Posso entrare? un gioco di ruolo per parlare di diritti umani

Si è concluso il 3 aprile il ciclo di 4 incontri rivolti agli studenti del Liceo Rinaldini di Ancona sulle tematiche dell’integrazione, diritto d’asilo e cooperazione internazionale e organizzati da ANOLF e ISCOS Marche.

Nel corso del secondo appuntamento, ai ragazzi è stato presentato un gioco di ruolo sul tema del diritto di asilo riadattato da COMPASS: Manual for human rights education with young people realizzato dal Consiglio d’Europa. L’attività, dal titolo Posso entrare?, ha permesso ai ragazzi di entrare nei panni di un gruppo di rifugiati che cercano di fuggire in un altro paese e in quelli degli ufficiali addetti ai controlli di frontiera: un modo insolito per cercare di comprendere il punto di vista altrui, riflettere sui diritti umani e alimentare un sentimento di solidarietà universale.

Per chiunque voglia riproporlo, è possibile scaricare le istruzioni e le schede gioco.

Inserisci il tuo nome e indirizzo e-mail per il download gratuito.


A Firenze, l’incontro annuale Rete Europrogettazione Cisl

Sono iniziati questa mattina i lavori del Seminario di europrogettazione organizzato dalla Segreteria Generale, d’intesa con la Fondazione Ezio Tarantelli – Centro Studi, Ricerca e Formazione e in collaborazione con il Coordinamento delle Attività Internazionali. Un appuntamento formativo e informativo rivolto a responsabili politici e progettisti Confederali, di Federazione, Usr, Ust, Enti e Associazioni Cisl interessati e coinvolti nella progettazione europea, al fine di avviare o consolidare preziose collaborazioni che possano implementare qualitativamente e quantitativamente le attività progettuali del sistema Cisl anche in collaborazione con il sindacato europeo.

Il panorama delle attività e dei progetti, compresi quelli di enti, associazioni e società Cisl, è molto ricco e variegato. Nell’anno appena trascorso ben 12 strutture della Cisl sono state coinvolte in 50 progetti di portata europea. Nello specifico 25 di questi sono ancora in corso, 8 sono stati conclusi, 16 sono stati presentati e in attesa di valutazione, 1 è in fase di scrittura. Progetti che hanno visto il coinvolgimento di 291 partner di 40 diversi paesi.

L’incontro del 17-18 aprile a Firenze, cui partecipa anche l’ISCOS Marche, si pone l’obiettivo di rendere la collaborazione all’interno della Rete di europrogettazione della Cisl sistemica. Un lavoro di raccordo, avviato ormai da sei anni attraverso i seminari svolti al Centro Studi CISL, che punta ad agire su tre versanti: raccordo tra le persone, raccordo tra le strutture, raccordo con le politiche sindacali, nazionali ed internazionali.

Per dirlo attraverso le parole di Francesco Lauria, referente Europrogettazione Cisl – Fondazione Ezio Tarantelli,


I progetti europei devono incontrare, supportare, intrecciare, senza perdere la compatibilità con le regole e i contenuti dei bandi frequentati, i valori e le priorità politiche della nostra organizzazione

Si prospettano pertanto due giorni di intense attività con l’obiettivo di

  • condividere le opportunità dei programmi di finanziamento;
  • rafforzare e supportare esperienze in fase di avvio o consolidamento;
  • promuovere lo scambio di buone prassi.

Buon lavoro a tutti i partecipanti!

Migrant.net, anche l’ISCOS Marche aderisce al progetto FAMI regionale

Anche l’ISCOS Marche ha siglato l’adesione al progetto FAMI Migrant.net che vede capofila la Regione Marche con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione lavorativa dei migranti.

Si punta a potenziare i servizi offerti dai 13 centri per l’Impiego della regione al fine di aumentare la capacità di intercettare i migranti e di coinvolgerli in una gamma differenziata di politiche attive del lavoro, in coerenza con le esigenze, le aspettative e le caratteristiche professionali dei migranti e con i fabbisogni del sistema produttivo locale.

