1919-2019: l’Organizzazione Internazionale del Lavoro compie 100 anni

Photo © Crozet / Pouteau

Si è aperta lunedì la 108° Sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro, il più alto organo decisionale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO l’acronimo inglese). Dal 10 al 21 giugno sono attesi a Ginevra circa 5.700 tra rappresentanti di governo (tra cui 45 capi di Stato), datori di lavoro e delegati dei lavoratori dei 187 Stati membri dell’ILO.

Quest’anno sarà anche l’evento conclusivo dell’iniziativa “Il futuro del lavoro”: una riflessione, avviata in occasione del Centenario dell’Organizzazione, sui grandi cambiamenti a cui è sottoposto il mondo del lavoro nella società attuale. Buona parte dei lavori della Conferenza saranno guidati dalle raccomandazioni pubblicate nel report della Commissione mondiale sul futuro del lavoro, Lavorare per un futuro migliore: come affrontare i cambiamenti senza precedenti e le attuali sfide nel mondo del lavoro affinché sia possibile un migliore futuro lavorativo per tutti?
Il documento, pubblicato lo scorso gennaio, esorta governi, delinea “un piano incentrato sulla persona, che si basa sugli investimenti nel potenziale umano, nelle istituzioni del mercato lavoro e nel lavoro dignitoso e sostenibile”

“I governi, i sindacati e i datori di lavoro devono collaborare per rendere più inclusive le economie e i mercati del lavoro. Tale dialogo sociale può contribuire a far funzionare la globalizzazione per tutti.”

– Stefan Löfven, Primo ministro svedese e presidente della Commissione mondiale sul futuro del lavoro

Si discuterà anche di violenza e molestie sul posto di lavoro, in vista dell’adozione di uno strumento internazionale per affrontare questa problematica che incide sulla salute, sicurezza e benessere dei lavoratori.

Il centenario si presenta come un’opportunità per riaffermare i principi e la mission dell’ILO, celebrare i risultati raggiunti, ma anche di impegni in vista del prossimo secolo di lavoro: al termine dei lavori dovrebbe essere sottoscritta una “Dichiarazione del Centenario” che stabilisca una strategia futura.

“C’è un cocktail di questioni che sta portando a una grande incertezza nel mondo del lavoro e che richiede risposte.”

Guy Ryder, direttore dell’ILO

Per approfondire la conoscenza dell’Organizzazione internazionale del lavoro, sono disponibili questo opuscolo in italiano e il sito ILO per il Centenario.

Qualité de l’emploi et sous-emploi. Emplois temporaires et nouvelles formes de travail. La troisième étude du projet SOLID est disponible

Sans être récentes, les formes atypiques d’emploi sont devenues l’une des caractéristiques du marché du travail contemporain. La catégorie de sous-emploi concerne tous ceux qui déclarent avoir travaillé moins de  ce qu’ils voulaient ou pourraient, qui se retrouvent souvent à la recherche d’un deuxième emploi qui leur permettent d’atteindre un niveau salarial aligné sur leurs besoins. Dans le monde, près de 900 millions de travailleurs – un travailleur sur trois – vivent sous le seuil de pauvreté de deux dollars par jour. Mais la pauvreté ne peut être éradiquée s’il n’y a pas de possibilités d’emploi stables avec des salaires suffisants.

La dernière étude réalisée par ISCOS Marche en collaboration avec les membres de l’Union des syndicats arabes (UMT, CDT et UGTM) dans le cadre du programme SOLID est centrée sur la qualité du travail et du  sous-emploi, en mettant l’accent sur les emplois temporaires et les nouvelles formes de travail. L’étude a été menée de manière participative grâce à la présence d’un accord avec les dirigeants syndicaux concernant la méthodologie de travail à suivre et les axes à adopter. Les confédérations syndicales ont également participé aux débats concernant la préparation de l’étude jusqu’à la rédaction, la discussion et l’adoption du texte le 20 avril 2018.

