Tessendo diritti, ad Ancona un seminario sul lavoro dignitoso nella filiera tessile

Sono atterrati in Italia il 9 febbraio quattro delegati etiopi accolti da Iscos di Emilia Romagna e Iscos Marche nell’ambito del progetto “Lavoro dignitoso per le donne nella filiera del tessile in Etiopia – GABI”, finanziato dalla Regione Marche, Servizio Attività produttive, lavoro e istruzione.

la delegazione Etiope accolta dallo staff di Iscos Emilia Romagna
La delegazione etiope accolta dallo staff di Iscos Emilia Romagna a Bologna

Saranno impegnati in 10 giorni di visite che li porteranno a conoscere aziende e federazioni Cisl dislocate tra Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Toscana per poi approdare anche in terra marchigiana.

Per l’occasione, il 19 febbraio 2020, presso la Sede Regionale della CISL, in Via dell’Industria 17/A ad Ancona, l’Iscos Marche, con la collaborazione di Cisl Marche e della Femca (Federazione Energia, Moda, Chimica e Affini) Cisl Marche, organizza il seminario dal titolo “Tessendo diritti. Filiere produttive in Etiopia: tra multinazionali e sindacati” con l’obiettivo di sensibilizzare le Istituzioni e la società civile della Regione Marche sul tema del lavoro dignitoso nelle filiere produttive globali, ragionando insieme sull’implementazione di modelli organizzativi aziendali basati sul rispetto dei diritti di lavoratori e lavoratrici, sull’attenzione alla salute e sicurezza sul luogo di lavoro, e sulla parità di genere in ogni sua forma.

12 Aprile 1976. Ethiopia foto di Ray Witlin su www.unmultimedia.org/photo/

Aprirà i lavori Vincenzo Russo, Presidente di Iscos Cisl e Direttore di Iscos Marche. Seguiranno gli interventi di Alessia Lo Turco, professore associato presso l’Università Politecnica delle Marche, Piero Francia, Segretario generale  FEMCA Cisl Marche e, a chiudere, l’intervento di Sauro Rossi, Segretario generale Cisl Marche.

La presenza di Angesom Gebreyohannes Gembremedhine, Segretario generale nazionale del settore tessile di CETU (Confederation of Ethiopian Trade Union), Hunde Gudeta Gellashe, Responsabile Dipartimento Formazione CETU, Birhan Woldehana Rahmeto, manager della Elico Awash Tannery (azienda conciaria) e Mustafa Jemal Shibeshi, manager della Kombolcha Textile (azienda tessile) arricchiranno l’incontro con approfondimenti sulle condizioni di vita e di lavoro all’interno delle aziende del settore tessile e conciario presenti nei Distretti Industriali dell’Etiopia e sul ruolo del sindacato.

Qui è possibile visionare il programma completo (alcuni interventi sono ancora in attesa di conferma e potrebbero subire delle variazioni)

L’incontro è gratuito e aperto a tutte le persone interessate.
Per informazioni potete contattare l’ufficio di Iscos Marche info@iscosmarche.it

Nel mondo, c’è ancora molto da fare per il rispetto dei diritti dei lavoratori

Photo by Norbu Gyachung on Unsplash

Diffusa l’indagine annuale dell’ITUC sulla violazione dei diritti sindacali

Saranno presentati oggi a Ginevra i risultati del Global Right Index stilato dalla Confederazione Internazionale dei Sindacati, una graduatoria dei 145 paesi esaminati sulla base di 97 indicatori che riguardano le violazioni, sia a livello legislativo che nella pratica, dei diritti fondamentali dei lavoratori, in particolare la libertà di associazione, il diritto alla contrattazione collettiva e il diritto di sciopero.

