rappresenta un importante momento della vita della vostra Confederazione e la presenza di una così vasta platea di persone se da un canto è motivo di orgoglio e di soddisfazione, dall’altro è un invito ad essere sempre più impegnati nella promozione e nella difesa dei diritti dei lavoratori e nella costruzione della democrazia in Albania.
La parola italiana “sindacato” – traduzione di trade union – significa “stare insieme per promuovere giustizia”. E’ una frase bella che invoca una dimensione di persone unite per un nobile scopo. Ogni realtà in cui esiste un sindacato che sa ascoltare le esigenze dei lavoratori, che li valorizza come persone e si adopera per tenerli uniti, per tutelare il lavoro, per promuovere la giustizia e la pace è una realtà umanamente e socialmente più ricca.
E’ per questo motivo che la CISL è qui oggi con voi a celebrare questo momento fondamentale della vostra vita associativa con la convinzione che la cooperazione internazionale tra Italia ed Albania in particolare, e con i paesi balcanici più in generale, rappresenti uno strumento privilegiato per costruire assieme il dialogo, la pace, lo sviluppo e la giustizia sociale in questa vasta area dell’Europa meridionale.
Soprattutto in un fase delicata come quella che stiamo attraversando.
La CISL, mentre auspica uno sforzo corale da parte di tutti gli stati ed istituzioni europee per far fronte alla grave crisi sociale ed economica che sta travagliando da anni la maggior parte dei paesi europei, e rilanciare così l’occupazione, il lavoro e lo sviluppo, esprime grande preoccupazione per la gravissima crisi politica scoppiata tra UE/USA e Russia a proposito della Ucraina, e ritiene che questa debba essere affrontata con tutti i mezzi e gli strumenti possibili della diplomazia e della mediazione.
L’Unione Europea non può in nessun modo pensare di poter intervenire nel conflitto in atto con azioni militari e con l’uso della forza. La CISL invita pertanto Bruxelles ad opporsi al linguaggio dello scontro violento e ad instaurare un dialogo serio e costruttivo per superare questo gravissimo momento di tensione ed approdare a soluzioni concrete, condivise e sostenibili, come auspicato anche dal segretario generale dell’ Onu, Ban Ki-moon, che ha messo in guardia l’Occidente contro i pericoli di una escalation militare.
Nonostante le insufficienze, gli errori, le debolezze, i limiti… che caratterizzano il suo operato, l’Europa rimane la prospettiva presente e futura da cui i singoli stati non possono più prescindere, per affrontare sullo scenario mondiale le sfide globali.
Su questa lunghezza d’onda si è posta da tempo l’Albania che ha chiesto di farne parte impegnandosi in una serie di riforme radicali che le hanno consentito notevoli progressi portandola ad un passo dal traguardo che le auguriamo possa raggiungere quanto prima.
D’altro canto l’Europa, anche attraverso l’istituzione della Macroregione Adriatico Ionica e l’adozione della relativa Strategia che debutterà all’inizio del prossimo anno, ha inteso offrire agli 8 paesi che ne fanno parte, tra cui l’Italia e l’Albania, una importante opportunità di sviluppo economico e di coesione sociale.
Si tratta di un spazio comune tra Stati membri e Stati in condizione di pre-adesione costituito allo scopo di favorire la coesione e perseguire una nuova politica economica fondata sulla cooperazione interregionale per lo sviluppo sostenibile, il rafforzamento della ricerca e dell’innovazione, delle reti materiali e immateriali e l’utilizzo intelligente delle risorse ambientali e culturali.
Strutturata su quattro pilastri tematici (piano di gestione delle risorse ittiche, governance dei porti e loro collegamento con l’entroterra, miglioramento dei collegamenti terrestri e delle reti telematiche, sviluppo del turismo sostenibile), la Strategia della Macroregione prevede temi trasversali, quali ricerca ed innovazione e costruzione delle competenze.
Per un sindacato come la CISL la declinazione di questi pilastri non può prescindere dalla cooperazione sociale tra i paesi della Macroregione e dal coinvolgimento effettivo delle popolazioni e dei lavoratori che abitano questo spazio comune.
In pratica, tutto questo deve tradursi:

