Lavoratori albanesi in Italia, quale previdenza?

Tra Italia e Albania non vi è alcuna convenzione bilaterale in materia di previdenza. Eppure la comunità albanese in Italia è sempre più radicata e contribuisce notevolmente al sistema-paese. Un’analisiDi previdenza dei lavoratori albanesi in Italia si è discusso a Roma l’8 ottobre scorso, in un incontro promosso dall’associazione “Besa”. Albania News ha pubblicato la relazione di Shqiponja Dosti, economista, esperta in migrazione e sviluppo. Ne presentiamo qui una sintesi:
Lavoratori albanesi in Italia, quale previdenza?.

Noi, gli italiani d’Albania

«Sa qual è stata la prima parola di mio figlio? “Babi”, vuol dire papà in albanese. Forse è un segno, ma come faccio a tornare in Italia se il bimbo è nato e cresciuto qui?». Luca Falanga è seduto in un bar di Rruga e Durresit, un vialone che parte dal cuore di Tirana, mentre tutt’intorno è un fiorire di cliniche dentarie italiane, agenzie turistiche che sponsorizzano una settimana di vacanza a Roma, Firenze e Venezia. Ha trentadue anni, è un perito informatico e commerciale di Galbiate, in provincia di Lecco, e nella capitale albanese lavora in un call center gestito da albanesi ma al servizio di aziende italiane.
Inizia così un interessante dossier pubblicato dal corriere.it.
Leggi tutto qui:
Noi, gli italiani d’Albania | Corriere.it.

Immigrazione: serve un approccio europeo coraggioso e inclusivo

Nella Plenaria del 10/11 settembre é stato dibattuto il Parere sulle politiche europee sulle Migrazioni (Relatore generale: Giuseppe Iuliano), richiesto al CESE dalla Presidenza italiana del semestre del Consiglio europeo.
Di seguito il Comunicato Stampa del Comitato Economico e Sociale Europeo.
IMMIGRAZIONE: SERVE UN APPROCCIO EUROPEO CORAGGIOSO E INCLUSIVO
Di fronte alle centinaia di migliaia di rifugiati che ogni anno attraversano il Mediterraneo, Stati membri come l’Italia, Malta e la Grecia stanno raggiungendo i limiti della loro capacità. Il compito di garantire la sicurezza dei confini e accogliere i richiedenti asilo non può essere lasciato a pochi Stati membri, ma~deve essere affrontato a livello europeo. Bisogna inoltre aggiornare la politica dell’immigrazione, non da ultimo per garantire un’adeguata disponibilità di manodopera di fronte a un mercato del lavoro che invecchia. Su richiesta della presidenza italiana, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha elaborato un parere sulle politiche europee dell’immigrazione che è stato adottato con largo consenso (161 voti favorevoli, 6 voti contrari e 6 astensioni) alla sessione plenaria del CESE il 10 settembre scorso.
Politica di asilo: ancora troppo spazio per le “filosofie” nazionali
Il CESE giudica favorevolmente il sistema europeo comune di asilo (CEAS), ma esorta la Commissione ad essere più ambiziosa nel promuovere l’armonizzazione delle politiche nazionali, in modo da eliminare finalmente l’ampio margine di discrezionalità lasciato attualmente agli Stati membri. “È giunto il momento di lasciarsi alle spalle le soluzioni esitanti”, ha affermato Giuseppe Iuliano, membro italiano del CESE alla sessione plenaria, “il CESE invita ad adottare un sistema inclusivo nell’UE, che garantisca una proporzionata condivisione degli oneri tra gli Stati membri sostituendo la Convenzione di Dublino. Inoltre, bisognerebbe potenziare il ruolo dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (UESA), con sede a Malta, nella valutazione, nell’analisi e a livello consultivo, e metterlo in condizione di fornire agli Stati membri un’assistenza tecnica e operativa permanente.
Frontiere comuni, responsabilità comune
Sebbene i 28 Stati membri dell’UE condividano una comune frontiera, il compito di garantire la sicurezza di tale frontiera è lasciato a pochi Stati membri. Nella fase di grandi rivolgimenti che attraversa attualmente il Mediterraneo, l’onere che grava sui paesi mediterranei sta diventando insopportabile. “Innanzitutto, abbiamo bisogno di un approccio globale, come proposto nel documento del CESE”, ha affermato Domenico Manzione, sottosegretario di Stato al ministero italiano degli Interni, “sulla base di un tale approccio possiamo poi sviluppare molte soluzioni intelligenti.” Il programma italiano Mare nostrum ha già salvato 120.000 naufraghi. Purtroppo però, altre 1.900 persone hanno perso la vita in mare. Il CESE invita perciò a rafforzare il ruolo dell’Agenzia per il controllo delle frontiere esterne (FRONTEX) sia in termini di poteri che di capacità. FRONTEX deve diventare un vero e proprio organismo di controllo delle frontiere a sostegno degli Stati membri dell’UE.
L’immigrazione è necessaria perché il mercato del lavoro europeo invecchia
“L’attuale quadro giuridico è frammentario, poco trasparente e dispersivo,” ha affermato Iuliano, esortando ad adottare un codice comune europeo in materia di immigrazione e un manuale di orientamenti europei comuni. “È essenziale affrontare le barriere e la discriminazione presenti sul mercato del lavoro in modo che sia più facile attirare lavoratori da paesi terzi.” Iuliano ha raccomandato la creazione di una piattaforma europea permanente sulle migrazioni per motivi di lavoro, e ha offerto la disponibilità del CESE a studiare le soluzioni migliori per la creazione di un tale organismo. Il CESE incoraggia inoltre ad adottare un approccio globale in materia di migrazione e mobilità (GAMM) e a concludere partenariati equilibrati e giuridicamente vincolanti.
In allegato il testo del Parere in italiano presentato alla Plenaria. N.B. : il testo finale, integrato da alcuni emendamenti presentati da un esponente maltese del Gruppo 1 (Imprenditori), sarà diffuso non appena completata la trascrizione e la traduzione.
EESC-2014-04791-00-01-PAC-TRA-IT
[gview file=”http://iscosmarche.org/files/2014/09/EESC-2014-04791-00-01-PAC-TRA-IT.doc”]

