Corso attivisti: Iscos, Anolf e Cisl rafforzano l’impegno verso una strategia comune

Si è chiusa il 31 maggio la sesta edizione del Corso di formazione per attivisti promosso da Iscos e Anolf di Emilia Romagna, Lombardia, Marche e Piemonte. Tre giornate di formazione, informazione e confronto per interrogarsi sul ruolo del sindacato e sul lavoro che esso è chiamato a svolgere in un ottica di interdipendenza globale e alla luce dell’attuale internazionalizzazione del mercato del lavoro.

Quest’anno Ancona è stata la città ospite del corso: Iscos e Cisl Marche si sono occupati di fare gli onori di casa curando l’organizzazione.

Il corso rientrava inoltre tra le attività del progetto “Narrazioni positive della cooperazione: cittadini, società civile e decisori politici si attivano sui territori per costruire un nuovo dibattito pubblico sullo sviluppo sostenibile” (AID 011491) finanziato dall’Agenzia Italia per la Cooperazione allo Sviluppo, coordinato da ActionAid con il partenariato tra gli altri di Iscos nazionale e Marche Solidali.

Si sono alternati momenti di dibattito e scambio applicando l’analisi dei sistemi per interrogarsi sui punti di forza e di debolezza che influenzano la dimensione internazionale del sindacato. Per ognuno di essi sono state analizzate cause ed effetti, in un ottica circolare dove ad ogni azione corrisponde un effetto che però a sua volta genererà un feedback capace di innescare nuove azioni.

Dal tema delle migrazioni all’Agenda 2030 passando per l’Educazione alla cittadinanza globale e il commercio internazionale: diversi gli esperti che si sono alternati sul palco della sala Melpomene del Teatro delle Muse offrendo ricchi spunti di riflessione e approfondimento.

Ecco le presentazioni utilizzate dai relatori durante gli interventi:
Alessia Lo Turco “Il ruolo dell’immigrazione nel manifatturiero italiano e marchigiano”
Gemma Arpaia “L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”
Paola Berbeglia “Educazione alla Cittadinanza globale e ascesa dei nazionalismi”
Natalino Barbizzi “L’Educazione alla cittadinanza attiva e globale nelle Marche”
Monica Di Sisto “Stati e commercio internazionale: tra diritti e profitti”

Sul nostro canale Youtube sono inoltre disponibili i primi due video con le presentazioni di Alessia Lo Turco e Giuditta Politi.

Temi rielaborati dai partecipanti al corso con l’intento di esplorare i legami con la realtà sindacale e ragionare sugli interventi che la Cisl e i suoi enti possono avviare per creare un cambiamento sociale sostenibile, sempre con lo sguardo alla dimensione internazionale. Per portare un sistema a una situazione più promettente, è necessario agire sui punti di leva, segmenti del sistema su cui si può agire e con cui interagire per ottenere il cambiamento desiderato. Nei mesi futuri si dovrà pertanto continuare a ragionare su quali parti del sistema, sia interno alla Cisl che esterno, è possibile agire per rispondere alla domande sollevate.

La giornata conclusiva ha visto la consueta tavola rotonda dei segretari generali della Cisl Emilia Romagna, Lombardia, Marche e Piemonte, aperta dagli interventi del presidente di Iscos nazionale, Giuseppe Farina e di Anolf, Mohamed Saady.

Prodotto del corso, presentato quale punto di avvio per il confronto e il dibattito, la mappa sulla dimensione internazionale della Cisl: qui è disponibile una presentazione online.
Punto nodale le azioni che Cisl, Iscos e Anolf devono saper condurre insieme per il raggiungimento di obiettivi comuni.

“Lo sforzo per l’integrazione è una vocazione interna della Cisl, il peso del presente rischia di farci perdere la memoria del passato e il senso del possibile” ha affermato Sauro Rossi, segretario generale della Cisl Marche.