I 10 peggiori paesi per violazioni dei diritti dei lavoratori

Non ne emerge una bella immagine a livello globale:

  • In dieci paesi alcuni sindacalisti sono stati assassinati: Bangladesh, Brasile, Colombia, Guatemala, Honduras, Italia, Pakistan, Filippine, Turchia e Zimbabwe.
  • L’85% dei paesi ha violato il diritto di sciopero.
  • L’80% dei paesi nega la contrattazione collettiva di alcuni o tutti i lavoratori.
  • Il numero di paesi che impediscono ai lavoratori di costituire o di aderire a un sindacato è aumentato da 92 nel 2018 a 107 nel 2019.
  • Nel 72% dei paesi i lavoratori hanno un accesso limitato o nullo alla giustizia.
  • Il numero di paesi in cui i lavoratori sono arrestati e detenuti è aumentato da 59 nel 2018 a 64 nel 2019.
  • Più di 1/3 dei paesi esaminati negano o limitano la libertà di parola e libertà di riunione.
  • Le autorità hanno impedito la registrazione dei sindacati nel 59% dei paesi.
  • I lavoratori hanno subito violenze in 52 paesi.

Qui è possibile scaricare il rapporto completo

Solo insieme possiamo invertire queste tendenze e assicurare che i diritti di tutti i lavoratori siano rispettati, indipendentemente da dove vivono.
Aiutaci a diffondere i risultati di questo rapporto!

1919-2019: l’Organizzazione Internazionale del Lavoro compie 100 anni

Photo © Crozet / Pouteau

Si è aperta lunedì la 108° Sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro, il più alto organo decisionale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO l’acronimo inglese). Dal 10 al 21 giugno sono attesi a Ginevra circa 5.700 tra rappresentanti di governo (tra cui 45 capi di Stato), datori di lavoro e delegati dei lavoratori dei 187 Stati membri dell’ILO.

Quest’anno sarà anche l’evento conclusivo dell’iniziativa “Il futuro del lavoro”: una riflessione, avviata in occasione del Centenario dell’Organizzazione, sui grandi cambiamenti a cui è sottoposto il mondo del lavoro nella società attuale. Buona parte dei lavori della Conferenza saranno guidati dalle raccomandazioni pubblicate nel report della Commissione mondiale sul futuro del lavoro, Lavorare per un futuro migliore: come affrontare i cambiamenti senza precedenti e le attuali sfide nel mondo del lavoro affinché sia possibile un migliore futuro lavorativo per tutti?
Il documento, pubblicato lo scorso gennaio, esorta governi, delinea “un piano incentrato sulla persona, che si basa sugli investimenti nel potenziale umano, nelle istituzioni del mercato lavoro e nel lavoro dignitoso e sostenibile”

“I governi, i sindacati e i datori di lavoro devono collaborare per rendere più inclusive le economie e i mercati del lavoro. Tale dialogo sociale può contribuire a far funzionare la globalizzazione per tutti.”

– Stefan Löfven, Primo ministro svedese e presidente della Commissione mondiale sul futuro del lavoro

Si discuterà anche di violenza e molestie sul posto di lavoro, in vista dell’adozione di uno strumento internazionale per affrontare questa problematica che incide sulla salute, sicurezza e benessere dei lavoratori.

Il centenario si presenta come un’opportunità per riaffermare i principi e la mission dell’ILO, celebrare i risultati raggiunti, ma anche di impegni in vista del prossimo secolo di lavoro: al termine dei lavori dovrebbe essere sottoscritta una “Dichiarazione del Centenario” che stabilisca una strategia futura.

“C’è un cocktail di questioni che sta portando a una grande incertezza nel mondo del lavoro e che richiede risposte.”

Guy Ryder, direttore dell’ILO

Per approfondire la conoscenza dell’Organizzazione internazionale del lavoro, sono disponibili questo opuscolo in italiano e il sito ILO per il Centenario.

CORSO ATTIVISTI 2019 – IL LAVORO SINDACALE NELLA DIMENSIONE INTERNAZIONALE

Dal 29 al 31 maggio 2019 si terrà il 6° corso attivisti regionali: tre giornate di incontri, dibattiti e proiezioni, promosse da ISCOS – ANOLF – Dipartimento internazionale regionali di Marche, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte.

Il corso ha l’obiettivo di fornire un quadro aggiornato sulle interdipendenze tra la dimensione nazionale, europea e internazionale del sindacato al fine di stimolare una riflessione su tale argomento e per offrire un contributo nel rilancio della strategia complessiva in vista dell’Assemblea organizzativa confederale CISL.

Quest’anno l’appuntamento è ad Ancona, in parte presso le sedi della CISL Marche e in parte presso il teatro delle Muse.

