GenerAzioni al lavoro, a settembre lo stage giovani della Cisl Marche

Si svolgerà dal 10 al 13 settembre 2019 a Villa Prelato di Fano (PU), con la formula inedita di Summer School residenziale, l’edizione 2019 dello Stage Giovani organizzato dalla Cisl Marche con la collaborazione di Cooperativa Generazioni (uno dei Gesti Concreti nati dal Progetto Policoro), l’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro di Fano ed il Progetto Policoro Marche.

L’esperienza dello stage giovani, nato nei territori della Cisl marchigiana, più di 20 anni fa, come intuizione strategica per arricchire e contaminare la vita associativa attraverso il coinvolgimento delle generazioni più giovani e per incontrare in modo mirato potenziali nuovi sindacalisti. Oggi risulta addirittura una necessità irrinunciabile, visto l’irrompere sulla scena della questione allarmante della disoccupazione giovanile e l’ipotesi non più rinviabile di iniziare a praticare come sindacato l’azione di rappresentanza e l’esperienza associativa con, per e attraverso i giovani.

L’iniziativa è rivolta a giovani tra i 25 e i 35 anni che sono già venuti a contatto con la Cisl o che vengono da esperienze differenziate ma manifestino la disponibilità e la curiosità di conoscere la Cisl.

Qui è possibile visionare il programma e le informazioni logistiche

Per partecipare all’iniziativa è necessario iscriversi compilando e inviando entro il 20 luglio 2019 la Scheda di iscrizione.

I posti sono limitati e le iscrizioni verranno accolte in ordine di arrivo.

Nel mondo, c’è ancora molto da fare per il rispetto dei diritti dei lavoratori

Photo by Norbu Gyachung on Unsplash

Diffusa l’indagine annuale dell’ITUC sulla violazione dei diritti sindacali

Saranno presentati oggi a Ginevra i risultati del Global Right Index stilato dalla Confederazione Internazionale dei Sindacati, una graduatoria dei 145 paesi esaminati sulla base di 97 indicatori che riguardano le violazioni, sia a livello legislativo che nella pratica, dei diritti fondamentali dei lavoratori, in particolare la libertà di associazione, il diritto alla contrattazione collettiva e il diritto di sciopero.

I 10 peggiori paesi per violazioni dei diritti dei lavoratori

Non ne emerge una bella immagine a livello globale:

  • In dieci paesi alcuni sindacalisti sono stati assassinati: Bangladesh, Brasile, Colombia, Guatemala, Honduras, Italia, Pakistan, Filippine, Turchia e Zimbabwe.
  • L’85% dei paesi ha violato il diritto di sciopero.
  • L’80% dei paesi nega la contrattazione collettiva di alcuni o tutti i lavoratori.
  • Il numero di paesi che impediscono ai lavoratori di costituire o di aderire a un sindacato è aumentato da 92 nel 2018 a 107 nel 2019.
  • Nel 72% dei paesi i lavoratori hanno un accesso limitato o nullo alla giustizia.
  • Il numero di paesi in cui i lavoratori sono arrestati e detenuti è aumentato da 59 nel 2018 a 64 nel 2019.
  • Più di 1/3 dei paesi esaminati negano o limitano la libertà di parola e libertà di riunione.
  • Le autorità hanno impedito la registrazione dei sindacati nel 59% dei paesi.
  • I lavoratori hanno subito violenze in 52 paesi.

Qui è possibile scaricare il rapporto completo

Solo insieme possiamo invertire queste tendenze e assicurare che i diritti di tutti i lavoratori siano rispettati, indipendentemente da dove vivono.
Aiutaci a diffondere i risultati di questo rapporto!

1919-2019: l’Organizzazione Internazionale del Lavoro compie 100 anni

Photo © Crozet / Pouteau

Si è aperta lunedì la 108° Sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro, il più alto organo decisionale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO l’acronimo inglese). Dal 10 al 21 giugno sono attesi a Ginevra circa 5.700 tra rappresentanti di governo (tra cui 45 capi di Stato), datori di lavoro e delegati dei lavoratori dei 187 Stati membri dell’ILO.