Obiettivi in linea con il progetto “Nuove comunità: blockchain per il lavoro”, di cui l’ISCOS è promotore, le cui attività andranno quindi ad inserirsi e supportare quelle del piano di lavoro regionale in una premiante ottica di lavoro di rete e condivisione.

Sul sito della Regione Marche è possibile approfondire i dettagli del progetto Migrant.net.

Il processo a Luiz Inácio Lula da Silva a un anno dalla sua incarcerazione

Il 7 aprile 2019 sarà trascorso un anno dall’incarcerazione dell’ex-presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva.

In coincidenza con tale data il Comitato nazionale e il Comitato internazionale Lula Livre promuovono iniziative per chiedere la liberazione di Lula. In Italia l’iniziativa è anticipata il 4 aprile 2019 a Roma, alle ore 18.00 presso la sede della CGIL nazionale.

Di seguito riportiamo un promemoria della vicenda giuridica e giudiziaria che ha portato all’arresto di Lula, testo  distribuito il 16 marzo in un incontro indetto a San Paolo per promuovere la moltiplicazione dei Comitati Lula Livre (traduzione di Teresa Isenburg).

Per quale motivo ci sono tanto processi giudiziari contro Lula?

Libero, Lula sarebbe stato di nuovo eletto presidente (a ottobre 2018). I suoi nemici hanno montato una farsa giudiziaria per arrestarlo. Quanto più numerosi sono i processi, maggiore è l’impressione che “dove c’è fumo, c’è fuoco”.

Quanti processi sono stati interamente conclusi?

Nessuno. Il più avanzato si riferisce a un appartamento a Guarujá, in seconda istanza. Poi viene il processo relativo al cascinale ad Atibaia, la cui sentenza di primo grado è stata pronunciata il 6 febbraio 2019.

Se nessun processo giudiziario è stato concluso, Lula non dovrebbe essere libero?

Secondo la Costituzione (brasiliana del 1988) Lula dovrebbe potere rispondere alla giustizia in libertà.

Dal momento che la sua incarcerazione è politica, sono state create regole speciali per mantenerlo in carcere. Anche il Supremo Tribunale Federale/STF, contraddicendo decisioni precedenti, ha rifiutato l’habeas corpus/libertà personale che impedirebbe l’incarcerazione.

Ma perché Lula è stato condannato in seconda istanza?

Perché i giudici di seconda istanza del 4° Tribunale Regionale Federale hanno accettato la sentenza scritta da un giudice di prima istanza, anche se essa non presentava nessuna prova contro Lula. Lula è stato condannato per “atti indeterminati”: non è mai stato provato che l’ex presidente avesse mai favorito qualche impresa in affari con la Petrobras.

Quale era il giudice di prima istanza?

Sérgio Moro, attuale ministro della giustizia di Bolsonaro, il principale avvantaggiato dalla prigione di Lula. Bolsonaro ha vinto le elezioni solo perché a Lula fu impedito di partecipare. E a Lula è stato impedito di partecipare alle elezioni grazie a Moro, che è diventato ministro di Bolsonaro.

Se Lula abita a San Paolo (per supposte situazioni di Guarujá che si trova nello Stato di San Paolo) per quale motivo egli è giudicato da un giudice dello Stato di Paraná?

Per un’altra frode del processo. Moro era responsabile di giudicare i processi concernenti la Petrobras. Il Ministero Pubblico ha inventato un collegamento fra le procedure giudiziarie contro Lula e le accuse concernenti la Petrobras affinché Moro giudicasse l’ex presidente.

Questo collegamento esisteva o non esisteva?

Non esisteva e non è mai esistito. Chi conferma ciò è lo stesso Moro. Nella sentenza di condanna di Lula ha scritto: “Questo giudizio mai ha affermato, nella sentenza o in alcun luogo, che i valori utilizzati dalla costruttrice nei contratti con la Petrobras siano stati utilizzati per pagamento di vantaggio indebito all’ex presidente”.