Cette étude est divisée en trois parties:

  1. La qualité de l’emploi et du sous-emploi
  2. Emplois temporaires
  3. Nouvelles formes de travail.

Et il vise essentiellement à:

  • Examiner, partager et analyser le cadre juridique international et national qui régit les problèmes identifiés;
  • Partager avec tous les acteurs du mouvement syndical marocain les concepts fondamentaux liés au thème de la qualité du travail et ceux essentiels pour la défense des causes de la classe ouvrière;
  • Diagnostiquer l’évolution de la situation économique internationale et marocaine et mettre en évidence les effets de la mondialisation des relations de production sur le vécu des travailleurs et sur le rôle que le mouvement syndical national et international est appelé à jouer;
  • Fournir aux dirigeants et aux responsables syndicaux des données, des indicateurs et d’autres éléments d’analyse afin qu’ils puissent les utiliser dans leur action militante quotidienne pour soutenir leurs actions de protection et de défense;
  • Présenter des propositions et des idées alternatives pour développer l’action syndicale en relation avec les thèmes de l’étude;
  • Résumez les conclusions et les recommandations des réunions de suivi tenues avec les dirigeants syndicaux sur les sujets couverts par l’étude.

Comme le texte précédent, l’étude est également disponible en versions française et arabe

Qualité de l’emploi et sous-emploi. Emplois temporaires et nouvelles formes de travail – Français

Qualité de l’emploi et sous-emploi. Emplois temporaires et nouvelles formes de travail – Arabe

SOLiD – South Mediterranean Social Dialogue est un programme pilote triennal (2016-2019) pour la promotion du Dialogue social avec trois pays du sud de la Méditerranée: le Maroc, la Tunisie et la Jordanie.
La promotion des bonnes pratiques grâce à l’identification et au partage d’outils et de modèles novateurs de Dialogue social fait également partie des objectifs du project.
Pour contribuer à sa réalisation, ISCOS Marche a édité la rédaction de 3 publications:
– Guide pour les syndicalistes sur les Accords d’entreprises transnationales
– Guide pour les syndicats et les travailleurs migrants “Migration, travail décent et droits sociaux au Maroc”
– L’étude sur la qualité du travail et le sous-emploi

Qualità del lavoro e del sotto-impiego. Lavori temporanei e nuove forme di lavoro. Disponibile il terzo studio del progetto SOLID

Sebbene non recenti, le forme di occupazione atipiche sono diventate una delle maggiori caratteristiche del mercato del lavoro contemporaneo. La categoria dei sottoccupati riguarda tutti coloro che dichiarano di aver lavorato un monte ore inferiore rispetto a quello che avrebbe voluto o potuto, i quali si ritrovano spesso a cercare un secondo lavoro per raggiungere un livello salariale adeguato alle proprie esigenze. Al mondo quasi 900 milioni di lavoratori – uno su tre lavoratori – vivono al di sotto della soglia di povertà di due dollari al giorno. Ma la povertà non può essere sradicata se non ci sono opportunità di lavoro stabili con salari sufficienti.

L’ultimo studio curato da ISCOS Marche in collaborazione con i sindacati membri dell’Unione sindacale araba (UMT, CDT e UGTM) nell’ambito del programma SOLID è incentrato sulla qualità del lavoro e del sotto-impiego, con un focus sui lavori temporanei e sulle nuove forme di lavoro. Lo studio è stato condotto in modo partecipativo grazie alla presenza di un accordo con i leader e i dirigenti sindacali riguardo la metodologia di lavoro da seguire e gli assi da adottare. Le confederazioni  sindacali hanno anche partecipato ai dibattiti riguardanti le fasi di preparazione dello studio, fino alla stesura, alla discussione e all’adozione del testo il 20 aprile 2018.

Questo studio è diviso in tre parti :

  1. La qualità del lavoro e del sotto-impiego
  2. Lavori temporanei
  3. Nuove forme di lavoro.

E mira essenzialmente a:

  • Rivedere, condividere e analizzare il quadro giuridico internazionale e nazionale che disciplina i temi identificati;
  • Condividere con tutti gli attori del movimento sindacale marocchino i concetti fondamentali relativi al tema della qualità del lavoro e quelli essenziali per la difesa delle cause della classe lavoratrice;
  • Diagnosticare lo stato di avanzamento della realtà economica internazionale e marocchina e rilevare gli effetti della globalizzazione dei rapporti di produzione sull’esperienza dei lavoratori e sul ruolo che il movimento sindacale nazionale e internazionale è chiamato a ricoprire;
  • Fornire ai dirigenti e ai funzionari sindacali dati, indicatori e altri elementi d’analisi in modo che possano farne uso nel loro attivismo quotidiano per sostenere le loro azioni di tutela e difesa;
  • Presentare proposte e idee alternative per sviluppare l’azione sindacale in relazione ai temi dello studio;
  • Riassumere le conclusioni e le raccomandazioni degli incontri di follow-up svolti con dirigenti sindacali sugli argomenti trattati dallo studio.