Vuoi saperne di più? SCARICA IL PROGRAMMA 
(provvisorio, alcuni interventi potrebbero subire variazioni)

Il corso è rivolto a:
• operatori e responsabili Anolf, Iscos e del Dipartimento internazionale regionali
• sindacalisti e operatori sindacali/responsabili delle attività internazionali di categorie e delle strutture territoriali
• delegati/RSU
• studenti universitari e giovani
• attivisti del volontariato (lavoratori e pensionati) e di altre organizzazioni della società civile

La partecipazione prevede una quota di 25 €, per coprire le spese di vitto e pernottamento in camera doppia (e l’ingresso alla mostra di Bansky).

In caso di partecipazione parziale (senza pernottamenti o pasti) la quota verrà ridotta.

I costi di trasporto sono a carico dei partecipanti. Chiediamo di conservare comunque i biglietti ferroviari: a fine corso potremmo effettuare dei rimborsi parziali.

Quando? 29, 30 e 31 maggio 2019

Dove? Ancona

Sede regionale CISL Marche, via dell’industria 17/A

Teatro delle Muse, piazza della Repubblica

Sede CISL, via Ragnini 4


Per iscriverti (anche solo a una parte del corso), compila il modulo online

La ricetta del Club di Roma per reinventare la prosperità

Graeme Maxton e Jorgen Randers, autori del rapporto, ritengono che il sistema economico attuale sia ben lontano dal risolvere le sfide del nostro tempo, dal momento che queste non sono più le priorità del sistema stesso. Oggi, disuguaglianza e disoccupazione non si eliminano con la pura crescita economica. Le tredici politiche possono permettere ridurre la disoccupazione e le disuguaglianze oltre a rallentare il ritmo del cambiamento climatico. Inoltre, le sfide del futuro si moltiplicheranno a causa della robottizzazione del lavoro, l’invecchiamento della popolazione e la disponibilità di minori risorse.
Le raccomandazioni specifiche invitano alla riduzione oraria del lavoro, aumentare la soglia del pensionamento per rendere le persone anziane indipendenti fino al momento desiderato, ridefinere il “lavoro retribuito” considerando le necessità di coloro che si prendono cura di altre persone a casa, aumentare le indennità di disoccupazione, aumentare le tasse delle società per azioni e dei più ricchi per redistribuire i profitti, stabilire paccheti di stimolo economico rivolti al cambiamento climatico, tassare maggiormente l’energia fossile, ridurre le tasse sul lavoro aumentando quelle sull’utilizzo delle risorse naturali, aumentare le tasse di successione per ridurre la disuguaglianza, promuovere la  cresciata delle unioni sindacali, ridurre il commercio dove i danni ambientali sono maggiori, incoraggiare meno nascite e introdurre un salario minimo per coloro che lo necessitano.
Sorgente: La ricetta del Club di Roma per reinventare la prosperità

SOLIDALI CON SOLIDARNOŚĆ

manifesto solidarnoscIn occasione del 25 anniversario delle prime elezioni parzialmente libere in Polonia del 4 giugno 1989
l’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Italia e la Confederazione Italiana Sindacato Lavoratori
organizzano il convegno SOLIDALI CON SOLIDARNOŚĆ
e la presentazione della mostra SOLIDARNOŚĆ NEI DOCUMENTI DELLA FONDAZIONE GIANGIACOMO FELTRINELLI
gioved 27 novembre 2014, alle ore 9.30 presso l’Auditorium via Rieti 13, Roma.
 
