Posso entrare? un gioco di ruolo per parlare di diritti umani

Si è concluso il 3 aprile il ciclo di 4 incontri rivolti agli studenti del Liceo Rinaldini di Ancona sulle tematiche dell’integrazione, diritto d’asilo e cooperazione internazionale e organizzati da ANOLF e ISCOS Marche.

Nel corso del secondo appuntamento, ai ragazzi è stato presentato un gioco di ruolo sul tema del diritto di asilo riadattato da COMPASS: Manual for human rights education with young people realizzato dal Consiglio d’Europa. L’attività, dal titolo Posso entrare?, ha permesso ai ragazzi di entrare nei panni di un gruppo di rifugiati che cercano di fuggire in un altro paese e in quelli degli ufficiali addetti ai controlli di frontiera: un modo insolito per cercare di comprendere il punto di vista altrui, riflettere sui diritti umani e alimentare un sentimento di solidarietà universale.

Per chiunque voglia riproporlo, è possibile scaricare le istruzioni e le schede gioco.

Inserisci il tuo nome e indirizzo e-mail per il download gratuito.


Migrant.net, anche l’ISCOS Marche aderisce al progetto FAMI regionale

Anche l’ISCOS Marche ha siglato l’adesione al progetto FAMI Migrant.net che vede capofila la Regione Marche con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione lavorativa dei migranti.

Si punta a potenziare i servizi offerti dai 13 centri per l’Impiego della regione al fine di aumentare la capacità di intercettare i migranti e di coinvolgerli in una gamma differenziata di politiche attive del lavoro, in coerenza con le esigenze, le aspettative e le caratteristiche professionali dei migranti e con i fabbisogni del sistema produttivo locale.

Obiettivi in linea con il progetto “Nuove comunità: blockchain per il lavoro”, di cui l’ISCOS è promotore, le cui attività andranno quindi ad inserirsi e supportare quelle del piano di lavoro regionale in una premiante ottica di lavoro di rete e condivisione.

Sul sito della Regione Marche è possibile approfondire i dettagli del progetto Migrant.net.

Tutela dei lavoratori migranti: in arrivo ad Ancona una delegazione di sindacalisti dal Marocco per promuovere lo scambio di esperienze tra i due paesi. Previsti un seminario, una conferenza e la proiezione di “My name is Adil”

Dal 20 al 22 giugno 2018 saranno ospiti presso la CISL di Ancona 4 delegati sindacali marocchini: Franck Iyanga – ODT, Lahna El Kachach – UMT, Nizar Nasri – CDT e Lahsen Hansali – UGTM e Mustapha Azaitraoui, esperto in migrazione e lavoro dignitoso.

Negli ultimi anni il Marocco, terra di emigrazione verso l’Italia, sta diventando sempre più meta di immigrazione dagli altri paesi africani. Il paese si trova a fronteggiare le sfide dell’accoglienza e della tutela dei lavoratori.

Il seminario organizzato presso il Salone Armatura (via Ragnini 4, Ancona) giovedì 21 giugno vede il coinvolgimento dei delegati sindacali CISL delle principali categorie (FAI, FIM, FILCA, FEMCA) che dialogheranno coi colleghi del Marocco al fine di favorire una riflessione in materia di protezione e promozione dei diritti dei lavoratori migranti, con una attenzione particolare alle criticità maggiori e alle fasce di lavoratori stranieri più vulnerabili. Sarà inoltre occasione per la delegazione marocchina di visitare gli sportelli CISL dislocati su Ancona ed entrare in contatto con i servizi offerti dal sindacato: lo sportello per l’immigrazione, i corsi di italiano.

La giornata proseguirà con la convocazione alle ore 16.30 del Comitato esecutivo CISL aperto agli invitati, presso il Salone Armatura.
Parteciperanno l’ANOLF Marche, di Ancona e di Macerata, associazioni attive nell’assistenza agli immigrati e contro le discriminazioni; la FAI CISL, che presenterà l’iniziativa “S.O.S. Caporalato”, numero verde contro lo sfruttamento in agricoltura, e rappresentanti della comunità marocchina nelle Marche.