Quest’anno sarà anche l’evento conclusivo dell’iniziativa “Il futuro del lavoro”: una riflessione, avviata in occasione del Centenario dell’Organizzazione, sui grandi cambiamenti a cui è sottoposto il mondo del lavoro nella società attuale. Buona parte dei lavori della Conferenza saranno guidati dalle raccomandazioni pubblicate nel report della Commissione mondiale sul futuro del lavoro, Lavorare per un futuro migliore: come affrontare i cambiamenti senza precedenti e le attuali sfide nel mondo del lavoro affinché sia possibile un migliore futuro lavorativo per tutti?
Il documento, pubblicato lo scorso gennaio, esorta governi, delinea “un piano incentrato sulla persona, che si basa sugli investimenti nel potenziale umano, nelle istituzioni del mercato lavoro e nel lavoro dignitoso e sostenibile”

“I governi, i sindacati e i datori di lavoro devono collaborare per rendere più inclusive le economie e i mercati del lavoro. Tale dialogo sociale può contribuire a far funzionare la globalizzazione per tutti.”

– Stefan Löfven, Primo ministro svedese e presidente della Commissione mondiale sul futuro del lavoro

Si discuterà anche di violenza e molestie sul posto di lavoro, in vista dell’adozione di uno strumento internazionale per affrontare questa problematica che incide sulla salute, sicurezza e benessere dei lavoratori.

Il centenario si presenta come un’opportunità per riaffermare i principi e la mission dell’ILO, celebrare i risultati raggiunti, ma anche di impegni in vista del prossimo secolo di lavoro: al termine dei lavori dovrebbe essere sottoscritta una “Dichiarazione del Centenario” che stabilisca una strategia futura.

“C’è un cocktail di questioni che sta portando a una grande incertezza nel mondo del lavoro e che richiede risposte.”

Guy Ryder, direttore dell’ILO

Per approfondire la conoscenza dell’Organizzazione internazionale del lavoro, sono disponibili questo opuscolo in italiano e il sito ILO per il Centenario.

“Quel filo teso tra Fiesole e Barbiana. Don Milani e il mondo del lavoro”

Il sindacato, con l’insegnamento e l’impegno politico, era una delle strade che don Milani indicava per praticare l’amore e dare finalità alla vita. Molti allievi del priore di Barbiana hanno seguito questo invito, generazioni di sindacalisti hanno tratto e traggono ispirazione dalle parole e dai gesti del sacerdote fiorentino. Eppure il rapporto, intensissimo, tra don Milani, la sua scuola e il mondo del lavoro non è tra i più conosciuti.

E’ disponibile da alcuni giorni la seconda edizione del libro, a più voci, dal titolo “Quel filo teso tra Fiesole e Barbiana” a cura di Francesco Lauria con la prefazione di Annamaria Furlan e la postfazione di Marco Damilano. Il testo, pensato in ricordo di Michele Gesualdi, racconta di un filo intrecciato tra la collina del Monte Giovi e la scuola di formazione per sindacalisti Cisl che sorge non distante, tra Firenze e Fiesole. La nuova edizione, arricchita con ulteriori saggi e documenti, approfondisce in particolare lo scritto di don Milani L’obbedienza non è più una virtù e l’influenza del priore di Barbiana sui temi della nonviolenza e dell’obiezione di coscienza, sempre in rapporto con il mondo del lavoro.

Sul sito di Edizioni Lavoro è possibile acquistare la propria copia a un prezzo scontato.

Il volume include scritti di: Annamaria Furlan, Francesco Lauria, Giuseppe Gallo, Sandra Gesualdi, Bruno Manghi, Francesco Scrima, Luigi Lama, Piero Meucci, Flavia Milani Comparetti, Agostino Burberi, Francuccio Gesualdi, Paolo Landi, Maresco Ballini, Michele Gesualdi, Lauro Seriacopi, Franco Bentivogli, Emidio Pichelan, Maurizio Locatelli, Marco Damilano, Elio Pagani, don Lorenzo Milani.