Come riportato nell’articolo curato da Cisl Lombardia, anche il segretario generale della Cisl Lombardia, Ugo Duci ha portato l’attenzione sul tema migratorio: “Se con Anolf ci occupiamo di assistenza, accoglienza e servizio ai migranti, con Iscos realizziamo la condizione di libertà per le persone di restare nel Paese dove nascono. Quello che fanno i nostri Iscos regionali è una goccia nel mare dei bisogni della cooperazione internazionale, ma è una goccia di grande valore di grande concretezza ed evidente efficacia”.

In vista della conferenza organizzativa della Cisl, Giorgio Graziani, segretario organizzativo confederale, ha riconfermato l’interesse della confederazione per l’attività dei suoi enti internazionali: “Con Iscos e Anolf non facciamo un servizio solo rivolto agli altri: alla base c’è una reciprocità meravigliosa. Attraverso i progetti e le attività in Italia e all’estero ci lasciamo contaminare positivamente, impariamo a metterci in discussione e a ripensarci. La Cisl vuole continuare ad essere testimone ed educatrice di una crescita dal basso che sia inclusiva, equosolidale e sostenibile”.

Appuntamento al prossimo anno!

Posso entrare? un gioco di ruolo per parlare di diritti umani

Si è concluso il 3 aprile il ciclo di 4 incontri rivolti agli studenti del Liceo Rinaldini di Ancona sulle tematiche dell’integrazione, diritto d’asilo e cooperazione internazionale e organizzati da ANOLF e ISCOS Marche.

Nel corso del secondo appuntamento, ai ragazzi è stato presentato un gioco di ruolo sul tema del diritto di asilo riadattato da COMPASS: Manual for human rights education with young people realizzato dal Consiglio d’Europa. L’attività, dal titolo Posso entrare?, ha permesso ai ragazzi di entrare nei panni di un gruppo di rifugiati che cercano di fuggire in un altro paese e in quelli degli ufficiali addetti ai controlli di frontiera: un modo insolito per cercare di comprendere il punto di vista altrui, riflettere sui diritti umani e alimentare un sentimento di solidarietà universale.

Per chiunque voglia riproporlo, è possibile scaricare le istruzioni e le schede gioco.

Inserisci il tuo nome e indirizzo e-mail per il download gratuito.


Migrant.net, anche l’ISCOS Marche aderisce al progetto FAMI regionale

Anche l’ISCOS Marche ha siglato l’adesione al progetto FAMI Migrant.net che vede capofila la Regione Marche con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione lavorativa dei migranti.

Si punta a potenziare i servizi offerti dai 13 centri per l’Impiego della regione al fine di aumentare la capacità di intercettare i migranti e di coinvolgerli in una gamma differenziata di politiche attive del lavoro, in coerenza con le esigenze, le aspettative e le caratteristiche professionali dei migranti e con i fabbisogni del sistema produttivo locale.

Obiettivi in linea con il progetto “Nuove comunità: blockchain per il lavoro”, di cui l’ISCOS è promotore, le cui attività andranno quindi ad inserirsi e supportare quelle del piano di lavoro regionale in una premiante ottica di lavoro di rete e condivisione.

Sul sito della Regione Marche è possibile approfondire i dettagli del progetto Migrant.net.

Tutela dei lavoratori migranti: in arrivo ad Ancona una delegazione di sindacalisti dal Marocco per promuovere lo scambio di esperienze tra i due paesi. Previsti un seminario, una conferenza e la proiezione di “My name is Adil”

Dal 20 al 22 giugno 2018 saranno ospiti presso la CISL di Ancona 4 delegati sindacali marocchini: Franck Iyanga – ODT, Lahna El Kachach – UMT, Nizar Nasri – CDT e Lahsen Hansali – UGTM e Mustapha Azaitraoui, esperto in migrazione e lavoro dignitoso.

Negli ultimi anni il Marocco, terra di emigrazione verso l’Italia, sta diventando sempre più meta di immigrazione dagli altri paesi africani. Il paese si trova a fronteggiare le sfide dell’accoglienza e della tutela dei lavoratori.