Introdotta dall’autore, Adil Azzab, seguirà alle ore 18.00 la proiezione del film “My name is Adil”. Il lungometraggio, girato tra le campagne marocchine e Milano, presenta la storia vera di un ragazzo fuggito dal Marocco per inseguire il padre emigrato in Italia, un paese che scopre essere diverso da quello immaginato, ma che gli permetto di crescere e formarsi fino alla decisione di tornare in Marocco alla scoperta delle proprie radici.

Queste iniziative rientrano nell’ambito del progetto di Iscos Marche Migra-droit, finanziato dalla Regione Marche, tra i progetti ad iniziativa territoriale di solidarietà internazionale e di cooperazione allo sviluppo.

 

Lavoro dignitoso e migrazione: scambio di esperienze tra Italia e Marocco

Il Marocco sta vivendo la migrazione in due sensi: da un lato l’aspetto noto, storico, dell’emigrazione verso l’Europa (in Italia la comunità marocchina è tra le più numerose); dall’altro accoglie migranti dall’Africa occidentale, francofona.

I sindacati marocchini sono chiamati a dare un contributo per la gestione del fenomeno e tutelare i lavoratori migranti.

Venerdì 20  e sabato 21 Aprile abbiamo organizzato due giorni di confronto tra le realtà sindacali. Hanno partecipato Leonardo Bartolucci, della FIM CISL Marche, Francesco Interlenghi, della FEMCA CISL Marche eJacopo Lasca, della FILCA CISL Marche, e i rappresentanti dei sindacati marocchini UMT e UGTM.

Sono stati presentati e discussi i due studi « Qualité de l’emploi et sous-emploi. Intérim et nouvelles formes de travail» di M. Mohammed Tariq e « Migrations, travail décent et droits sociaux » di  M. Mustapha Azaitraoui.

Questa attività, e gli studi, sono stati resi possibili grazie al contributo dell’Unione europea, attraverso il progetto SOLID e della Regione Marche, attraverso il progetto “Migrazione e lavoro dignitoso”.

E’ possibile scaricare il materiale del seminario a questo collegamento

Inoltre, il sabato, è stato realizzato un incontro con l’Odt, il sindacato dei migranti in Marocco.

Multinazionali, migrazione e sindacato in Marocco

Come realizzare degli accordi transnazionali di impresa? Quali servizi offrire ai lavoratori migranti da parte del sindacato?
Insieme ai rappresentanti del CESE Consiglio Economico, Sociale e Ambientale del Marocco e dei sindacati marocchini (UMT Union Marocaine du Travail, CDT Confédération Démocratique du Travail, UGTM Union Générale des Travailleurs du Maroc) abbiamo affrontato questi temi.

Questo slideshow richiede JavaScript.