Ma se lo stesso Moro ha riconosciuto che l’accusa contro Lula non coinvolgeva la Petrobras, non avrebbe dovuto trasferire il caso ad altro giudice?

Avrebbe dovuto. Se lo avesse fatto, la condanna non esisterebbe o almeno avrebbe richiesto più tempo per essere emessa. Ma loro dovevano condannare Lula rapidamente per impedire la sua candidatura nelle elezioni del 2018. Come di fatto è accaduto.

Lula ha mai ricevuto l’appartamento di Guarujá?

No. Lula non è mai stato proprietario di alcun appartamento a Guarujá. Non ha mai dormito neanche una notte in quell’appartamento.

Ma Moro ha affermato che l’appartamento era stato ristrutturato perché Lula potesse abitarci, vero?

Lo ha affermato. Un’altra manovra per condannarlo. L’equipe giornalistica della televisione UOL ha filmato l’appartamento, durante l’occupazione del MTST/Movimento dos Trabalhadores sem Teto, e ha mostrato che era una farsa inventata per pregiudicare Lula. Per questo Moro ha negato alla difesa il
diritto di produrre prove che confermavano la inesistenza della cosiddetta “ristrutturazione”.

Insomma, di chi è l’appartamento?

Secondo la documentazione del catasto, l’appartamento è della concessionaria OAS. L’impresa tra l’altro ha ipotecato l’immobile come garanzia per un prestito bancario.

Ma se le cose stanno così, in base a quali prove Moro ha condannato Lula?

Non c’è nessuna prova che Lula abbia comprato, usato, ricevuto, accettato o chiesto questo appartamento. L’unica persona che ha detto che l’appartamento era di Lula è stato proprio il presidente della OAS. Dopo essere stato condannato a 26 anni di prigione, ha cambiato la storia che raccontava da due anni e ha buttato la responsabilità sull’ex presidente Lula senza presentare alcuna prova, in cambio di una riduzione di pena.

E questa storia del cascinale di Atibaia?

È simile a quella dell’appartamento. Lula è accusato di essere stato avvantaggiato da ristrutturazioni fatte in un cascinale. Le ristrutturazioni sarebbero state fatte in cambio di supposti favori concessi a Lula.

E il cascinale è di Lula?

No. In questo caso neanche Moro ha avuto il coraggio di inventare una cosa del genere. Il cascinale è proprietà di un amico di Lula e della sua famiglia da oltre 40 anni.

Ma se il cascinale non era di Lula, e non è stato lui a ordinare la ristrutturazione, di che cosa Lula è accusato?

Di essere stato il beneficiario finale della ristrutturazione compiuta da due concessionarie, in un cascinale che non era di proprietà né sua né di nessun componente della sua famiglia.

Lula è stato condannato anche in questo processo del cascinale?

Sì. La giudice Gabriela Hardt ha praticamente copiato la sentenza relativa all’appartamento di Guarujá e il 6 febbraio 2019 ha condannato Lula a 12 anni e 11 mesi di prigione. Anche in questo caso hanno usato gli stessi procedimenti di Guarujá, soprattutto delazioni premiate.

E perché molte persone affermano che Lula è innocente?

Chi ha la pazienza di leggere i processi vede che non esistono prove per condannare Lula. Non ci sono prove perché non ci sono crimini. La Costituzione afferma che tutti sono innocenti fino a quando non ci siano prove del contrario. E nel caso di Lula non ci sono prove di colpevolezza. E non ne verranno fuori. Ed è per questo che giuristi di vaglia del mondo intero protestano contro il modo in cui vengono condotti questi processi contro l’ex presidente.

Se non esiste nessuna prova e tuttavia Lula è stato condannato, allora chi ha calpestato la legge sono stati i pubblici ministeri e i giudici?

Esattamente. È per questo che Lula è un prigioniero politico. Lula è perseguitato e incarcerato per motivi politici. I suoi nemici non sono riusciti a sconfiggere Lula elettoralmente, e allora hanno scelto un’altra strada: hanno manipolato il potere giudiziario. Adesso vogliono mantenerlo in carcere ad ogni costo, perché non possa dirigere la resistenza contro il governo Bolsonaro e le sue riforme antipopolari.