I dati sull'immigrazione nel mondo – report OCSE

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (in italiano OCSE) ha pubblicato a maggio un documento in cui si analizzano dimensioni, dinamiche e principali caratteristiche dei flussi migratori verso i 34 paesi che fanno parte dell’organizzazione, al 2012: «È necessario fornire delle prove per garantire un dibattito pubblico informato, costruttivo ed equilibrato», scrive l’OCSE nella premessa.

I flussi migratori sono in aumento?
I flussi migratori sono in aumento da decenni, soprattutto a partire dal 1960, anche se questa tendenza (proseguita anche nel primo decennio del nuovo secolo) è caratterizzata da forti fluttuazioni, spesso dovute a questioni economiche o geopolitiche. Dopo un forte aumento alla fine del millennio e un picco nel 2007, c’è stato un netto calo nel 2008 e nel 2009 in coincidenza con la crisi finanziaria globale, che è proseguito negli anni successivi.

Le conclusioni principali del documento, in breve
– I flussi migratori verso i paesi dell’OCSE sono rimasti costanti tra il 2011 e il 2012 a circa 4 milioni. Dal 2007 al 2012 sono però diminuiti del 14%.
– Tra il 2011 e il 2012 i flussi migratori verso l’Italia sono diminuiti del 19%, quelli verso la Spagna sono diminuiti del 22% – e le stesse quote sono dimezzate rispetto al 2007 – e quelli verso il Regno Unito sono diminuiti dell’11% e hanno raggiunto il livello più basso dal 2003.
– I flussi migratori verso la Germania sono aumentati di un terzo tra 2011 e 2012. La Germania ora è il secondo paese dell’OCSE con il più alto flusso di immigrazione, dopo gli Stati Uniti.
– La migrazione verso l’Unione Europea da paesi esterni all’Unione è calata del 12%, seguendo il trend di diminuzione iniziato nel 2008.
– I flussi migratori verso gli Stati Uniti, che sono il primo paese dell’OCSE per numero di immigrati, sono diminuiti del 3%.

Dietro la tendenza ad un aumento sul lungo periodo si trova inoltre una notevole diversità, sia per quanto riguarda i flussi verso i singoli paesi sia per quanto riguarda le diverse categorie di immigrazione: quelle legate alla manodopera, al ricongiungimento familiare e quella per motivi umanitari. «L’eterogeneità nelle tendenze migratorie non è mai stata così marcata come oggi», scrive l’OCSE. Nel complesso, nel corso del 2012, i flussi verso i paesi OCSE si sono mantenuti stabili rispetto all’anno precedente (4 milioni circa), risultando un terzo in più rispetto al 2000 ma inferiori del 14 per cento se rapportati ai dati del 2007.