  1. nella certezza che tutte le azioni che saranno realizzate negli Stati della Macroregione, abbiano tra gli obiettivi anche quello di creare occupazione sostenibile, in termini di tutela e rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori come regolate dalla Carta dei diritti fondamentali del Trattato europeo, dalle Convenzioni OIL, oltre che dagli standard e dai diritti del lavoro universalmente riconosciuti;

  2. in un impegno diretto a battere ogni rischio di dumping sociale, a realizzare progetti comuni con le organizzazioni sindacali e sociali di tutti gli Stati della Macroregione ed in particolare con quelli con lo status di preadesione, anche con il fine di costituire un Forum delle Organizzazioni Sindacali della Macroregione per favorire la cooperazione intersindacale ed il dialogo tra le parti sociali;

  3. in un impegno diretto a promuovere ed organizzare con le organizzazioni sindacali della Macroregione efficaci azioni volte ad approfondire le dinamiche del mercato del lavoro per fare si che la mobilità e le migrazioni avvengano nel pieno rispetto della protezione del lavoro e dei diritti sociali.

C’è dunque una straordinaria opportunità che l’Europa ci mette a disposizione ; ciascuno deve fare la sua parte giocando il ruolo che gli è proprio in un sistema democratico ed assumendosi quindi le proprie responsabilità. Ciò si traduce, per Sindacati come la CISL e la BSPSH, in un invito ad occuparsi con maggior vigore del tema del lavoro, dei diritti dei lavoratori, della giustizia sociale.
Siamo tutti consapevoli che la pace è frutto della giustizia e che la possibilità di uno sviluppo equo e sostenibile trova la propria linfa vitale nella democrazia, nella legalità e nella solidarietà.
Per troppo tempo si è pensato che un lavoro dignitoso cioè rispettoso dei diritti dei lavoratori, della loro salute, dell’ambiente di lavoro, tutelato da una rete previdenziale, con un giusto salario – fosse una prerogativa solo dei paesi e delle società ricche.
E’ venuto il tempo di ribaltare questa analisi: è ora cioè di battersi per favorire la creazione di posti di lavoro capaci di offrire, qui in Albania come in ogni altra parte dell’Europa e del mondo, redditi sufficienti alle famiglie per garantire loro la sicurezza alimentare, per mandare i figli a scuola, per accedere ai servizi sanitari, per assicurare una vecchiaia dignitosa, per non essere costretti ad emigrare.
E’ questo il passo indispensabile che serve all’Albania per uscire dalla morsa delle diseguaglianze sociali, della corruzione, della povertà, e proiettarla verso un futuro di sviluppo, di democrazia e di pace. La sfida è grande, ma affrontarla con successo è possibile. E la vostra Confederazione sa di poter contare sulla solidarietà e la cooperazione attiva e concreta della CISL
Nell’occasione del vostro Congresso voglio ribadire la volontà della CISL e dell’ISCOS di affiancare gli amici albanesi nel loro processo di crescita e di rafforzamento, in una ottica di solidarietà internazionale che abbraccia tutte le lavoratrici e i lavoratori del mondo.
Termino formulando l’auspicio che i rapporti di amicizia e collaborazione costruiti in questi anni possano rafforzarsi ulteriormente e produrre frutti significativi e rinnovo il saluto della CISL italiana, della CISL Marche ed il mio personale a Gezim Kalaja, al gruppo dirigente e a tutti gli iscritti alla BSPSH. Non posso, in questo saluto, non ricordare la figura dell’amico Carlo Colli che tanto ha fatto e dato per amore dell’Albania e di tutti i suoi lavoratori. Grazie e buon lavoro.

Quanto si guadagna in Europa centrale?

I dati sul salario reale dal 2004 al 2012. La discesa dell’Italia, la crescita slovena, i distacchi degli altri paesi.

Esclusa la Slovenia, dove i redditi sono più simili a quelli dell’area occidentale del continente, anche se in calo, i paesi della regione non presentano tra di loro divari ampi. La crisi ha però cambiato un po’ le carte in tavola.
 