(Foto di copertina di Ricardo Stuckert)

Qualité de l’emploi et sous-emploi. Emplois temporaires et nouvelles formes de travail. La troisième étude du projet SOLID est disponible

Sans être récentes, les formes atypiques d’emploi sont devenues l’une des caractéristiques du marché du travail contemporain. La catégorie de sous-emploi concerne tous ceux qui déclarent avoir travaillé moins de  ce qu’ils voulaient ou pourraient, qui se retrouvent souvent à la recherche d’un deuxième emploi qui leur permettent d’atteindre un niveau salarial aligné sur leurs besoins. Dans le monde, près de 900 millions de travailleurs – un travailleur sur trois – vivent sous le seuil de pauvreté de deux dollars par jour. Mais la pauvreté ne peut être éradiquée s’il n’y a pas de possibilités d’emploi stables avec des salaires suffisants.

La dernière étude réalisée par ISCOS Marche en collaboration avec les membres de l’Union des syndicats arabes (UMT, CDT et UGTM) dans le cadre du programme SOLID est centrée sur la qualité du travail et du  sous-emploi, en mettant l’accent sur les emplois temporaires et les nouvelles formes de travail. L’étude a été menée de manière participative grâce à la présence d’un accord avec les dirigeants syndicaux concernant la méthodologie de travail à suivre et les axes à adopter. Les confédérations syndicales ont également participé aux débats concernant la préparation de l’étude jusqu’à la rédaction, la discussion et l’adoption du texte le 20 avril 2018.

Cette étude est divisée en trois parties:

  1. La qualité de l’emploi et du sous-emploi
  2. Emplois temporaires
  3. Nouvelles formes de travail.

Et il vise essentiellement à:

  • Examiner, partager et analyser le cadre juridique international et national qui régit les problèmes identifiés;
  • Partager avec tous les acteurs du mouvement syndical marocain les concepts fondamentaux liés au thème de la qualité du travail et ceux essentiels pour la défense des causes de la classe ouvrière;
  • Diagnostiquer l’évolution de la situation économique internationale et marocaine et mettre en évidence les effets de la mondialisation des relations de production sur le vécu des travailleurs et sur le rôle que le mouvement syndical national et international est appelé à jouer;
  • Fournir aux dirigeants et aux responsables syndicaux des données, des indicateurs et d’autres éléments d’analyse afin qu’ils puissent les utiliser dans leur action militante quotidienne pour soutenir leurs actions de protection et de défense;
  • Présenter des propositions et des idées alternatives pour développer l’action syndicale en relation avec les thèmes de l’étude;
  • Résumez les conclusions et les recommandations des réunions de suivi tenues avec les dirigeants syndicaux sur les sujets couverts par l’étude.

Comme le texte précédent, l’étude est également disponible en versions française et arabe

Qualité de l’emploi et sous-emploi. Emplois temporaires et nouvelles formes de travail – Français

Qualité de l’emploi et sous-emploi. Emplois temporaires et nouvelles formes de travail – Arabe

SOLiD – South Mediterranean Social Dialogue est un programme pilote triennal (2016-2019) pour la promotion du Dialogue social avec trois pays du sud de la Méditerranée: le Maroc, la Tunisie et la Jordanie.
La promotion des bonnes pratiques grâce à l’identification et au partage d’outils et de modèles novateurs de Dialogue social fait également partie des objectifs du project.
Pour contribuer à sa réalisation, ISCOS Marche a édité la rédaction de 3 publications:
– Guide pour les syndicalistes sur les Accords d’entreprises transnationales
– Guide pour les syndicats et les travailleurs migrants “Migration, travail décent et droits sociaux au Maroc”
– L’étude sur la qualité du travail et le sous-emploi

Qualità del lavoro e del sotto-impiego. Lavori temporanei e nuove forme di lavoro. Disponibile il terzo studio del progetto SOLID