Il seminario organizzato presso il Salone Armatura (via Ragnini 4, Ancona) giovedì 21 giugno vede il coinvolgimento dei delegati sindacali CISL delle principali categorie (FAI, FIM, FILCA, FEMCA) che dialogheranno coi colleghi del Marocco al fine di favorire una riflessione in materia di protezione e promozione dei diritti dei lavoratori migranti, con una attenzione particolare alle criticità maggiori e alle fasce di lavoratori stranieri più vulnerabili. Sarà inoltre occasione per la delegazione marocchina di visitare gli sportelli CISL dislocati su Ancona ed entrare in contatto con i servizi offerti dal sindacato: lo sportello per l’immigrazione, i corsi di italiano.

La giornata proseguirà con la convocazione alle ore 16.30 del Comitato esecutivo CISL aperto agli invitati, presso il Salone Armatura.
Parteciperanno l’ANOLF Marche, di Ancona e di Macerata, associazioni attive nell’assistenza agli immigrati e contro le discriminazioni; la FAI CISL, che presenterà l’iniziativa “S.O.S. Caporalato”, numero verde contro lo sfruttamento in agricoltura, e rappresentanti della comunità marocchina nelle Marche.

Introdotta dall’autore, Adil Azzab, seguirà alle ore 18.00 la proiezione del film “My name is Adil”. Il lungometraggio, girato tra le campagne marocchine e Milano, presenta la storia vera di un ragazzo fuggito dal Marocco per inseguire il padre emigrato in Italia, un paese che scopre essere diverso da quello immaginato, ma che gli permetto di crescere e formarsi fino alla decisione di tornare in Marocco alla scoperta delle proprie radici.

Queste iniziative rientrano nell’ambito del progetto di Iscos Marche Migra-droit, finanziato dalla Regione Marche, tra i progetti ad iniziativa territoriale di solidarietà internazionale e di cooperazione allo sviluppo.

 

Lavoro dignitoso e migrazione: scambio di esperienze tra Italia e Marocco

Il Marocco sta vivendo la migrazione in due sensi: da un lato l’aspetto noto, storico, dell’emigrazione verso l’Europa (in Italia la comunità marocchina è tra le più numerose); dall’altro accoglie migranti dall’Africa occidentale, francofona.

I sindacati marocchini sono chiamati a dare un contributo per la gestione del fenomeno e tutelare i lavoratori migranti.

Venerdì 20  e sabato 21 Aprile abbiamo organizzato due giorni di confronto tra le realtà sindacali. Hanno partecipato Leonardo Bartolucci, della FIM CISL Marche, Francesco Interlenghi, della FEMCA CISL Marche eJacopo Lasca, della FILCA CISL Marche, e i rappresentanti dei sindacati marocchini UMT e UGTM.

Sono stati presentati e discussi i due studi « Qualité de l’emploi et sous-emploi. Intérim et nouvelles formes de travail» di M. Mohammed Tariq e « Migrations, travail décent et droits sociaux » di  M. Mustapha Azaitraoui.

Questa attività, e gli studi, sono stati resi possibili grazie al contributo dell’Unione europea, attraverso il progetto SOLID e della Regione Marche, attraverso il progetto “Migrazione e lavoro dignitoso”.

E’ possibile scaricare il materiale del seminario a questo collegamento

Inoltre, il sabato, è stato realizzato un incontro con l’Odt, il sindacato dei migranti in Marocco.

Multinazionali, migrazione e sindacato in Marocco

Come realizzare degli accordi transnazionali di impresa? Quali servizi offrire ai lavoratori migranti da parte del sindacato?
Insieme ai rappresentanti del CESE Consiglio Economico, Sociale e Ambientale del Marocco e dei sindacati marocchini (UMT Union Marocaine du Travail, CDT Confédération Démocratique du Travail, UGTM Union Générale des Travailleurs du Maroc) abbiamo affrontato questi temi.