Polonia e Repubblica ceca sono i paesi dell’Europa centrale dove, dall’ingresso in Europa a oggi, la curva dei salari ha registrato l’andamento più virtuoso (clicca sul grafico per vederlo in dimensioni reali).
Varsavia e Praga sono anche le due capitali della regione che si sono difese meglio dalla crisi. La stessa crisi che ha sparigliato un po’ le carte, nel mezzo dell’Europa. L’Ungheria e la Slovenia, che hanno subito dure batoste, hanno visto i salari calare. Anche in Slovacchia, su questo fronte si è riscontrata una flessione.
Guardando al confronto con l’Italia si denota una tendenza alla convergenza. In parte è fisiologica, in linea con l’andamento complessivo dei rapporti est-ovest. In parte è stata anche alimentata dalla crisi, che ha martellato severamente il nostro paese, già reduce da anni di crescita stagnante.
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Macroregione Adriatico Ionica: la Commissione lancia ufficialmente la comunicazione e il piano d'azione

La Commissione europea ha lanciato ufficialmente una nuova strategia dell’UE per la regione adriatica e ionica sotto forma di una comunicazione e di un piano d’azione per aiutare i suoi 70 milioni di cittadini a trarre vantaggio da una più stretta cooperazione in settori come la promozione dell’economia marittima, la protezione dell’ambiente marino, il completamento dei collegamenti nel settore dei trasporti e dell’energia e la promozione del turismo sostenibile.
Qui trovi il testo ufficiale della comunicazione in italiano
Qui il piano di azione in inglese
Qui il documento analitico in inglese
La strategia offrirà inoltre ai candidati e candidati potenziali all’adesione una preziosa opportunità di collaborare con gli Stati membri, in particolare contribuendo all’integrazione dei Balcani occidentali nell’Unione europea.
Si tratta della prima “strategia macroregionale dell’UE” con un numero così elevato di paesi extraunionali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia) che hanno collaborato con Stati membri dell’UE (Croazia, Grecia, Italia e Slovenia). La strategia riguarda principalmente le opportunità dell’economia marittima: “crescita blu”, connettività terra-mare, connettività dell’energia, protezione dell’ambiente e turismo sostenibile, tutti settori destinati a svolgere un ruolo cruciale nel creare posti di lavoro e stimolare la crescita economica nella regione. Il punto di partenza è la strategia marittima per il mare Adriatico e il Mar Ionio , adottata dalla Commissione il 30 novembre 2012 e ora incorporata nella strategia.
Johannes Hahn, Commissario responsabile per la Politica regionale, ha dichiarato: “Lavorare assieme per affrontare sfide comuni e promuovere le potenzialità condivise è una scelta estremamente logica. Quella adriatico-ionica sarà la terza strategia macroregionale europea. C’è un insegnamento che i paesi partecipanti dovrebbero trarre dalle strategie del Mar Baltico e del Danubio: l’importanza di concentrarsi su poche priorità con una forte leadership politica per incidere davvero. Inoltre, in una regione che in anni recenti ha visto alcuni dei più gravi conflitti in Europa, la strategia per la regione adriatico-ionica, con la cooperazione tra paesi dell’UE e paesi limitrofi extra UE, potrebbe svolgere un ruolo importante per aiutare l’integrazione dei Balcani occidentali nell’Unione europea.”
Maria Damanaki, Commissaria responsabile per gli Affari marittimi e la pesca, ha affermato: “Le sfide marittime che affrontiamo nella regione adriatica e ionica non sono specifiche a un singolo paese: sfruttamento eccessivo della pesca, inquinamento, congestione del traffico, collegamenti di trasporto e turismo stagionale: il solo modo sensato di affrontare tali questioni è con l’unità e la coerenza. Dal momento che esiste un potenziale di crescita in molti di questi settori, il piano d’azione per la macroregione adriatico-ionica può contribuire a far uscire la regione dalla crisi e rimetterne in carreggiata l’economia.”
Ciascun elemento del piano d’azione è stato coordinato da una coppia di paesi (uno Stato membro dell’UE e un paese non UE):

  • la Grecia e il Montenegro sulla “crescita blu”,
  • l’Italia e la Serbia sul tema “Collegare la regione” (reti dei trasporti e dell’energia),
  • la Slovenia e la Bosnia-Erzegovina sulla “qualità ambientale”,
  • la Croazia e l’Albania sul “turismo sostenibile”.

Vi sono inoltre gli aspetti trasversali: il capacity building e la ricerca, l’innovazione e le piccole e medie imprese. La mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento agli stessi, nonché la gestione del rischio di catastrofi, sono principi orizzontali che sottendono tutti e quattro i pilastri.