Sebbene non recenti, le forme di occupazione atipiche sono diventate una delle maggiori caratteristiche del mercato del lavoro contemporaneo. La categoria dei sottoccupati riguarda tutti coloro che dichiarano di aver lavorato un monte ore inferiore rispetto a quello che avrebbe voluto o potuto, i quali si ritrovano spesso a cercare un secondo lavoro per raggiungere un livello salariale adeguato alle proprie esigenze. Al mondo quasi 900 milioni di lavoratori – uno su tre lavoratori – vivono al di sotto della soglia di povertà di due dollari al giorno. Ma la povertà non può essere sradicata se non ci sono opportunità di lavoro stabili con salari sufficienti.

L’ultimo studio curato da ISCOS Marche in collaborazione con i sindacati membri dell’Unione sindacale araba (UMT, CDT e UGTM) nell’ambito del programma SOLID è incentrato sulla qualità del lavoro e del sotto-impiego, con un focus sui lavori temporanei e sulle nuove forme di lavoro. Lo studio è stato condotto in modo partecipativo grazie alla presenza di un accordo con i leader e i dirigenti sindacali riguardo la metodologia di lavoro da seguire e gli assi da adottare. Le confederazioni  sindacali hanno anche partecipato ai dibattiti riguardanti le fasi di preparazione dello studio, fino alla stesura, alla discussione e all’adozione del testo il 20 aprile 2018.

Questo studio è diviso in tre parti :

  1. La qualità del lavoro e del sotto-impiego
  2. Lavori temporanei
  3. Nuove forme di lavoro.

E mira essenzialmente a:

  • Rivedere, condividere e analizzare il quadro giuridico internazionale e nazionale che disciplina i temi identificati;
  • Condividere con tutti gli attori del movimento sindacale marocchino i concetti fondamentali relativi al tema della qualità del lavoro e quelli essenziali per la difesa delle cause della classe lavoratrice;
  • Diagnosticare lo stato di avanzamento della realtà economica internazionale e marocchina e rilevare gli effetti della globalizzazione dei rapporti di produzione sull’esperienza dei lavoratori e sul ruolo che il movimento sindacale nazionale e internazionale è chiamato a ricoprire;
  • Fornire ai dirigenti e ai funzionari sindacali dati, indicatori e altri elementi d’analisi in modo che possano farne uso nel loro attivismo quotidiano per sostenere le loro azioni di tutela e difesa;
  • Presentare proposte e idee alternative per sviluppare l’azione sindacale in relazione ai temi dello studio;
  • Riassumere le conclusioni e le raccomandazioni degli incontri di follow-up svolti con dirigenti sindacali sugli argomenti trattati dallo studio.

Come il testo precedente, anche questo è disponibile in una versione in lingua francese e una in lingua araba.

Qualité de l’emploi et sous-emploi. Emplois temporaires et nouvelles formes de travail – Français

Qualité de l’emploi et sous-emploi. Emplois temporaires et nouvelles formes de travail – Arabe

SOLiD – South Mediterranean Social Dialogue è un programma pilota triennale (2016-2019) per la promozione del Dialogo sociale con tre Paesi del Sud del Mediterraneo: Marocco, Tunisia e Giordania.
Fra gli obiettivi rientra anche la promozione di buone pratiche attraverso l’identificazione e la condivisione di strumenti e modelli innovativi di Dialogo sociale.
Per contribuire al suo raggiungimento ISCOS Marche ha curato la stesura di 3 pubblicazioni:
– La Guida per sindacalisti sugli Accordi aziendali transnazionali
– La Guida per sindacati e lavoratori migranti “Migrazione, lavoro dignitoso e diritti sociali in Marocco”
– Lo studio sulla qualità del lavoro e del sotto-impiego

Migration, travail décent et droits sociaux au Maroc. Guide destiné aux syndicats et aux travailleurs migrants

Au Maroc, le phénomène migratoire a tellement augmenté qu’il devient un fait social marquant le changement et la transformation de la société marocaine.