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Il primo tema è stato discusso in due incontri a Rabat il 17 febbraio e il 3 marzo.
Gli incontri sono stati orientati a supportare i sindacati marocchini nella definizione di strategie, raccomandazioni e piani di azione specifici per una messa in opera efficace di Accordi Transnazionali di Impresa (ATI), sulla base delle informazioni raccolte e delle competenze acquisite nel corso del primo Focal Group realizzato a Casablanca nel mese di Dicembre 2016.
11sindacalisti hanno partecipato agli incontri, coordinati da un docente universitario esperto in diritto del lavoro. L’attività ha visto un ottimo livello di coinvolgimento da parte dei partecipanti, invitati a confrontarsi con sessioni di dibattito strutturato, questionari di indagine, momenti di riflessione guidata e analisi di casi di studio specifici, nel corso dei quali sono stati ipotizzati e sottoposti a revisione collettiva diversi modelli di intervento per l’implementazione di ATI.
Quello degli Accordi Transnazionali di Impresa è senza dubbio un tema nuovo a livello internazionale, dove l’Europa gioca un ruolo di primo piano per il numero di accordi ad oggi sottoscritti e la progressiva messa a regime di un quadro istituzionale e normativo favorevole. I due incontri di accompagnamento sono stati pertanto orientati a chiarire il quadro normativo e le logiche sottostanti le principali dinamiche a livello internazionale, senza ovviamente tralasciare un focus sul contesto marocchino, le sue caratteristiche, I limiti e le possibilità di sviluppo.
Il secondo tema, “Migrazioni, lavoro decente e diritti sociali” è stato discusso il 13 e 14 Marzo 2017, a Casablanca (Marocco), con il CESE Consiglio Economico, Sociale e Ambientale del Marocco, UMT Union Marocaine du Travail, il Ministero per I marocchini residenti all’estero e gli affari della migrazione; Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Direzione di Casablanca-Settat.
Questo secondo Focal Group si è posto come obiettivo quello di stimolare la discussione e lo scambio di esperienze tra parti sociali, società civile e autorità locali intorno ai temi dell’inclusione dei migranti nel mercato del lavoro e dei diritti economici e sociali dei lavoratori migranti, rivolgendo una attenzione particolare al possibile ruolo dei sindacati all’interno del quadro normativo e delle caratteristiche specifiche del contesto marocchino. Circa 35 persone hanno partecipato alle due giornate di Focal, di cui 4 esperti, 5 rappresentanti delle autorità locali e 24 membri di sindacati e associazioni della società civile. Nel corso del Focal, i partecipanti si sono cimentati nell’identificazione e nell’analisi di strategie, approcci e buone prassi per la promozione e la protezione dei diritti dei lavoratori migranti (sia marocchini residenti all’estero che cittadini immigrati in Marocco), con una attenzione particolare al ruolo dei sindacati nella definizione e nell’implementazione di misure attive per l’inclusione sociale e lavorativa dei migranti economici. I referenti delle autorità locali hanno contribuito alla discussione presentando le strategie nazionali sulla migrazione e illustrando le opportunità offerte dal quadro istituzionale e normativo. Nel corso delle sessioni interattive, i partecipanti hanno infine potuto scambiare le proprie visioni ed esperienze in merito sia alla concreta messa in opera di servizi specifici per i cittadini stranieri sia alle possibilità di miglioramento dei servizi già esistenti nonché di sviluppo di nuovi progetti.
I tre incontri sono stati organizzati da ISCOS in seno al progetto SOLID – South Med Social Dialogue

Il lavoro per lo sviluppo della società globale

Oggi a Torino Iscos, ANOLF, unioni sindacali regionali CISL di Emilia Romagna, Lombardia, Marche e Piemonte si confrontano sulla centralità del lavoro nello sviluppo della società globale. Si parla di inclusione, diritti, sostenibilità in occasione della giornata mondiale del lavoro dignitoso.
Partecipano i rappresentanti di ANOLF Tunisia, Marocco e Senegal.
È la conclusione del corso attivisti di tre giorni che ha riunito operatori, esperti, rappresentati di imprese, ministeri, associazioni, comunità straniere per capire insieme lo scenario attuale e le possibili strategie per la cooperazione internazionale allo sviluppo e per rispondere alle sfide della migrazione.