Da quali paesi?
Messico, Cina, Regno Unito e India sono i maggiori paesi di origine di flussi migratori verso paesi dell’OCSE. Il Messico ha 11 milioni di emigranti, seguito dalla Cina (3,8 milioni), dal Regno Unito (3,5 milioni) e dall’India (3,4 milioni). L’alto numero di emigranti dal Regno Unito ha a che fare anche con gli intensi rapporti con i paesi del Commonwealth e col ritorno ai propri paesi originari di cittadini britannici provenienti da quei paesi.

Verso quali paesi?
Il dato più rilevante è che la Germania, dopo gli Stati Uniti, è diventato il secondo paese per gli immigrati permanenti, superando il Regno Unito e il Canada: nel 2009 la Germania era all’ottavo posto. Gli “immigrati permanenti” sono coloro che si stabiliscono in un paese straniero dove hanno acquisito il diritto di soggiorno permanente. La quota maggiore di immigrati che si trasferisce in Germania (classificata come “altamente qualificata”) è passata dal 30 per cento del 2007 al 34 per cento del 2012. Nello stesso periodo è aumentato anche il tasso di occupazione tra gli immigrati passando dal 66 al 69 per cento. Nel 2012, rispetto al 2011, i flussi migratori verso la Germania sono aumentati di oltre un terzo: la crisi economica dell’Europa del sud ha alimentato gli spostamenti.

Flussi migratori verso la Germania tra il 2010 e il 2013
Schermata 2014-05-22 a 11.56.09

Al primo posto come destinazione restano gli Stati Uniti nonostante un calo del 3 per cento nell’ultimo anno. Un aumento c’è stato invece in Australia (+ 12 per cento) e in Canada (+ 7 per cento). I Paesi europei dove si sono maggiormente concentrati gli arrivi, determinando un aumento, sono Svezia, Francia e Finlandia dove sono stati raggiunti i massimi storici (anche se i numeri in questione restano relativamente bassi). Al contrario, i flussi (sempre nel 2012) sono diminuiti sia in Spagna (-22 per cento) che in Italia (-19 per cento). In entrambi questi due paesi, i livelli erano più di due volte superiori nel 2007. In una tendenza costante che si è registrata a partire dal 2008, gli afflussi nell’Unione europea da paesi extra-UE sono diminuiti del 12 per cento.

La composizione dei flussi migratori
La composizione dei flussi migratori è variata molto negli ultimi anni: la migrazione familiare è rimasta più o meno la stessa, mentre la migrazione della manodopera è calata all’interno dei paesi OCSE del 10 per cento. Questo dato viene definito “sorprendente” dall’OCSE ma riflette principalmente la diminuzione in soli due paesi europei, Italia e Spagna, e non deve essere letta come tendenza generale. Altrove, la migrazione della manodopera è infatti prevalentemente stabile. La migrazione per lavoro in Italia è tornata al livello precedente al 2007, appena al di sotto di 60 mila, con un calo di oltre il 40 per cento rispetto al 2011. La migrazione tra paesi dell’Unione europea è cresciuta del 12 per cento ma anche questo dato è determinato dall’aumento che si è verificato non in modo omogeneo ma solo in pochi paesi di destinazione, in particolare la Germania.

Nel dato generale dei flussi, la migrazione familiare continua ad essere la principale motivazione dei flussi internazionali. Negli ultimi anni sono gli Stati Uniti ad aver ricevuto più della metà della migrazione familiare (nel 2012 680 mila persone hanno ricevuto lo status di cittadini americani o residenti permanenti). Un aumento del flusso appartenente a questa categoria si è verificato in Svezia (+26 per cento), in Svizzera (+16 per cento), in Canada (+ 15 per cento), in Australia e in Francia (entrambe +7 per cento). Una diminuzione, invece, c’è stata in Spagna, Belgio e Portogallo.

I dati sull’immigrazione nel mondo – Il Post.

Sciabica – la rete che cattura le storie

Sciabica è una parola di origine araba e significa rete da pesca.
Per Fabrica, Sciabica è la rete gettata a raccogliere ora, dopo il clamore mediatico, le storie di chi rimane.
I tempi di queste storie sono lenti, non combaciano con quelli serrati della cronaca.
Sono i tempi di chi continua a vivere qui, ora che i riflettori sono spenti, e cerca di mettere ordine: in mare, per strada, nel proprio animo.

sciabica

Collegati per seguire tutte le storie
Sciabica è un’iniziativa di Fabrica, sostenuta da UNRIC.