Au cours des deux dernières décennies, l’amplification du phénomène et l’évolution du Maroc vers un pays d’immigration ont multiplié l’intérêt et les interventions des acteurs nationaux (institutionnels, politiques et société civile) et internationaux (ONG, organisations des Nations Unies , etc.), dans le but de soutenir un nouveau cadre législatif, mis en place progressivement, capable d’assurer une gouvernance de la migration qui respecte les normes internationales relatives aux droits des migrants.

Malgré la réalisation de plusieurs recherches visant à mieux comprendre les différentes formes de migration visibles au Maroc et leur impact social, économique et politique, il est difficile d’accéder à des données quantitatives fiables sur la présence de migrants au Maroc et sur leur profil socio-économique. A notre avis, cela est dû, d’une part, à la complexité du phénomène de la “migration irrégulière”, caractérisé par la difficulté d’identifier tous les migrants qui échappent aux contrôles et aux autorités frontalières; et d’autre part, au manque d’accès aux informations détenues par les institutions publiques.

Le document “Migration, travail décent et droits sociaux au Maroc. Guide destiné aux syndicats et aux travailleurs migrants“, élaboré par ISCOS Marche dans le cadre du projet SOLID et disponible en version française et arabe, porte en général sur le contexte de la migration au  Maroc et, en particulier, sur le concept de “travail décent” et sur le rôle des syndicats dans la promotion des droits des travailleurs migrants.

Le concept de travail décent associe le droit d’accès à une main-d’œuvre productive et bien rémunérée, à la sécurité sur le lieu de travail et à la protection sociale des familles, aux meilleures perspectives de développement personnel et d’inclusion sociale, à la liberté d’exprimer leurs demandes et participer aux décisions concernant leur vie, à l’égalité d’opportunité et de traitement pour tous les hommes et toutes les femmes sans distinction de sexe. Le travail décent ainsi que le plein emploi productif sont des facteurs clés pour parvenir à une globalisation juste et pour réduire la pauvreté.

Ce texte se présente également comme un outil de travail pour améliorer la capacité des partenaires sociaux marocains à résoudre efficacement les problèmes, à identifier des solutions et à développer des plans d’action.

Migration, travail décent et droits sociaux. Guide pour les syndicats et les travailleurs migrants – Français

Migration, travail décent et droits sociaux. Guide pour les syndicats et les travailleurs migrants – Arabe

SOLiD – South Mediterranean Social Dialogue est un programme pilote triennal (2016-2019) pour la promotion du Dialogue social avec trois pays du sud de la Méditerranée: le Maroc, la Tunisie et la Jordanie.
La promotion des bonnes pratiques grâce à l’identification et au partage d’outils et de modèles novateurs de Dialogue social fait également partie des objectifs du project.
Pour contribuer à sa réalisation, ISCOS Marche a édité la rédaction de 3 publications:
– Guide pour les syndicalistes sur les Accords d’entreprises transnationales
– Guide pour les syndicats et les travailleurs migrants “Migration, travail décent et droits sociaux au Maroc”
– L’étude sur la qualité du travail et le sous-emploi

Migrazione, lavoro dignitoso e diritti sociali. Guida per sindacati e lavoratori migranti

In Marocco il fenomeno migratorio è in piena espansione tanto da diventare un fatto sociale che segna il cambiamento e la trasformazione della società marocchina.

Negli ultimi due decenni,  l’amplificazione del fenomeno e l’evoluzione del Marocco  verso paese di immigrazione hanno moltiplicato l’interesse e gli interventi degli attori sia nazionali (istituzioni, politici e società civile), sia internazionali (ONG, organizzazioni delle Nazioni Unite, ecc.), con l’obiettivo di sostenere l’attuazione di un nuovo quadro legislativo, attuato gradualmente, che sarà in grado di garantire una governance della migrazione che rispetti le norme internazionali sui diritti dei migranti.