Come il testo precedente, anche questo è disponibile in una versione in lingua francese e una in lingua araba.

Qualité de l’emploi et sous-emploi. Emplois temporaires et nouvelles formes de travail – Français

Qualité de l’emploi et sous-emploi. Emplois temporaires et nouvelles formes de travail – Arabe

SOLiD – South Mediterranean Social Dialogue è un programma pilota triennale (2016-2019) per la promozione del Dialogo sociale con tre Paesi del Sud del Mediterraneo: Marocco, Tunisia e Giordania.
Fra gli obiettivi rientra anche la promozione di buone pratiche attraverso l’identificazione e la condivisione di strumenti e modelli innovativi di Dialogo sociale.
Per contribuire al suo raggiungimento ISCOS Marche ha curato la stesura di 3 pubblicazioni:
– La Guida per sindacalisti sugli Accordi aziendali transnazionali
– La Guida per sindacati e lavoratori migranti “Migrazione, lavoro dignitoso e diritti sociali in Marocco”
– Lo studio sulla qualità del lavoro e del sotto-impiego

Migration, travail décent et droits sociaux au Maroc. Guide destiné aux syndicats et aux travailleurs migrants

Au Maroc, le phénomène migratoire a tellement augmenté qu’il devient un fait social marquant le changement et la transformation de la société marocaine.

Au cours des deux dernières décennies, l’amplification du phénomène et l’évolution du Maroc vers un pays d’immigration ont multiplié l’intérêt et les interventions des acteurs nationaux (institutionnels, politiques et société civile) et internationaux (ONG, organisations des Nations Unies , etc.), dans le but de soutenir un nouveau cadre législatif, mis en place progressivement, capable d’assurer une gouvernance de la migration qui respecte les normes internationales relatives aux droits des migrants.

Malgré la réalisation de plusieurs recherches visant à mieux comprendre les différentes formes de migration visibles au Maroc et leur impact social, économique et politique, il est difficile d’accéder à des données quantitatives fiables sur la présence de migrants au Maroc et sur leur profil socio-économique. A notre avis, cela est dû, d’une part, à la complexité du phénomène de la “migration irrégulière”, caractérisé par la difficulté d’identifier tous les migrants qui échappent aux contrôles et aux autorités frontalières; et d’autre part, au manque d’accès aux informations détenues par les institutions publiques.

Le document “Migration, travail décent et droits sociaux au Maroc. Guide destiné aux syndicats et aux travailleurs migrants“, élaboré par ISCOS Marche dans le cadre du projet SOLID et disponible en version française et arabe, porte en général sur le contexte de la migration au  Maroc et, en particulier, sur le concept de “travail décent” et sur le rôle des syndicats dans la promotion des droits des travailleurs migrants.

Le concept de travail décent associe le droit d’accès à une main-d’œuvre productive et bien rémunérée, à la sécurité sur le lieu de travail et à la protection sociale des familles, aux meilleures perspectives de développement personnel et d’inclusion sociale, à la liberté d’exprimer leurs demandes et participer aux décisions concernant leur vie, à l’égalité d’opportunité et de traitement pour tous les hommes et toutes les femmes sans distinction de sexe. Le travail décent ainsi que le plein emploi productif sont des facteurs clés pour parvenir à une globalisation juste et pour réduire la pauvreté.

Ce texte se présente également comme un outil de travail pour améliorer la capacité des partenaires sociaux marocains à résoudre efficacement les problèmes, à identifier des solutions et à développer des plans d’action.