Immigrati, la loro "dote" ammonta a 1,5 miliardi di euro

Gli immigrati costano troppo all’Italia? Falso.
Soppesando costi e benefici, i “nuovi italiani” portano in dote alle casse dello Stato un bel gruzzolo: un miliardo e mezzo di euro l’anno, per la precisione.
È quanto emerge dal Dossier statistico 2013: un testo fondamentale per chiunque si occupi d’immigrazione in Italia. Centinaia di pagine e tabelle, a cura del Centro Studi e Ricerche Idos, in collaborazione con l’Unar.
Due le notizie principali: aumenta la presenza straniera nel nostro Paese (seppure con un calo dei flussi per colpa della crisi) e si consolida la tendenza all’insediamento stabile dei migranti.
Quanto al quadro normativo, il ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge, nell’introduzione al Dossier scrive: “Le principali norme che attualmente regolano immigrazione e cittadinanza hanno oltre 20 anni, un lasso di tempo troppo lungo per una realtà che ha subito profondi mutamenti”.
viaImmigrati, la loro “dote” ammonta a 1,5 miliardi di euro – Repubblica.it.

Immigrazione = criminalità ?

Quanti più immigrati ospita un Paese, tanto più è esposto alla criminalità. Un’idea, questa, che negli ultimi anni è stata ripetuta come un ritornello, e ampiamente strumentalizzata da certa politica, fino a diventare un dogma del nostro modo di pensare. A dimostrare che si tratta di un luogo comune e di una mistificazione è ora il rapporto “Politica migratoria, immigrazione illegale e criminalità” della Fondazione Benedetti, curato da Paolo Pinotti dell’Università Bocconi insieme ad altri economisti della Banca d’Italia e di altre università.

Prendendo le mosse da uno studio del Viminale del 2007, da cui emergeva che gli stranieri rappresentano meno del 10 per cento della popolazione, ma più di un terzo dei detenuti – si legge nel rapporto – sono state incentivate e attuate politiche tese a limitare i permessi di soggiorno. In questo modo, in realtà, non si è fatto altro che aumentare la soglia di rischio. Perché? Il rapporto documenta come l’immigrato regolare sia coinvolto in attività criminali nella stessa misura del resto della popolazione. A commettere più reati è, in vece, il clandestino, ovvero l’immigrato irregolare, quello che – in molti casi – ha chiesto il permesso di soggiorno senza ottenerlo. Precisamente, gli irregolari rappresentano l’80 per cento degli immigrati coinvolti in atttività criminali.
Paradossalmente, osserva il rapporto, le politiche restrittive dell’immigrazione hanno l’effetto di alzare la soglia della propensione alla criminalità. A riprova di questa tesi, sta ad esempio il fatto che nel periodo successivo a sanatorie o al “click day” del 2007 – con un cospicuo numero di immigrati che guadagnarono il permesso di soggiorno – il tasso di criminalità è diminuito.
Soffiare sul fuoco di una politica ostile verso l’immigrazione serve dunque ad assecondare le fobie della gente, ma non a rendere più sicure le nostre città.
viaImmigrazione e criminalità – Famiglia Cristiana.

Dati Ismu sull'immigrazione, per la prima volta in Italia più emigrati che immigrati. Colpa della crisi economica

È accaduto in Portogallo, poi in Spagna, ora accade anche in Italia. Tre paesi coinvolti duramente dalla crisi economica che fino al 2010 comunque attraevano migranti in cerca di lavoro. Oggi, invece, la situazione si è ribaltata perché nel 2011 la nostra penisola da Paese di immigrazione è tornata ad essere Paese di emigrazione. Le cifre sono chiare: lo scorso anno sono arrivati appena 27mila stranieri mentre hanno fatto le valigie per l’estero 50mila italiani. Uno scenario impensabile anche solo in tempi recentissimi: dal 2002 al 2009 ha varcato la frontiera italiana una quota oscillante tra i 350mila e i 500mila migranti l’anno.