Corso attivisti: Iscos, Anolf e Cisl rafforzano l’impegno verso una strategia comune

Si è chiusa il 31 maggio la sesta edizione del Corso di formazione per attivisti promosso da Iscos e Anolf di Emilia Romagna, Lombardia, Marche e Piemonte. Tre giornate di formazione, informazione e confronto per interrogarsi sul ruolo del sindacato e sul lavoro che esso è chiamato a svolgere in un ottica di interdipendenza globale e alla luce dell’attuale internazionalizzazione del mercato del lavoro.

Quest’anno Ancona è stata la città ospite del corso: Iscos e Cisl Marche si sono occupati di fare gli onori di casa curando l’organizzazione.

Il corso rientrava inoltre tra le attività del progetto “Narrazioni positive della cooperazione: cittadini, società civile e decisori politici si attivano sui territori per costruire un nuovo dibattito pubblico sullo sviluppo sostenibile” (AID 011491) finanziato dall’Agenzia Italia per la Cooperazione allo Sviluppo, coordinato da ActionAid con il partenariato tra gli altri di Iscos nazionale e Marche Solidali.

Si sono alternati momenti di dibattito e scambio applicando l’analisi dei sistemi per interrogarsi sui punti di forza e di debolezza che influenzano la dimensione internazionale del sindacato. Per ognuno di essi sono state analizzate cause ed effetti, in un ottica circolare dove ad ogni azione corrisponde un effetto che però a sua volta genererà un feedback capace di innescare nuove azioni.

Dal tema delle migrazioni all’Agenda 2030 passando per l’Educazione alla cittadinanza globale e il commercio internazionale: diversi gli esperti che si sono alternati sul palco della sala Melpomene del Teatro delle Muse offrendo ricchi spunti di riflessione e approfondimento.

Ecco le presentazioni utilizzate dai relatori durante gli interventi:
Alessia Lo Turco “Il ruolo dell’immigrazione nel manifatturiero italiano e marchigiano”
Gemma Arpaia “L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”
Paola Berbeglia “Educazione alla Cittadinanza globale e ascesa dei nazionalismi”
Natalino Barbizzi “L’Educazione alla cittadinanza attiva e globale nelle Marche”
Monica Di Sisto “Stati e commercio internazionale: tra diritti e profitti”

Sul nostro canale Youtube sono inoltre disponibili i primi due video con le presentazioni di Alessia Lo Turco e Giuditta Politi.

Temi rielaborati dai partecipanti al corso con l’intento di esplorare i legami con la realtà sindacale e ragionare sugli interventi che la Cisl e i suoi enti possono avviare per creare un cambiamento sociale sostenibile, sempre con lo sguardo alla dimensione internazionale. Per portare un sistema a una situazione più promettente, è necessario agire sui punti di leva, segmenti del sistema su cui si può agire e con cui interagire per ottenere il cambiamento desiderato. Nei mesi futuri si dovrà pertanto continuare a ragionare su quali parti del sistema, sia interno alla Cisl che esterno, è possibile agire per rispondere alla domande sollevate.

La giornata conclusiva ha visto la consueta tavola rotonda dei segretari generali della Cisl Emilia Romagna, Lombardia, Marche e Piemonte, aperta dagli interventi del presidente di Iscos nazionale, Giuseppe Farina e di Anolf, Mohamed Saady.

Prodotto del corso, presentato quale punto di avvio per il confronto e il dibattito, la mappa sulla dimensione internazionale della Cisl: qui è disponibile una presentazione online.
Punto nodale le azioni che Cisl, Iscos e Anolf devono saper condurre insieme per il raggiungimento di obiettivi comuni.

“Lo sforzo per l’integrazione è una vocazione interna della Cisl, il peso del presente rischia di farci perdere la memoria del passato e il senso del possibile” ha affermato Sauro Rossi, segretario generale della Cisl Marche.

Come riportato nell’articolo curato da Cisl Lombardia, anche il segretario generale della Cisl Lombardia, Ugo Duci ha portato l’attenzione sul tema migratorio: “Se con Anolf ci occupiamo di assistenza, accoglienza e servizio ai migranti, con Iscos realizziamo la condizione di libertà per le persone di restare nel Paese dove nascono. Quello che fanno i nostri Iscos regionali è una goccia nel mare dei bisogni della cooperazione internazionale, ma è una goccia di grande valore di grande concretezza ed evidente efficacia”.