SDGs, serve un piano nazionale di attuazione

Il 2015 è stato l’anno degli accordi globali. Con l’Agenda 2030 i governi di tutto il mondo promettono di “trasformare il mondo” e per questo si sono dati degli obiettivi universali, gli SDGs appunto.

La sfida è quella di concretizzare questi 17 obiettivi in politiche realmente “trasformative” nell’interesse di tutti, politiche che sfidino il concetto di crescita macroeconomica, che si prendono cura delle nostre risorse naturali con una prospettiva a lungo termine, politiche che rafforzano i diritti umani con l’obiettivo di non lasciare nessuno indietro.

E’ partita le sfida al “business as usual”, che nel frattempo sembra essere l’approccio dominante, soprattutto in Italia dove, al netto della partecipazione all’assemblea ONU di scorso settembre, nulla sembra muoversi su questo fronte. La sfida degli obiettivi universaliLa vera novità degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) è il concetto di universalità.

Non ci troviamo più davanti a obiettivi di riduzione della povertà o della mortalità infantile da raggiungere solo nei così detti paesi poveri, non si parla più di un’azione di aiuto dei paesi ricchi a beneficio dei paesi poveri, gli obiettivi e i target identificati sono universali e riguardano anche casa nostra, i nostri poveri, il nostro ambiente, la nostra salute.

Certo, è legittimo chiedersi se un programma universale abbia davvero lo stesso senso in tutti i paesi del mondo, quelli ad alto, medio e basso reddito. E i paesi “ricchi”, come il nostro, sono pronti per questo cambiamento di paradigma globale in cui lo sviluppo non è più qualcosa da portare “laggiù” ma qualcosa che deve concretizzarsi anche a casa nostra?

Sorgente: SDGs, serve un piano nazionale di attuazione | Info cooperazione

Marocco: negoziati con l’UE per la facilitazione del visto in area Shengen

Si tratta per avere una mobilità più facile tra Marocco ed UE.

Il Marocco è il primo paese della sponda meridionale del Mediterraneo a negoziare con l’Unione Europea per ottenere facilitazioni per l’ottenimento di visti nell’area Shengen.
La trattativa riguarda il visto Shengen per una durata massima di 90 giorni, poiché per le altre categorie di visti decidono i singoli Stati membri. I negoziati rientrano nell’ambito dei provvedimenti mirati a facilitare la mobilità con i paesi del Mediterraneo, ma allo stesso tempo a scoraggiare la migrazione irregolare.

Sorgente: Marocco: negoziati con l’UE per la facilitazione del visto in area Shengen | Africa e Affari

L’animazione giovanile e l’apprendimento non formale: rapporto UE

Un utile fonte di informazione per le attività di cittadinanza globale.

Pubblicato dalla Commissione Europea, il rapporto segna un quarto di secolo di programmi UE a favore dei giovani e di politiche giovanili UE.
Il rapporto fa una rassegna del pensiero e i principi che ispirano le iniziative UE per i giovani e incoraggia il dibattito su come l’animazione giovanile e l’apprendimento non formale possono contribuire all’istruzione in Europa.
Analizzando i punti di forza e debolezza delle politiche finora implementate, definisce i possibili scenari futuri, in particolare nel contesto del programma Erasmus+. La pubblicazione mette in evidenza gli aspetti legati all’inclusione sociale e sottolinea l’esigenza di ridefinire l’animazione giovanile sulla base delle attuali reali esigenze dei giovani legate alla disoccupazione, la crescente immigrazione, le difficoltà economiche, la crisi della famiglia, etc.

Sorgente: L’animazione giovanile e l’apprendimento non formale: rapporto UE | Eurodesk Italy