Migration, travail décent et droits sociaux. Guide pour les syndicats et les travailleurs migrants – Français

Migration, travail décent et droits sociaux. Guide pour les syndicats et les travailleurs migrants – Arabe

SOLiD – South Mediterranean Social Dialogue est un programme pilote triennal (2016-2019) pour la promotion du Dialogue social avec trois pays du sud de la Méditerranée: le Maroc, la Tunisie et la Jordanie.
La promotion des bonnes pratiques grâce à l’identification et au partage d’outils et de modèles novateurs de Dialogue social fait également partie des objectifs du project.
Pour contribuer à sa réalisation, ISCOS Marche a édité la rédaction de 3 publications:
– Guide pour les syndicalistes sur les Accords d’entreprises transnationales
– Guide pour les syndicats et les travailleurs migrants “Migration, travail décent et droits sociaux au Maroc”
– L’étude sur la qualité du travail et le sous-emploi

Migrazione, lavoro dignitoso e diritti sociali. Guida per sindacati e lavoratori migranti

In Marocco il fenomeno migratorio è in piena espansione tanto da diventare un fatto sociale che segna il cambiamento e la trasformazione della società marocchina.

Negli ultimi due decenni,  l’amplificazione del fenomeno e l’evoluzione del Marocco  verso paese di immigrazione hanno moltiplicato l’interesse e gli interventi degli attori sia nazionali (istituzioni, politici e società civile), sia internazionali (ONG, organizzazioni delle Nazioni Unite, ecc.), con l’obiettivo di sostenere l’attuazione di un nuovo quadro legislativo, attuato gradualmente, che sarà in grado di garantire una governance della migrazione che rispetti le norme internazionali sui diritti dei migranti.

Nonostante la realizzazione di diversi studi e ricerche per comprendere meglio le diverse forme migratorie visibili in Marocco e il loro impatto sociale, economico e politico, è difficile accedere a dati quantitativi attendibili sulla presenza di migranti e sul loro profilo socio-economico. A nostro parere, questo è dovuto, da un lato, alla complessità del fenomeno della cosiddetta “migrazione irregolare”, caratterizzato dalla difficoltà di identificare tutti i migranti che sfuggono ai controlli e alle autorità di frontiera; e dall’altro alla mancanza di accesso alle informazioni in possesso delle istituzioni pubbliche.

Tra questi problemi possiamo notare, oltre alla regolarizzazione dei migranti e la creazione di un quadro giuridico in grado di garantire i diritti fondamentali dei migranti, l’accesso ai servizi di base e l’integrazione socio-professionale.

Il documento “Migrazione, lavoro dignitoso e diritti sociali. Guida per sindacati e lavoratori migranti”, curato da ISCOS Marche all’interno del progetto SOLID  e disponibile in una versione francese e in una araba, si concentra, in generale, sul contesto migratorio in Marocco e, nello specifico, sul concetto di “lavoro dignitoso” e sul ruolo dei sindacati nella promozione dei diritti dei lavoratori migranti.

Il concetto di lavoro dignitoso riunisce al suo interno il diritto all’accesso a un lavoro produttivo e ben retribuito, alla sicurezza sul posto di lavoro e alla protezione sociale per le famiglie, migliori prospettive di sviluppo personale e inclusione sociale, libertà per le persone di esprimere le loro richieste e partecipare alle decisioni che riguardano le loro vite, pari opportunità e uguale trattamento per tutti gli uomini e le donne a prescindere dal loro sesso. Il lavoro dignitoso insieme a un’occupazione piena e produttiva sono fattori chiave per raggiungere una globalizzazione equa e ridurre la povertà.

Anche questo testo si presenta quindi per essere uno strumento di lavoro volto a migliorare la capacità delle parti sociali marocchine di affrontare efficacemente i problemi, individuare soluzioni e sviluppare piani d’azione.

Migration, travail décent et droits sociaux. Guide pour les syndicats et les travailleurs migrants – Français

Migration, travail décent et droits sociaux. Guide pour les syndicats et les travailleurs migrants – Arabe

SOLiD – South Mediterranean Social Dialogue è un programma pilota triennale (2016-2019) per la promozione del Dialogo sociale con tre Paesi del Sud del Mediterraneo: Marocco, Tunisia e Giordania.
Fra gli obiettivi rientra anche la promozione di buone pratiche attraverso l’identificazione e la condivisione di strumenti e modelli innovativi di Dialogo sociale.
Per contribuire al suo raggiungimento ISCOS Marche ha curato la stesura di 3 pubblicazioni:
– La Guida per sindacalisti sugli Accordi aziendali transnazionali
– La Guida per sindacati e lavoratori migranti “Migrazione, lavoro dignitoso e diritti sociali in Marocco”
– Lo studio sulla qualità del lavoro e del sotto-impiego

Lavoro dignitoso per le donne in Etiopia: ecco come è andato il progetto

Il 29 agosto 2018 ad Addis Abeba nella sede del sindacato etiope CETU si è tenuto il seminario conclusivo del progetto per il lavoro dignitoso per le donne.