In vista della conferenza organizzativa della Cisl, Giorgio Graziani, segretario organizzativo confederale, ha riconfermato l’interesse della confederazione per l’attività dei suoi enti internazionali: “Con Iscos e Anolf non facciamo un servizio solo rivolto agli altri: alla base c’è una reciprocità meravigliosa. Attraverso i progetti e le attività in Italia e all’estero ci lasciamo contaminare positivamente, impariamo a metterci in discussione e a ripensarci. La Cisl vuole continuare ad essere testimone ed educatrice di una crescita dal basso che sia inclusiva, equosolidale e sostenibile”.

Appuntamento al prossimo anno!

CORSO ATTIVISTI 2019 – IL LAVORO SINDACALE NELLA DIMENSIONE INTERNAZIONALE

Dal 29 al 31 maggio 2019 si terrà il 6° corso attivisti regionali: tre giornate di incontri, dibattiti e proiezioni, promosse da ISCOS – ANOLF – Dipartimento internazionale regionali di Marche, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte.

Il corso ha l’obiettivo di fornire un quadro aggiornato sulle interdipendenze tra la dimensione nazionale, europea e internazionale del sindacato al fine di stimolare una riflessione su tale argomento e per offrire un contributo nel rilancio della strategia complessiva in vista dell’Assemblea organizzativa confederale CISL.

Quest’anno l’appuntamento è ad Ancona, in parte presso le sedi della CISL Marche e in parte presso il teatro delle Muse.

Vuoi saperne di più? SCARICA IL PROGRAMMA 
(provvisorio, alcuni interventi potrebbero subire variazioni)

Il corso è rivolto a:
• operatori e responsabili Anolf, Iscos e del Dipartimento internazionale regionali
• sindacalisti e operatori sindacali/responsabili delle attività internazionali di categorie e delle strutture territoriali
• delegati/RSU
• studenti universitari e giovani
• attivisti del volontariato (lavoratori e pensionati) e di altre organizzazioni della società civile

La partecipazione prevede una quota di 25 €, per coprire le spese di vitto e pernottamento in camera doppia (e l’ingresso alla mostra di Bansky).

In caso di partecipazione parziale (senza pernottamenti o pasti) la quota verrà ridotta.

I costi di trasporto sono a carico dei partecipanti. Chiediamo di conservare comunque i biglietti ferroviari: a fine corso potremmo effettuare dei rimborsi parziali.

Quando? 29, 30 e 31 maggio 2019

Dove? Ancona

Sede regionale CISL Marche, via dell’industria 17/A

Teatro delle Muse, piazza della Repubblica

Sede CISL, via Ragnini 4


Per iscriverti (anche solo a una parte del corso), compila il modulo online

Non solo blockchain: Open Badges e l’uso delle digital credential nella certificazione delle competenze

Inizia con questo articolo un percorso dedicato agli strumenti connessi al riconoscimento delle competenze e all’inserimento lavorativo. Questo percorso fa parte del progetto Nuove Comunità: blockchain per il lavoro

Nel 2011 Mozilla, organizzazione nata con lo scopo di mantenere Internet una “risorsa aperta a accessibile”* e nota per il lancio del browser Firefox, ha avviato il progetto Open Badges con l’intento di sviluppare un nuovo modo di riconoscere l’apprendimento ovunque esso avvenga, all’interno o all’esterno di contesti di istruzione formale, in persona oppure online.

Ad oggi, gli Open Badges sono la più diffusa forma di digital credential, ovvero dichiarazioni digitali emesse da un soggetto accreditato, ad esempio un’istituzione o un’organizzazione, che, al termine di un percorso di formazione, riconosce determinate competenze ad una persona sulla base di propri criteri di valutazione. Come dimostrato dallo studio Blockchain in Education del Joint Research Center della Commissione europea, insieme alla blockchain, le digital credential “rappresentano l’opportunità di trasformare le competenze in una nuova forma di “moneta” come misura del capitale sociale e intellettuale” ** e stanno reinventando le modalità di riconoscimento dell’apprendimento oltre i formali sistemi di certificazione.