Nonostante la realizzazione di diversi studi e ricerche per comprendere meglio le diverse forme migratorie visibili in Marocco e il loro impatto sociale, economico e politico, è difficile accedere a dati quantitativi attendibili sulla presenza di migranti e sul loro profilo socio-economico. A nostro parere, questo è dovuto, da un lato, alla complessità del fenomeno della cosiddetta “migrazione irregolare”, caratterizzato dalla difficoltà di identificare tutti i migranti che sfuggono ai controlli e alle autorità di frontiera; e dall’altro alla mancanza di accesso alle informazioni in possesso delle istituzioni pubbliche.

Tra questi problemi possiamo notare, oltre alla regolarizzazione dei migranti e la creazione di un quadro giuridico in grado di garantire i diritti fondamentali dei migranti, l’accesso ai servizi di base e l’integrazione socio-professionale.

Il documento “Migrazione, lavoro dignitoso e diritti sociali. Guida per sindacati e lavoratori migranti”, curato da ISCOS Marche all’interno del progetto SOLID  e disponibile in una versione francese e in una araba, si concentra, in generale, sul contesto migratorio in Marocco e, nello specifico, sul concetto di “lavoro dignitoso” e sul ruolo dei sindacati nella promozione dei diritti dei lavoratori migranti.

Il concetto di lavoro dignitoso riunisce al suo interno il diritto all’accesso a un lavoro produttivo e ben retribuito, alla sicurezza sul posto di lavoro e alla protezione sociale per le famiglie, migliori prospettive di sviluppo personale e inclusione sociale, libertà per le persone di esprimere le loro richieste e partecipare alle decisioni che riguardano le loro vite, pari opportunità e uguale trattamento per tutti gli uomini e le donne a prescindere dal loro sesso. Il lavoro dignitoso insieme a un’occupazione piena e produttiva sono fattori chiave per raggiungere una globalizzazione equa e ridurre la povertà.

Anche questo testo si presenta quindi per essere uno strumento di lavoro volto a migliorare la capacità delle parti sociali marocchine di affrontare efficacemente i problemi, individuare soluzioni e sviluppare piani d’azione.

Migration, travail décent et droits sociaux. Guide pour les syndicats et les travailleurs migrants – Français

Migration, travail décent et droits sociaux. Guide pour les syndicats et les travailleurs migrants – Arabe

SOLiD – South Mediterranean Social Dialogue è un programma pilota triennale (2016-2019) per la promozione del Dialogo sociale con tre Paesi del Sud del Mediterraneo: Marocco, Tunisia e Giordania.
Fra gli obiettivi rientra anche la promozione di buone pratiche attraverso l’identificazione e la condivisione di strumenti e modelli innovativi di Dialogo sociale.
Per contribuire al suo raggiungimento ISCOS Marche ha curato la stesura di 3 pubblicazioni:
– La Guida per sindacalisti sugli Accordi aziendali transnazionali
– La Guida per sindacati e lavoratori migranti “Migrazione, lavoro dignitoso e diritti sociali in Marocco”
– Lo studio sulla qualità del lavoro e del sotto-impiego

Pubblié le Guide pour les syndacalistes sur les Accords d’entreprises transnationales

Le manuel, realisé dans le cadre du projet SOLID, a été créé dans l’intention de servir de guide aux syndicalistes souhaitant négocier la rédaction d’Accords d’entreprises transnationales (Transnational Company Agreement– TCA) avec des entreprises multinationales.

Le travail a été développé à partir du concept de Dialogue social, thème principal de tout le projet, conçu comme un processus de consultation entre les partenaires sociaux visant à définir une position commune sur divers sujets liés aux politiques socio-économiques.

Les Accords d’entreprises transnationales peuvent être considérés comme l’un des réussites de ce dialogue constructif au terme duquel les partenaires sociaux, y compris les fédérations syndicales mondiales, ont été en mesure de trouver une position commune sur certaines questions. Cet accord sera valable dans le monde entier, c’est-à-dire où la multinationale signataire a ses propre sites d’exploitation.

Une fois qu’un tel accord a été obtenu, il doit être respecté et correctement mis en place pour être efficace. A cette fin, différents acteurs doivent jouer leur rôle.

Dans le guide, il sera possible de savoir à quoi sert un AET et pourquoi il peut être utile de le signer, tant du point de vue des multinationales que des syndicats.