25 anni della Polonia libera e dell’Europa libera
 
Il 2014 per la Polonia un anno particolare, un anno ricco di anniversari “tondi”: 25 anni della Polonia libera, 15 anni dell’adesione alla Nato, 10 anni dell’entrata nell’Unione Europea.
Tra tutte le ricorrenze, la più significativa senz’altro il 25 anniversario delle prime elezioni parzialmente libere in Polonia del 4 giugno 1989: una data che simboleggia la caduta del comunismo in Polonia, ma anche il giorno che ha aperto la strada al ritorno della democrazia in tutta Europa.
Dopo anni di attivit del sindacato Solidarność guidato da Lech Wałęsa, di scioperi e di trattative intorno alla Tavola Rotonda, il 4 giugno 1989 si sono svolte le prime elezioni parzialmente libere che hanno spianato la strada alla nascita del primo governo non comunista di Tadeusz Mazowiecki, scomparso l’anno scorso.
In seguito alle riforme effettuate in Polonia nell’autunno del 1989 iniziato il processo di cambiamento in Europa centro-orientale, chiamato in seguito “autunno dei popoli”.
La Polonia e i polacchi hanno aperto un nuovo capitolo nella storia europea. caduta la cortina di ferro. Tutto questo stato possibile anche grazie ai sindacati italiani, le organizzazioni e i singoli cittadini che, dalla nascita di Solidarność e per tutti gli anni Ottanta, hanno svolto un’intensa attivit di sostegno e di aiuto a favore di Solidarność. Vale la pena di sottolineare che nell’aprile del 1989 la delegazione di Solidarność venne per la  prima volta con visita ufficiale in Italia proprio su invito dei sindacati CGIL CISL e UIL. 
 
L’Ambasciata di Polonia insieme alla Confederazione Italiana Sindacato Lavoratori hanno deciso di onorare il  25esimo anniversario delle prime elezioni parzialmente libere in Polonia con il convegno “Solidali con Solidarność”,dedicato alla memoria di Tadeusz Mazowiecki, primo premier polacco non comunista dopo la seconda guerra mondiale.
 
Al termine del convegno verr presentata la mostra “Solidarność nei documenti della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli” che racconta la storia del sindacato, dalla sua fondazione fino alle elezioni del 4 giugno 1989. I documenti raccolti presso la Fondazione Feltrinelli sono una importante testimonianza dell’attivit delle persone e di comitati organizzati in Italia a sostegno di Solidarność in Polonia.
 
L’evento si svolgerà giovedi 27 novembre 2014, alle ore 9.30 presso l’Auditorium via Rieti 13, Roma.
 
Vi preghiamo di voler confermare la Vostra presenza inviando una e-mail a

IstiMaroc – Hamid Chabat (UGTM): "Ce qu'a fait Hamid Chabat à l'Istiqlal, d'autres peuvent le faire"

L’élection de Hamid Chabat à la tête de l’Istiqlal, le 23 septembre, est un événement majeur dont on ne tardera pas à constater les multiples retombées. Pour en prendre toute la mesure, Jeune Afrique a consacré dans son n° 2702 une longue interview à l’ancien ouvrier et dirigeant de l’Union générale des travailleurs du Maroc (UGTM), devenu secrétaire général du plus ancien parti du royaume.
Dans le n° 2702 de Jeune Afrique, en kiosque du 21 au 27 octobre, Hamid Chabat revient sur les conditions de son élection à la tête de l’Istiqlal. Alors qu’Abbas El Fassi, après trois mandats et quatorze années en tant que secrétaire général du parti, avait choisi son propre successeur en la personne de Abdelouahed El Fassi, le fils du fondateur du parti, Chabat a tenté le tout pour le tout, sous l’œil bienveillant mais distant du roi.
En le qualifiant de « militant de proximité », ce dernier avait d’ailleurs reconnu la légitimité prolétarienne et le combat du maire de Fès contre une certaine élite vouée à l’immobilisme et à la simple préservation de ses privilèges. Une dimension qui, selon l’ancien employé de la Société des industries mécaniques et électriques de Fès (Simef), ne doit plus avoir cours dans le nouveau Maroc voulu par Mohammed VI.
Rêve imaginaire
« La réforme des institutions passe par la réforme des partis », affirme Chabat, qui revient en détails sur les conditions de sa candidature et de son élection – expliquant notamment comment il raconté à son entourage un rêve imaginaire dans lequel le fondateur du parti venait le visiter pour lui demander de se porter candidat… Un coup de génie politique qui aurait brisé les dernières résistances à son ascension.
Conclusion de Hamid Chabat : « Tous les partis vont vouloir se doter d’une direction forte pour assumer les responsabilités conférées par la Constitution, et ils pourront y parvenir dès lors qu’ils en auront la volonté. Ce qu’a fait Hamid Chabat à l’Istiqlal, d’autres peuvent le faire. »
Le nouveau secrétaire général de l’Istiqlal évoque aussi les relations entre l’Istiqlal et l’USFP, les conditions de reformation de la Koutla, ses rapports avec le conseiller du roi, Foued Ali El Himma, et avec le Premier ministre, Abdelilah Benkirane.
Lire l’article sur Jeuneafrique.com : Maroc – Hamid Chabat : “Ce qu’a fait Hamid Chabat à l’Istiqlal, d’autres peuvent le faire” | Jeuneafrique.com – le premier site d’information et d’actualité sur l’Afrique