Storicamente i badge sono sorti come distintivi, “ovvero un simbolo o icona che identifica abilità, conoscenze, qualificazioni, o banalmente l’affiliazione istituzionale del portatore”, afferma Juliana E. Raffaghelli nel suo saggio “Nuove prospettive tecnologiche a supporto della valutazione per l’apprendimento permanente: il caso degli Open Digital Badge”. L’autrice mostra inoltre come il successo di tale strumento sia stato veicolato dai videogiochi, dove i giocatori sono motivati ad acquisirli per rappresentare il proprio livello di abilità: il forte impatto che la gamification ha avuto negli ultimi anni nei processi formativi ha portato l’uso dei badge anche in ambito aziendale e in contesti di apprendimento per guidare, dimostrare e motivare le attività dell’allievo o del lavoratore. Come afferma il sito openbadges.org “migliaia di organizzazioni in tutto il mondo già emettono Open Badges, dalle organizzazioni non-profit ai principali datori di lavoro fino agli istituti di istruzione a tutti i livelli”. Il sito www.badgetheworld.org cerca di documentare i numerosi progetti che sono in corso in tutto il mondo promuovendo il confronto tra coloro che ne sono coinvolti.

L’estensione dell’utilizzo della blockchain a tutte le nuove forme digitali di apprendimento formali e non formali, permetterà di registrare in modo sicuro e decentralizzato le digital credential acquisite e di realizzare un personal ledger formativo in cui custodire i risultati del Lifelong and Lifewide learning. In ambito aziendale, partendo dalle grandi aziende dotate di una corporate academy interna, la disponibilità di una blockchain delle competenze può finalmente tracciare i risultati della formazione e confrontare e selezionare i profili in modo veloce per programmare percorsi di crescita del personale.**

In sintesi, come funzionano?


Image CC BY-ND Bryan Mathers

Gli Open Badge comunicano competenze e risultati fornendo simboli visivi che contengono dati verificabili e prove di quanto acquisito e che possono essere condivisi sul web. Inoltre, consentono alle persone di portare quanto appreso con sé, ovunque vadano, costruendo un quadro ricco del proprio percorso di apprendimento continuo.

  1. Un’organizzazione definisce un badge includendo i criteri per la sua assegnazione
  2. Il badge viene ottenuto dall’apprendente quale riconoscimento delle proprie capacità o a testimonianza del raggiungimento di un certo obiettivo.
  3. Il badge è immediatamente verificabile
  4. Il badge può essere condiviso on-line

I badge ottenuti possono essere archiviati all’interno di piattaforme digitali come ad esempio il Mozilla Backpack o Bestr (a cui dedicheremo un articolo prossimamente) con la possibilità di  raccoglierli in collezioni, stabilire quali rendere pubbliche ed eventualmente condividere in rete o mostrare sui propri profili o blog (WordPress, Linkedin, etc), oppure essere inseriti in un e-portfolio, un curriculum vitae digitale in grado di mostrare il proprio percorso professionale, tramite link, testi video e altri elementi multimediali.

Strumenti come gli Open Badge consentono di tracciare tutto il percorso formativo di un individuo, valorizzando anche le esperienze informali o acquisite in contesti di apprendimento non formali. Capacità ed esperienze individuali sono così messe in evidenza e certificate offrendo, da un lato, nuovi strumenti per la ricerca e selezione di personale e valore aggiunto a chi è alla ricerca di opportunità di lavoro, dall’altro.

*Principo #2 del ManifestoMozilla

** Con la blockchain le competenze diventano moneta intellettuale di Matteo Bertazzo e Franco Amicucci su Il Sole 24 Ore

Migrant.net, anche l’ISCOS Marche aderisce al progetto FAMI regionale

Anche l’ISCOS Marche ha siglato l’adesione al progetto FAMI Migrant.net che vede capofila la Regione Marche con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione lavorativa dei migranti.