Insieme al gruppo dirigente etiope e ai rappresentanti delle regioni interessate dalle attività, sono state ripercorse le tappe principali: dalla ricerca sulle condizioni di lavoro, ai corsi di formazione per le donne in azienda, alle assemblee, al sostegno ai comitati femminili.

Sono stati “celebrati” i risultati ottenuti: i miglioramenti sul posto di lavoro, in termini di sicurezza, di tutela della maternità, di orari di lavoro per le donne, di contrasto alle molestie.

In 19 aziende del tessile, del pellame, dei fiori, sono stati costituiti o rafforzati i comitati femminili, che, supportati dai sindacati, hanno iniziato un percorso di contrattazione con i datori di lavoro. I primi risultati fanno ben sperare. Anche se sono stati compiuti piccoli passi, come ottenere il riconoscimento di 3 mesi di maternità, rispetto ai 2 iniziali, è importante aver avviato un percorso di autonomia delle donne, di presa di coscienza delle proprie possibilità e del proprio potere.

La collaborazione con CETU proseguirà: l’Etiopia ha una forza lavoro giovane, tassi di crescita enormi, e bisogna moltiplicare gli sforzi per garantire uno sviluppo equo e dignitoso.

Qui la presentazione utilizzata durante il seminario.

Tutela dei lavoratori migranti: in arrivo ad Ancona una delegazione di sindacalisti dal Marocco per promuovere lo scambio di esperienze tra i due paesi. Previsti un seminario, una conferenza e la proiezione di “My name is Adil”

Dal 20 al 22 giugno 2018 saranno ospiti presso la CISL di Ancona 4 delegati sindacali marocchini: Franck Iyanga – ODT, Lahna El Kachach – UMT, Nizar Nasri – CDT e Lahsen Hansali – UGTM e Mustapha Azaitraoui, esperto in migrazione e lavoro dignitoso.

Negli ultimi anni il Marocco, terra di emigrazione verso l’Italia, sta diventando sempre più meta di immigrazione dagli altri paesi africani. Il paese si trova a fronteggiare le sfide dell’accoglienza e della tutela dei lavoratori.

Il seminario organizzato presso il Salone Armatura (via Ragnini 4, Ancona) giovedì 21 giugno vede il coinvolgimento dei delegati sindacali CISL delle principali categorie (FAI, FIM, FILCA, FEMCA) che dialogheranno coi colleghi del Marocco al fine di favorire una riflessione in materia di protezione e promozione dei diritti dei lavoratori migranti, con una attenzione particolare alle criticità maggiori e alle fasce di lavoratori stranieri più vulnerabili. Sarà inoltre occasione per la delegazione marocchina di visitare gli sportelli CISL dislocati su Ancona ed entrare in contatto con i servizi offerti dal sindacato: lo sportello per l’immigrazione, i corsi di italiano.

La giornata proseguirà con la convocazione alle ore 16.30 del Comitato esecutivo CISL aperto agli invitati, presso il Salone Armatura.
Parteciperanno l’ANOLF Marche, di Ancona e di Macerata, associazioni attive nell’assistenza agli immigrati e contro le discriminazioni; la FAI CISL, che presenterà l’iniziativa “S.O.S. Caporalato”, numero verde contro lo sfruttamento in agricoltura, e rappresentanti della comunità marocchina nelle Marche.

Introdotta dall’autore, Adil Azzab, seguirà alle ore 18.00 la proiezione del film “My name is Adil”. Il lungometraggio, girato tra le campagne marocchine e Milano, presenta la storia vera di un ragazzo fuggito dal Marocco per inseguire il padre emigrato in Italia, un paese che scopre essere diverso da quello immaginato, ma che gli permetto di crescere e formarsi fino alla decisione di tornare in Marocco alla scoperta delle proprie radici.