Profughi, tassa di soggiorno e direttive europee: incontro tra Governo e Tavolo Immigrazione

 
Prosegue il confronto fra Governo e Sindacati ed associazioni sui temi dell’immigrazione. Lo scorso 5 giugno si e’ svolto un approfondimento di merito con i Ministeri dell’Integrazione, dell’Interno e del Lavoro, alla presenza del Ministro Andrea R iccardi e della Sottosegretaria al Lavoro Cecilia Guerra.
 
I Segretari Confederali di Cgil Cisl Uil, Vera Lamonica, Liliana Ocmin e Guglielmo Loy hanno posto l’accento sulla necessità di ratificare presto e bene la direttiva europea n. 52 che sanziona lo sfruttamento di lavoratrici e lavoratori immigrati irregolari, prevedendo nel contempo una norma transitoria, in fase di applicazione, volta a consentire l’emersione di questi lavoratori e tale da non penalizzare le aziende e le famiglie.
 
In questo senso, il Governo ha predisposto un decreto legislativo che ha già ricevuto il parere positivo delle commissioni parlamentari, che hanno anch’esse richiesto la necessità di una norma transitoria finalizzata ad una regolarizzazione selettiva.
 
E’ utile ricordare che questo aspetto è di primaria importanza perche in Italia vi è un numero rilevante di lavoratori irregolari, in particolare immigrati, che lavorano in condizioni di particolare sfruttamento. Un provvedimento che faciliti l’emersione dunque consentirebbe, oltre a legalizzare lavoro e tutele, evitare la concorrenza sleale nonché un cospicuo introito fiscale e contributivo a beneficio di tutto il Sistema Paese.
 
Le Organizzazioni sindacali hanno insistito anche sulla necessità di rivedere la soprattassa sul Permesso di Soggiorno che, in questo momento di crisi, penalizza e pesa fortemente sui redditi delle fasce più deboli e delle famiglie immigrate che vivono e lavorano nel nostro Paese.
 
Durante la riunione le Organizzazioni sindacali hanno affrontato anche altre questioni ed avanzato le seguenti specifiche richieste: misure straordinarie per fronteggiare il particolare disagio in cui si trovano le famiglie immigrate residenti nelle zone colpite dal terremoto in Emilia Romagna; una risposta urgente, richiamando una precedente lettera unitaria inviata proprio al Ministro Riccardi ed alla Ministra dell’Interno Severino, sui lunghissimi tempi di attesa, due anni, per le domande di ricongiungimento in alcuni territori; la ratifica della Convenzione OIL n.189/2011 e della Raccomandazione OIL n. 201/2011 sul lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici. Le Organizzazioni sindacali hanno registrato la disponibilità del Governo che ha mostrato attenzione ed interesse per le proposte del sindacato, rimarcando però la necessità di un approfondimento delle tematiche fra i Ministri competenti, in particolare con quello dell’Interno. Sono stati programmati altri incontri, ma occorre fare presto. E’ l’auspicio delle Organizzazioni sindacali che hanno rimarcato la preoccupazione che dette questioni, se non affrontate con tempestività e concretezza, possano determinare o accentuare tensioni a fronte invece di necessario buon senso, responsabilita’ e coesione sociale.

L'organizzazione e il livello di rappresentanza dei sindacati albanesi

Pubblichiamo il rapporto finale di ricerca sui sindacati albanesi in italiano.
La ricerca è stata effettuata nell’ambito del progetto di rafforzamento dei sindacati albanesi di ISCOS Marche.
Rapporto Finale Ricerca ITA 02Jul10
Questo documento è stato prodotto con l’assistenza finanziaria dell’Unione Europea. I contenuti
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