Economia sociale e civile – come cambia l'ambiente economico – Leonardo Becchetti

La crisi attuale investe almeno 5 dimensioni: economia, finanza, ambiente, moneta, benessere. Richiede soluzioni che rispondano contemporaneamente a differenti aspetti del problema.
Il sistema economico così come è stato concepito fino adesso sembra incapace di risolvere il problema ed erode il capitale sociale, che invece è fondamentale per la sua soluzione.
In questo articolo Leonardo Becchetti descrive come la nascita di un’economia sociale e civile all’interno di quadro di biodiversità aziendale possa fornire una soluzione strutturale, contribuendo ad uno sviluppo sostenibile, con alta occupazione e coesione sociale.
Leggi qui: AICCON – Cultura Cooperazione Nonprofit.

A Senigallia il rilancio dell’economia passa per il Cash Mob Etico – Senigallia Notizie

Il Cash Mob Etico Senigallia è semplicemente un appuntamento al buio, i cui partecipanti spenderanno almeno 10 euro in un negozio o un’attività commerciale della città, scegliendo liberamente tra prodotti utili e di uso comune.

Il luogo dell’appuntamento viene stabilito pochi giorni prima e comunicato attraverso il gruppo Facebook, il sito dell’associazione La Fonte, sms, email, passaparola, ma anche comunicati stampa sui giornali online locali. Una volta riunito il gruppo, i partecipanti verranno condotti a piedi dal beneficiario, che dista di solito dal luogo dell’appuntamento dai 5 ai 15 minuti a piedi.
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Rete delle Fattorie Sociali. Come si può fare economia solidale

“Si tratta – spiega Alfonso Pascale – di modalità innovative che integrano economia locale e offerta di servizi alla persona, assunzioni di responsabilità diffuse e forme di collaborazione tra soggetti pubblici, soggetti operanti nel terzo settore e soggetti privati secondo il principio di sussidiarietà”. E continua: “In una società in cui l’aspettativa di vita si dilata e i bisogni sociali richiedono risposte sempre più personalizzate, ma sempre meno esigibili con risorse pubbliche assottigliate dalla crisi fiscale, l’AS si presenta come una sorta di ciclo retroattivo, la cui ricorsività si ritrova nelle tradizioni civili del mondo rurale. Domini collettivi, monti frumentari, mutuo soccorso, chiese ricettizie, confraternite costituivano forme premoderne che permettevano ad ogni individuo di accedere ad una quantità di risorse sufficiente a metterlo in grado di assolvere i suoi obblighi verso la comunità nella lotta per la sopravvivenza. Forme non caritatevoli e assistenzialistiche ma partecipative, regolate da statuti così minuziosamente rispettosi delle prerogative dei soci e dei principi mutualistici da farcele apparire quasi come cooperative sociali ante litteram”.
I caratteri peculiari dell’Agricoltura Sociale – nella sintesi di Alfonso Pascale – si possono riassumere in cinque punti:
le motivazioni degli operatori presentano un diversa gerarchia di valori rispetto a quella che in genere viene attribuita al mondo delle imprese, in quanto l’attività economica trova impulso nella spinta verso la promozione umana e la giustizia sociale prima ancora che nell’obiettivo di massimizzare il profitto
il mercato viene concepito dagli operatori nella sua capacità inclusiva fino al punto di considerare il gioco competitivo tra i soggetti dello scambio economico (persone svantaggiate, imprenditori agricoli, reti sociali, consumatori attivi, ecc.) un team che persegue obiettivi comuni di reciproco vantaggio
il processo produttivo agricolo è valorizzato nella sua massima espressione multifunzionale perché genera nel contempo cibo, utilità sociale e tutela ambientale senza necessariamente dar vita ad attività distinte da quella propriamente agricola
il progetto da realizzare ha sempre una pluralità di attori privati (competenze diverse, imprese o strutture di cittadinanza attiva rivolte all’autoconsumo, ecc.), pubblici (settori diversi, ecc.) e collettivi (gestioni di patrimoni civici, ecc.)
le migliori pratiche manifestano sempre un protagonismo all’interno di Reti rurali o periurbane di Economia Solidale (RES), in cui interagiscono sistema della conoscenza, strategie economiche socialmente responsabili, reti informali di mutuo aiuto, beni relazionali riferiti all’arte, allo sport e al tempo libero e reti formali dei servizi e degli spazi pubblici.
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Vacanze etiche e viaggi solidali

Il turismo solidale sfida la crisi. Mentre gli altri settori declinano, aumentano i viaggi più responsabili, non più mordi e fuggi, ma viaggi pensati e sempre più legati alla conoscenza dei luoghi. In Italia crescono formule e proposte. Vacanze diverse e più consapevoli nelle terre difficili di mafia per sostenere le iniziative che difendono la legalità.

Nei piccoli borghi nascono i tutor turistici che fanno scoprire il volto vero dei luoghi, con gli indirizzi giusti per far crescere le economie locali. Intere comunità offrono accoglienza per gestire un turismo locale.
In Europa viaggi solidali nei villaggi della Bosnia che si affacciano al turismo per uscire da una difficile economia e in Africa a contatto con le etnie locali che si affacciano al turismo. Cambiano anche le offerte e sempre più operatori aderiscono ad un nuovo codice etico che unisce questo ‘viaggiare diverso’ e intanto aumenta il trend e la domanda. ‘’Sembra che ci sia un pensiero collettivo che cresce in questa direzione – spiega Maurizio Davolio presidente di Aitr che conta oltre 100 soci e che vede insieme anche Banca Etica.
Tra gli altri aderenti figura Libera (con Liberaterra Mediterranea http://www.liberaterra.it; Addio Pizzo Travel http://www.addiopizzotravel.it/; Goel http://www.goel.coop/ ( nella Locride) e da pochi giorni ha aderito anche la Formazione Viaggio nelle Terre di Don Diana (in Campania).
viaVacanze etiche e viaggi solidali – – ANSA.it.