Si punta a potenziare i servizi offerti dai 13 centri per l’Impiego della regione al fine di aumentare la capacità di intercettare i migranti e di coinvolgerli in una gamma differenziata di politiche attive del lavoro, in coerenza con le esigenze, le aspettative e le caratteristiche professionali dei migranti e con i fabbisogni del sistema produttivo locale.

Obiettivi in linea con il progetto “Nuove comunità: blockchain per il lavoro”, di cui l’ISCOS è promotore, le cui attività andranno quindi ad inserirsi e supportare quelle del piano di lavoro regionale in una premiante ottica di lavoro di rete e condivisione.

Sul sito della Regione Marche è possibile approfondire i dettagli del progetto Migrant.net.

Qualité de l’emploi et sous-emploi. Emplois temporaires et nouvelles formes de travail. La troisième étude du projet SOLID est disponible

Sans être récentes, les formes atypiques d’emploi sont devenues l’une des caractéristiques du marché du travail contemporain. La catégorie de sous-emploi concerne tous ceux qui déclarent avoir travaillé moins de  ce qu’ils voulaient ou pourraient, qui se retrouvent souvent à la recherche d’un deuxième emploi qui leur permettent d’atteindre un niveau salarial aligné sur leurs besoins. Dans le monde, près de 900 millions de travailleurs – un travailleur sur trois – vivent sous le seuil de pauvreté de deux dollars par jour. Mais la pauvreté ne peut être éradiquée s’il n’y a pas de possibilités d’emploi stables avec des salaires suffisants.

La dernière étude réalisée par ISCOS Marche en collaboration avec les membres de l’Union des syndicats arabes (UMT, CDT et UGTM) dans le cadre du programme SOLID est centrée sur la qualité du travail et du  sous-emploi, en mettant l’accent sur les emplois temporaires et les nouvelles formes de travail. L’étude a été menée de manière participative grâce à la présence d’un accord avec les dirigeants syndicaux concernant la méthodologie de travail à suivre et les axes à adopter. Les confédérations syndicales ont également participé aux débats concernant la préparation de l’étude jusqu’à la rédaction, la discussion et l’adoption du texte le 20 avril 2018.

Cette étude est divisée en trois parties:

  1. La qualité de l’emploi et du sous-emploi
  2. Emplois temporaires
  3. Nouvelles formes de travail.

Et il vise essentiellement à:

  • Examiner, partager et analyser le cadre juridique international et national qui régit les problèmes identifiés;
  • Partager avec tous les acteurs du mouvement syndical marocain les concepts fondamentaux liés au thème de la qualité du travail et ceux essentiels pour la défense des causes de la classe ouvrière;
  • Diagnostiquer l’évolution de la situation économique internationale et marocaine et mettre en évidence les effets de la mondialisation des relations de production sur le vécu des travailleurs et sur le rôle que le mouvement syndical national et international est appelé à jouer;
  • Fournir aux dirigeants et aux responsables syndicaux des données, des indicateurs et d’autres éléments d’analyse afin qu’ils puissent les utiliser dans leur action militante quotidienne pour soutenir leurs actions de protection et de défense;
  • Présenter des propositions et des idées alternatives pour développer l’action syndicale en relation avec les thèmes de l’étude;
  • Résumez les conclusions et les recommandations des réunions de suivi tenues avec les dirigeants syndicaux sur les sujets couverts par l’étude.

Comme le texte précédent, l’étude est également disponible en versions française et arabe

Qualité de l’emploi et sous-emploi. Emplois temporaires et nouvelles formes de travail – Français

Qualité de l’emploi et sous-emploi. Emplois temporaires et nouvelles formes de travail – Arabe

SOLiD – South Mediterranean Social Dialogue est un programme pilote triennal (2016-2019) pour la promotion du Dialogue social avec trois pays du sud de la Méditerranée: le Maroc, la Tunisie et la Jordanie.
La promotion des bonnes pratiques grâce à l’identification et au partage d’outils et de modèles novateurs de Dialogue social fait également partie des objectifs du project.
Pour contribuer à sa réalisation, ISCOS Marche a édité la rédaction de 3 publications:
– Guide pour les syndicalistes sur les Accords d’entreprises transnationales
– Guide pour les syndicats et les travailleurs migrants “Migration, travail décent et droits sociaux au Maroc”
– L’étude sur la qualité du travail et le sous-emploi