Il primo tema è stato discusso in due incontri a Rabat il 17 febbraio e il 3 marzo.
Gli incontri sono stati orientati a supportare i sindacati marocchini nella definizione di strategie, raccomandazioni e piani di azione specifici per una messa in opera efficace di Accordi Transnazionali di Impresa (ATI), sulla base delle informazioni raccolte e delle competenze acquisite nel corso del primo Focal Group realizzato a Casablanca nel mese di Dicembre 2016.
11sindacalisti hanno partecipato agli incontri, coordinati da un docente universitario esperto in diritto del lavoro. L’attività ha visto un ottimo livello di coinvolgimento da parte dei partecipanti, invitati a confrontarsi con sessioni di dibattito strutturato, questionari di indagine, momenti di riflessione guidata e analisi di casi di studio specifici, nel corso dei quali sono stati ipotizzati e sottoposti a revisione collettiva diversi modelli di intervento per l’implementazione di ATI.
Quello degli Accordi Transnazionali di Impresa è senza dubbio un tema nuovo a livello internazionale, dove l’Europa gioca un ruolo di primo piano per il numero di accordi ad oggi sottoscritti e la progressiva messa a regime di un quadro istituzionale e normativo favorevole. I due incontri di accompagnamento sono stati pertanto orientati a chiarire il quadro normativo e le logiche sottostanti le principali dinamiche a livello internazionale, senza ovviamente tralasciare un focus sul contesto marocchino, le sue caratteristiche, I limiti e le possibilità di sviluppo.
Il secondo tema, “Migrazioni, lavoro decente e diritti sociali” è stato discusso il 13 e 14 Marzo 2017, a Casablanca (Marocco), con il CESE Consiglio Economico, Sociale e Ambientale del Marocco, UMT Union Marocaine du Travail, il Ministero per I marocchini residenti all’estero e gli affari della migrazione; Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Direzione di Casablanca-Settat.
Questo secondo Focal Group si è posto come obiettivo quello di stimolare la discussione e lo scambio di esperienze tra parti sociali, società civile e autorità locali intorno ai temi dell’inclusione dei migranti nel mercato del lavoro e dei diritti economici e sociali dei lavoratori migranti, rivolgendo una attenzione particolare al possibile ruolo dei sindacati all’interno del quadro normativo e delle caratteristiche specifiche del contesto marocchino. Circa 35 persone hanno partecipato alle due giornate di Focal, di cui 4 esperti, 5 rappresentanti delle autorità locali e 24 membri di sindacati e associazioni della società civile. Nel corso del Focal, i partecipanti si sono cimentati nell’identificazione e nell’analisi di strategie, approcci e buone prassi per la promozione e la protezione dei diritti dei lavoratori migranti (sia marocchini residenti all’estero che cittadini immigrati in Marocco), con una attenzione particolare al ruolo dei sindacati nella definizione e nell’implementazione di misure attive per l’inclusione sociale e lavorativa dei migranti economici. I referenti delle autorità locali hanno contribuito alla discussione presentando le strategie nazionali sulla migrazione e illustrando le opportunità offerte dal quadro istituzionale e normativo. Nel corso delle sessioni interattive, i partecipanti hanno infine potuto scambiare le proprie visioni ed esperienze in merito sia alla concreta messa in opera di servizi specifici per i cittadini stranieri sia alle possibilità di miglioramento dei servizi già esistenti nonché di sviluppo di nuovi progetti.
I tre incontri sono stati organizzati da ISCOS in seno al progetto SOLID – South Med Social Dialogue

Il lavoro per lo sviluppo della società globale

Oggi a Torino Iscos, ANOLF, unioni sindacali regionali CISL di Emilia Romagna, Lombardia, Marche e Piemonte si confrontano sulla centralità del lavoro nello sviluppo della società globale. Si parla di inclusione, diritti, sostenibilità in occasione della giornata mondiale del lavoro dignitoso.
Partecipano i rappresentanti di ANOLF Tunisia, Marocco e Senegal.
È la conclusione del corso attivisti di tre giorni che ha riunito operatori, esperti, rappresentati di imprese, ministeri, associazioni, comunità straniere per capire insieme lo scenario attuale e le possibili strategie per la cooperazione internazionale allo sviluppo e per rispondere alle sfide della migrazione.

Marocco: negoziati con l’UE per la facilitazione del visto in area Shengen

Si tratta per avere una mobilità più facile tra Marocco ed UE.

Il Marocco è il primo paese della sponda meridionale del Mediterraneo a negoziare con l’Unione Europea per ottenere facilitazioni per l’ottenimento di visti nell’area Shengen.
La trattativa riguarda il visto Shengen per una durata massima di 90 giorni, poiché per le altre categorie di visti decidono i singoli Stati membri. I negoziati rientrano nell’ambito dei provvedimenti mirati a facilitare la mobilità con i paesi del Mediterraneo, ma allo stesso tempo a scoraggiare la migrazione irregolare.