Pasto Buono,  il cibo invenduto nel piatto di chi ha bisogno di aiuto

Pasto Buono è un’iniziativa semplice e attivabile subito, in tutta Italia, tutti i giorni e per associarsi basta seguire le indicazioni che sono sul sito http://www.pastobuono.it/

Possono aderire ristoranti, bar, gastronomie, mense aziendali o scolastiche, supermercati e mercati. Non ha costi, né per chi dà, né per chi riceve. L’adesione, inoltre, consente agli esercenti di usufruire dei vantaggi fiscali connessi alle donazioni. A rendere riconoscibili gli esercizi aderenti al progetto è una vetrofania affissa sulla propria vetrina che dice
“In questo esercizio doniamo ogni sera il cibo invenduto alle persone bisognose. È la cosa buona da fare”.
Ma ancora molto si deve fare in materia di legislazione. Oggi donare il cibo è particolarmente oneroso per un ristoratore. Le leggi prevedono che il cibo cotto, prima di essere donato, venga trattato con un abbattitore di temperature e ci sono rigide restrizione sui mezzi di trasporto per la distribuzione.Si potrebbe dire che, paradossalmente, per un ristoratore è più conveniente buttare il cibo nella spazzatura che donarlo. “Riteniamo necessaria la creazione di una nuova legge che consenta una maggiore tutela di chi il cibo non lo ha. Poiché ad oggi non è così”, conclude Fogliani.
viaPasto Buono,  il cibo invenduto nel piatto di chi ha bisogno di aiuto – Repubblica.it.

Rivoluzione verde per uno sviluppo sostenibile

Un articolo di Sbilanciamoci, su come rispondere alla crisi, creare lavoro e rispettare l’ambiente.
Un innovativo programma di investimenti per sviluppare le nuove tecnologie offrirebbe il doppio dividendo di rilanciare l’occupazione, e difendere l’ambiente e la qualità della vita
L’Europa deve ripartire. E per farlo deve mutare il suo modello di sviluppo riportando al centro il lavoro, i beni comuni e l’ambiente. Difatti, che senso avrebbe parlare di riavvio dello sviluppo economico se questo non si coniuga con la qualità ambientale, con quella sociale, con l’occupazione e la sostenibilità?
L‘economia verde è senz’altro uno dei cardini intorno al quale poter costruire questa nuova traiettoria dello sviluppo capace di modificare il modo di produrre e consumare, e di ridurre l’impatto ambientale derivante dal consumo delle risorse naturali e dal rilascio di inquinanti.
Tuttavia, quando si parla di economia verde, specialmente in Italia, lo sguardo è orientato al solo futuro. E questo è un grave errore perché i nuovi settori verdi rappresentano già ora una notevole opportunità di crescita e di riconversione industriale. Perciò, una politica ambientale e dell’energia che sostenga un innovativo programma di investimenti per favorire le nuove tecnologie, le competenze e l’occupazione in questi comparti, offrirebbe il doppio “dividendo” di rilanciare la crescita e di difendere l’ambiente e la qualità della vita. Le energie rinnovabili e l’efficienza energetica (risparmio di energia per unità di prodotto) sono i due pilastri dell’economia verde. Ad essi si ricollegano tutti i temi dello sviluppo sostenibile. È quindi utile partire da qui. Ma cosa dicono i dati?
La rivista Valori www.valori.it/ambiente ha di recente curato un dossier sull’impatto della rivoluzione verde.
viaRivoluzione verde per uno sviluppo sostenibile / italie / Sezioni / Home – Sbilanciamoci.

Africa: Premiati gli imprenditori sociali dell'anno

Sono stati premiati i 5 imprenditori sociali dell’anno.
Biclette, vendita porta a porta di prodotti contro la malaria, formazione agricola, educazione attraverso i giochi per i cellulari: questi i settori degli imprenditori premiati.

Nell’articolo tutti i dettagli:
“To improve education and health standards, and eradicate poverty, we need entrepreneurial solutions. Governmental plans and actions have to be complemented by innovative ideas taking into account local conditions,” said Hilde Schwab, Co-Founder and Chairperson of the Schwab Foundation.
viaAfrica Social Entrepreneurs of the Year « Afronline – The Voice Of Africa.

La povertà si cura con un’economia solidale

"Non è la mancanza di risorse la causa della povertà, ma la distribuzione iniqua della ricchezza nel mondo” ha affermato Mons. Sigifredo Noriega Barceló, Vescovo di Zacatecas, in Messico, richiamando l’appello del Papa Francisco sulle origini della crisi economica. Mons. Noriega, in una nota pervenuta a Fides, ha voluto infatti spiegare alla sua comunità il messaggio lanciato dal Papa sul suo account Twitter: " In questo periodo di crisi è importante non chiudersi in se stessi, ma aprirsi, essere attenti all’altro".

Mons. Barceló ha sottolineato che “è compito degli esperti economici presentare un programma per migliorare la distribuzione delle risorse”. “La ricchezza c’è” ha aggiunto- solo che sembra che non abbiamo voluto o non abbiamo saputo condividerla.

Mons. Noriega ha poi aggiunto che l’economia "di per sé è una scienza neutrale, ma i valori che hanno gli esperti economici ed i consumatori influenzano l’equa distribuzione della ricchezza".

viaAMERICA/MESSICO – La povertà si cura con un’economia solidale – Agenzia Fides.