Qualità del lavoro e del sotto-impiego. Lavori temporanei e nuove forme di lavoro. Disponibile il terzo studio del progetto SOLID

Sebbene non recenti, le forme di occupazione atipiche sono diventate una delle maggiori caratteristiche del mercato del lavoro contemporaneo. La categoria dei sottoccupati riguarda tutti coloro che dichiarano di aver lavorato un monte ore inferiore rispetto a quello che avrebbe voluto o potuto, i quali si ritrovano spesso a cercare un secondo lavoro per raggiungere un livello salariale adeguato alle proprie esigenze. Al mondo quasi 900 milioni di lavoratori – uno su tre lavoratori – vivono al di sotto della soglia di povertà di due dollari al giorno. Ma la povertà non può essere sradicata se non ci sono opportunità di lavoro stabili con salari sufficienti.

L’ultimo studio curato da ISCOS Marche in collaborazione con i sindacati membri dell’Unione sindacale araba (UMT, CDT e UGTM) nell’ambito del programma SOLID è incentrato sulla qualità del lavoro e del sotto-impiego, con un focus sui lavori temporanei e sulle nuove forme di lavoro. Lo studio è stato condotto in modo partecipativo grazie alla presenza di un accordo con i leader e i dirigenti sindacali riguardo la metodologia di lavoro da seguire e gli assi da adottare. Le confederazioni  sindacali hanno anche partecipato ai dibattiti riguardanti le fasi di preparazione dello studio, fino alla stesura, alla discussione e all’adozione del testo il 20 aprile 2018.

Questo studio è diviso in tre parti :

  1. La qualità del lavoro e del sotto-impiego
  2. Lavori temporanei
  3. Nuove forme di lavoro.

E mira essenzialmente a:

  • Rivedere, condividere e analizzare il quadro giuridico internazionale e nazionale che disciplina i temi identificati;
  • Condividere con tutti gli attori del movimento sindacale marocchino i concetti fondamentali relativi al tema della qualità del lavoro e quelli essenziali per la difesa delle cause della classe lavoratrice;
  • Diagnosticare lo stato di avanzamento della realtà economica internazionale e marocchina e rilevare gli effetti della globalizzazione dei rapporti di produzione sull’esperienza dei lavoratori e sul ruolo che il movimento sindacale nazionale e internazionale è chiamato a ricoprire;
  • Fornire ai dirigenti e ai funzionari sindacali dati, indicatori e altri elementi d’analisi in modo che possano farne uso nel loro attivismo quotidiano per sostenere le loro azioni di tutela e difesa;
  • Presentare proposte e idee alternative per sviluppare l’azione sindacale in relazione ai temi dello studio;
  • Riassumere le conclusioni e le raccomandazioni degli incontri di follow-up svolti con dirigenti sindacali sugli argomenti trattati dallo studio.

Come il testo precedente, anche questo è disponibile in una versione in lingua francese e una in lingua araba.

Qualité de l’emploi et sous-emploi. Emplois temporaires et nouvelles formes de travail – Français

Qualité de l’emploi et sous-emploi. Emplois temporaires et nouvelles formes de travail – Arabe

SOLiD – South Mediterranean Social Dialogue è un programma pilota triennale (2016-2019) per la promozione del Dialogo sociale con tre Paesi del Sud del Mediterraneo: Marocco, Tunisia e Giordania.
Fra gli obiettivi rientra anche la promozione di buone pratiche attraverso l’identificazione e la condivisione di strumenti e modelli innovativi di Dialogo sociale.
Per contribuire al suo raggiungimento ISCOS Marche ha curato la stesura di 3 pubblicazioni:
– La Guida per sindacalisti sugli Accordi aziendali transnazionali
– La Guida per sindacati e lavoratori migranti “Migrazione, lavoro dignitoso e diritti sociali in Marocco”
– Lo studio sulla qualità del lavoro e del sotto-impiego