Sorgente: Marocco: negoziati con l’UE per la facilitazione del visto in area Shengen | Africa e Affari

Pubblicato il MiniDossier di Openpolis "Immigrazione, il giorno dopo"

Il dossier di Openpolis, con molti dati interessanti sugli immigrati in Italia.

Un approfondimento sull’integrazione degli stranieri in Italia, con dettagli sulle singole regioni e confronto con i Paesi UE. I focus – realizzati grazie alla collaborazione con ActionAid – riguardano le comunità presenti e il loro inserimento.
Crisi economica. Gli effetti della crisi sono stati ancora più duri per gli stranieri residenti in Italia. Se per gli italiani l’occupazione è scesa di 2,6 punti percentuali, la diminuzione per i lavoratori extra UE è stata più forte (8,3%). Allo stesso tempo in Italia, il rischio di povertà ed esclusione locale è del 26,5% per i locali e del 43,6% per gli stranieri.
 
Forza lavoro. In Italia il 10,82% dei lavoratori regolari è straniero , una percentuale superiore alla media europea che è del 7%. In dieci anni l’aumento registrato è stato del 146%, nel 2004 la forza lavoro straniera era al 4,4%. La distribuzione varia nelle diverse regioni italiane, il picco è nel Centro (13,67%) mentre i valori più bassi sono al sud (5,26%).
 
Divario retributivo.  L’80% dei dirigenti italiani guadagna più di 2.000 euro al mese contro il 58% dei pari livello di origine extra europea. A parità di lavoro non c’è quindi parità di compenso . E ancora, se l’8,3% degli italiani guadagna più di 2.000 euro al mese, la percentuale scende ad appena lo 0,6% per i lavoratori extra-Ue.
 
Permessi di soggiorno. il 71% degli stranieri residenti sono cittadini extra comunitari che hanno un permesso di soggiorno (1,7 milioni con scadenza e 2,2 milioni di lungo periodo). Nel 2013 i nuovi rilasci temporanei sono stati per lo più per motivi di lavoro (33%), famiglia (25%) o studio (10%). I permessi rilasciato collegati all’emergenza rifugiati (asilo politico o motivi umanitari) sono stati il 7,49%.
 
Popolazione residente. Sono quasi 5 milioni gli stranieri residenti in Italia e rappresentano l’8% del totale della popolazione . La loro presenza è quadruplicata negli ultimi 10 anni ed è concentrata nelle regioni del centro-nord (si va dal 2,5% della Sardegna al 12% dell’Emilia-Romagna). 190 le nazionalità presenti, la comunità più grande è quella rumena con oltre 1 milione di persone.
 
 

 