Contesto

Il Consiglio europeo del 13-14 dicembre 2012 ha chiesto alla Commissione di presentare una strategia dell’UE per la regione adriatica e ionica entro la fine del 2014, sulla base delle esperienze delle regioni del Danubio e del Mar Baltico. La strategia appena avviata tiene conto dei risultati della consultazione pubblica online delle parti interessate effettuata tra il settembre 2013 e il gennaio 2014, nonché delle discussioni della conferenza conclusiva delle parti interessate del 6 e 7 febbraio 2014 ad Atene. Oggi essa viene presentata al Consiglio, e si prevede che i leader dell’UE la approveranno nella seconda parte dell’anno in sede di Consiglio europeo sotto la presidenza italiana.
Nella relazione di valutazione del 2013 la Commissione ha sottolineato che le nuove strategie macroregionali dovrebbero concentrarsi su un numero limitato di obiettivi ben definiti e che questi obiettivi dovrebbero essere attuati tramite un piano d’azione chiaro.
Una relazione del 2014 sulla governance delle strategie macroregionali ha formulato raccomandazioni per rafforzare la leadership e la titolarità politica da parte dei paesi e delle parti interessate.
La strategia EUSAIR non accederà a finanziamenti aggiuntivi dell’UE, ma dovrebbe mobilitare e allineare i finanziamenti esistenti a livello nazionale e unionale nonché attirare investimenti privati. In particolare, all’attuazione della strategia contribuiranno i fondi strutturali e di investimento europei (Fondi ESI), nonché lo strumento di preadesione (IPA).
Esempi di progetti indicativi da elaborare nell’ambito di ciascun pilastro:
1) crescita blu

  • Regolari valutazioni degli stock per la gestione di una pesca sostenibile
  • Ricerca di un approccio congiunto alla pianificazione dello spazio marittimo regionale tramite la pianificazione dello spazio marittimo adriatico-ionico (ADRIPLAN)

2) collegare la regione

  • Miglioramento del sistema di comunicazione obbligatoria delle navi nell’Adriatico (ADRIREP)
  • Miglioramento dell’accessibilità delle zone costiere e delle isole vicine
  • Rimozione degli ostacoli agli investimenti transfrontalieri nelle reti energetiche

3) qualità ambientale

  • Scambio delle pratiche ottimali tra le autorità di gestione tramite la rete di aree protette dell’Adriatico (AdriaPAN)
  • Sulla base del progetto CleanSea, ulteriore sviluppo di misure per una gestione efficace sotto il profilo dei costi e di opzioni strategiche per mantenere puliti, sani e produttivi i mari europei

4) turismo sostenibile

  • Facilitazione dell’accesso ai finanziamenti per le start-up nel settore del turismo.

Per saperne di più

Comunicato ufficiale
Tutti i documenti ufficiali

Un nuovo Passaporto europeo delle competenze per agevolare l'assunzione nel settore della ricettività

La Commissione europea ha inaugurato oggi il Passaporto europeo delle competenze per la ricettività, uno strumento sviluppato per agevolare la presa di contatto tra le persone in cerca di lavoro e i datori di lavoro nel settore ricettivo e turistico in Europa. Il Passaporto delle competenze consente ai lavoratori e ai datori di lavoro di superare le barriere linguistiche e di comparare le competenze dei lavoratori del settore della ricettività al fine di agevolarne l’assunzione in tale settore. Ospitato dal Portale europeo della mobilità professionale EURES, il Passaporto delle competenze è disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’UE. In futuro il Passaporto sarà esteso ad altri settori.

László Andor, commissario dell’UE responsabile per l’occupazione, gli affari sociali e l’inclusione, ha affermato: “Il Passaporto europeo delle competenze per la ricettività è un importante strumento pratico volto ad incoraggiare la mobilità dei lavoratori europei, soprattutto i giovani, in un settore che presenta grandi potenzialità di crescita. Questa iniziativa è anche un buon esempio dei risultati del dialogo sociale tra le organizzazioni dei lavoratori e quelle dei datori di lavoro a livello europeo e ci auguriamo che questa cooperazione venga estesa anche in altri settori del mercato del lavoro.”

Il Passaporto delle competenze è un’iniziativa della Commissione in associazione con le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro nel settore ricettivo: HOTREC, l’associazione centrale che rappresenta gli alberghi, i ristoranti, i bar e strutture affini in Europa nonché EFFAT, la Federazione europea dell’alimentare, dell’agricoltura e del turismo e affini.