Queste iniziative rientrano nell’ambito del progetto di Iscos Marche Migra-droit, finanziato dalla Regione Marche, tra i progetti ad iniziativa territoriale di solidarietà internazionale e di cooperazione allo sviluppo.

 

Lavoro dignitoso e migrazione: scambio di esperienze tra Italia e Marocco

Il Marocco sta vivendo la migrazione in due sensi: da un lato l’aspetto noto, storico, dell’emigrazione verso l’Europa (in Italia la comunità marocchina è tra le più numerose); dall’altro accoglie migranti dall’Africa occidentale, francofona.

I sindacati marocchini sono chiamati a dare un contributo per la gestione del fenomeno e tutelare i lavoratori migranti.

Venerdì 20  e sabato 21 Aprile abbiamo organizzato due giorni di confronto tra le realtà sindacali. Hanno partecipato Leonardo Bartolucci, della FIM CISL Marche, Francesco Interlenghi, della FEMCA CISL Marche eJacopo Lasca, della FILCA CISL Marche, e i rappresentanti dei sindacati marocchini UMT e UGTM.

Sono stati presentati e discussi i due studi « Qualité de l’emploi et sous-emploi. Intérim et nouvelles formes de travail» di M. Mohammed Tariq e « Migrations, travail décent et droits sociaux » di  M. Mustapha Azaitraoui.

Questa attività, e gli studi, sono stati resi possibili grazie al contributo dell’Unione europea, attraverso il progetto SOLID e della Regione Marche, attraverso il progetto “Migrazione e lavoro dignitoso”.

E’ possibile scaricare il materiale del seminario a questo collegamento

Inoltre, il sabato, è stato realizzato un incontro con l’Odt, il sindacato dei migranti in Marocco.

Il lavoro per lo sviluppo della società globale

Oggi a Torino Iscos, ANOLF, unioni sindacali regionali CISL di Emilia Romagna, Lombardia, Marche e Piemonte si confrontano sulla centralità del lavoro nello sviluppo della società globale. Si parla di inclusione, diritti, sostenibilità in occasione della giornata mondiale del lavoro dignitoso.
Partecipano i rappresentanti di ANOLF Tunisia, Marocco e Senegal.
È la conclusione del corso attivisti di tre giorni che ha riunito operatori, esperti, rappresentati di imprese, ministeri, associazioni, comunità straniere per capire insieme lo scenario attuale e le possibili strategie per la cooperazione internazionale allo sviluppo e per rispondere alle sfide della migrazione.

La ricetta del Club di Roma per reinventare la prosperità

Graeme Maxton e Jorgen Randers, autori del rapporto, ritengono che il sistema economico attuale sia ben lontano dal risolvere le sfide del nostro tempo, dal momento che queste non sono più le priorità del sistema stesso. Oggi, disuguaglianza e disoccupazione non si eliminano con la pura crescita economica. Le tredici politiche possono permettere ridurre la disoccupazione e le disuguaglianze oltre a rallentare il ritmo del cambiamento climatico. Inoltre, le sfide del futuro si moltiplicheranno a causa della robottizzazione del lavoro, l’invecchiamento della popolazione e la disponibilità di minori risorse.
Le raccomandazioni specifiche invitano alla riduzione oraria del lavoro, aumentare la soglia del pensionamento per rendere le persone anziane indipendenti fino al momento desiderato, ridefinere il “lavoro retribuito” considerando le necessità di coloro che si prendono cura di altre persone a casa, aumentare le indennità di disoccupazione, aumentare le tasse delle società per azioni e dei più ricchi per redistribuire i profitti, stabilire paccheti di stimolo economico rivolti al cambiamento climatico, tassare maggiormente l’energia fossile, ridurre le tasse sul lavoro aumentando quelle sull’utilizzo delle risorse naturali, aumentare le tasse di successione per ridurre la disuguaglianza, promuovere la  cresciata delle unioni sindacali, ridurre il commercio dove i danni ambientali sono maggiori, incoraggiare meno nascite e introdurre un salario minimo per coloro che lo necessitano.
Sorgente: La ricetta del Club di Roma per reinventare la prosperità