I dati sono raccolti nel XVIII rapporto Ismu sulle immigrazioni 2012 presentato questa mattina a Milano e curato da Gian Carlo Blangiardo, docente di Demografia alla università Milano-Bicocca, secondo il quale occorre sottolineare anche l’alto numero di migranti che hanno deciso di lasciare il nostro Paese: «Ufficialmente sono 33mila, ma questo è un dato scorretto. Pare invece molto realistico il censimento effettuato dall’Istat lo scorso anno, che ha individuato 800mila stranieri iscritti all’anagrafe ma non presenti sul territorio», dice all’Huffington Post.
Molto probabilmente si tratta di migranti che “alla chetichella”, senza avvisare nessuno, hanno deciso che ormai il nostro Paese non aveva molto da offrire.
viaDati Ismu sull’immigrazione, per la prima volta in Italia più emigrati che immigrati. Colpa della crisi economica.

Immigrazione: le novità editoriali

Gli invisibili. La condizione degli immigrati nella società

Prezzo Sconto 15%     € 17,00 (Prezzo di copertina € 20,00 Risparmio € 3,00)
Dati    2012, 232 p., brossura
Curatore    Baraldi C.
Editore    Bonanno  (collana Pianeta futuro)
Questo volume è il prodotto di una ricerca interdisciplinare sui processi migratori. Nei saggi che contiene, diversi approcci, che fanno riferimento all’antropologia culturale, all’economia politica, alla filosofia, alla linguistica, alla sociologia e alla storia contemporanea, propongono fondamenti teorici e risultati empirici che consentono di riflettere sul significato dell’invisibilità degli immigrati e sulle forme in cui la loro partecipazione sociale diventa (o può diventare) visibile. In questi saggi, vengono presentati alcuni tra gli ambiti di ricerca più importanti nell’analisi dell’inclusione sociale degli immigrati.
 
Acquista il libro su IBS
 

L’ immigrazione in Campania. Dinamiche culturali e prospettive d’integrazione

Autore    Lanna Michele
Prezzo    € 20,00   Spedizioni gratuite in Italia
Dati    2012, brossura
Editore    Edizionilabrys  (collana Koinè migrazioni e culture)
Questo saggio, a partire dal “viaggio” attraverso le comunità immigrate della Campania, che l’autore ha realizzato nel 2006, fornisce un approfondimento teorico sui concetti di cultura, identità, etnia, conflitto culturale e sulle dinamiche in gioco nell’incontro tra culture. Particolare attenzione è riservata alle seconde generazioni e agli aspetti socio giuridici delle politiche migratorie nel nostro paese, nonché alle impostazioni teoriche e ai vari approcci all’immigrazione, che si traducono in differenti visioni del mondo. Il saggio cerca di verificare, infine, il ruolo che i mass-media giocano nell’incontro e, più spesso, nello scontro tra culture: “capire in che modo i media trattano le notizie sull’immigrazione aiuta, infatti, a comprendere meglio l’idea che la nostra società ha degli immigrati. L’immigrato dei giornali e della televisione viene, infatti, considerato quasi esclusivamente nel contesto di episodi che si collocano nelle cronache criminali, spesso prive di qualsiasi approfondimento e/o commento critico sulle cause che vedono come protagonisti, nel bene e nel male, cittadini extracomunitari”.
Acquista il libro su IBS
 

Migranti, identità culturale e immaginario mediatico

Prezzo Sconto 10%     € 10,80 (Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 1,20)
Dati    2012, 188 p., ill., brossura
Curatore    Di Giovanni E.
Editore    Aracne  (collana Sviluppo persona esercizio diritti umani)
Il volume raccoglie i contributi scientifici della quinta edizione della Summer School “Migranti, Diritti Umani e Democrazia”, promossa dall’Università degli Studi di Palermo, focalizzando l’attenzione sulle tensioni del Nord Africa, con la vicenda libica in primo piano, e sulle rappresentazioni sociali degli stranieri nei mass media, quale scenario al negativo dei mondi migranti. Il testo contribuisce a disvelare meccanismi mentali e simbolici, mettendo in luce le dinamiche politico-mediatiche che fanno da sfondo alla costruzione dei processi comunicativi e delle retoriche pubbliche e cerca di mostrare come le immagini dell'”invasione di massa” degli stranieri e l’informazione emergenziale abbiano finito con l’alimentare ulteriori pregiudizi negli autoctoni.
Acquista il libro su IBS
 

Immigrazione e criminalità

Autore    Ferraris Valeria
Prezzo Sconto 15%     € 9,35 (Prezzo di copertina € 11,00 Risparmio € 1,65)
Dati    2012, 112 p., brossura
Editore    Carocci  (collana Le bussole)
Che rapporto c’è tra immigrazione e criminalità? Esiste una criminalità degli stranieri? Ed è una “emergenza”, come frequentemente siamo portati a credere? Cosa ci dicono i dati statistici? Perché gli stranieri commettono reati? Che ruolo ha la normativa in materia di immigrazione in tutto ciò? Quali sono le specificità delle politiche di contrasto della criminalità degli stranieri? Il libro fa chiarezza sugli aspetti salienti del binomio immigrazione-criminalità e fornisce una bussola per orientarsi in un tema difficile e di grande complessità.
 