Nel Passaporto delle competenze i lavoratori possono registrare in un formato di facile accesso tutte le abilità e competenze acquisite nel corso dell’istruzione, della formazione e dell’esperienza lavorativa pratica. Il Passaporto integra il tradizionale curriculum vitae e consente ai datori di lavoro di sormontare velocemente le barriere linguistiche e di individuare i lavoratori competenti di cui hanno bisogno per colmare i loro posti vacanti. Questo strumento agevola quindi un migliore incontro tra l’offerta e la domanda sul mercato del lavoro della ricettività.

Il Passaporto europeo delle competenze per la ricettività è il primo di una serie di passaporti consacrati a settori dell’economia europea contraddistinti da un’elevata mobilità. La Commissione è impegnata a sostenere la mobilità sul mercato del lavoro europeo quale fattore atto a migliorare l’occupazione e continuerà ad adoperarsi con i propri partner per estendere uno strumento come il Passaporto europeo delle competenze ad altri settori che in Europa presentano un’elevata mobilità.

Contesto

Nell’aprile 2014 circa 5 milioni di giovani di meno di 25 anni risultavano disoccupati nell’UE, il che corrisponde a un tasso di disoccupazione giovanile complessivo del 22,5%. Se ne deduce quindi l’importanza di sostenere i settori che tradizionalmente offrono opportunità lavorative ai giovani, come ad esempio i settori della ricettività e del turismo.

Uno Studio su scala europea pubblicato alla fine del 2013 ha evidenziato che il settore della ricettività svolge un ruolo fondamentale nella lotta contro la disoccupazione giovanile, è cruciale per l’occupazione e la crescita nonché per la salute di altri settori. Questi risultati sono corroborati dalle statistiche del mercato del lavoro stando alle quali l’occupazione nel settore della ricettività è cresciuta annualmente del 2,9% all’anno nel periodo 2000-2010 creando 2,5 milioni di posti di lavoro. E questo, rispetto a una media generale dello 0,7%.

Per promuovere il lancio del Passaporto delle competenze la Commissione europea, HOTREC, EFFAT ed EURES organizzano tra il 23 e il 27 giugno 2014 una Settimana tematica consacrata al Passaporto europeo delle competenze per la ricettività. La campagna verrà condotta attraverso i social media delle organizzazioni aderenti e sensibilizzerà le persone in cerca di lavoro e i datori di lavoro del settore della ricettività e del turismo in tutta Europa alle caratteristiche di questo strumento.

Per ulteriori informazioni

Video sul Passaporto europeo delle competenze per la ricettività

Guida all’uso del Passaporto europeo delle competenze per la ricettività, destinata ai datori di lavoro

Guida all’uso del Passaporto europeo delle competenze per la ricettività, destinata alle persone in cerca di lavoro

EURES

viaEUROPA – PRESS RELEASES – Press release – Occupazione: un nuovo Passaporto europeo delle competenze per agevolare l’assunzione nel settore della ricettività.

Croazia: la grande lentezza

Una serie di dati e di analisi molto interessanti sulla Croazia.
di Rodolfo Toè
È una delle dieci peggiori economie al mondo, almeno per quanto riguarda la crescita, secondo la intelligence unit dell’Economist. Insieme a paesi come l’Ucraina, la Libia, il Venezuela o la Repubblica Centrafricana.
L’economia croata (2014-2019)
La Croazia, a un anno quasi dal proprio ingresso nell’Unione Europea, non riesce a risolvere i propri problemi strutturali e a mettere un argine al declino economico, che sembra inarrestabile. «L’economia è stagnante, la disoccupazione cresce e molti giovani croati si lasciano avvelenare dall’odio. Alcuni flirtano con il fascismo e la nazione è scossa da una generale ventata di intolleranza, verso chiunque pensi, preghi, scriva o parli in modo differente». Sono, queste, le parole del presidente croato, Ivo Josipović. Le ha pronunciate solo poco tempo fa.
Il bilancio della crisi europea, per Zagabria, è pesantissimo: quest’anno, probabilmente, la Croazia frenerà la sua caduta (si parla di crescita zero). Ma per cinque anni il paese è rimasto in recessione (la più lunga da quando la repubblica si è resa indipendente), perdendo qualcosa come il 13% del proprio Prodotto interno lordo.
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Croazia: la grande lentezza |.