Quasi duemila bambini stranieri spariti in Italia

Sono quasi duemila, al 31 gennaio 2015, i minori non accompagnati arrivati nel nostro Paese e di cui non si sa più nulla. È uno dei dati emerso nel corso del Forum su ‘Flussi migratori, tratta e sfruttamento’ organizzato, all’Istituto penale per i minorenni di Palermo, dall’Istituto Don Calabria con la collaborazione del Ciss.
Dal 1 gennaio al 31 luglio 2014, sono stati 13956 i minori arrivati in Italia via mare e di questi 8591 erano non accompagnati. Al 31 gennaio 2015 sono 7824 i minori non accompagnati segnalati e di questi solo 5586 si trovano nelle strutture di accoglienza, degli altri
“La tratta – dice Concetta Sole, presidente del Tribunale dei Minori di Palermo – è un fenomeno quasi invisibile, soprattutto al Sud, nonostante sappiamo benissimo che è uno dei fenomeni che porta in Italia migliaia di ragazzi provenienti da terre disagiate e in guerra”.
“Molti di questi minori vengono reclutati nei loro paesi d’origine e trasportati in Italia contro la loro volontà – dice Amalia Settineri, procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Palermo -. I dati di cui disponiamo sulla tratta sono talmente esigui da farci cogliere la distanza dalla realtà. È un fenomeno che ci sta sfuggendo di mano e ho il sospetto che anche i minori accompagnati potrebbero esserne oggetto. Non siamo certi che quelli che li accompagnano siano realmente i loro genitori e questi minori potrebbero essere ‘seguiti’ sin dall’inizio del loro viaggio e essere vittime di tratta”.
begin affiliation zone script end affiliation zone script
Lo sfruttamento sessuale, quello lavorativo e l’impiego in attività illegali sono le tipologie più diffuse di sfruttamento connesso con la tratta. “Molto spesso – spiega Valeria Lo Bello, dirigente della sezione Polizia Anticrimine della Questura di Palermo – i minori vittime di tratta non sono consapevoli della loro condizione. Sono convinti di lavorare e percepiscono lo sfruttamento come normale”.
Nel 2014, in Italia sono state assistite 1451 vittime di tratta di cui 88 minori. È uno dei dati (fonte Save The Children) emerso durante il Forum. Un fenomeno in crescita “che però – spiega Elio Lo Cascio dell’Istituto Don Calabria – fa i conti con una difficoltà oggettiva nel quantificare il reale numero di soggetti coinvolti”. Per l’Italia infatti non è al momento disponibile un archivio statistico sulle vittime di tratta. “Nel 2014, in Italia – sottolinea nel suo intervento Valeria Lo Bello, dirigente Polizia Anticrimine della Questura di Palermo – sono stati rilasciati 500 permessi di soggiorno per vittime di tratta, di cui la maggior parte a ragazze nigeriane”.
Secondo i dati di Eurostat, nel triennio 2010-2012, nel nostro Paese, sono state identificate 6572 vittime di tratta, pari al 22% del totale nell’Unione Europea. L’Italia si configura come il primo Stato membro per numero di vittime identificate, seguito da Regno Unito (4474) e dall’Olanda (3926). La tratta riguarda soprattutto le donne e i minori, impiegati per attività illegali, sfruttamento sessuale e lavorativo. Secondo Save The Children, sono circa 340mila i minori tra i 7 e i 15 anni coinvolti in lavoro minorile in Italia e l’11% dei 14-15enni che lavorano (circa 28mila minori) sono “a rischio sfruttamento”. A livello comunitario, secondo il “Rapporto 2014 sulla tratta nell’Ue”,nel periodo 2010-2012, delle 30146 vittime di tratta identificate in 28 Stati membri l’80% sono donne e il 16% minori, di cui il 13% ragazze e il 3% ragazzi. Oltre mille minori sono vittime di tratta per sfruttamento sessuale. Contrariamente all’opinione comune, la maggior parte di vittime (65%) sono cittadini comunitari provenienti da Romania, Bulgaria, Olanda, Ungheria e Polonia. Le prime cinque nazionalità non comunitarie sono invece Nigeria, Brasile, Cina, Vietnam e Russia.
Minori clandestini spariti in Italia.

Marocco, più di 800 migranti sub-sahariani detenuti in tutto il Paese

E’ in corso una vasta operazione di detenzione di migranti d’origine sub-sahariana: al di fuori di tutte le procedure legali, in violazione alla legge marocchina e contro tutte le convenzioni internazionali. La denuncia del GADEM (Gruppo antirazzista di difesa e d’accompagnamento degli stranieri e dei migranti) e del CCSM (Consiglio dei Migranti Sub-sahariani in Marocco). Tra i migranti detenuti ci sono minori, richiedenti asilo e persone in attesa di regolarizzazione. Sono trattenuti in diversi centri di detenzione
di SARA CRETA
viaMarocco, più di 800 migranti sub-sahariani detenuti in tutto il Paese – Repubblica.it.