Acquista il libro su IBS
 

Cercando il benessere nelle migrazioni. L’esperienza delle assistenti familiari straniere in Trentino

Autore    Ambrosini Maurizio; Boccagni Paolo
Prezzo    € 17,00
Dati    2012, 144 p.
Editore    Franco Angeli  (collana Politiche migratorie)
Disponibile anche in ebook a € 14,00
Il lavoro di assistenza familiare delle lavoratrici straniere è fenomeno ormai ben noto e dibattuto. Riguarda in particolare le donne di età matura, provenienti dall’Europa dell’Est, diventate negli ultimi anni il perno dell’assistenza agli anziani presso molte famiglie italiane. Che cosa vuol dire “vivere bene”, e che possibilità ci sono di farlo, nelle loro traiettorie di vita? Quali visioni di benessere ne orientano le storie di migrazione, e in che modo esse evolvono allo scorrere del tempo e al variare dell’esperienza migratoria? In che rapporto si pongono queste aspettative di benessere, per sé e per gli altri, con la vita quotidiana presso le famiglie italiane? Il libro rivisita in quest’ottica il profilo migratorio delle assistenti familiari, sospeso tra opposte pressioni: l’impegno assistenziale per anziani non autosufficienti, e l’emergere di nuovi bisogni di sostegno e conciliazione; le prospettive di un’integrazione sovente superficiale e compressa sulla dimensione lavorativa, e quelle, tangibili eppure elusive, di ritorno a casa. Affiora dalle loro storie una costruzione del benessere che non andrebbe liquidata con toni miserabilisti, e tuttavia tende ad assumere contorni minimali e rinunciatari. Se la speranza di stare meglio rimane un motore fondamentale della migrazione, il benessere che se ne trae appare destinato ad altre persone, e ad altri luoghi, prima che alla vita quotidiana in Italia.
Acquista il libro su IBS
 

Ama il tuo sogno. Vita e rivolta nella terra dell’oro rosso

Autore    Sagnet Yvan
Prezzo Sconto 15%     € 8,50 (Prezzo di copertina € 10,00 Risparmio € 1,50)
Dati    2012, 157 p., brossura
Editore    Fandango Libri  (collana Galleria Fandango)
Yvan Sagnet arriva dal Camerun in Italia nel 2007. È innamorato dell’eccellenza italiana, l’arte, la moda, il design. La scintilla scocca a cinque anni, ci sono i mondiali italiani del 1990 e il Camerun è la sorpresa della competizione. Yvan studia la nostra lingua, si appassiona alla storia e alla politica, prende l’idoneità linguistica, vince una borsa di studio e si iscrive al Politecnico di Torino. Ma la vita in Italia non è semplice, Yvan fa mille lavori per pagarsi gli studi, dal cassiere allo steward nello stadio Olimpico. Durante l’estate del 2011 raggiungerà Nardo in Puglia per la raccolta del pomodoro. Sembra un lavoro come gli altri, ma non è così. Yvan scopre il lato oscuro dell’Italia. Sfruttamento, schiavitù, violenza. E il mondo dei caporali che confiscano ai braccianti i documenti originali, li ricattano, li fanno lavorare sino a sedici ore al giorno sotto il sole e senza una paga adeguata. Quando chiedono di intensificare la produzione senza corrispettivo, Yvan e gli altri braccianti si ribellano. Decine di africani di diverse nazionalità si uniscono nonostante le differenze di lingua e cultura, organizzano un grande sciopero che rende note all’opinione pubblica le condizioni di centinaia di lavoratori sfruttati senza pietà. In “Ama il tuo sogno” Yvan Sagnet racconta la rivolta per i propri diritti, la coraggiosa sete di verità, la coscienza e il valore della parola dignità.
Acquista il libro su IBS