Le Guide veut également etre un outil pour apprendre à rédiger un Accord d’entreprise, en montrant quelles sont les questions clés à inclure et comment vérifier son application une fois qu’il a été signée. Certains exemples de AET, qui peuvent être utilisés comme modèles ou adaptés aux besoins individuels, figurent dans la dernière partie du Guide.

Enfin, il y a également une liste des principales Fédérations syndicales mondiales avec les secteurs qu’elles couvrent et leurs adresses e-mail, utiles pour obtenir un soutien direct si nécessaire.

Ici vous trouverez les versions en anglais et en arabe du Guide:

SOLiD – South Mediterranean Social Dialogue est un programme pilote triennal (2016-2019) pour la promotion du Dialogue social avec trois pays du sud de la Méditerranée: le Maroc, la Tunisie et la Jordanie.
La promotion des bonnes pratiques grâce à l’identification et au partage d’outils et de modèles novateurs de Dialogue social fait également partie des objectifs du project.
Pour contribuer à sa réalisation, ISCOS Marche a édité la rédaction de 3 publications:
– Guide pour les syndicalistes sur les Accords d’entreprises transnationales
– Guide pour les syndicats et les travailleurs migrants “Migration, travail décent et droits sociaux au Maroc”
– L’étude sur la qualité du travail et le sous-emploi

Pubblicata la Guida per sindacalisti sugli Accordi aziendali internazionali

Il manuale, realizzato nell’ambito del progetto SOLID, nasce con l’intento di essere una guida per i sindacalisti che desiderano negoziare la stesura di Accordi aziendale transnazionali (Transnational Company Agreement – TCA) con le multinazionali.

Il lavoro è stato sviluppato a partire dal concetto di Dialogo sociale, tema portante dell’intero progetto, inteso quale processo di consultazione tra le parti sociali volto a raggiungere una posizione comune su diversi argomenti inerenti le politiche socio-economiche.

Gli Accordi aziendali transnazionali possono essere considerati uno dei buoni esiti di questo dialogo costruttivo al termine del quale le parti sociali, comprese le federazioni sindacali globali, sono state capaci di trovare una posizione comune su determinate questioni. Questo accordo sarà valido a livello mondiale, cioè dove la multinazionale firmataria ha le proprie sedi operative.

Una volta ottenuto un simile accordo, questo deve essere rispettato e correttamente implementato per essere effettivo. A tale scopo diversi attori devono giocare il proprio ruolo.

All’interno della guida sarà possibile scoprire a cosa serve un TCA e perchè può essere utile firmarlo, sia dal punto di vista delle multinazionali, sia da quello delle unioni sindacali.

La Guida vuole inoltre essere uno strumento per imparare a scrivere un Accordo aziendale, mostrando quali sono i temi fondamentali da includere e come verificare la sua applicazione una volta firmato. Alcuni esempi di TCA, che possono essere utilizzarli come modelli oppure adattati in base alle singole necessità, sono inclusi nell’ultima parte della Guida.

Infine è anche presente una lista delle principali Federazioni sindacali globali con i settori che coprono e i loro indirizzi email, utile per ottenere un supporto diretto se necessario.

Qui trovate le versioni in inglese e arabo della Guida:

SOLiD – South Mediterranean Social Dialogue è un programma pilota triennale (2016-2019) per la promozione del Dialogo sociale con tre Paesi del Sud del Mediterraneo: Marocco, Tunisia e Giordania.
Fra gli obiettivi rientra anche la promozione di buone pratiche attraverso l’identificazione e la condivisione di strumenti e modelli innovativi di Dialogo sociale.
Per contribuire al suo raggiungimento ISCOS Marche ha curato la stesura di 3 pubblicazioni:
– La Guida per sindacalisti sugli Accordi aziendali transnazionali
– La Guida per sindacati e lavoratori migranti “Migrazione, lavoro dignitoso e diritti sociali in Marocco”
– Lo studio sulla qualità del lavoro e del sotto-impiego